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Modifiche dell'allegato A del decreto interministeriale 19 aprile 1996...

Modifiche dell'allegato A del decreto interministeriale 19 aprile 1996, in materia di animali pericolosi.

DD.M. 22 dicembre 1997
Modifiche dell’allegato A del decreto
interministeriale 19 aprile 1996, in materia di
animali
pericolosi.
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VISTO
il Regolamento (CE) n.820/97 del Consiglio del 21 aprile 1997 ed in
particolare il Titolo II relativo alla etichettatura delle carni
bovine e dei prodotti a base di carni bovine;

VISTO il Regolamento
(CE) n.1141/97 della Commissione del 23 giugno 1997 recante modalità
di applicazione del sopra citato regolamento (CE) n.820/97;

VISTA la
nota n.23646 del 6 ottobre 1997 con la quale, in conformità dell’art.5
dell’innanzi indicato regolamento n.1141/97, stato notificato alla
Commissione UE che il Ministero delle politiche agricole designato
quale “Autorità competente” ai fini dell’applicazione delle Norme
Comunitarie relative all’etichettatura delle carni bovine;

RITENUTA
la necessità di disporre termini e modalità di applicazione
supplementari per consentire agli operatori ed alle organizzazioni che
intendono etichettare le proprie carni bovine di conformarsi dal 1
gennaio 1998 al citato regolamento n.820/97;

RITENUTA altresì
l’opportunità di avvalersi per l’approvazione dei disciplinari,
presentati dagli operatori e dalle organizzazioni, del parere di una
apposita Commissione;

D E C R E T A :

articolo 1

Ai fini
del presente decreto s’intende per:

“etichettatura”: l’apposizione di
una etichetta sul singolo pezzo di carne o su pezzi di carne o sul
relativo materiale di imballaggio, incluse la comunicazione di
informazioni al consumatore nel punto vendita;

“carni bovine”: carni
fresche, refrigerate e congelate provenienti dalla macellazione di
animali della specie bovina, nonché frattaglie, elaborati in pezzi
detti “onglests” e “hampes”, fresche, refrigerate e congelate;

“bovino allevato o ingrassato in Italia”: bovino mantenuto in
azienda/e nazionale/i per il periodo antecedente alla macellazione non
inferiore a 4 mesi per i vitelli ed a 6 mesi per altri
bovini;

“organizzazione”: un gruppo di operatori del medesimo settore
o di un settore diverso negli scambi di carne
bovina;

“autocontrollo”: controllo interno del singolo operatore
della filiera e quello esercitato attraverso ispettori
dell’organizzazione;

“controllo”: controllo esercitato ad opera di
un organismo indipendente riconosciuto dalla competente autorità e
designato dall’organizzazione. Tale organismo deve rispondere ai
criteri stabiliti dalla norma europea EN/45011 non oltre il
31.12.1999;

“vigilanza”: controllo esercitato dalla Pubblica
amministrazione per garantire il rispetto delle disposizioni contenute
nel Regolamento n. 820/97/UE e della norme attuative del presente
decreto.

articolo 2

L’operatore o l’organizzazione che intende
etichettare la carne bovina ai sensi del regolamento U.E. n.820/97 del
21 aprile 1997, deve, a seconda dei casi:

a) avere personalità
giuridica conformemente alla legislazione vigente;

b) essere regolata
da uno statuto che non preveda discriminazione fra gli aderenti;

c)
iscrizione al registro delle imprese tenuto dalla C.C.I.A.A.;

d)
essere in possesso di requisiti tecnico – organizzativi previsti dal
presente decreto;

e) disporre di un disciplinare approvato dal
Ministero delle politiche agricole.

articolo 3

1. L’operatore
o l’ organizzazione deve assicurare quanto segue:

a) disponibilità di
un patrimonio zootecnico che garantisca un flusso di carne ai punti
vendita in conformità con quanto previsto dal disciplinare;

b)
capacità di esercitare gli autocontrolli necessari per garantire
l’applicazione del disciplinare da parte di tutti i componenti
dell’organizzazione di filiera;

c) gestione di una banca dati dei
bovini interessati, delle aziende in cui gli stessi sono allevati,
delle imprese di trasporto degli animali, dei macelli e degli spacci
di vendita.

2. L’operatore o l’organizzazione deve, inoltre:

a)
applicare le etichette alla carne confezionata e assicurare, nel caso
di etichettatura delle carni vendute al dettaglio, un idoneo sistema
automatico che garantisca un nesso tra carne venduta e la quantità di
carne disponibile;

b) tenere costantemente aggiornata, con frequenza
almeno settimanale, la banca dati delle informazioni necessarie ad
attestare la rintracciabilità del prodotto etichettato.

articolo
4

Al fine di sottoporre alla approvazione del Ministero per le
politiche agricole il disciplinare, l’operatore o l’organizzazione
deve presentare domanda, redatta secondo le modalità dell’allegato 1,
ed allegare:

– relazione tecnica sull’organizzazione di filiera da
cui si evinca, tra l’altro, la distribuzione territoriale
dell’attività ed il volume stimato;

– disciplinare come previsto
all’art.9;

