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'Attuazione della direttiva 97/2/CE relativa alle norme minime per la ...

'Attuazione della direttiva 97/2/CE relativa alle norme minime per la protezione dei vitelli'

Decreto Legislativo 1° settembre 1998, n. 331

“Attuazione della
direttiva 97/2/CE relativa alle norme minime per la protezione dei
vitelli”

pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 224 del 25 settembre
1998
(Rettifica G.U. n. 181 del 4 agosto
1999)

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IL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della
Costituzione;

Vista la legge 24 aprile 1998, n. 128;

Viste la
direttiva 97/2/CE, del Consiglio, del 20 gennaio 1997, e la decisione
97/182/CE, della Commissione, del 24 febbraio 1997, recanti modifiche
alla direttiva 91/629/CEE che stabilisce le norme minime per la
protezione dei vitelli;

Visto il decreto legislativo 30 dicembre
1992, n. 533, emanato in attuazione della citata direttiva
91/629/CEE;

Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei
Ministri, adottata nella riunione del 29 maggio 1998;

Sentita la
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano;

Acquisiti i pareri delle
competenti commissioni della Camera dei deputati e del Senato della
Repubblica;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 6 agosto 1998;

Sulla proposta del
Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro della sanita’, di
concerto con i Ministri degli affari esteri, di grazia e giustizia,
del tesoro, del bilancio e della programmazione economica e per le
politiche agricole;

E m a n a
il seguente decreto legislativo:

Art.
1.
Modifiche al decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 533

1. In
attuazione della direttiva 97/2/CE, del Consiglio, del 20 gennaio
1997, e della decisione 97/182/CE, della Commissione, del 24 febbraio
1997, al decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 533, sono apportate
le seguenti modifiche:

a) all’articolo 3, il comma 3, e’ cosi’
sostituito:
” 3. A decorrere dal 1° gennaio 1998, tutte le aziende di
nuova costruzione o ristrutturate e tutte le aziende che entrano in
funzione per la prima volta dopo tale data, devono rispettare le
seguenti prescrizioni:
a) nessun vitello di eta’ superiore alle otto
settimane deve essere rinchiuso in un recinto individuale, a meno che
un veterinario non abbia certificato che il suo stato di salute o il
suo comportamento esiga che sia isolato dal gruppo al fine di essere
sottoposto ad un trattamento diagnostico e terapeutico. La larghezza
del recinto individuale deve essere almeno pari all’altezza al garrese
del vitello, misurata quando l’animale e’ in posizione eretta, e la
lunghezza deve essere almeno pari alla lunghezza del vitello, misurata
dalla punta del naso all’estremita’ caudale della tuberosita’
ischiatica e moltiplicata per 1,1. Ogni recinto individuale per
vitelli, salvo quelli destinati ad isolare gli animali malati, non
deve avere muri compatti, ma pareti divisorie traforate che consentano
un contatto diretto, visivo e tattile tra i vitelli;
b) per i vitelli
allevati in gruppo, lo spazio libero disponibile per ciascun vitello
deve essere pari ad almeno 1,5 metri quadrati per ogni vitello di peso
vivo inferiore a 150 chilogrammi, ad almeno 1,7 metri quadrati per
ogni vitello di peso vivo superiore a 150 chilogrammi e inferiore a
220 chilogrammi e ad almeno 1,8 metri quadrati per ogni vitello di
peso vivo superiore a 220 chilogrammi.”;

b) all’articolo 3, dopo il
comma 3 sono inseriti i seguenti:
“3-bis. Le prescrizioni di cui al
comma 3, lettere a) e b), non si applicano alle aziende con meno di
sei vitelli e ai vitelli mantenuti presso la madre ai fini
dell’allattamento.
3-ter. A decorrere dal 31 dicembre 2006, le
prescrizioni di cui al comma 3, lettere a) e b), si applicano a tutte
le aziende comprese quelle di cui al comma 3-bis.”;

c) all’articolo
3, il comma 5 e’ soppresso;

d) all’articolo 11, dopo le parole:
“comma 1” sono inserite le seguenti: “e di cui all’articolo 3, comma
3,”;

e) all’allegato sono apportate le modificazioni di cui
all’allegato I.

Art. 2.
Norma transitoria

1. Le aziende di nuova
costruzione o ristrutturate e le aziende che entrano in funzione per
la prima volta dopo il 1° gennaio 1998 si adeguano alle prescrizioni
di cui all’articolo 3, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre
1992, n. 533, come sostituito dall’articolo 1, entro tre mesi dalla
data di entrata in vigore del presente
decreto.

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Allegato
I

Modificazioni apportate all’allegato al decreto legislativo 30
dicembre 1992, n. 533:

a) il punto 6 e’ sostituito dal seguente:
“6.
Tutti i vitelli allevati in locali di stabulazione devono essere
controllati dal proprietario e dalla persona responsabile almeno due
volte al giorno e quelli allevati all’esterno almeno una volta al
giorno. I vitelli che presentano sintomi di malattie o ferite debbono
ricevere immediatamente le opportune cure e, qualora un vitello non
reagisca al trattamento dell’allevatore, dev’essere consultato al piu’
presto un veterinario. Se necessario, i vitelli malati o feriti
debbono essere isolati in locali appropriati con lettiera asciutta e
confortevole.”;

b) il punto 7 e’ sostituito dal seguente:
“7. I
locali di stabulazione devono essere costruiti in modo da consentire
ad ogni vitello di coricarsi, giacere, alzarsi ed accudire a se stesso
senza difficolta’.”;

c) il punto 8 e’ sostituito dal seguente:
“8. I
vitelli non debbono essere legati, ad eccezione di quelli stabulati in
gruppo che possono essere legati per un periodo massimo di un’ora al
momento della somministrazione di latte e succedanei del latte. Se si
utilizzano attacchi, questi non devono provocare lesioni al vitello e
debbono essere regolarmente esaminati ed eventualmente aggiustati in
modo da assicurare una posizione confortevole agli animali. Ogni
attacco deve essere concepito in modo tale da evitare il rischio di
strangolamento o ferimento e da consentire ai vitelli di muoversi
secondo quanto disposto al punto 7.”;

d) il punto 11 e’ sostituito
dal seguente:
“11. Ai vitelli deve essere somministrata
un’alimentazione adeguata alla loro eta’ e al loro peso e conforme
alle loro esigenze comportamentali e fisiologiche, onde favorire buone
condizioni di salute e di benessere. A tal fine gli alimenti devono
avere un tenore di ferro sufficiente per raggiungere un tasso di
emoglobina di almeno 4,5 mmol/litro: una dose giornaliera di alimenti
fibrosi deve essere somministrata ad ogni vitello dopo la seconda
settimana di eta’ e il quantitativo deve essere portato da 50 a 250
grammi al giorno per i vitelli di eta’ compresa fra le 8 e le 20
settimane. Ai vitelli non dev’essere messa la museruola.”;

e) nella
prima frase del punto 12 le parole: “una volta” sono sostituite dalle
seguenti: “due volte”;

f) al punto 13 e’ aggiunta, in fine, la
seguente frase:
“Tuttavia, i vitelli malati e sottoposti a condizioni
atmosferiche di grande calore devono poter disporre di acqua fresca in
ogni momento.”;

g) dopo il punto 14 e’ aggiunto il seguente:
“15.
Ogni vitello deve ricevere colostro bovino quanto prima possibile dopo
la nascita e comunque entro le prime sei ore

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