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DECRETO MINISTERIALE 3 marzo 1997: Attuazione della direttiva 95/50/CE del Consiglio dell'Unione europea concernente l'adozione di procedure uniformi in materia di controlli su strada di merci pericolose. (G.U. n. 77, 3 aprile 1997, Serie Generale)

DECRETO MINISTERIALE 3 marzo 1997

Attuazione della direttiva 95/50/CE
del Consiglio dell’Unione europea concernente l’adozione di procedure
uniformi in materia di controlli su strada di merci pericolose.

(G.U.
n. 77, 3 aprile 1997, Serie Generale)

IL MINISTRO DEI TRASPORTI
E
DELLA NAVIGAZIONE
di concerto con
IL MINISTRO DELL’INTERNO
Visto il
decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 e successive modificazioni,
con il quale è stato emanato il nuovo codice della strada;
Visto il
decreto del presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, e
successive modificazioni, con il quale è stato emanato il Regolamento
di esecuzione e di attuazione del codice della strada;
Vista la legge
12 agosto 1962, n. 1839, e successive modificazioni ed integrazioni,
con la quale è stato ratificato l’Accordo europeo relativo al
trasporto internazionale di merci pericolose su strada (A.D.R.);
Visto
l’art. 229, del citato nuovo codice della strada, che delega i
Ministri della Repubblica a recepire, secondo le competenze loro
attribuite, le direttive comunitarie afferenti materie disciplinate
dallo stesso codice;
Visto l’art. 168, comma 6, del citato decreto
legislativo 30 aprile 1992, n. 285, che autorizza il Ministro dei
trasporti e della navigazione a recepire le direttive comunitarie
riguardanti la sicurezza del trasporto su strada delle merci
pericolose;
Visto il decreto ministeriale 4 settembre 1996 con il
quale è stata trasposta e recepita in norma nazionale la direttiva
94/55/CE del Consiglio in data 21 novembre 1994 concernente il
ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative al
trasporto di merci pericolose su strada;
Visti gli articoli 11 e 12
del citato decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, concernenti
rispettivamente i servizi di polizia stradale e l’espletamento dei
servizi di polizia stradale;
Vista la direttiva 95/50/CE del Consiglio
dell’Unione europea in data 6 ottobre 1995 concernente l’adozione di
procedure uniformi in materia di controllo dei trasporti su strada di
merci pericolose, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione
europea n. L 249 del 17 ottobre 1995;
Riconosciuta la necessità di
recepire e trasporre la citata direttiva 95/50/CE nella normativa
nazionale;
Decreta:

Art. 1.

1. Il presente decreto si applica ai
controlli sui trasporti stradali di merci pericolose effettuati per
mezzo dei veicoli che circolano nel territorio nazionale o che vi
entrano provenienti da uno Stato membro dell’Unione europea o da un
Paese non aderente all’Unione europea. (1)

2. Il presente decreto
non si applica ai trasporti di merci pericolose effettuati da veicoli
che appartengono alle Forze armate o che si trovano sotto la
responsabilità di quest’ultime.

3. Le disposizioni del presente
decreto non pregiudicano minimamente il diritto di controllare, nel
rispetto del diritto comunitario, i trasporti nazionali ed
internazionali di merci pericolose effettuati nel territorio nazionale
da veicoli non contemplati nel presente decreto.

(1)Comma sostituito
dall’art. 1, comma 1, D.M. 21 dicembre 2001.

Art. 1. (2)

1. Il
presente decreto si applica ai controlli sui trasporti stradali di
merci pericolose effettuati per mezzo di veicoli che circolano nel
territorio nazionale o che vi entrano in provenienza da un Paese non
appartenente all’Unione europea.

2. Il presente decreto non si
applica ai trasporti di merci pericolose effettuati da veicoli che
appartengono alle Forze armate o che si trovano sotto la
responsabilità di quest’ultime.

3. Le disposizioni del presente
decreto non pregiudicano minimamente il diritto di controllare, nel
rispetto del diritto comunitario, i trasporti nazionali ed
internazionali di merci pericolose effettuati nel territorio nazionale
da veicoli non contemplati nel presente decreto.

(2)Testo precedente
le modifiche apportate dal D.M. 21 dicembre 2001.

Art. 2.

1. Ai fini
del presente decreto s’intendono per:

“veicolo”: qualsiasi veicolo
a motore, completo o incompleto, destinato a circolare su strada,
provvisto di almeno quattro ruote e avente una velocità massima per
costruzione superiore a 25 km/h, compresi i suoi rimorchi, eccettuati
i veicoli che si muovono su rotaie, e i trattori agricoli e forestali
e qualsiasi macchina mobile;

“merci pericolose”: le merci
pericolose definite tali dalla direttiva 94/55/CE;

“trasporto”:
qualsiasi operazione di trasporto su strada effettuata interamente o
parzialmente da un veicolo, sulle pubbliche vie situate nel territorio
nazionale, comprese le attività di carico e di scarico contemplate
dalla direttiva 94/55/CE fatta salva la disciplina prevista dalla
legislazione nazionale vigente per ciò che concerne la responsabilità
derivante da tali operazioni;

