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Ulteriori interventi urgenti per fronteggiare l'emergenza derivante dall'encefalopatia spongiforme bovina.

DECRETO-LEGGE 14 febbraio 2001, n. 8
Ulteriori interventi urgenti per
fronteggiare l’emergenza derivante dall’encefalopatia
spongiforme
bovina.
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 77 e 87
della Costituzione;
Vista la decisione 2000/418/CE della Commissione,
del 29 giugno 2000;
Vista la decisione 2000/766/CE del Consiglio del 4
dicembre 2000;
Visto il regolamento (CE) n. 2777/2000 della
Commissione, del 18 dicembre 2000;
Vista la decisione 2001/2/CE della
Commissione del 27 dicembre 2000;
Visto il decreto-legge 11 gennaio
2001, n. 1;
Ritenuta la straordinaria necessita’ ed urgenza di
adottare ulteriori misure per fronteggiare
l’emergenza determinata dal
fenomeno dell’encefalopatia spongiforme bovina;
Vista la deliberazione
del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 7 febbraio
2001;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, del
Ministro delle politiche agricole e
forestali e del Ministro della
sanita’, di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e
della
programmazione economica, con il Ministro dell’ambiente, con il
Ministro per le politiche
comunitarie e con il Ministro del lavoro e
della previdenza sociale;
E m a n a
il seguente decreto-legge:
Art.
1.
Fondo per l’emergenza BSE
1. Al fine di assicurare la realizzazione
di interventi urgenti diretti a fronteggiare l’emergenza nel
settore
zootecnico, e’ istituito un Fondo, denominato: “Fondo per l’emergenza
BSE”, con dotazione
pari a lire 300 miliardi per l’anno 2001, da
iscrivere in apposita unita’ previsionale di base dello
stato di
previsione del Ministero del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica.
2. Le disponibilita’ del Fondo sono
destinate al finanziamento di:
a) interventi a carico dello Stato,
anche riferiti al peso delle carcasse, per la macellazione,
il
trasporto e lo smaltimento di bovini di eta’ superiore a trenta
mesi, abbattuti ai sensi del
regolamento (CE) n. 2777/2000 della
Commissione del 18 dicembre 2000;
b) interventi per assicurare, in
conformita’ all’articolo 87, comma 2, lettera b), del Trattato
istitutivo
dell’Unione europea, l’agibilita’ degli impianti di
allevamento compromessa dell’imprevista
permanenza dei capi in azienda
e per evitare l’interruzione dell’attivita’ agricola ed i
conseguenti
danni economici sociali, nonche’ per garantire il
benessere degli animali.
A tale fine viene erogato, a titolo di
compensazione, un indennizzo di L. 450.000 per capo di eta’
non
superiore a trenta mesi, da corrispondere previa attestazione
dell’avvenuta macellazione del
bovino detenuto in azienda per almeno
cinque mesi;
c) indennita’ per il riavviamento di aziende zootecniche
nelle quali si sia verificato l’abbattimento di
capi bovini a seguito
della rilevazione positiva di presenza di encefalopatia spongiforme
bovina
nell’azienda medesima. L’indennita’ e’ fissata in lire un
milione per ogni bovino riacquistato, sino al
massimo di 500 milioni
per ogni azienda;
d) contributi per la distruzione di materiali
specifici a rischio, inclusa la colonna vertebrale di bovini
con eta’
superiore a 12 mesi;
e) un indennizzo, pari a L. 240.000 a capo,
corrisposto per i bovini morti in azienda da avviare agli
impianti di
pretrattamento e successiva distruzione, a copertura dei costi di
raccolta e trasporto.
3. In sede di prima applicazione, il Fondo e’,
in via provvisoria, e con riferimento alle lettere di cui
al comma 2,
cosi’ ripartito:
a) lire 50 miliardi;
b) lire 51 miliardi;ഊc)
lire 1 miliardo;
d) lire 48 miliardi;
e) lire 5 miliardi.
Con
successive determinazioni, adottate dal commissario straordinario del
Governo per il
coordinamento dell’emergenza conseguente alla
encefalopatia spongiforme bovina, d’intesa con i
Ministri del tesoro,
del bilancio e della programmazione economica, delle politiche
agricole e
forestali e della sanita’, sentita la conferenza permanente
per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di
Trento e di Bolzano, si provvede alle ulteriori ripartizioni, sulla
base delle
effettive esigenze, tra i vari interventi di cui al
presente articolo.
4. L’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, di
seguito denominata: “Agenzia”, e’ incaricata della
erogazione dei
finanziamenti, secondo le modalita’ stabilite dal presente articolo,
sia in sede di
prima applicazione, sia successivamente, in conformita’
alle determinazioni adottate dal
commissario straordinario del
Governo. A tal fine, il Fondo di cui al comma 1 e’ versato,
nel
rispetto delle norme sulla tesoreria unica, al bilancio
dell’Agenzia stessa ed erogato secondo le
norme stabilite dal proprio
regolamento di amministrazione e contabilita’.
5. L’Agenzia provvede
alla rendicontazione delle spese secondo le indicazioni fornite dal
Ministero
del tesoro, del bilancio e della programmazione economica,
di concerto con il Ministero della
sanita’ e con il Ministero delle
politiche agricole e forestali.
