Architetto.info - Architetto.info | Architetto.info

Linee guida nella produzione vitivinicola per la prevenzione dalla pot...

Linee guida nella produzione vitivinicola per la prevenzione dalla potenziale contaminazione da micotossine.

Decreto Ministeriale aprile 2000
Oggetto:

Linee guida nella
produzione vitivinicola per la prevenzione dalla potenziale
contaminazione da micotossine

——————————————————————————–

VISTO
il regolamento CE n. 1493/99 del Consiglio del 17 maggio 1999,
relativo all’organizzazione comune del mercato vitivinicolo ed
in particolare l’articolo 45;

VISTO il decreto legislativo 4
giugno 1997, n. 143 che istituisce il Ministero per le politiche
agricole, in qualità di centro di riferimento degli interessi
nazionali in materia di politiche agricole, forestali ed
agroalimentari con riguardo ai compiti di elaborazione e coordinamento
delle linee di politica agricola in coerenza con quella
comunitaria;

VISTO il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300,
recante riforma dell’organizzazione del Governo a norma
dell’articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59 ed in
particolare l’articolo 55;

CONSIDERATO che sul piano operativo
il Ministero delle politiche agricole e forestali intende stabilire
delle linee guida nella produzione vitivinicola per la prevenzione
dalla potenziale contaminazione da micotossine nonché i relativi
criteri e indicazioni di validità nazionale, dandone diffusione ai
settori nazionali coinvolti per un’adeguata conoscenza degli
orientamenti in materia;

CONSIDERATA la necessità di fornire agli
operatori della filiera vigneto-vino, nel rispetto dell’obbligo
di attuare un sistema di autocontrollo imposto dalla normativa
vigente, utili indicazioni per una corretta gestione dei possibili
rischi di contaminazione da micotossine;

ACQUISITO il parere del
Ministero della sanità nonché contributi forniti dai principali
Istituti di ricerca e sperimentazione del settore;

RITENUTO di
procedere all’approvazione delle richiamate linee guida nella
produzione vitivinicola per la prevenzione della potenziale
contaminazione da micotossine;

DECRETA

Art. 1

Sono approvate le
linee guida per la prevenzione della produzione vitivinicola dalla
potenziale contaminazione da micotossine. Le linee guida, allegate al
presente decreto, ne costituiscono parte integrante.

Il presente
decreto verrà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.

Firmato Il Ministro: Prof. Paolo De
Castro

——————————————————————————–

Linee
guida nella produzione vitivinicola per la prevenzione dalla
potenziale contaminazione da micotossine

La corretta gestione di
tutte le pratiche vitivinicole costituisce il presupposto fondamentale
per ridurre quanto più è possibile il rischio di contaminazione dei
prodotti vitivinicoli per la presenza di tossine di origine
micotica.

E’ necessario, dunque, elaborare un codice di buone
pratiche privilegiando azioni preventive come l’adozione di
idonee pratiche agricole, il rispetto di ottimali condizioni di
raccolta e trasporto dell’uva e l’utilizzo di procedure
tecnologiche selezionate.

Occorre quindi, mantenendo
l’opportuna diversità biologica nell’ecosistema viticolo,
promuovere una viticoltura economicamente valida, rispettosa
dell’ambiente, che assicuri la produzione di uve sane e
l’ottenimento di prodotti vitivinicoli di alta qualità.

Dai
riferimenti finora disponibili appare che le contaminazioni in
argomento possono verificarsi in diverse fasi dell’intero ciclo
produttivo ovvero:

nel vigneto;

durante la fase di raccolta, di
trasporto e di stoccaggio delle uve dal vigneto alla cantina;

in
cantina durante la fase di vinificazione.

Vengono di seguito
sinteticamente esposte, per ciascuna delle fasi sopra individuate,
delle azioni da porre in essere, alla luce delle conoscenze attuali,
per prevenire i rischi di contaminazione.

NEL VIGNETO

Occorre
adottare una serie di misure agronomiche ispirate ai criteri previsti
per una produzione integrata della materia prima
uva.

Nell’impianto del vigneto devono essere preferiti macro e
microambienti più idonei a sviluppare una viticoltura di qualità e
che, per le favorevoli condizioni climatiche, creino minori rischi
epidemici per l’insorgenza delle più dannose malattie della
vite. Particolare cura dovrà adottarsi nella scelta dei siti, dei
vitigni e relativi cloni e portainnesti; andrà adoperato materiale
genetico certificato, meno sensibile alle malattie per adeguate
conformazioni del grappolo ed adatto alle esigenze pedoclimatiche
della zona.

Ciò al fine di ottenere produzioni di buon livello
sanitario, prevalentemente in determinate epoche di maturazione ed
adeguate conformazioni del grappolo.

