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Attuazione della direttiva 92/65/CEE che stabilisce norme sanitarie per gli scambi e le importazioni nella Comunità di animali, sperma, ovuli e embrioni non soggetti, per quanto riguarda le condizioni di polizia sanitaria, alle normative comunitarie specifiche di cui all'allegato A, sezione I, della direttiva 90/425/CEE (in G.U. n. 296 del 18.12.1996, pag. 5)

Decreto Legislativo 12 novembre 1996, n 633
Attuazione della direttiva
92/65/CEE che stabilisce norme sanitarie per gli scambi e le
importazioni nella Comunità di animali, sperma, ovuli e embrioni non
soggetti, per quanto riguarda le condizioni di polizia sanitaria, alle
normative comunitarie specifiche di cui all’allegato A, sezione I,
della direttiva 90/425/CEE
(in G.U. n. 296 del 18.12.1996, pag. 5)
IL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della
Costituzione;

Vista la legge 22 febbraio 1994, n. 146;

Vista la
legge 6 febbraio 1996, n. 52, ed in particolare l’articolo 6;

Vista
la direttiva 92/65/CEE, del Consiglio del 13 luglio 1992, che
stabilisce le norme sanitarie per gli scambi e le importazioni nella
Comunità di animali, sperma, ovuli ed embrioni non soggetti, per
quanto riguarda le condizioni di polizia sanitaria, alle normative
comunitarie specifiche di cui all’allegato A, sezione I, della
direttiva 90/425/CEE e tenuto conto delle modifiche apportate dalla
decisione 95/176/CEE della Commissione del 6 aprile 1995;

Visto il
decreto legislativo 30 gennaio 1993, n. 28;

Visto il decreto
legislativo 3 marzo 1993, n. 93;

Vista la deliberazione del Consiglio
dei Ministri, adottata nella riunione dell’8 novembre 1996;

Sulla
proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro
della sanità, di concerto con i Ministri degli affari esteri, di
grazia e giustizia, del tesoro e delle risorse agricole alimentari e
forestali;

EMANA

il seguente decreto legislativo:

TITOLO
I
DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 1.
Ambito di applicazione

1. Il
presente decreto stabilisce le norme sanitarie che si applicano agli
scambi e alle importazioni di animali, sperma, ovuli ed embrioni non
soggetti a normative comunitarie specifiche di polizia sanitaria.

2.
Sono fatte salve le disposizioni adottate nel quadro del regolamento
CEE n. 3626/1982, relativo all’applicazione nella Comunità della
convezione sul commercio internazionale delle specie di flora e di
fauna selvatiche minacciate di estinzione.

3. Sono fatte salve le
disposizioni nazionali che si applicano agli animali da compagnia,
senza pregiudizio tuttavia della soppressione dei controlli alle
frontiere con gli Stati membri.

4. Sono fatte salve, altresì, le
disposizioni previste all’articolo 6 della legge 7 febbraio 1992, n.
150, come modificata dal decreto-legge 12 gennaio 1993, n. 2,
convertito, con modificazioni, dalla legge 13 marzo 1993, n. 59.

Art.
2.
Definizioni

1. Ai fini del presente decreto si intende per:
a)
«scambi»: gli scambi come definiti dall’articolo 2, comma 1, lettera
b), del decreto legislativo 30 gennaio 1993, n. 28, e successive
modifiche;
b) «animali»: esemplari appartenenti alle specie di animali
diverse da quelle disciplinate da specifiche normative sanitarie
comunitarie;
c) «organismo, istituto o centro ufficialmente
riconosciuto»: qualsiasi istituzione permanente, geograficamente
limitata, riconosciuta conformemente all’articolo 13, comma 3, in cui
animali di una o più specie sono abitualmente tenuti o allevati a fini
commerciali o no e destinati esclusivamente all’esposizione e a fini
educativi, alla conservazione della specie, alla ricerca scientifica
fondamentale o applicata o all’allevamento per esigenze di ricerca;
d)
«malattie soggette a denuncia»: le malattie incluse nell’allegato
A;
e) «autorità competente»: quella di cui all’articolo 2, comma 1,
lettera f), del decreto legislativo 30 gennaio 1993, n. 28, e
successive modifiche.

2. Ai fini del presente decreto si applicano
per analogia le definizioni di cui all’articolo 2 della legge 30
aprile 1976, n. 397, e successive modifiche, nonché all’articolo 2,
comma 1, lettera e), del decreto del Presidente della Repubblica 30
dicembre 1992, n. 555, e successive modifiche, e all’articolo 2 del
decreto del Presidente della Repubblica 3 marzo 1993, n. 587, e
successive modifiche, escluse quelle relative ai centri e organismi
riconosciuti.

Art. 3.
Limitazione agli scambi

1. Ai fini degli
scambi degli animali e dei prodotti di cui all’articolo 1, comma 1,
oltre ai divieti ed alle limitazioni stabiliti per ragioni di polizia
sanitaria dal presente decreto, si applicano soltanto divieti e
limitazioni imposti per le stesse ragioni da disposizioni e, in
particolare, dalle misure di salvaguardia eventualmente adottate in
sede comunitaria.

