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DIRETTIVA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 15 novembre 2001: ...

DIRETTIVA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 15 novembre 2001: Indirizzi per la predisposizione della direttiva generale dei Ministri sull'attivita' amministrativa e sulla gestione per l'anno 2002. (GU n. 18 del 22-1-2002)

DIRETTIVA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 15 novembre 2001

Indirizzi per la predisposizione della direttiva generale dei
Ministri sull’attivita’ amministrativa e sulla gestione per l’anno
2002.

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Visto l’art. 5 della legge 23 agosto 1988, n. 400, recante
“Disciplina dell’attivita’ di Governo e ordinamento della Presidenza
del Consiglio dei Ministri”;
Visti gli articoli 4 e 14 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165, recante “Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle
dipendenze delle amministrazioni pubbliche”;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286, sul riordino e
potenziamento dei meccanismi di monitoraggio e valutazione dei costi,
dei rendimenti e dei risultati dell’attivita’ delle pubbliche
amministrazioni e, in particolare, l’art. 8 concernente la direttiva
generale annuale dei Ministri sull’attivita’ amministrativa e sulla
gestione;
Visti i contratti collettivi nazionali di lavoro del personale del
comparto dirigenza-area I, sottoscritti il 5 aprile 2001 e, in
particolare, l’art. 35 del contratto per il quadriennio 1998-2001;
Vista la direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri
dell’11 ottobre 2001, recante “Indirizzi per l’attuazione del
programma di Governo”, con la quale sono stati dettati criteri e
modalita’ per lo svolgimento, ad opera del Ministro delegato, delle
funzioni di raccordo, monitoraggio e verifica circa i tempi e il
grado di realizzazione degli obiettivi e impegni indicati nel
programma di Governo;
Ritenuta la necessita’ di definire indirizzi per rendere omogenee
le direttive generali dei Ministri sull’attivita’ amministrativa e
sulla gestione per l’anno 2002, al fine di favorirne la
comunicabilita’ e la comparabilita’;
E m a n a
l’allegata direttiva:
Indirizzi per la predisposizione della direttiva generale dei
Ministri sull’attivita’ amministrativa e sulla gestione per l’anno
2002
1. La direttiva generale annuale dei Ministri come strumento per la
realizzazione delle politiche governative e per il cambiamento delle
amministrazioni dello Stato.
Il programma del Governo formatosi a seguito delle elezioni del 13
maggio 2001 attribuisce un ruolo essenziale alla modernizzazione
della macchina amministrativa, per adeguarla finalmente alle esigenze
dello sviluppo economico, sociale e civile e superare cosi’ il
ritardo che caratterizza il nostro Paese nei confronti dei principali
partner europei.
La nuova legislatura pertanto deve assicurare la piena attivazione
di tutti gli interventi necessari a garantire il funzionamento di un
nuovo modello di amministrazione caratterizzato da:
massima sintonia dell’attivita’ amministrativa e della gestione
con gli obiettivi delle politiche di riforma;
aumento della capacita’ di programmazione delle amministrazioni e
della managerialita’ nella gestione;
responsabilizzazione della dirigenza per i risultati
dell’attivita’ amministrativa e della gestione, sulla base di criteri
di misurazione quanto piu’ possibile oggettivi e verificabili;
valorizzazione delle professionalita’ piu’ capaci.
Per raggiungere questi obiettivi, vero cuore della politica
amministrativa del Governo, e’ strumento fondamentale la Direttiva
generale annuale sull’azione amministrativa e sulla gestione (di
seguito denominata semplicemente “Direttiva”) che, ai sensi dell’art.
14, comma 1, del decreto legislativo n. 165 del 2001 e dell’art. 8
del decreto legislativo n. 286 del 1999, ciascun Ministro deve
annualmente emanare entro dieci giorni dalla pubblicazione della
legge di bilancio. Pertanto, alla elaborazione e tempestiva
emanazione di tale Direttiva va attribuita la massima importanza.
I presenti “Indirizzi” sono tesi ad orientare la “fase ascendente”
di elaborazione delle direttive generali annuali dei Ministri, con
particolare riguardo ai connessi profili generali di organizzazione e
metodo amministrativi, nonche’ ad alcuni contenuti essenziali che
dovranno caratterizzare la direttiva generale di ciascun Ministro. Le
“Linee guida” – riportate di seguito come allegato tecnico e facenti
parte integrante della presente Direttiva – recano, poi, ulteriori
precisazioni di dettaglio e specificazioni.
Successivamente, la “fase discendente” di monitoraggio e verifica
sui tempi e sul grado di realizzazione degli obiettivi relativi ai
singoli settori si svolgera’, sotto la responsabilita’ del Ministro
