Architetto.info - Architetto.info | Architetto.info

N. 963 ORDINANZA (Atto di promovimento) 21 dicembre 2000. Ordin...

N. 963 ORDINANZA (Atto di promovimento) 21 dicembre 2000. Ordinanza emessa il 21 dicembre 2000 dal Tribunale Amministrativo regionale della Liguria sul ricorso proposto da Societa' Amga contro comune di Savona ed altri Idrocarburi - Attivita' di distribuzione di gas naturale - Gare per l'affidamento del servizio - Regime transitorio - Prevista possibilita' di partecipazione, senza limitazioni, dei soggetti titolari degli affidamenti e delle concessioni al momento dell'entrata in vigore del decreto legislativo censurato - Ingiustificato trattamento di privilegio delle imprese gia' concessionarie o affidatarie del servizio (escluse nel sistema a regime dalle gare predette) - Violazione del principio della libera concorrenza - Eccesso di delega. - D.Lgs. 23 maggio 2000, n. 164, art. 15, comma 10. - Costituzione, artt. 3, 41 e 76. (GU n. 2 del 9-1-2002)

N. 963 ORDINANZA (Atto di promovimento) 21 dicembre 2000.

Ordinanza emessa il 21 dicembre 2000 dal Tribunale Amministrativo
regionale della Liguria sul ricorso proposto da Societa’ Amga contro
comune di Savona ed altri

Idrocarburi – Attivita’ di distribuzione di gas naturale – Gare per
l’affidamento del servizio – Regime transitorio – Prevista
possibilita’ di partecipazione, senza limitazioni, dei soggetti
titolari degli affidamenti e delle concessioni al momento
dell’entrata in vigore del decreto legislativo censurato –
Ingiustificato trattamento di privilegio delle imprese gia’
concessionarie o affidatarie del servizio (escluse nel sistema a
regime dalle gare predette) – Violazione del principio della libera
concorrenza – Eccesso di delega.
– D.Lgs. 23 maggio 2000, n. 164, art. 15, comma 10.
– Costituzione, artt. 3, 41 e 76.

