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Attuazione della direttiva 91/174/CEE relativa alle condizioni zootecn...

Attuazione della direttiva 91/174/CEE relativa alle condizioni zootecniche e genealogiche che disciplinano la commercializzazione degli animali di razza

DD.L.vo 30 dicembre 1992, n. 529
Attuazione della direttiva 91/174/CEE
relativa alle condizioni zootecniche e genealogiche che disciplinano
la commercializzazione degli animali di razza
(in G.U. n. 7 del
11.1.1993, pag. 11)
DECRETO LEGISLATIVO 30 dicembre 1992, n.
529.
Attuazione della direttiva 91/174/CEE relativa alle condizioni
zootecniche e genealogiche che disciplinano la commercializzazione
degli animali di razza.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli
articoli 76 e 87 della Costituzione;

Visto l’art. 21 della legge 19
dicembre 1992, n. 489, recante delega al Governo per l’attuazione
della direttiva 91/174/CEE del Consiglio del 25 marzo 1991;

Vista la
preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 23 dicembre 1992;

Vista la deliberazione del Consiglio
dei Ministri, adottata nella riunione del 30 dicembre 1992;

Sulla
proposta del Ministro per il coordinamento delle politiche comunitarie
e per gli affari regionali, di concerto con i Ministri degli affari
esteri, di grazia e giustizia e del tesoro;

EMANA

il seguente
decreto legislativo:

Art. 1.

1. Il presente decreto disciplina:

a)
l’istituzione, per gli animali, compresi nell’elenco di cui
all’allegato II del Trattato istitutivo della Comunità Economica
Europea, ed appartenenti a specie e razze diverse da quelle
regolamentate dalla legge 15 gennaio 1991, n. 30, del relativo libro
genealogico, così come definito nell’allegato al presente decreto;

b)
l’istituzione, per le specie e razze autoctone di cui alla lettera a),
che presentino limitata diffusione, per le quali non siano istituiti i
libri genealogici, del relativo registro anagrafico, così come
definito nell’allegato al presente decreto;

c) la riproduzione dei
detti animali secondo le norme stabilite, per ciascuna razza e specie,
dai relativi disciplinari dei libri genealogici o registri anagrafici
di cui al successivo art. 2;

d) la commercializzazione degli stessi
animali e dello sperma, degli ovuli e degli embrioni ad essi relativi,
secondo le norme stabilite, per ciascuna razza e specie, dai relativi
disciplinari dei libri genealogici o dei registri anagrafici, nonché
sulla base della apposita certificazione genealogica, di cui al
successivo art. 5.

Art. 2.

1. I libri genealogici ed i registri
anagrafici sono istituiti, previa approvazione con decreto del
Ministro dell’agricoltura e delle foreste, dalle associazioni
nazionali di allevatori di specie o di razza, di cui all’art. 1,
lettere a) e b), dotate di personalità giuridica ed in possesso dei
requisiti stabiliti con provvedimento del Ministro dell’agricoltura e
delle foreste. Detti libri genealogici e registri anagrafici sono
tenuti dalle menzionate associazioni sulla base di appositi
disciplinari, approvati anch’essi con decreto del Ministro
dell’agricoltura e delle foreste.

2. Salvo che il fatto costituisca
reato, responsabile dell’associazione nazionale a ciò preposto che
custodisce i libri genealogici ed i registri anagrafici di cui al
comma 1 in difformità delle prescrizioni contenute negli appositi
disciplinari è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di
una somma da L. 5.000.000 a L. 30.000.000.

Art. 3.

1. I soggetti
delle specie e razze di cui all’art. 1, originari dei Paesi membri
della Comunità economica europea, sono ammessi alla riproduzione, sia
in fecondazione naturale che per inseminazione artificiale, purché in
possesso dei requisiti genealogici ed attitudinali disciplinati dalla
normativa comunitaria. Alle stesse condizioni è altresì ammesso
l’impiego di materiale seminale, di ovuli ed embrioni provenìenti da
animali originari di tali Paesi.

