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MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI- COMUNICATO: Disciplinare per la concessione di aiuti all'ammasso privato delle patate da consumo prodotte in Italia nel 2001 (GU n. 15 del 18-1-2002)

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

COMUNICATO

Disciplinare per la concessione di aiuti all’ammasso privato delle
patate da consumo prodotte in Italia nel 2001

Art. 1.
Al fine di ottimizzare l’immissione delle patate comuni da
consumo sul mercato in funzione dell’effettiva domanda e per un
opportuno sostegno dei prezzi sono concessi aiuti al magazzinaggio
privato delle patate comuni da consumo a favore dei produttori
italiani che abbiano sottoscritto gli impegni di ammasso di cui al
successivo art. 3 e li abbiano trasmessi al MIPAF entro il 30 giugno
2002.
Le associazioni dei produttori riconosciute richiedenti tale
aiuto debbono sottoscrivere ed inoltrare le istanze al MIPAF tramite
le Unioni nazionali di appartenenza, entro il 30 giugno 2002.

Art. 2.
Oggetto dell’aiuto sono esclusivamente le patate comuni da
consumo di qualita’ sana leale e mercantile avente per destinazione
l’uso umano diretto con esclusione della destinazione industriale
nell’ambito dell’accordo interprofessionale e la vendita come patate
da seme, prodotte in Italia nella campagna 2001; conservate in
magazzini frigoriferi tecnologicamente attrezzati o comunque dotati
di sistemi di circolazione forzata dell’aria, di controllo della
temperatura e dell’ambiente onde garantire il mantenimento delle
caratteristiche qualitative intrinseche del prodotto; ripartiti per
regione o provincia autonoma, secondo i quantitativi che verranno
stabiliti in accordo con le Unioni nazionali, tenuto conto della
reale possibilita’ di stoccaggio in magazzini aventi le
caratteristiche di cui sopra e delle produzioni regionali.
Il compenso dell’aiuto all’ammasso privato delle patate comuni da
consumo e’ stabilito per un importo massimo di lire 14.000 tonn/mese
euro 7.23 e per un periodo massimo di quattro mesi.
Il contributo mensile definitivo verra’ stabilito dal MIPAF al
termine della presentazione delle domande tenuto conto della
quantita’ effettivamente ammassata per cui i beneficiari
dell’intervento dovranno presentare tutta la documentazione
necessaria per l’erogazione del contributo tramite le Unioni
nazionali di appartenenza perentoriamente entro e non oltre il
30 giugno 2002, pena la decadenza del diritto dell’aiuto previsto.
Qualora il contributo definitivo risulti inferiore a lire 14.000
tonn/mese euro 7.23 (riferito al prodotto frigoconservato) e il MIPAF
risulti impossibilitata ad adeguare i fondi necessari, il contributo
sara’ proporzionalmente ridotto.
Tale contributo si intende per prodotto frigoconservato, nel caso
di prodotto conservato con ventilazione forzata o ammassato in zone
con condizioni climatiche particolari, tali importi vanno ridotti del
20%.
Vengono inoltre rese obbligatorie le seguenti modalita’ di
svincolo.
Al termine del secondo mese, la quantita’ inizialmente stoccata
si ridurra’ automaticamente del 15%, una ulteriore quota del 35%
verra’ svincolata nelle stesse modalita’ al termine del terzo mese.
Per svincoli superiori ai parametri previsti in forma
obbligatoria, il beneficiario dell’intervento comunichera’ al MIPAF,
a mezzo telefax, i quantitativi aggiuntivi.

