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Decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 533 (in Suppl. ordinario alla...

Decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 533 (in Suppl. ordinario alla Gazz. Uff., 11 gennaio, n. 7). Attuazione della direttiva 91/629/CEE che stabilisce le norme minime per la protezione dei vitelli.

D.L.vo 30/12/1992 Num. 533

Decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 533 (in Suppl. ordinario alla
Gazz. Uff., 11 gennaio, n. 7).
Attuazione della direttiva 91/629/CEE che stabilisce le norme minime
per la protezione dei vitelli.

Preambolo

Il Presidente della Repubblica: (Omissis). Emana il seguente decreto
legislativo:

Articolo 1

1. Il presente decreto stabilisce i requisiti minimi che devono essere
previsti negli allevamenti per la protezione dei vitelli.

Articolo 2

1. Ai fini del presente decreto si intende per:
a) <<vitello>>: un animale della specie bovina di età
inferiore a sei mesi;
b) <<autorità competente>>: il Ministero della sanità come
previsto dall’art. 9.

Articolo 3

1. A decorrere dal 1º gennaio 1994 e per un periodo transitorio di
quattro anni, tutte le aziende di nuova costruzione o ristrutturate e
attivate per la prima volta dopo tale data, devono soddisfare ai
seguenti requisiti minimi: i vitelli stabulati in gruppo devono poter
disporre di uno spazio libero di mq 1,5 per ogni capo di kg 150 di
peso vivo, sufficiente a consentire loro di voltarsi e di sdraiarsi
senza alcun impedimento; i recinti o le poste, nel caso in cui i
vitelli siano stabulati in recinti individuali o vincolati alla posta,
devono essere costruiti con pareti perforate e devono avere una
larghezza non inferiore a cm 90, più o meno il 10%, oppure a 0,80
volte l’altezza del garrese.
2. Le disposizioni di cui al paragrafo 1 non si applicano alle aziende
con meno di sei vitelli.
3. Possono essere applicate condizioni particolari: ai vitelli il cui
stato di salute o comportamento esige che siano isolati dal gruppo al
fine di essere sottoposti ad un trattamento appropriato; ai bovini
riproduttori di razza pura, di cui al decreto; ai vitelli che devono
restare con la madre ai fini dell’allattamento; ai vitelli tenuti in
stabulazione libera.
4. La durata di utilizzazione degli impianti costruiti prima del 1º
gennaio 1994 e che non soddisfano i requisiti di cui al paragrafo 1, è
determinata dal Ministero della sanità sulla base dei risultati delle
ispezioni previste all’art. 6, paragrafo 1, ma, comunque, non può, in
ogni caso, superare il periodo di cinque anni dal predetto termine.
5. La durata di utilizzazione degli impianti costruiti durante il
periodo transitorio conformemente al paragrafo 1, in nessun caso può
superare la data del 31 dicembre 2007.

Articolo 4

1. Il Ministero della sanità, coordina la vigilanza sugli allevamenti,
perchè siano realizzate condizioni dei vitelli conformi alle
disposizioni del presente decreto.

Articolo 5

1. Le prescrizioni contenute nell’allegato al presente decreto possono
essere modificate, ove sia necessario al fine di tener conto dei
progressi scientifici in materia, secondo le procedure comunitarie e
fatta salva l’adozione di misure più severe.

Articolo 6

1. Il Ministero della sanità, sentita la conferenza delle regioni,
adotta piani di ispezioni che siano effettuate dal Ministero stesso,
dalle autorità regionali e locali e dalle unità sanitarie locali al
fine di accertare l’osservanza delle disposizioni del presente decreto
e del suo allegato; tali ispezioni possono essere effettuate anche in
concomitanza di controlli realizzati per altri fini, prendendo in
considerazione per ogni anno un campione statisticamente
rappresentativo dei vari sistemi di allevamento.
2. Ogni due anni, prima dell’ultimo giorno feriale del mese di aprile
e per la prima volta entro il 30 aprile 1966, il Ministero della
sanità informa la Commissione delle Comunità europee in merito ai
risultati delle ispezioni effettuate nei due anni precedenti, nonchè
in merito al numero delle ispezioni effettuate in rapporto al numero
di aziende in attività su tutto il territorio nazionale.

