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N. 964 ORDINANZA (Atto di promovimento) 8 marzo 2001. Ordinanza...

N. 964 ORDINANZA (Atto di promovimento) 8 marzo 2001. Ordinanza emessa l'8 marzo 2001 dal Tribunale Amministrativo regionale della Liguria sui ricorsi proposti da Servizi Media Advertising Ferroviari - Smafer S.p.a. contro Comune di Genova Edilizia e urbanistica - Autorizzazione comunale all'installazione di impianti pubblicitari - Preclusione fino all'approvazione del relativo regolamento comunale e del piano generale degli impianti - Incidenza sul principio di liberta' d'iniziativa economica privata. - D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507, art. 36, comma 8. - Costituzione, art. 41. (GU n. 2 del 9-1-2002)

N. 964 ORDINANZA (Atto di promovimento) 8 marzo 2001.

Ordinanza emessa l’8 marzo 2001 dal Tribunale Amministrativo
regionale della Liguria sui ricorsi proposti da Servizi Media
Advertising Ferroviari – Smafer S.p.a. contro Comune di Genova

Edilizia e urbanistica – Autorizzazione comunale all’installazione di
impianti pubblicitari – Preclusione fino all’approvazione del
relativo regolamento comunale e del piano generale degli impianti –
Incidenza sul principio di liberta’ d’iniziativa economica privata.
– D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507, art. 36, comma 8.
– Costituzione, art. 41.

(GU n. 2 del 9-1-2002)
IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE

Ha pronunciato la seguente ordinanza sui ricorsi n. 584/1996 e
n. 260/2000 R.G.R. proposti da Servizi Media Advertising – Smafer
S.p.a., in persona deI legale rappresentante, rappresentata e difesa
dall’avv. Luigi Cocchi, presso la stesso elettivamente domiciliata in
Genova via Macaggi n. 21/5, e dall’avv. Giancarlo Tanzarella
ricorrente;
Contro Comune di Genova, in persona del sindaco in carica,
rappresentato e difeso, nel primo ricorso, dall’avv. Edda Odone, e
nel secondo dall’avv. Luca De Paoli, presso gli stessi elettivamente
domiciliato in Genova via Garibaldi n. 9, resistente;
Per l’annullamento del provvedimento in data 12 gennaio 1996
recante reiezione dell’istanza di autorizzazione all’installazione di
un impianto pubblicitario sul sottoponte ferroviario di via Pisoni, e
di ogni atto connesso, ivi incluso, occorrendo, il parere della
commissione di cui art. 7 del regolamento di pubblicita’;
dell’ordinanza dirigenziale 19 novembre 1999 n. 18138 di rimozione
del predetto impianto e di ogni atto connesso, ivi inclusa la diffida
19 novembre 1999 n. 18139.
Visti i ricorsi con i relativi allegati;
Visto l’atto di costituzione in giudizio dell’amministrazione
intimata, in entrambi i ricorsi;
Viste le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle rispettive
difese;
Visti gli atti tutti delle cause;
Udita alla pubblica udienza dell’8 marzo 2000 la relazione del
consigliere Roberta Vigotti e uditi, altresi’, l’avv. Di Giovanna per
delega dell’avv. Tanzarella per la ricorrente e l’avv. De Paoli anche
per delega dell’avv. Odone per l’amministrazione resistente;
Ritenuto e considerato quanto segue:
Esposizione del fatto
La societa’ Smafer, concessionaria dell’Ente Ferrovie dello Stato
per l’effettuazione della pubblicita’ ferroviaria, espone di aver
presentato istanza, pervenuta al Comune di Genova in data 4 dicembre
1995, per ottenere l’autorizzazione all’installazione di un impianto
pubblicitario, in sostituzione di altro gia’ oggetto di
autorizzazione tacita, sul sottoponte ferroviario di via Pisoni,
cosi’ ottemperando al disposto dell’art. 14 comma 4-septies legge
n. 488 del 1986, che prevede l’assenso tacito in caso di silenzio
dell’amministrazione entro trenta giorni dalla domanda. Trascorso
tale periodo, la ricorrente ha proceduto all’installazione, ma con il
provvedimento impugnato l’amministrazione ha negato l’autorizzazione,
sul presupposto della non assentibilita’ dell’impianto fino
all’approvazione del piano generale previsto dall’art. 3 d.lgs.
n. 507 del 1993.
Avverso tale provvedimento la ricorrente espone i seguenti
profili di illegittimita’:
1. – Violazione art. 14 comma 4-septies n. 488/1986. Eccesso
di potere sotto diversi profili.
Il diniego e’ stato comunicato ben al di la’ del termine previsto
dalla norma rubricata; di conseguenza, sull’istanza si era gia’
formato il silenzio assenso, e l’amministrazione avrebbe potuto
incidere sulla ormai consolidata posizione soggettiva solo previa
revoca dell’assenso tacito e solo in presenza di motivate ragioni di
interesse pubblico.
2. – Violazione della medesima norma, sotto altro aspetto,
anche in relazione all’art. 3, comma 4, d.lgs. n. 507/1993:
violazione artt. 41 e 97 Cost. Eccesso di potere sotto altri profili.
L’autorizzazione comunale per la pubblicita’ effettuata in ambito
ferroviario deve essere regolamentata dal singolo comune. I
regolamenti municipali, per effetto dell’art. 3 d.lgs. n. 507/1993,
possono stabilire limitazioni e divieti in relazione ad esigenze di
pubblico interesse: ne consegue che, in assenza di prevalenti ragioni
di interesse pubblico, l’attivita’ pubblicitaria e’ libera e che il
diniego puo’ essere espresso solo se vi sia un nesso causale tra
l’ubicazione e le caratteristiche dell’impianto e l’alterazione del
decoro urbano. Il diniego deve pertanto operare un preciso
riferimento alle norme regolamentari presupposte, in base alle quali
deve essere motivato. Il provvedimento impugnato non contiene niente
di tutto cio’, ed e’ dunque illegittimo perche’ si basa su una
pretesa moratoria che blocca un’attivita’ economica libera, senza una
preventiva ed adeguata attivita’ istruttoria volta a determinare la
compatibilita’ del singolo impianto con l’arredo urbano e a causa
dell’inerzia della stessa amministrazione che, pur essendosi dotata
del regolamento di cui all’art. 3, d.lgs. citato, nel cui contesto
dovrebbero essere contenuti i criteri per la realizzazione del piano
generale degli impianti, non si e’ ancora dotata di detto piano. Il
provvedimento impugnato non fissa neppure un termine preciso per
l’approvazione del piano stesso e, quindi, la durata della moratoria
e’ sottoposta alla condizione meramente potestativa che il comune
decida di pianificare il settore, mentre i termini per provvedere in
merito erano quelli fissati dall’art. 36 d.lgs. n. 507/1993.
La ricorrente concludeva per l’annullamento, previa sospensione,
del provvedimento impugnato, contrastata dall’amministrazione
intimata, costituitasi in causa.
Con ordinanza in data 26 aprile 1996 l’istanza cautelare e’ stata
respinta.
Con ulteriore ricorso la Smafer ha impugnato l’ordinanza
dirigenziale di rimozione dell’impianto pubblicitario in discorso,
esponendo che in data successiva alla notificazione del primo gravame
il Comune di Genova, con deliberazione della giunta n. 1170 del 30
luglio 1998, ha adottato il piano generale degli impianti
pubblicitari, che in nessuna parte si riferisce alla pubblicita’
ferroviaria. Con diffida in data 19 novembre 1999, che si richiama
all’ordinanza con la quale questo Tribunale amministrativo regionale
ha respinto l’istanza di sospensione del provvedimento di diniego,
l’amministrazione ha ingiunto la rimozione dell’impianto e
contestualmente, con il provvedimento impugnato, ne ha ordinato la
rimozione. Questi i motivi del ricorso:
1. – Eccesso di potere sotto diversi profili.
L’ordine di rimozione e’ intervenuto a distanza di oltre tre anni
da quando il cartello e’ stato installato, e si basa unicamente sulla
precedente ordinanza cautelare, inconferente in quanto fondata sulla
mancanza di un ordine di rimozione esecutivo. Il piano nel frattempo
approvato non contiene alcuna prescrizione ostativa al mantenimento
dell’impianto ne’ il comune lo adduce per spiegare la ragione
dell’ordine di rimozione, che e’ dunque illegittimo in se’ e in via
derivata per l’illegittimita’ del provvedimento di diniego gia’
impugnato.
2. – Illegittimita’ derivata.
Il provvedimento e’ illegittimo per i motivi gia’ oggetto del
ricorso sopra illustrato.
La ricorrente concludeva per l’annullamento, previa sospensione,
anche di questo provvedimento. Si e’ costituita l’amministrazione,
che ha concluso per la reiezione del ricorso.
Con ordinanza in data 1 marzo 2000 l’istanza cautelare e’ stata
accolta.
Chiamati entrambi all’odierna udienza, i ricorsi sono passati in
decisione.

