Architetto.info - Architetto.info | Architetto.info

Misure sanitarie di protezione contro le encefalopatie spongiformi tra...

Misure sanitarie di protezione contro le encefalopatie spongiformi trasmissibili.

MINISTERO DELLA SANITA’
ORDINANZA 27 marzo 2001
Misure sanitarie di
protezione contro le encefalopatie spongiformi trasmissibili.
IL
MINISTRO DELLA SANITA’
Visto il regio decreto 20 dicembre 1928, n.
3298;
Visto il decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109, e
successive modifiche;
Visto il decreto legislativo 18 aprile 1994, n.
286, e successive modifiche;
Visto il decreto del Ministro della
sanita’ 27 febbraio 1996, n. 209;
Visto il decreto legislativo 30
gennaio 1993, n. 28, e successive modifiche;
Visto il decreto
legislativo 25 febbraio 2000, n. 80;
Vista la decisione della
Commissione europea n. 2000/418/CE del 29 giugno 2000 che disciplina
l’impiego di
materiale a rischio per quanto concerne le encefalopatie
spongiformi trasmissibili e modifica la decisione
94/474/CE;
Visto il
decreto del Ministro per le politiche agricole 30 agosto 2000,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana – serie
generale – n. 268 del 16 novembre 2000;
Visto il decreto del Ministro
della sanita’ 29 settembre 2000, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della
Repubblica italiana – serie generale – n. 263 del 10 novembre
2000, come modificato dal decreto del Ministro
della sanita’ 15
gennaio 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana – serie generale –
n. 31 del 7 febbraio 2001;
Vista la legge
19 gennaio 2001, n. 3, di conversione, con modificazioni, del
decreto-legge 21 novembre
2000, n. 335, recante misure per il
potenziamento della sorveglianza epidemiologica della
encefalopatia
spongiforme bovina;
Vista la legge 12 marzo 2001, n. 49,
di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 11 gennaio
2001,
n. 1, recante disposizioni urgenti per la distruzione del
materiale specifico a rischio per encefalopatie
spongiformi bovine e
delle proteine animali ad alto rischio, nonche’ per l’ammasso pubblico
temporaneo delle
proteine animali a basso rischio;
Vista la decisione
della Commissione europea 2001/233/CE del 14 marzo 2001 recante
modifica della
decisione 2000/418/CE per quanto concerne le carni
separate meccanicamente e le colonne vertebrali dei
bovini, che
dispone, in particolare, l’obbligo di asportazione della colonna
vertebrale dalle carni ottenute da
bovini di eta’ superiore ai dodici
mesi, considerata materiale specifico a rischio per Bse;
Vista la
decisione della Commissione europea approvata nel CVP 21 marzo 2001
che modifica la decisione
2000/418/CE con riguardo alle importazioni
da Paesi terzi;
Considerato che le citate decisioni della Commissione
europea consentono che le carcasse bovine di
animali con eta’
superiore ai dodici mesi dalle quali non sia stata asportata la
colonna vertebrale, compresi i
gangli spinali, possano formare oggetto
di commercio tra gli Stati membri e di importazione da Paesi
terzi
senza particolari modalita’;
Considerato che in base alla
normativa comunitaria, e in particolare alla direttiva 89/662/CEE, non
e’
consentito procedere a controlli veterinari sistematici sulle carni
di origine comunitaria;
Ritenuto necessario e urgente adeguare le
misure sanitarie applicate sul territorio nazionale nei
confronti
delle encefalopatie spongiformi trasmissibili per tenere
conto delle citate decisioni della Commissione
europea;
Visto l’art.
32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833;
Visto l’art. 117 del decreto
legislativo 31 marzo 1998, n. 112;
Ordina:
Art. 1.
1. All’art. 8,
comma 1, del decreto del Ministro della sanita’ 29 settembre 2000,
come modificato dal decreto
del Ministro della sanita’ 15 gennaio
2001, la lettera a) e’ sostituita dalla seguente:
“a) utilizzare le
ossa di bovini, ovini e caprini per la produzione di carni separate
meccanicamente”.
2. All’art. 9 del decreto del Ministro della sanita’
29 settembre 2000, come modificato dal decreto del Ministro
della
sanita’ 15 gennaio 2001, la dichiarazione riportata al comma 1,
lettera b), e’ sostituita dalla seguente:
“Prodotto di origine animale
che non contiene ne’ e’ derivato da materiale specifico rischio ai
sensi
dell’allegato I, numero 1, lettera a) della decisione
2000/418/CE della Commissione europea del 29 giugno
2000, elaborato
dopo il 31 marzo 2001 o carni separate meccanicamente dalle ossa di
bovini, ovini o caprini,
prodotte dopo il 31 marzo 2001. La
macellazione degli animali dopo il 31 marzo 2001 non ha comportato
lo
stordimento tramite iniezione di gas nella cavita’ cranica o
l’abbattimento istantaneo con lo stesso metodo,
ne’ la lacerazione,
previo stordimento dell’animale, del tessuto nervoso centrale per
mezzo di stilo inserito
nella cavita’ cranica”.
3. L’allegato I al
decreto del Ministro della sanita’ 29 settembre 2000, come modificato
dal decreto del
Ministro della sanita’ 15 gennaio 2001, e’ sostituito
dall’allegato I alla presente ordinanza.
4. All’art. 1, comma 1 del
decreto del Ministro della sanita’ 15 gennaio 2001 e’ depennata la