Articolo 7

1. Gli animali in importazione, provenienti da Paesi terzi, devono
essere accompagnati da un certificato rilasciato dalla competente
autorità del Paese di provenienza che attesti che i medesimi hanno
ricevuto un trattamento almeno equivalente a quello accordato agli
animali di origine comunitaria, quale quello previsto dal presente
decreto.

Articolo 8

1. Il Ministero della sanità presta tutta la necessaria assistenza
agli esperti veterinari inviati dalla Commissione delle Comunità
europee al fine di verificare il rispetto e l’applicazione uniforme su
tutto il territorio nazionale dei criteri minimi comuni per la
protezione dei vitelli di allevamento. 2. Il Ministero della sanità
adotta i provvedimenti ritenuti necessari in conseguenza della
notifica di risultati del controllo degli esperti di cui al comma 1.

Articolo 9

1. Il Ministero della sanità con proprio regolamento adotta norme
integrative e di applicazione del presente decreto e dispone le
verifiche necessarie perchè siano ammessi agli scambi soltanto animali
trattati conformemente alle presenti disposizioni.
2. Le regioni a statuto ordinario ed a statuto speciale e le province
autonome di Trento e Bolzano possono prevedere o mantenere norme più
severe e stabilire le relative sanzioni pecuniarie amministrative,
informandone il Ministero della sanità.
3. Ferma restando la competenza generale del comune a vigilare sul
rispetto delle norme di protezione degli animali anche tramite le
guardie zoofile delle associazioni di volontariato, fatte salve le
competenze per la vigilanza sulle violazioni all’art. 727 del codice
penale, le unità sanitarie loali nell’ambito della vigilanza di cui
all’art. 6, lettera u), della legge 23 dicembre 1978, n. 833,
controllano l’applicazione delle disposizioni del presente decreto.
4. Il Ministero della sanità comunica alla Commissione le disposizioni
più severe adottate anche in applicazione delle raccomandazioni del
Consiglio d’Europa e delle disposizioni della legge 14 ottobre 1985,
n. 623.

Articolo 10

1. Nei primi tre anni dall’entrata in vigore del presente decreto i
posti vacanti del personale dei servizi veterinari centrali, regionali
e delle unità sanitarie locali sono coperti anche attraverso la
mobilità, per ragioni di servizio, fra gli uffici interessati.
2. Nelle more della definizione normativa sulla mobilità questa si
attua attraverso un piano adottato dal Ministro della sanità di
concerto con la Conferenza delle regioni. 3. Ai fini degli
indilazionabili adempimenti degli obblighi comunitari, nell’ambito
delle vigenti dotazioni organiche, i posti delle qualifiche di primo
dirigente non conferiti alla data di entrata in vigore della presente
legge, ferme restando le decorrenze annuali di cui all’art. 6 della
legge 10 luglio 1984, n. 301, sono coperti con le modalità di cui
all’art. 1 della legge 30 settembre 1978, n. 583; i posti delle
qualifiche di dirigente superiore, non conferiti alla data di entrata
in vigore della presente legge, ferme restando le decorrenze annuali
di cui all’art. 24 del decreto del Presidente della Repubblica 30
giugno 1972, n. 748, sono conferiti metà secondo il turno di anzianità
e metà con le modalità di cui all’art. 1 della legge 30 settembre
1978, n. 583.

Articolo 11

1. Salvo che il fatto costituisce reato, chi viola le disposizioni di
cui all’art. 3, comma 1, del presente decreto è punito con la sanzione
amministrativa del pagamento di una somma da lire tre milioni a lire
diciotto milioni.

Allegato 1
(é omesso l’allegato).

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