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Norme sanitarie per l'importazione di lepri destinate al ripopolamento...

Norme sanitarie per l'importazione di lepri destinate al ripopolamento.

MINISTERO DELLA SANITA’
DECRETO 7 dicembre 2000
Norme sanitarie per
l’importazione di lepri destinate al ripopolamento.
IL MINISTRO DELLA
SANITA’
Visto il regolamento di polizia veterinaria, approvato con
decreto del Presidente della Repubblica 8
febbraio 1954, n. 320;
Visto
il decreto legislativo 3 marzo 1993, n. 93, recante attuazione delle
direttive 90/675/CEE e
91/496/CEE relative all’organizzazione dei
controlli su prodotti e animali in provenienza dai Paesi
terzi ed
introdotti nella Comunita’ europea;
Visto il decreto legislativo 12
novembre 1996, n. 633, recante attuazione della direttiva 92/65
che
stabilisce norme sanitarie per gli scambi e le importazioni nella
comunita’ di animali, sperma, ovuli
ed embrioni non soggetti, per
quanto riguarda le condizioni di polizia sanitaria alle
normative
comunitarie specifiche di cui all’allegato A, sezione I,
della direttiva 90/425/CEE pubblicato nel
supplemento ordinario alla
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – serie generale – n. 296
del
18 dicembre 1996;
Vista l’ordinanza del Ministro della sanita’ 1o
dicembre 1988, recante divieto d’importazione di
conigli vivi e lepri
ai fini della profilassi della malattia virale emorragica dei conigli
pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 23
dicembre 1988, n. 300;
Visto il decreto del Ministro della sanita’ 10
novembre 1997, relativo alla determinazione dei
contributi veterinari
su animali vivi e prodotti di origine animale provenienti dai Paesi
terzi
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n.
32 del 9 febbraio 1998;
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n.
112, recante conferimento di funzioni e compiti
amministrativi dello
Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della
legge 15
marzo 1997, n. 59;
Tenuto conto del parere espresso dal
centro di referenza per la tularemia della sezione provinciale
di
Pavia dell’Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e
dell’Emilia-Romagna in merito ai
controlli per tularemia;
Tenuto conto
del parere espresso dal centro di referenza per la brucellosi
dell’Istituto zooprofilattico
sperimentale dell’Abruzzo e del Molise
in merito ai controlli per la brucellosi;
Considerato che sulla base
dei risultati degli accertamenti sierologici e virologici eseguiti
sulle lepri
importate da Paesi terzi e del parere espresso dal
laboratorio di referenza dell’OIE per le malattie
emorragiche dei
lagomorfi relativo allo stato zoosanitario dei Paesi terzi abituali
fornitori di lepri da
ripopolamento, e’ necessario emanare una
disciplina organica in materia;
Considerato che, limitatamente alle
lepri provenienti da Paesi del Sud America, l’origine geografica
degli
animali, comparata con le condizioni esistenti in Italia quale area di
destinazione, comporta
uno sfasamento climatico-stagionale tale da
causare una diminuzione delle capacita’ di resistenza e
adattamento
degli stessi animali che ne compromette il benessere, come da parere
espresso con nota
n. 7068/T- A37 del 2 dicembre 1999 dall’Istituto
nazionale per la fauna selvatica;
Decreta:
Art. 1.
1. L’importazione
da Paesi terzi di partite di lepri vive da ripopolamento, d’ora in
avanti denominate
lepri, e’ soggetta a preventiva autorizzazione
rilasciata dal Ministero della sanita’ su richiesta delle
aziende
iscritte nell’elenco di cui all’art. 7, comma 2, effettuata in
conformita’ a quanto previsto
dalla circolare n. 22 del 17 febbraio
1972 del citato Ministero. L’autorizzazione ha validita’:
a) di sei
mesi, a decorrere dalla data di rilascio, per le lepri provenienti dai
Paesi di cui all’art. 2,
comma 1, lettera a), n. 1;
b) dal 1o aprile
al 30 maggio di ogni anno, per le lepri provenienti dai Paesi di cui
all’art. 2, comma
1, lettera a), n. 2.ഊ2. L’autorizzazione di
cui al comma 1, non comprende ne’ sostituisce eventuali altri
provvedimenti,
amministrativi, in particolare quelli previsti
dall’art. 20, comma 1, della legge 11 febbraio 1992, n.
157.
Art.
2.
1. Ferme restando le prescrizioni di cui al decreto legislativo 30
dicembre 1992, n. 532, per cio’ che
concerne il benessere degli
animali durante i trasporti e al decreto legislativo 3 marzo 1993, n.
93,
per cio’ che concerne i controlli veterinari nelle importazioni da
Paesi terzi, le lepri, per essere
importate, devono:
a) essere
accompagnate da un certificato sanitario conforme:
1) al modello di
cui all’allegato I al presente decreto se provenienti da Paesi
dell’Europa dell’est;
2) al modello di cui all’allegato II al presente
decreto se provenienti da Paesi del Sud America;
b) essere presentate
in lotti settimanali, ciascuno costituito da un numero massimo
d’animali non
superiore a quello consentito dalla capacita’ ricettiva
settimanale dell’azienda di destinazione.
2. La capacita’ ricettiva
settimanale dell’azienda deve essere indicata nella richiesta
di