“imprese”: qualsiasi persona fisica o
giuridica con o senza scopo di lucro, qualsiasi associazione o gruppo
di persone senza personalità giuridica, con o senza scopo di lucro,
nonché qualsiasi organismo di rilevanza pubblica, che sia dotato di
una personalità giuridica propria, ovvero che dipenda da una autorità
avente tale personalità, che trasportino, carichino, scarichino o
facciano trasportare merci pericolose, nonché quelle che immagazzinino
temporaneamente, raccolgano, condizionino o ricevano tali merci nel
corso di una operazione di trasporto e che siano situate sul
territorio della Unione europea;

“controllo”: qualsiasi controllo,
ispezione, verifica o formalità espletato dalle autorità competenti
per questioni inerenti al trasporto di merci pericolose;

“autorità
competente”: la competenza, per quanto concerne i controlli previsti
dal presente decreto, è attribuita in via principale ai soggetti
indicati dall’art. 12, commi 1 e 2, del nuovo codice della strada. Ai
sensi dell’art. 11 comma 3, del citato codice, al Ministero
dell’interno compete il coordinamento dei controlli in questione da
chiunque espletati.

Art. 3.

1. Con disposizioni del Ministero dei
trasporti sentito il Ministero dell’interno, viene stabilito
annualmente il numero minimo di trasporti su strada di merci
pericolose da sottoporre ai controlli previsti dal presente decreto al
fine di verificare la conformità dei medesimi trasporti con la
legislazione sul trasporto di merci pericolose su strada.

2. Detti
controlli sono effettuati in conformità all’art. 3 del regolamento
(CEE) n. 4060/89 ed in conformità all’art. 1 del regolamento (CEE) n.
3912/92 (vedere allegato 4).

Art. 4.

1. Per effettuare i controlli
previsti dal presente decreto deve essere utilizzata la lista di
controllo, redatta secondo lo schema di cui all’allegato 1, che
costituisce parte integrante del decreto medesimo. Un esemplare di
tale lista o un documento che attesta l’esecuzione del controllo,
stabilito dalla autorità che ha eseguito il controllo, deve essere
consegnato al conducente del veicolo. Resta impregiudicato il diritto
di effettuare appositi interventi specifici di controllo, aventi per
oggetto anche altri elementi diversi da quelli indicati nella lista
prima citata.

2. I controlli sono effettuati a campione e coprono
nella misura del possibile un’ampia parte della rete stradale.

3. I
luoghi scelti per questi controlli devono consentire di mettere in
regola i veicoli per i quali sia accertata un’infrazione o, qualora
l’autorità che esegue il controllo lo reputi opportuno, di
immobilizzarli sul luogo o in luogo appositamente scelto da detta
autorità senza mettere in pericolo la sicurezza.

4. Ove necessario, e
a condizione che ciò non costituisca un pericolo per la sicurezza,
possono essere prelevati campioni dei prodotti trasportati per farli
esaminare da laboratori riconosciuti dall’autorità competente.

Art.
5.

1. Fatte salve altre eventuali sanzioni che potrebbero essere
applicate, qualora una o più infrazioni, tra quelle elencate
segnatamente nell’allegato II, siano state constatate nel corso di
trasporti su strada di merci pericolose, i veicoli in questione
possono essere immobilizzati – sul posto o in luogo appositamente
scelto a tale scopo dalle autorità competenti per il controllo – e
obbligati a mettersi in regola prima di proseguire il viaggio, oppure
possono costituire oggetto di altre misure adeguate alle circostanze o
agli imperativi della sicurezza compreso, se del caso, il rifiuto di
far entrare tali veicoli nell’Unione europea.

Art. 6.

1. Si possono
altresì eseguire controlli anche nei locali delle imprese a titolo
preventivo o quando siano state constatate su strada infrazioni che
compromettano la sicurezza dei trasporti di merci pericolose.

2. Tali
controlli devono mirare a garantire che le condizioni di sicurezza in
cui si effettuano i trasporti di merci pericolose siano conformi alla
legislazione applicabile in materia.

3. Qualora siano state
constatate una o più infrazioni tra quelle che figurano segnatamente
all’allegato II in materia di trasporti su strada di merci pericolose,
i trasporti in questione devono essere messi in regola prima di
lasciare l’impresa, ovvero devono formare oggetto di altre misure
adeguate.

Art. 7.

1. Le infrazioni gravi o ripetute che
compromettono la sicurezza del trasporto di merci pericolose, riferite
ad un veicolo o ad una impresa non residente nel territorio nazionale,
devono essere segnalate alle autorità competenti dello stato membro
dell’Unione europea in cui il veicolo è stato immatricolato o nel
quale ha sede l’impresa.

2. Qualora venga constatata un’infrazione
grave o ripetuta, è possibile richiedere alle autorità competenti
dello Stato membro in cui il veicolo è stato immatricolato o nel quale
è stabilita l’impresa, che siano adottate delle misure adeguate a
carico del contravventore o dei contravventori.

Art. 8.

1. Se in
occasione del controllo su strada di un veicolo immatricolato in un
altro Stato dell’Unione europea, le constatazioni effettuate fanno
presumere che siano state commesse…

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