Motivi della decisione

I) I ricorsi possono essere riuniti, data la connessione che li
lega.
II) Occorre premettere all’esame del merito dei ricorsi che il
Comune di Genova ha respinto l’istanza di autorizzazione
all’installazione di un impianto pubblicitario sul sottopasso
ferroviario di via Pisoni, avanzata dalla Smafer S.p.a., in ragione
esclusiva del fatto che “non sono assentibili impianti come quello
richiesto fino all’approvazione del piano generale degli impianti
previsto dall’art. 3, d.lgs. 15 novembre 1993 n. 507”. Tale risposta
e’ conforme al dettato della legge, dal momento che la portata
dell’art. 36 comma 8 del predetto decreto legislativo preclude
all’amministrazione di dar corso alle istanze per l’installazione di
impianti pubblicitari, ove i relativi provvedimenti non siano stati
adottati, e all’autorizzazione all’installazione degli stessi, fino
all’approvazione del regolamento comunale e del piano generale
previsti dal precedente art. 3.
Nella specie, il piano generale degli impianti pubblicitari e’
stato adottato dal Comune di Genova con deliberazione della giunta 30
luglio 1998, n. 1170, ed e’ quindi evidente che, per le domande
proposte prima di tale data, la norma richiamata non consente l’avvio
dell’iter procedimentale al fine del rilascio o meno
dell’autorizzazione. L’impianto di via Pisoni, infatti, e’
assoggettato, in quanto ubicato in ambito ferroviario e visibile
dalla pubblica via, come definito dalla legge n. 132 del 1959 e in
forza del disposto dell’art. 14 comma 4-septies legge n. 488 del
1986, all’autorizzazione comunale (e di cio’ non dubita la
ricorrente; che proprio su tale presupposto ha fondato le proprie
doglianze); ne’ costituisce oggetto di provvedimento gia’ adottato
prima dell’entrata in vigore del d.lgs. n. 507/1993, essendo diverso,
per dimen…

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