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"Attuazione della direttiva 93/119/CE relativa alla protezione degli animali durante la macellazione o l'abbattimento"

Decreto Legislativo 1° settembre 1998, n. 333

“Attuazione della
direttiva 93/119/CE relativa alla protezione degli animali durante la
macellazione o l’abbattimento”

pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.
226 del 28 settembre 1998

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IL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della
Costituzione;

Vista la legge 24 aprile 1998, n. 128;

Vista la
direttiva 93/119/CE, del Consiglio, del 22 dicembre 1993, relativa
alla protezione degli animali durante la macellazione o
l’abbattimento;

Vista la legge 2 agosto 1978, n. 439, recante norme
per l’attuazione della direttiva n. 74/577/CEE, relativa allo
stordimento degli animali prima della macellazione;

Vista la
preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 29 maggio 1998;

Sentita la Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e
di Bolzano;

Acquisiti pareri delle competenti commissioni della
Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;

Vista la
deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del
6 agosto 1998;

Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei
Ministri e del Ministro della sanita’, di concerto con i Ministri
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, per le politiche
agricole, degli affari esteri, di grazia e giustizia e del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica;

E m a n a
il seguente
decreto legislativo:

Art. 1.

1. Il presente decreto si applica al
trasferimento, alla stabulazione, all’immobilizzazione, allo
stordimento, alla macellazione ed all’abbattimento degli animali
allevati detenuti per la produzione di carni, pelli, pellicce o altri
prodotti, nonche’ all’abbattimento degli animali a fini di profilassi
e lotta contro le malattie infettive e diffusive.

2. Ferme restando
le vigenti disposizioni contro il maltrattamento degli animali, il
presente decreto non si applica:
a) alle prove tecniche o scientifiche
di metodi da utilizzare nelle attivita’ di cui al comma 1, eseguite
sotto il controllo dell’autorita’ competente;
b) agli animali
abbattuti in occasione di manifestazioni culturali o sportive;
c) alla
selvaggina abbattuta conformemente all’articolo 3 del decreto del
Presidente della Repubblica 17 ottobre 1996, n. 607, e successive
modifiche.

Art. 2.

1. Ai fini del presente decreto si intende
per:
a) macello: qualsiasi stabilimento o attrezzatura, comprese le
attrezzature per il trasferimento e la stabulazione degli animali,
utilizzati per la macellazione a fini commerciali degli animali di cui
all’articolo 5, comma 1;
b) trasferimento: lo scarico di animali o il
loro trasporto dalle piattaforme di scarico, dai recinti o dalle
stalle dei macelli, fino ai locali o ai luoghi di macellazione;
c)
stabulazione: la custodia di animali in stalle, recinti o spazi
coperti, nonche’ aree aperte utilizzati nei macelli, allo scopo di
prestare loro, eventualmente, le cure necessarie (acqua, foraggio,
riposo) prima della macellazione;
d) immobilizzazione: qualsiasi
sistema inteso a limitare i movimenti degli animali per facilitare uno
stordimento o abbattimento efficaci;
e) stordimento: qualsiasi
procedimento che, praticato sugli animali, determina rapidamente uno
stato di incoscienza che si protrae fino a quando non intervenga la
morte;
f) abbattimento: qualsiasi procedimento che produca la morte
dell’animale;
g) macellazione: l’uccisione dell’animale mediante
dissanguamento;
h) autorita’ competente: il Ministero della sanita’,
il servizio veterinario della regione o provincia autonoma, il
veterinario ufficiale quale definito all’articolo 2, comma 1, lettera
g), del decreto legislativo 18 aprile 1994, n. 286, e successive
modifiche; tuttavia per le macellazioni secondo determinati riti
religiosi, l’autorita’ competente in materia di applicazione e
controllo delle disposizioni particolari relative alla macellazione
secondo i rispettivi riti religiosi e’ l’autorita’ religiosa per conto
della quale sono effettuate le macellazioni; questa opera sotto la
responsabilita’ del veterinario ufficiale per le altre disposizioni
contenute nel presente decreto.

2. I titolari degli stabilimenti di
macellazione presso i quali si intende macellare secondo determinati
riti religiosi comunicano all’autorita’ sanitaria veterinaria
territorialmente competente, per il successivo inoltro al Ministero
della sanita’, di essere in possesso dei requisiti prescritti.

Art.
3.

1. Le operazioni di trasferimento, stabulazione, immobilizzazione,
stordimento, macellazione e abbattimento devono essere condotte in
modo tale da risparmiare agli animali eccitazioni, dolori e sofferenze
evitabili.

Art. 4.

1. La costruzione, gli impianti e l’attrezzatura
dei macelli, nonche’ il loro funzionamento devono essere tali da
risparmiare agli animali eccitazioni, dolori e sofferenze
evitabili.

Art. 5.