autorizzazione di cui all’art. 1, comma 1, quale condizione per il
rilascio.
3. La presenza nella azienda di cui al comma 1, lettera b),
di un numero di animali superiore alla sua
capacita’ ricettiva
settimanale e’ di impedimento all’introduzione in detta azienda di
successive
partite o ulteriori lotti di una stessa partita.
Art. 3.
1.
Il veterinario del posto d’ispezione frontaliero sottopone ad accurato
esame clinico ogni partita di
lepri presentata all’importazione allo
scopo di accertare il generale stato di salute e l’eventuale
presenza
di sintomi riconducibili alla sindrome della lepre bruna europea
(EBHS) nonche’ di una
percentuale di mortalita’ superiore al 5% sul
numero complessivo degli animali costituenti la partita.
2. Qualora
l’esame clinico di cui al comma 1:
a) non evidenzi alcuna anomalia, la
partita e’ inviata all’azienda di destinazione
indicata
nell’autorizzazione di cui all’art. 1, comma 1, previa
comunicazione telegrafica o via fax dell’inoltro
al servizio
veterinario dell’ASL competente per territorio;
b) evidenzi la
presenza di animali con sintomi sospetti di EBHS o di altre malattie
contagiose della
specie ovvero di una mortalita’ superiore al 5%, il
veterinario del posto d’ispezione frontaliero:
1) invia, nel piu’
breve tempo possibile, gli animali rinvenuti morti al piu’ vicino
Istituto
zooprofilattico sperimentale per l’accertamento delle cause
di morte, con particolare riferimento alla
ricerca virologica della
EBHS ed alla ricerca batteriologica della Francisella tularensis
(tularemia),
in entrambi i casi utilizzando metodologie previste
dall’OIE;
2) inoltra i restanti animali costituenti la partita in
vincolo sanitario, disponendone l’isolamento
presso l’azienda di
destinazione in attesa degli esiti degli accertamenti di cui al numero
1), e
comunica, in via telegrafica o fax, al servizio veterinario
dell’ASL nel cui territorio rientra l’azienda
di destinazione, le
misure adottate.
3. L’Istituto zooprofilattico sperimentale comunica
via fax gli esiti degli accertamenti di cui al
comma 2, lettera b),
numero 1), al Ministero della sanita’ e al servizio veterinario
dell’ASL nel cui
territorio rientra l’azienda di destinazione; in
attesa di tale comunicazione e’ vietato immettere in
liberta’ le
lepri.
4. Il veterinario del posto d’ispezione frontaliero che, in
sede di controllo all’importazione, constati
una mortalita’ anche
inferiore alla percentuale indicata al comma 1, invia gli animali
morti al piu’
vicino Istituto zooprofilattico sperimentale per
l’accertamento delle cause.
Art. 4.
1. Le partite di lepri devono
essere sottoposte, presso le aziende di destinazione, ad un periodo
di
osservazione di almeno 24 ore durante il quale il servizio
veterinario della ASL competente per
territorio puo’ effettuare
accertamenti di laboratorio mediante esame sierologico nei
confronti
dell’EBHS e della brucellosi con prelievo ematico su una
percentuale non superiore al 5% degli
animali che compongono la
partita; tali accertamenti, a carattere conoscitivo, non precludono
la
immissione in liberta’ degli animali costituenti la
partita.ഊ2. Qualora sulle partite di cui al comma 1, il servizio
veterinario della ASL riscontri una percentuale
di animali morti
superiore al 5% o animali con sintomi di malattie contagiose della
specie, dispone
il sequestro dell’intera partita e l’invio degli
animali morti all’Istituto zooprofilattico sperimentale
competente per
territorio per l’accertamento delle cause, con particolare riferimento
alla ricerca
virologica per EBHS e batteriologica per la Francisella
tularensis (tularemia).
3. Qualora dagli accertamenti di cui al comma
2:
a) risulti la presenza della Francisella tularensis (tularemia), il
servizio veterinario della ASL
dispone l’abbattimento e distruzione
dell’intera partita senza indennizzo da parte dello Stato;
b) risulti
la presenza dell’EBHS, il servizio veterinario dell’ASL dispone il
sequestro della partita e,
in via tra loro alternativa, tenuto conto
delle strutture presenti in allevamento e del
parere
dell’allevatore:
1) l’abbattimento dell’intera partita, senza
indennizzo da parte dello Stato;
2) l’isolamento dell’intera partita
all’interno dell’allevamento in appositi recinti, per almeno
una
settimana a decorrere dall’ultimo decesso di animali per EBHS;
durante il periodo di isolamento
nessun’altra partita di animali della
stessa specie puo’ essere introdotta in allevamento;
c) non si
riscontri la presenza di Francisella tularensis (tularemia) o di EBHS,
gli animali costituenti
la partita possono essere immessi in
liberta’.
Art. 5.
1. Ferme restando le modalita’ di immissione in
liberta’ delle lepri nonche’ le prescrizioni contenute
in eventuali
piani di controllo nei confronti di malattie trasmissibili della
specie, stabilite dalle
normative regionali e delle province autonome,
i responsabili dell’immissione in liberta’ delle lepri
devono:
a)
immettere in liberta’ gruppi di lepri del medesimo Paese terzo di
origine, evitando il
me…

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