Art. 3.
Beneficiari finali dell’intervento promosso dalle Unioni
nazionali di appartenenza sono le associazioni dei produttori di
patate riconosciute per il prodotto ottenuto dai soci nella regione
di competenza o da altri associati (cooperative o consorzi) ubicati
in regioni dove non esistono associazioni dei produttori di patate
riconosciute.
I beneficiari che intendono ottenere l’aiuto al magazzinaggio
debbono rivolgere al MIPAF tramite le Unioni nazionali di
appartenenza, previ gli accertamenti di cui al successivo art. 4, da
parte del competente organismo regionale di controllo, apposita
istanza entro il termine previsto nel precedente art. 1.
Al termine dell’impegno di ammasso, l’ammassatore e’ tenuto pena
la decadenza dell’aiuto, a richiedere all’autorita’ regionale il
controllo delle eventuali quantita’ di patate residue.
L’istanza deve contenere le seguenti indicazioni:
a) per le persone fisiche: nome, cognome, luogo e data di
nascita, residenza; per le persone giuridiche e gli enti associativi:
denominazione, ragione sociale e sede della persona giuridica
dell’ente associativo, nonche’ nome, cognome, luogo e data di nascita
e qualifica del legale rappresentante;
b) ubicazione e capacita’ dei magazzini di deposito destinati
all’ammasso: denominazione dei medesimi impianti; caratteristiche
tecniche che li rendono idonei a garantire la buona conservazione del
prodotto; modalita’ seguita nelle operazioni di stoccaggio allo scopo
di rendere identificabili i quantitativi immagazzinati ed agevolare
il controllo degli stessi per la durata dell’ammasso;
c) precisazione del quantitativo di patate comuni da consumo
costituenti oggetto dell’impegno di ammasso e campagna di produzione;
d) dichiarazione del richiedente che dette patate comuni da
consumo sono di sua esclusiva proprieta’ o disponibilita’ dei propri
associati;
e) dichiarazione di impegno di ammasso con indicazione della
decorrenza;
f) data e sottoscrizione autenticata e/o autocertificata
dell’istanza.
Il quantitativo minimo di patate da consumo oggetto dell’istanza
ammonta, di norma, a 1.000 tonnellate.
Le associazioni dei produttori d’intesa con le regioni potranno
definire le quantita’ minime ammassabili per ogni singolo magazzino
di stoccaggio.
Ciascuna istanza deve riguardare patate da consumo prodotte in
una sola regione o provincia autonoma e regioni limitrofe.
L’istanza deve essere corredata da una attestazione redatta da
associazioni dei produttori di patate riconosciute alle quali si
aderisce o dalle Unioni nazionali delle associazioni dei produttori
di patate riconosciute, comprovante che il prodotto oggetto
dell’istanza e’ la patata comune da consumo di qualita’ sana leale e
mercantile, prodotta dal richiedente nella regione o provincia
autonoma indicata in domanda, nella campagna 2001.
L’esatta provenienza delle patate oggetto della domanda sara’
accertata mediante idonea fattura diretta di acquisto del seme oppure
mediante idonea dichiarazione della cooperativa agricola che ha
fornito il seme, tale documentazione dovra’ essere conservata dal
soggetto che ha redatto l’attestazione di cui al precedente comma del
presente articolo, per essere esibita al MIPAF, tramite le Unioni
nazionali di appartenenza dietro specifica richiesta.

Art. 4.
L’organismo regionale di controllo che ha ricevuto l’istanza
prevista al precedente art. 3 provvede, senza indugio, a verificare
la corrispondenza di tutti i dati dichiarati nella domanda,
accertando in particolare, le generalita’ e la qualita’ del
dichiarante, l’ubicazione, l’idoneita’ e la capacita’ del magazzino
di deposito, i quantitativi di patate comuni da consumo
immagazzinate, la data di completamento delle operazioni di ammasso
del prodotto oggetto della richiesta di aiuto e la campagna di
produzione.
In caso di esito favorevole della verifica, l’organismo regionale
di controllo redige, in calce all’istanza, un’apposita dichiarazione
riguardante anche l’inizio di ammasso che deve riportare la firma del
funzionario che ha eseguito il controllo, la data e il timbro
dell’ufficio. Nel caso in cui la regione non dovesse espletare la
suddetta verifica l’Associazione potra’ far svolgere il controllo da
un tecnico iscritto all’albo.
L’istanza di cui al precedente art. 3 deve essere redatta e
presentata in quattro esemplari.
Dei quattro esemplari, uno resta all’organismo regionale di
controllo, corredato da una copia dell’attestazione di cui al
penultimo comma del precedente art. 3, uno viene restituito al
richiedente mentre l’originale e il secondo esemplare debbono essere
trasmessi dal richiedente stesso al MIPAF, tramite le Unioni
nazionali di appartenenza, unitamente all’originale dell’attestazione
di cui al penultimo comma del precedente art. 3.
Il rispetto del termine stabilito all’art. 1 e’ condizione
preliminare ed inderogabile per la concessione dell’aiuto.

Art. 5.
L’impegno di ammasso inizia il primo giorno del mese successivo a
quello del completamento delle operazioni di magazzinaggio e termina
alla scadenza prevista all’art. 2 e per la parte rimanente allo
scadere del quarto mese.
Allo scadere dell’anzidetto quarto mese termina in ogni caso la
durata dell’impegno ed il prodotto si considera uscito dall’ammasso
in pari data ed e’ svincolato dopo la constatazione della sua
esistenza, verbalizzata dall’organismo regionale di controllo che ha
redatto la dichiarazione di cui al secondo comma del precedente art.
4, e l’attestazione che lo stesso prodotto e’ di qualita’ sana leale
e mercantile predisposta dal soggetto che ha redatto l’attestazione
di cui al penultimo comma del precedente art. 3.
La regione dovra’ accertare, sempre alla fine dei quattro mesi, e
per singola istanza, la giacenza di prodotto, il quantitativo di
prodotto svincolato e regolarmente fatturato, gli eventuali cali; la
somma di questi quantitativi dovra’ corrispondere al quantitativo
iniziale ammassato.
L’ammassatore riprendera’ la piena disponibilita’ del prodotto
stoccato per l’utilizzazione finale, successivamente alla
compilazione e sottoscrizione delle attestazioni …

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