Art. 4.
Condizioni generali per gli scambi

1.
Oltre a quanto previsto dagli articoli 13 e 19, gli animali di cui
agli articoli da 5 a 10 possono essere oggetto di scambi soltanto se
soddisfano le specifiche disposizioni rispettivamente previste per
ogni singola specie e provengono da una azienda o esercizio
commerciale soggetti a registrazione previo impegno dei loro
responsabili a:
a) far visitare regolarmente gli animali;
b)
denunciare, oltre che le malattie di cui all’allegato A, soggette a
denuncia obbligatoria, anche quelle di cui all’allegato B per le quali
è stato istituito un programma nazionale di lotta o sorveglianza;
c)
rispettare le specifiche misure di lotta contro le malattie di cui
all’allegato B, che hanno formato oggetto di un programma di lotta o
di sorveglianza approvato in sede comunitaria, comprese le eventuali
garanzie complementari da richiedersi negli scambi;
d) immettere in
commercio solo animati esenti da sintomi di malattie e che provengono
da aziende o zone che non sono oggetto di restrizioni per motivi di
polizia sanitaria e, per gli animali per i quali non è prescritto che
siano accompagnati dal certificato sanitario o dal documento
commerciale di cui agli articoli da 5 a 11, immetterli sul mercato
solo se accompagnati da un’autocertificazione attestante che gli
animali non presentano, al momento della spedizione, alcun segno
clinico di malattie e che l’azienda non è stata sottoposta a misure
restrittive di polizia sanitaria;
e) assicurare il rispetto del
benessere animale.

2. La registrazione di cui al comma 1 è effettuata
secondo le modalità applicative stabilite ai sensi del decreto
legislativo 30 gennaio 1993, n. 28, e successive modifiche.

3. Le
spese relative alla procedura di registrazione di cui al comma 1 sono
a carico del titolare delle aziende o degli esercizi commerciali
secondo criteri e modalità da stabilirsi entro trenta giorni dalla
data di entrata in vigore del presente decreto, con decreto del
Ministro della sanità, di concerto con il Ministro delle risorse
agricole, alimentari e forestali e il Ministro del tesoro.

Art.
5.
Condizioni specifiche per le scimmie

1. Le scimmie (simiae e
prosimiae) devono:
a) provenire esclusivamente da organismi, istituti
o centri ufficialmente riconosciuti per essere destinate solo ad altri
organismi, istituti o centri ufficialmente riconosciuti;
b) essere
accompagnate da un certificato sanitario conforme al modello di cui
all’allegato E.

2. In deroga a quanto previsto al comma 1, lettera
a), il Ministero della sanità può autorizzare un organismo, istituto o
centro riconosciuto ad acquisire scimmie appartenenti a privati.

3.
La deroga di cui al comma 2 non si applica alle scimmie destinate alla
sperimentazione scientifica conformemente a quanto stabilito dal
decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 116.

Art. 6.
Condizioni
specifiche per gli ungulati

1. Gli ungulati diversi da bovini, suini,
equidi, ovini e caprini, fatto salvo quanto previsto agli articoli 14
e 15 devono:
a) essere identificati conformemente all’articolo 9 comma
2, lettera b), del decreto legislativo 30 gennaio 1993, n. 28, e
successive modifiche;
b) non essere destinati all’eliminazione nel
quadro di un programma di eradicazione di una malattia contagiosa;
c)
non essere stati vaccinati contro l’afta epizootica e soddisfare i
requisiti di cui alla legge 30 aprile 1976, n. 397, e successive
modifiche, al decreto del Presidente della Repubblica 1° marzo 1992,
n. 229, e al decreto del Presidente della Repubblica 1° marzo 1992, n.
230, e successive modifiche;
d) provenire da una azienda in cui
abbiano soggiornato sin dalla nascita o negli ultimi trenta giorni
precedenti la spedizione, azienda che abbia i requisiti di cui
all’articolo 3, comma 1, lettere b) e c), della legge 30 aprile 1976,
n. 397, e successive modifiche, e non sia oggetto di alcuna misura di
polizia sanitaria, in particolare di quelle adottate in applicazione
del decreto del Presidente della Repubblica 1° marzo 1992, n. 229, e
successive modifiche, o del decreto del Presidente della Repubblica 30
dicembre 1992, n. 556, e successive modifiche;
e) essere accompagnati
dal certificato sanitario conforme al modello di cui all’allegato
E.

2. Gli animali di cui al comma 1, se sono stati importati, devono
soddisfare le seguenti ulteriori condizioni:
a) provenire da un Paese
terzo inserito nell’elenco stabilito dalla Commissione europea alla
voce «altri ungulati»;
b) rispettare i requisiti specifici di polizia
sanitaria fissati in sede comunitaria.

3. Il Ministero della sanità
provvede all’applicazione delle misure di cui al comma 2, lettera b),
e cura la pubblicazione dell’elenco di cui al comma 2, lettera a).

4.
Oltre a quanto prescritto ai commi 1 e 2, i ruminanti:
a) devono
provenire da un allevamento ufficialmente indenne da tubercolosi e
ufficialmente indenne o indenne da brucellosi e soddisfare, per quanto
riguarda le norme di polizia sanitaria, i requisiti previsti
dall’articolo 3, lettere c), d), e), g) e h), della legge 30 aprile
1976, n. 397, e successive modifiche, per i bovini o, quelli di cui
all’articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre
1992, n. 556, e successive modifiche, per gli ovini ed i caprini;
b)
qualora non provengano da un allevamento rispondente alle condizioni
di cui alla lettera a), devono provenire da una azienda in cui non sia
stato constatato alcun caso di brucellosi e di tubercolosi nei 42
giorni precedenti il carico degli …

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