6. L’Agenzia puo’ avvalersi del Corpo
forestale dello Stato e del reparto speciale dell’Arma dei
carabinieri
per la tutela delle norme comunitarie e agro-alimentari, nonche’ della
Guardia di finanza,
per l’effettuazione dei controlli sulle operazioni
previste dal comma 2.
7. L’Agenzia presenta ogni trenta giorni al
commissario straordinario del Governo, al Ministro delle
politiche
agricole e forestali, al Ministro della sanita’ ed al Ministro
dell’ambiente una relazione
sullo stato di attuazione degli interventi
previsti dal presente decreto.
8. L’Agenzia provvede all’incenerimento
o al coincenerimento delle proteine animali trasformate
destinate
all’ammasso pubblico di cui all’articolo 2 del decreto-legge 11
gennaio 2001, n. 1,
predisponendo a tale scopo uno specifico programma
operativo.
Art. 2.
Agevolazioni
1. Il Ministro delle finanze,
avvalendosi dei poteri di cui all’articolo 9, comma 2, della legge
27
luglio 2000, n. 212, in materia di statuto dei diritti del
contribuente, dispone a favore degli allevatori
dei bovini, delle
aziende di macellazione e degli esercenti di attivita’ di commercio
all’ingrosso e al
dettaglio di carni, colpiti dagli eventi
verificatisi a seguito dell’emergenza causata
dall’encefalopatia
spongiforme bovina (BSE) la sospensione o il
differimento dei termini relativi agli adempimenti ed
ai versamenti
tributari. Non si fa luogo al rimborso di quanto gia’ versato.
2. Nei
confronti dei soggetti di cui al comma 1, sono sospesi per sei mesi, a
decorrere dalla data di
entrata in vigore del presente decreto, i
pagamenti di ogni contributo o premio di previdenza ed
assistenza
sociale, ivi conpresa la quota a carico dei dipendenti. Il versamento
delle somme dovute e
non corrisposte per effetto della predetta
sospensione avviene senza aggravio di sanzioni, interessi o
altri
oneri.
3. Sulla base degli elementi rilevati dalla dichiarazione
modello unico 2001, sono adeguati gli studi
di settore applicabili, a
partire dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2000, nei
confronti dei
contribuenti interessati dagli eventi verificatisi a
seguito dell’emergenza encefalopatia spongiforme
bovina (BSE). Resta
fermo quanto previsto dall’articolo 10, comma 8, della legge 8 maggio
1998, n.
146.
4. Considerata la situazione di emergenza della filiera
zootecnica, con particolare riferimento agli
allevamenti bovini, agli
stabilimenti di macellazione, all’industria di trasformazione di carne
bovina
e agli esercizi di vendita al dettaglio in via esclusiva o
prevalente di carne bovina o di prodotti a
base di carne bovina, e’
autorizzato un limite di impegno pari a lire 20 miliardi per l’anno
2001, da
destinare a contributi in conto interesse su mutui di durata
non superiore a 10 anni, contratti da parte
delle predette imprese,
con onere effettivo a carico del mutuante pari all’1,5 per cento. Una
quotaഊdel cinquanta per cento del predetto limite di impegno e’
riservata a mutui contratti per
l’adeguamento degli allevamenti bovini
in conformita’ alla disciplina comunitaria in materia di
benessere
animale, rintracciabilita’ e qualita’, nonche’ per il miglioramento
igienico-sanitario e
produttivo degli stabilimenti di macellazione in
possesso di bollo CE, di cui all’articolo 13 del
decreto legislativo
18 aprile 1994 n. 286, con particolare riferimento al finanziamento di
impianti
tecnologici, ed in particolare di smaltimento, da installare
o in corso di installazione all’interno degli
stabilimenti medesimi.
La residua quota del cinquanta per cento e’ destinata a mutui
contratti per il
consolidamento di esposizioni debitorie in corso alla
data di entrata in vigore del presente decreto.
5. Le modalita’, i
criteri ed i parametri da utilizzare per la ripartizione e
l’erogazione dei benefici di
cui al comma 4 sono stabiliti con
circolare del Ministro delle politiche agricole e forestali,
di
concerto con il Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, da adottare entro venti
giorni dalla data di entrata
in vigore del presente decreto. Per quanto riguarda la quota destinata
al
miglioramento tecnologico e qualitativo, sono considerati comunque
criteri selettivi l’incidenza sul
fatturato dei costi fissi e degli
ammortamenti ed oneri finanziari, il numero dei dipendenti, nonche’
il
numero dei capi macellati o allevati nell’anno 2000.
Art.
3.
Modificazioni della legge 15 febbraio 1963, n. 281
1. L’articolo 22
della legge 15 febbraio 1963, n. 281, e’ sostituito dal
seguente:
“Art. 22. – 1. Salvo che il fatto costituisca reato,
chiunque vende, pone in vendita o mette altrimenti
in commercio o
prepara per conto terzi o, comunque, per la distribuzione per il
consumo, prodotti
disciplinati dalla presente legge non rispondenti
alle prescrizioni stabilite, o risultanti all’analisi non
conformi
alle dichiarazioni, indicazioni e denominazioni, e’ punito con la
sanzione amministrativa
pecuniaria da L. 3.000.000 a L. 30.000.000.
2.
Salvo che il fatto costituisca reato, c…

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