1. I solipedi, i ruminanti, i suini, i conigli e
i volatili da cortile, trasportati nei macelli ai fini della
macellazione, devono essere:
a) trasferiti e, se necessario, stabulati
conformemente alle indicazioni di cui all’allegato A;
b) immobilizzati
conformemente alle indicazioni di cui all’allegato B; c) storditi
prima della macellazione o abbattuti istantaneamente conformemente
alle disposizioni di cui all’allegato C;
d) dissanguati conformemente
alle indicazioni di cui all’allegato D.

2. Le disposizioni di cui al
comma 1, lettera c), non si applicano alle macellazioni che avvengono
secondo i riti religiosi di cui all’articolo 2, comma 1, lettera
h).

3. Gli stabilimenti che beneficiano delle deroghe di cui
all’articolo 5 del decreto legislativo 18 aprile 1996, n. 286, e
successive modifiche, nonche’ agli articoli 4 e 12 di cui al decreto
del Presidente della Repubblica 10 dicembre 1997, n. 495, purche’
siano comunque rispettate le disposizioni di cui all’articolo 3,
possono derogare:
a) alle disposizioni di cui al comma 1, lettera a),
per i bovini;
b) alle disposizioni di cui al comma 1, lettera a),
nonche’ ai procedimenti di stordimento ed abbattimento prescritti
all’allegato C, per i volatili da cortile, i conigli, i suini, gli
ovini e i caprini.

Art. 6.

1. Gli strumenti, il materiale per
l’immobilizzazione, le attrezzature e gli impianti per lo stordimento
o l’abbattimento devono essere progettati, costruiti, conservati ed
utilizzati in modo da assicurare lo stordimento o l’abbattimento
rapido ed efficace, in conformita’ alle disposizioni del presente
decreto; l’accertamento della loro conformita’ ed idoneita’ ad
assicurare tali esigenze specifiche e’ effettuato dal veterinario
ufficiale che ne controlla anche regolarmente il buono stato.

2. Nel
luogo di macellazione devono essere disponibili, per casi di
emergenza, adeguati strumenti e attrezzature di ricambio
opportunamente conservati e sottoposti a regolare controllo da parte
del veterinario ufficiale.

Art. 7.

1. Le operazioni di
trasferimento, stabulazione, immobilizzazione, stordimento,
macellazione o abbattimento di animali possono essere effettuate solo
da persone in possesso della preparazione teorica e pratica necessaria
a svolgere tali attivita’ in modo umanitario ed efficace.

2.
L’autorita’ competente si accerta dell’idoneita’, delle capacita’ e
conoscenze professionali delle persone incaricate della
macellazione.

Art. 8.

1. L’ispezione e la sorveglianza dei macelli
per accertare il rispetto delle disposizioni del presente decreto sono
effettuati dall’autorita’ competente in qualsiasi momento anche in
occasione di ispezioni rivolte ad altri fini.

Art. 9.

1. Le
disposizioni fissate nelle lettere b), c) e d) dell’articolo 5, comma
1, si applicano anche nei casi in cui gli animali, ivi indicati,
vengono macellati in luogo diverso dal macello.

2. In deroga a quanto
previsto al comma 1, nei casi di macellazione a domicilio da parte di
privati di volatili da cortile, conigli, suini, ovini e caprini per
consumo familiare, le prescrizioni fissate nelle lettere b), c) e d)
dell’articolo 5, comma 1, non si applicano, purche’ siano rispettate
le disposizioni di cui all’articolo 3 e gli animali delle specie
bovina, suina, ovina e caprina siano stati storditi in
precedenza.

Art. 10.

1. La macellazione e l’abbattimento, a fini di
profilassi, degli animali di cui all’articolo 5, comma 1, devono
avvenire in conformita’ delle disposizioni di cui all’allegato E.

2.
Gli animali da pelliccia devono essere abbattuti, in conformita’ delle
disposizioni di cui all’allegato F.

3. I pulcini di un giorno, come
definiti all’articolo 2, comma 2, lettera c), del decreto del
Presidente della Repubblica 3 marzo 1993, n. 587, e gli embrioni in
eccedenza negli incubatoi, da eliminare, sono abbattuti il piu’
rapidamente possibile, in conformita’ delle disposizioni di cui
all’allegato G.

Art. 11.

1. Le disposizioni previste agli articoli 9
e 10 non si applicano agli animali che devono essere abbattuti
immediatamente per motivi d’emergenza.

Art. 12.

1. Gli animali
feriti o malati devono essere macellati o abbattuti sul posto; il
veterinario ufficiale puo’, tuttavia, autorizzare il loro trasporto
per la macellazione o l’abbattimento purche’ cio’ non comporti
ulteriori sofferenze.

Art. 13.

1. Le autorita’ competenti assicurano
la necessaria collaborazione ed assistenza agli esperti della
Commissione europea incaricati di effettuare controlli per verificare
l’applicazione delle norme previste nel presente decreto.

Art.
14.

1. Il certificato sanitario che accompagna le carni provenienti
da un paese terzo deve essere completato dall’attestazione che le
carni stesse sono state ottenute dagli animali di cui all’articolo 5,
macellati nel rispetto di condizioni almeno equivalenti a quelle
previste nel presente decreto.

Art. 15.

1. Salvo che il fatto
costituisca reato,…

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