(GU n. 2 del 9-1-2002)
IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE

Ha pronunciato la seguente ordinanza sul ricorso n. 1309/2000
R.G.R. proposto da societa’ – Azienda Mediterranea Gas e Acqua
S.p.a., in persona del legale rappresentante, rappresentata e difesa
dall’avv. Luca Lanzalone, presso lo stesso elettivamente domiciliata
in Genova, piazza dei Giustiniani 7/d, ricorrente;
Contro Comune di Savona, in persona del sindaco in carica,
rappresentato e difeso dall’avv. Corrado Mauceri, presso lo stesso
elettivamente domiciliato in Genova via Palestro n. 2/3; Piccardo
Maura, nella qualita’ di direttore del settore servizi demografici e
attivita’ commerciali del Comune di Savona, rappresentata e difesa
dall’avv. Giovanni Bormioli, presso lo stessa elettivamente
domiciliata in Genova, piazza Dante n. 9/14, resistenti; e nei
confronti di Italgas S.p.a. Societa’ italiana per il gas, in persona
del legale rappresentante, rappresentata e difesa dall’avv. Alberto
Quaglia, presso lo stesso elettivamente domiciliato in Genova, corso
A. Saffi n. 7/1, controinteressata;
Per l’annullamento della deliberazione consiliare 12 giugno 2000
n. 24, di attribuzione alla ditta controinteressata del servizio di
distribuzione del gas in ambito comunale per il periodo 1 gennaio
2001 – 31 dicembre 2015, con contestuale proroga della precedente
concessione, e di ogni atto connesso, nonche’ per la declaratoria di
nullita’ e/o l’annullamento del contratto 6 luglio 2000 stipulato tra
il comune e Italgas avente per oggetto la convenzione relativa al
servizio suddetto, e per l’accertamento dell’obbligo del comune di
bandire gara pubblica per l’assegnazione del servizio stesso, con la
condanna del comune al risarcimento del danno.
Visto il ricorso con i relativi allegati;
Visto l’atto di costituzione in giudizio dell’amministrazione e
del dirigente del servizio intimate e della societa’
controinteressata;
Viste le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle rispettive
difese;
Visti gli atti tutti della causa;
Udita alla pubblica udienza del 21 dicembre 2000 la relazione del
consigliere Roberta Vigotti e uditi, altresi’, l’avv. Lanzalone per
la ricorrente, l’avv. Casanova per delega dell’avv. Mauceri per
l’amministrazione resistente, l’avv. Vaccari per delega dell’avv.
Bormioli per Piccardo Maura nonche’ l’avv. Quaglia per la
controinteressata;
Ritenuto e considerato quanto segue:
Esposizione del fatto
La societa’ Amga, S.p.a. espone che con la deliberazione
impugnata, n. 24 del 12 giugno 2000, il Comune di Savona ha disposto
di affidare alla Italgas S.p.a., titolare della concessione a far
data dal 1937, ed in scadenza al 31 dicembre 2000, il pubblico
servizio di distribuzione del gas per il periodo 1 gennaio 2001- 31
dicembre 2015, mediante proroga della concessione in essere.
Tale deliberazione, dopo aver impropriamente richiamato l’art. 14
legge n. 359 del 1992, affida il servizio per ulteriori quindici anni
senza il preventivo esperimento di alcun tipo di gara, nonostante che
il d.lgs. n. 164 del 23 maggio 2000, poi pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale in data 20 giugno 2000, entrato in vigore prima che
divenisse esecutiva la deliberazione, e il cui testo era
perfettamente conosciuto dall’amministrazione (che lo richiama nel
provvedimento), imponesse, all’art. 14, l’esperimento di una gara per
la scelta del concessionario. Alla scadenza della vigente concessione
con ltalgas (31 dicembre 2000), il servizio avrebbe dovuto quindi
essere messo a gara, per una durata non superiore a dodici anni.
Invece di verificare la conformita’ alla nuova normativa di
quanto deliberato, adottando i doverosi atti di autotutela,
l’amministrazione, nella persona del direttore del competente
settore, ha proceduto alla stipula della convenzione con Italgas,
mediante la quale si e’ proceduto alla proroga della concessione per
altri quindici anni, rideterminandone i contenuti, con la
giustificazione che il d.lgs. n. 164 del 2000 e’ entrato in vigore in
data successiva a quella dell’adozione della deliberazione consiliare
12 giugno 2000.
La societa’ Amga, premesso di essere legittimata ad agire in
quanto operante nel settore del gas e, quindi, portatrice di un
interesse differenziato e qualificato al rispetto della normativa in
materia di scelta del contraente cui affidare il servizio locale di
distribuzione, impugna la procedura posta in essere dal comune per i
seguenti motivi:
1. – Eccesso di potere per sviamento. Violazione dei principi
di correttezza ed imparzialita’ dell’azione amministrativa.
Illogicita’ e contraddittorieta’. Violazione art. 14 d.lgs. n. 164
del 2000.
L’amministrazione ha cercato di precostituire, a favore della
controinteressata, una situazione di vantaggio prima che entrasse in
vigore il d.lgs. n. 164, il cui testo era noto prima della
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, e che prevede che il servizio
de quo possa essere affidato dall’ente locale solo previo esperimento
di una gara. Mediante tale procedimento e’ stata creata una
situazione di vigenza di un rapporto concessorio non piu’ in scadenza
al 31 dicembre 2000, ma al 2015, cosi’ consentendo alla Italgas di
beneficiare, quanto meno, dei periodi transitori previsti
dall’art. 15, comma 7, d.lgs. n. 164.
L’amministrazione, comunque, nell’adottare la deliberazione
impugnata, si era riservata di rivedere il provvedimento, una volta
che fosse stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il d.lgs.
suddetto, ma nessuna modifica e’ stata poi operata, benche’ il
contenuto della convenzione fosse chiaramente contrario ai principi
del nuova testo legislativo, pubblicato prima che divenisse esecutiva
la deliberazione in esame, non solo per l’obbligo della gara, ma
anche per la durata della proroga concessa. Nessuna particolare
urgenza, infine, militava per l’adozione della delibera in pendenza
dell’entrata in vigore del d.lgs. n. 164, ne’ sussisteva alcun
interesse dell’amministrazione per stipulare il contratto 6 luglio
2000, in quanto quello in essere sarebbe scaduto solo a fine 2000,
mentre gli ulteriori obblighi per il concessionario decorrono a
partire dal gennaio 2001. Vi erano quindi i tempi tecnici per bandire
una pubblica gara in concomitanza con la scadenza della concessione
in corso con Italgas, essendo la gara imposta non solo dal d.lgs.
n. 164, ma anche dalla normativa generale in tema di concessione di
pubblici servizi.
La mancata revoca della deliberazione impugnata, e la stipula
della concessione nonostante l’avvenuta pubblicazione del d.lgs.
n. 164, configurano anche violazione dell’art. 14 del medesimo
d.lgs., in quanto la cosiddetta proroga e’ una vera e propria nuova
concessione, sia per la durata, sia perche’ il comune ne ha
rinegoziato i contenuti.
2. – Violazione art. 14 legge n. 359 deI 1992. Perplessita’ e
contraddittorieta’.
L’art. 14 d.l. n. 333 del 1992, convertito nella legge n. 352 del
1992, richiamato nella deliberazione impugnata e che ha prorogato per
venti anni le concessioni in essere alla data di entrata in vigore
del decreto stesso, non e’ applicabile alle concessioni di pubblico
servizio degli enti locali, in quanto si riferisce ai soli enti dello
Stato in via di trasformazione in S.p.a., con l’intento di preservare
in capo a tali gruppi le concessioni statali che avrebbero potuto
perdere a seguito della privatizzazione. La deliberazione impugnata,
che da’ espressamente atto che la concessione con Italgas sarebbe
scaduta il 31 dicembre 2000, appare pertanto anche viziata per
perplessita’, poiche’ non si comprende quale sia la finalita’ del
richiamo operato all’art. 14 suddetto.
3. – Violazione art. 267 TUFL n. 1175 del 1931 e della
normativa in materia di contratti della P.A. Violazione art. 56 legge
n. 142 del 1990. Difetto di motivazione.
La proroga operata si configura come una nuova concessione, oltre
che per i motivi sopra esaminati, anche per espressa dichiarazione
contenuta nell’art. 3 dello schema di convenzione e nella
deliberazione consiliare impugnata, dove si fa riferimento ad una
trattativa instaurata con Italgas per rideterminare i rapporti
discendenti dall’atto di concessione. Procedendo ad una trattativa
privata il comune ha pertanto violato l’art. 267 citato, che dispone
che, ove l’ente locale decida di affidare il servizio nelle forme
della concessione, e’ tenuto a scegliere il concessionario mediante
le regole dell’evidenza pubblica, salvo che motivatamente chiarisca
circostanze speciali in rapporto alla natura dei servizi. La
deliberazione impugnata non reca alcuna motiv…

[Continua nel file zip allegato]

Architetto.info