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Introduzione di selvaggina viva dall'estero (Legge n. 157/92)....

Introduzione di selvaggina viva dall'estero (Legge n. 157/92).

Circolare n. 15 del 24 luglio 1992
Introduzione di selvaggina viva
dall’estero (Legge n. 157/92). Procedure
La nuova legge n. 157
dell’11.2.1992, recante “Norme per la protezione della fauna omeoterma
e per il prelievo venatorio” sostituisce, abrogandola, la legge n. 968
del 27.12.1977 recante “Principi generali e disposizioni per la
protezione e la tutela della fauna e la disciplina della caccia”.

In
particolare la citata legge n. 157/92, all’art. 20, comma 1 (Norme per
l’introduzione di fauna selvatica dall’estero), stabilisce che possono
essere introdotti sul territorio nazionale esemplari vivi di selvatici
purché appartenenti alle specie autoctone locali ed al solo scopo di
ripopolamento e di miglioramento genetico.

Inoltre lo stesso art. 20
al comma 2 prevede che le autorizzazioni all’importazione possono
essere rilasciate solamente a Ditte che dispongono di adeguate
strutture ed attrezzature per ogni singola specie di selvatici al fine
di offrire le opportune garanzie per controlli zootecnici in genere,
sanitari ed altri, nonché consentire eventuali quarantene.

La nuova
normativa prende atto del fatto che i ripopolamenti di fauna
stanziale, così come effettuati sinora sul territorio nazionale, oltre
a non aver dato, in linea generale, risultati soddisfacenti ai fini
della ricostituzione di popolamenti stabili nel tempo, caratterizzati
da naturale attività riproduttiva, hanno, il più delle volte,
provocato danni al complesso della fauna esistente.

Le ragioni di
tali insuccessi sono da ricercarsi in tre principali ordini di motivi:

mancata individuazione e rimozioni dei fattori responsabili della
rarefazione delle popolazioni naturali;
inidoneità biologica dei
soggetti utilizzati;
tempi e modalità di rilascio impropri.
Da
quanto sopra esposto si desume che condizione indispensabile per
cercare di porre rimedio in qualche modo alla situazione venutasi a
creare è quella di consentire l’introduzione di soggetti selvatici
vivi dall’estero solamente a Ditte particolarmente qualificate.

Le
Ditte interessate all’importazione di fauna selvatica ai fini di
ripopolamento e miglioramento genetico dovranno inviare, pertanto, a
questa Amministrazione specifica richiesta di riconoscimento quale
ditta importatrice, compilando l’apposito modulo (Allegato A)
contenente le indicazioni riguardanti le caratteristiche degli
impianti. A tale modulo deve essere allegata apposita certificazione
sanitaria, da rinnovarsi annualmente, rilasciata dalla U.S.L.
competente per territorio che attesti quanto prescritto dalla legge in
oggetto. Il Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste comunicherà in
seguito a ciascuna Ditta un codice identificativo che dovrà essere
utilizzato per qualsiasi successiva richiesta.

Si precisa che,
qualora successivamente alla presentazione della documentazione
richiesta, si verificassero mutamenti nella ragione sociale e/o nelle
persone fisiche del rappresentante legale, dell’amministratore o del
titolare della Ditta importatrice in questione, dovrà esserne data
tempestiva comunicazione a questa Amministrazione ricompilando il
predetto modulo informativo (Allegato A).

Stessa comunicazione dovrà
essere inoltrata allorché siano stati effettuati trasferimenti,
ampliamenti, modifiche ecc., anche parziali, degli impianti relativi
alle specie trattate.

Il rilascio dell’autorizzazione
all’importazione da parte del Ministero dell’Agricoltura (art. 20
comma 3) è subordinato al parere tecnico di conformità espresso
dall’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica.

Le richieste di
autorizzazione dovranno essere compilate dall’importatore
esclusivamente sul modulo conforme al modello previsto all’Allegato
B.

Tale modulo, compilato in 5 copie dattiloscritte, a ricalco e con
inchiostro indelebile, deve essere presentato al Ministero
dell’Agricoltura e delle Foreste – Direzione Generale della Produzione
Agricola – solo ed esclusivamente tramite l’Istituto Nazionale per la
Fauna Selvatica.

Il modulo di autorizzazione, vistato dagli organi
competenti, presentato in dogana, deve essere integro in ogni sua
parte, salvo modifiche eventualmente apportate dall’Istituto innanzi
indicato, o dal Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste,
convalidate dagli stessi con timbro e firma del
funzionario.

Eventuali modifiche o segni di alterazione non
convalidati dal Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste o
dall’Istituto predetto comportano l’annullamento dell’autorizzazione
all’importazione.

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