Nella conduzione del terreno, è
necessaria la conoscenza della sua composizione fisica e chimica;
dovranno porsi in atto delle misure agronomiche finalizzate a ridurre
gli eccessi di vigoria delle viti e realizzare l’equilibrio
degli apporti nutrizionali, quali la sostanza organica, l’azoto
e l’acqua, determinato attraverso un periodico e mirato
monitoraggio. Gli apporti nutritivi dovranno essere effettuati in base
alle asportazioni ed alle riserve di elementi nutritivi presenti nel
suolo: occorrerà periodicamente procedere all’analisi del suolo
per arrivare a regolamentare, a livello di comprensori omogenei, il
livello degli apporti minerali ed organici.

In base al tipo di
terreno minori apporti devono essere previsti passando da terreni
argillosi e limoso-sabbiosi a terreni sabbiosi e a scheletro
prevalente; è buona norma non superare 80-100 unità di azoto per
ettaro o comunque rispettare i valori indicati nei disciplinari
regionali per le produzioni integrate.

Nelle zone a precipitazioni
abbondanti, durante il periodo vegetativo della vite, che determinano
maggiore spinta vegetativa, è bene ridurre la concimazione
azotata.

Nel caso dell’inerbimento controllato del vigneto,
questo è da realizzarsi possibilmente con essenze diverse
nell’interfila, con frequenti sfalci dell’erba e
mantenendo pulito il sottofila tramite pacciamatura o
diserbo.

Particolare cura andrà riposta nell’eliminare le
possibili fonti di inoculo delle malattie dannose; in particolare si
dovranno eliminare i residui di potatura e di materiale vegetale in
decomposizione ed impedire lo sviluppo di erbe spontanee nel vigneto o
nelle immediate vicinanze, specialmente nel periodo prossimo alla
maturazione ed alla vendemmia dell’uva, onde impedire la
formazione di funghi e di muffe.

Gli interventi irrigui devono essere
limitati solo in caso di soccorso e accuratamente realizzati
preferibilmente con metodi di applicazione sotto chioma e tali da
impedire comunque eccessivi rigonfiamenti degli acini e conseguenti
spaccature della buccia.

Il sistema di allevamento adoperato dovrà
facilitare le tecniche colturali che favoriscono la produzione di uva
di qualità, soprattutto sana. Per quanto concerne lo sviluppo della
pianta, le operazioni di potatura “invernale” e di interventi cesori
sulla parte aerea dovranno rispettare l’equilibrio delle piante
e non provocare ferite di elevate dimensioni sul legno vecchio;
inoltre, con gli interventi “in verde” si dovrà favorire
l’areazione e la migliore esposizione della fruttificazione come
la buona penetrazione dei trattamenti fitosanitari. Tutto ciò
permetterà di conseguire una sensibile riduzione dei principi attivi
con una loro migliore applicazione.

La buona esposizione dei
grappoli, facilitata anche attraverso interventi di sfogliatura,
impedirà la formazione di microclimi e di condizioni favorevoli allo
sviluppo e alla proliferazione di malattie fungine, con una
conseguente migliore protezione fitosanitaria.

La protezione
fitosanitaria del vigneto andrà particolarmente seguita e garantita
sulla base di mirate strategie di difesa integrata adatte
all’areale, nel rispetto delle direttive indicate dal Servizio
Fitosanitario operante nel territorio (Reg. CEE n. 2078/92 indirizzi
regionali di lotta integrata). Bisognerà intervenire contro i più
diffusi e dannosi patogeni ed insetti, soprattutto quelli che causano
ferite agli acini e quindi la colonizzazione secondaria di marciumi
dell’uva.

La scelta dei fitosanitari da utilizzare dovrà essere
fatta tenendo conto dei rischi epidemici per le singole zone viticole,
dell’efficacia dei prodotti e della loro tossicità verso
l’uomo, preferendo fungicidi organici (es. anilinopirimidine,
benzimidazoli, dicarbossimidi, sulfammidi, tioftalimidi) o comunque
principi attivi tali da inibire la crescita e la sporulazione di
determinati organismi come, ad esempio, Alternaria ssp., Aspergillus
ssp., Penicillium ssp., Trichothecium roseum e Botrytis cinerea.

In
particolari zone, nelle quali sia stata riscontrata la presenza nelle
uve di funghi dei generi Aspergillus e Penicillium, produttori di
micotossine, è indispensabile effettuare una stima del probabile
periodo vendemmiale e programmare gli interventi fitosanitari in modo
tale da garantire la presenza dei principi attivi almeno fino ad una
settimana prima dell’inizio della vendemmia, nel rispetto
comunque delle prescrizioni relative agli intervalli di carenza ed ai
residui tollerabili nel vino individuati dalle disposizioni
riguardanti i principi attivi presenti nei presidi sanitari
utilizzati.

Particolare attenzione dovrà essere rivolta alle
attrezzature di distribuzione di tali prodotti: è bene controllare
l’efficienza delle stesse almeno ogni 4 anni.

FASE DI RACCOLTA
E TRASPORTO DELLE UVE DAL VIGNETO ALLA CANTINA

La scelta del periodo
in cui effettuare la vendemmia deve necessariamente tenere conto di
una serie di parametri quali il livello di maturazione dell’uva,
lo stato sanitario della stessa, le previsioni sulle condizioni
climatiche.

Va fatta una raccolta separat…

[Continua nel file zip allegato]

Architetto.info