2. I soggetti delle specie e razze
di cui all’art. 1, provenienti da Paesi terzi, sono ammessi alla
riproduzione, sia in fecondazione naturale che per inseminazione
artificiale, alle stesse condizioni stabilite in Italia per i
riproduttori delle medesime specie e razze, purché in possesso dei
requisiti genealogici ed attitudinali, stabiliti con decreto del
Ministro dell’agricoltura e delle foreste. Alle stesse condizioni è
altresì ammesso l’impiego di materiale seminale, di ovuli ed embrioni
provenienti da animali originari di detti Paesi. Non sono ammesse
condizioni più favorevoli di quelle riservate ai riproduttori
originari dei Paesi comunitari.

3. Salvo che il fatto costituisca
reato, chiunque ammette alla riproduzione animali in violazione delle
prescrizioni contenute nei commi 1 e 2 è punito con la sanzione
amministrativa del pagamento di una somma da L. 10.000.000 a L.
60.000.000.

Art. 4.

1. Il Ministero dell’agricoltura e delle
foreste, su parere dell’Istituto sperimentale per la zootecnia, può
autorizzare, anche in deroga a quanto stabilito nell’art. 1, comma 1,
lettera c) e nei libri genealogici o nei registri anagrafici ad essi
relativi, l’impiego di riproduttori e di materiale di riproduzione a
fini di ricerca e di sperimentazione.

Art. 5.

1. E’ consentita la
commercializzazione di animali di razza di origine nazionale e
comunitaria, nonché dello sperma, degli ovuli e degli embrioni dei
medesimi, esclusivamente con riferimento a soggetti iscritti ai libri
genealogici o registri anagrafici, di cui al precedente art. 1, comma
1, lettere a) e b), e che risultino accompagnati da apposita
certificazione genealogica, rilasciata dall’associazione degli
allevatori che detiene il relativo libro genealogico o il registro
anagraafico.

2. E’ ammessa, altresì, la commercializzazione di
animali di razza originari dei Paesi terzi, per i quali il Ministro
dell’agricoltura e delle foreste abbia con proprio provvedimento
accertato l’esistenza di una normativa almeno equivalente a quella
nazionale. Alle stesse condizioni è ammessa la commercializzazione
dello sperma, degli ovuli e degli embrioni provenienti dai detti
animali originari dei Paesi terzi. Non sono ammesse condizioni più
favorevoli di quelle riservate agli animali di razza originari dei
Paesi comunitari.

3. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque
commercializzi gli animali indicati nei commi 1 e 2 in violazione
delle prescrizioni ivi contenute è punito con la sanzione
amministrativa del pagamento di una somma da L. 10.000.000 a L.
60.000.000.

Art. 6.

1. I disciplinari di cui all’art. 2 attualmente
vigenti in materia di istituzione e tenuta dei libri genealogici e dei
registri anagrafici, sono modificati in conformità alla normativa
comunitaria ed alle disposizioni di cui al presente decreto.

2. Con
decreto del Ministro dell’agricoltura e defle foreste si provvederà al
recepimento della normativa tecnica emanata dalla Comunità economica
europea in applicazione della direttiva 91/174/CEE.

Il presente
decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta
ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto
obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

Dato a
Roma, addì 30 dicembre 1992

SCALFARO

AMATO, Presidente del
Consiglio
dei Ministri

COSTA, Ministro per il coordinamento
delle
politiche comunitarie

COLOMBO, Ministro degli
affari
esteri

MARTELLI, Ministro di
grazia e giustizia

BARUCCI, Ministro
del tesoro

Visto, il Guardasigilli:
MARTELLI

——————————————————————————–

ALLEGATO

Libro
genealogico.
Per il libro genealogico si intende il libro tenuto da
un’associazione nazionale di allevatori dotata di personalità
giuridica o da un ente diritto pubblico, in cui sono iscritti gli
animali riproduttori di una determinata razza con l’indicazione dei
loro ascendenti e delle prestazioni riproduttive e
produttive.

Registro anagrafico.
Per registro anagrafico si intende
il registro tenuto da un’associazione nazionale di allevatori dotata
di personalità giuridica o da un ente di diritto pubblico, in cui sono
annotati gli animali riproduttori di una determinata razza con
l’indicazione dei loro ascendenti, se noti, e delle eventuali
prestazioni riproduttive e produttive.

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