lettera d).ഊArt. 2.
1. E’ vietato cedere o somministrare, a
qualunque titolo, al consumatore come definito all’art. 1, comma
2,
lettera e) del decreto legislativo 27 gennaio 1999, n. 109, carne
di bovini di eta’ superiore a dodici mesi, di
qualunque origine o
provenienza, macellati a partire dal 1o aprile 2001, alla quale non
sia stata asportata la
colonna vertebrale, compresi i gangli spinali;
la colonna vertebrale inclusi i gangli spinali, asportata dalle
carni
di bovini di eta’ superiore ai dodici mesi, e’ assoggettata alle
misure di cui al decreto del Ministro della
sanita’ 29 settembre 2000,
e successive modifiche.
2. La rimozione e la manipolazione della
colonna vertebrale di cui al comma 1, compresi i gangli
spinali,
devono essere effettuate in modo da escludere qualsiasi
contaminazione delle carni e nel rispetto delle
prescrizioni
riguardanti la prevenzione e protezione dei lavoratori di cui
all’allegato IV del decreto del Ministro
della sanita’ 29 settembre
2000, e successive modifiche.
Art. 3.
1. L’asportazione della colonna
vertebrale, escluse le vertebre caudali, compresi i gangli spinali,
dalle carni
dei bovini di eta’ superiore ai dodici mesi, deve essere
effettuata:
a) nello stabilimento in cui l’animale e’ stato
macellato;
b) in un laboratorio di sezionamento autorizzato ai sensi
del decreto legislativo 18 aprile 1994, n. 286, e
successive
modifiche;
c) in un locale in possesso dell’autorizzazione di cui
all’art. 29 del regio decreto 20 dicembre 1928, n. 3298.
2. Nel caso
in cui la rimozione della colonna vertebrale non venga effettuata
nello stabilimento in cui
l’animale e’ stato macellato, presso tale
stabilimento si deve comunque procedere, dopo l’avvenuta
rimozione del
midollo spinale, alla colorazione della superficie esposta della
colonna vertebrale, utilizzando i
coloranti di cui all’art. 6, comma 7
del decreto del Ministro della sanita’ 27 febbraio 1996, n. 209.
3. Le
carni con ossa della colonna vertebrale, ottenute da bovini di eta’
superiore ai dodici mesi, devono
essere accompagnate in ogni
trasferimento fino al destinatario dal documento di cui all’art. 4 del
decreto
legislativo 18 aprile 1994, n. 286, e successive modifiche,
integrato dalla dichiarazione che trattasi di carni
con ossa della
colonna vertebrale, ottenute da bovini di eta’ superiore ai dodici
mesi.
4. Lo stoccaggio ed il trasporto delle carni di cui al comma 3
deve essere effettuato in modo da escludere
qualsiasi contatto con
altre carni eventualmente stoccate o trasportate; la superficie
esposta della colonna
vertebrale, preventivamente colorata in
applicazione del comma 2, deve essere adeguatamente protetta.
5.
L’asportazione della colonna vertebrale, compresi i gangli spinali,
dalle carni dei bovini di eta’ superiore ai
trenta mesi, deve essere
effettuata esclusivamente nello stabilimento in cui l’animale e’
macellato.
6. Qualora le carni siano destinate ad essere spedite verso
Paesi membri o Paesi terzi non si applicano le
disposizioni di cui ai
commi 1, 2 e 5.
Art. 4.
1. Nel locale di cui all’art. 3, comma 1,
lettera c), l’asportazione della colonna vertebrale, compresi i
gangli
spinali, e’ consentita esclusivamente ai fini della vendita
diretta al consumatore richiamato all’art. 2, comma
1, e a condizione
che il titolare di detto locale sia stato espressamente autorizzato ad
effettuare
l’asportazione del citato materiale dall’Autorita’
sanitaria competente.
2. L’Autorita’ sanitaria rilascia
l’autorizzazione di cui al comma 1, previo accertamento del servizio
veterinario
dell’azienda sanitaria competente per territorio nel
rispetto di quanto riportato nell’allegato A) alla presente
ordinanza,
sentita la regione o la provincia autonoma riguardo alle modalita’ e
periodicita’ delle operazioni di
controllo sui locali di cui all’art.
3, comma 1, lettera c). A seguito della citata autorizzazione, i
locali di cui al
comma l sono considerati, limitatamente ai
quantitativi di colonna vertebrale, compresi i gangli spinali, in
essi
prodotti, strutture di rimozione e stoccaggio del materiale
specifico a rischio, ai sensi e per gli effetti del
decreto del
Ministro della sanita’ 29 settembre 2000, e successive modifiche.
3.
Il titolare o il responsabile del locale di cui comma 1, autorizzato
ai fini di cui al medesimo comma 1, deve:
a) tenere un registro di
carico e scarico, vidimato dal servizio veterinario della azienda
sanitaria competente
per territorio, in cui annotare:
1) i
quantitativi delle carni bovine introdotte, con le informazioni
obbligatorie ai sensi del decreto del Ministro
per le politiche
agricole 30 agosto 2000;
2) i quantitativi di carne bovina con ossa
della colonna vertebrale introdotta con l’indicazione se siano
carni
bovine ottenute da animali di eta’ superiore o inferiore ai
dodici mesi;
3) i quantitativi di materiale a basso rischio
ottenuto;
4) i quantitativi di colonna vertebrale ottenuta, da
distruggere come materiale specifico a rischio;
b) conservare, per
almeno dodici mesi, i document…

[Continua nel file zip allegato]

Architetto.info