– disciplinare e atto di approvazione ufficiale del paese
della U.E. o del paese terzo riconosciuto equivalente ai sensi del
Reg. 820/97/UE, qualora una delle fasi della produzione sia assicurata
in detti paesi;

– documentazione attestante i requisiti previsti
all’art. 5.

articolo 5

L’organismo indipendente designato
dall’operatore o dalla organizzazione ai controlli ai fini
dell’etichettatura deve rispondere ai criteri fissati dalla norma
europea EN/45011 o avere messo in atto un progetto di adeguamento a
tale norma da completare improrogabilmente entro il 31.12.1999.

articolo 6

1. E’ istituita presso il Ministero per le politiche
agricole una apposita Commissione con il compito di esprimere pareri
in merito:

– all’approvazione dei disciplinari delle
organizzazioni;

– alla conformità degli organismi indipendenti
designati ai controlli ai criteri stabiliti al precedente art. 5;


alla revoca dell’approvazione dei disciplinari;

– alla revoca
dell’autorizzazione all’organismo indipendente;

– alla prescrizione
di condizioni supplementari qualora risultasse che l’organizzazione o
un singolo operatore della filiera non rispettasse il disciplinare di
cui al successivo art.9, nel caso che l’approvazione di questo ultimo
non venga revocata per inadempienza;

– all’approvazione dei
disciplinari presentati, nel caso che la produzione e/o la vendita di
carni bovine si effettuano in due o pi Stati membri dell’U.E.,
esclusivamente per gli elementi che riguardano operazioni che hanno
luogo nel territorio nazionale;

– alle modalità e ai criteri per i
controlli per la verifica della corretta applicazione dei
disciplinari;

– alle modalità di interscambio dei dati secondo
protocollo di standardizzazione;

– all’attività di monitoraggio sulla
corretta applicazione del disciplinare;

– alle modalità, alla
frequenza ed ai volumi dei controlli nell’ambito dell’attività di
vigilanza di cui all’art.14.

2. La Commissione ha, inoltre, la
facoltà di poter chiedere eventuale altra documentazione che riterrà
opportuno acquisire per l’approvazione dei disciplinari.

3. La
Commissione deve predisporre un regolamento sulle procedure e sui
criteri da applicare per l’esame dei disciplinari.

articolo 7

1. Della Commissione fanno parte:

– due funzionari del Ministero
per le politiche agricole di cui uno con funzioni di Presidente;

– un
funzionario del Ministero della sanità;

– un funzionario del
Ministero dell’industria;

– quattro rappresentanti delle Regioni e
delle Province autonome di Trento e Bolzano nominati dalla Conferenza
permanente per i rapporti tra Stato e Regioni. Tali rappresentanti
saranno integrati di volta in volta dai rappresentati delle Regioni e
delle Province autonome di Trento e Bolzano in cui ha sede l’operatore
o la organizzazione;

2. Svolge le funzioni di segretario un
funzionario, appartenente al VII o VIII livello, del Ministero per le
politiche agricole.

3. La Commissione può avvalersi di esperti dei
processi di qualità delle carni bovine.

articolo 8

L’Autorità
competente ai sensi dell’articolo 20 del regolamento U.E. n.820/97 il
Ministero per le Politiche agricole che, sulla base del parere della
Commissione di cui al precedente art.6, ha il compito di:

– approvare
il disciplinare di etichettatura entro due mesi dalla presentazione
della domanda o dal completamento della stessa e, in ogni caso, dare
comunicazione della determinazione dell’istruttoria entro la stessa
data. Se entro tale periodo di tempo non si pervenuti alla
approvazione o al rigetto della domanda, oppure non sono state
richieste informazioni supplementari, il disciplinare si considera
approvato;

– autorizzare gli organismi indipendenti di cui al
precedente art.5;

– revoca dell’approvazione dei disciplinari;


revoca dell’autorizzazione dell’organismo indipendente;

– notificare
alla Commissione U.E. l’avvenuta approvazione dei suddetti
disciplinari.

– monitorare l’attività delle organizzazioni
autorizzate alla etichettatura.

articolo 9

1. Il Disciplinare
per l’etichettatura delle carni bovine, deve prevedere, per ciascuna
delle varie fasi di produzione e di vendita, un sistema di
identificazione e un sistema completo di registrazione applicato in
modo da garantire il nesso tra l’identificazione delle carni e
l’animale o gli animali interessati. Il sistema di registrazione
contiene in particolare l’indicazione dell’arrivo e della partenza
degli animali, delle carcasse e/o dei tagli in modo da garantire la
correlazione tra gli arrivi e le partenze.

2. Il disciplinare deve
indicare, in particolare:

– le informazioni che s’intendono fornire
in etichetta di cui all’art. 11;

– le misure atte a garantire la
veridicità delle informazioni riportate in etichetta ed il sistema di
controllo adottato;

– i criteri e le modalità per garantire il nesso
fra l’identificazione della carcassa, del quarto o dei tagli di carne,
da un lato, e il singolo animale o il lotto degli animali interessati,
dall’altro;

– gli autocontrolli da effettuarsi su tutte le fasi della
produzione e della vendita …

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