delegato per l’attuazione del programma di Governo, secondo gli
indirizzi impartiti con la Direttiva del Presidente del Consiglio
dell’11 ottobre 2001, citata in premessa.
Innanzi tutto, va sottolineato che la Direttiva generale annuale e’
la sede naturale per definire e comunicare le priorita’ e gli
obiettivi di ogni singolo dicastero, nonche’ del Governo nella sua
interezza, sia alle pubbliche amministrazioni, sia, nella logica di
trasparenza che caratterizza l’azione di governo, alla cittadinanza e
all’elettorato. L’insieme delle direttive emanate da tutti i Ministri
descrive, infatti, il complesso degli impegni prioritari che il
Governo assume formalmente di fronte alla cittadinanza per l’anno
successivo.
Pertanto, e’ essenziale che la Direttiva, prima e accanto agli
obiettivi generali di azione amministrativa e di gestione che ne
costituiscono il contenuto necessario per legge, contenga altresi’,
in posizione di grande evidenza, gli obiettivi delle politiche
pubbliche che caratterizzano l’azione complessiva di governo.
Per le stesse ragioni – e, in particolare, per far emergere le
connessioni fra le diverse politiche governative perseguite – la
struttura delle singole direttive ministeriali, in linea con quanto
previsto nell’allegato tecnico, dovra’ evidenziare la coerenza delle
modalita’ di azione delle diverse amministrazioni.
Per agevolare il conseguimento di tale coerenza complessiva, gli
schemi delle direttive di ciascun Ministro saranno trasmessi, alla
Presidenza del Consiglio, entro il 10 dicembre 2001.
2. Gli obiettivi delle politiche pubbliche.
La Direttiva deve identificare con chiarezza le linee guida
dell’azione amministrativa; di fatto, cio’ significa evidenziare come
le priorita’ dell’azione di Governo vadano declinate all’interno
della singola amministrazione, in piena applicazione della
distinzione di responsabilita’ tra indirizzo politico (Ministro) e
gestione amministrativa (dirigenti). I riferimenti obbligati per tale
operazione sono:
le politiche settoriali evidenziate come prioritarie all’interno
del DPEF, della legge finanziaria e degli altri documenti di
programmazione, nonche’ della legislazione settoriale approvata ed in
itinere;
la politica di semplificazione amministrativa;
l’impegno per il contenimento della spesa;
la digitalizzazione dell’amministrazione, inclusi il
potenziamento delle iniziative di e-government e di e-procurement
secondo le linee definite dal Ministro per l’innovazione e le
tecnologie;
il miglioramento della qualita’ dei servizi, anche attraverso
forme di esternalizzazione.
Per garantire il massimo di cogenza delle direttive e’ molto
importante che esse siano costruite in modo da selezionare e
incentrare l’attenzione su un numero delimitato di obiettivi ritenuti
qualificanti, cosi’ da evidenziare linee di azione immediatamente
percepibili da tutti i livelli dell’amministrazione.
La realizzazione di ciascuno di tali obiettivi ritenuti
qualificanti richiedera’, poi, interventi e attivita’ riassumibili in
programmi di azione. Tali programmi di azione saranno allegati alla
Direttiva; in alternativa, la Direttiva dovra’ indicare un termine
breve e tassativo per la loro predisposizione.
Il programma di azione dovra’ indicare anche il sistema di
monitoraggio in grado di misurare, secondo criteri quanto piu’
possibile oggettivi e verificabili, se gli obiettivi previsti sono
effettivamente raggiunti, di far emergere i motivi degli eventuali
scostamenti, di stimolare gli interventi correttivi necessari e di
consentire la valutazione dei dirigenti per i risultati. I risultati
delle politiche pubbliche saranno misurati, nell’ambito della
valutazione e del controllo strategico, anche avvalendosi di
indicatori di impatto e di contesto, che consentano un monitoraggio
sulla qualita’ dei servizi e l’adozione di metodologie di
benchmarking.
3. Il sistema di valutazione dei dirigenti.
Nessuna amministrazione dello Stato attualmente e’ in possesso di
un sistema validato e funzionante di valutazione dei dirigenti. E’
necessario che, a partire dal 2002, tutte le amministrazioni
dispongano di un sistema di valutazione delle prestazioni, dei
comportamenti organizzativi e dei risultati conseguiti dai dirigenti
utilizzabile per l’attribuzione della retribuzione di risultato.
Occorre, quindi, che ciascun Ministro dedichi a questo tema una
attenzione specifica nel testo della Direttiva, indicando le
responsabilita’ e i tempi per la predisposizione del relativo
progetto, che dovra’ comunque essere coordinato a livello di
Presidenza del Consiglio dei Ministri.
In ogni caso, entro il primo semestre del 2002 dovra’ essere
operativo il sistema per la valutazione, da parte degli organi di
indirizzo politico, dei dirigenti apicali (segretari generali, capi
dipartimento e direttori delle agenzie e dirigenti preposti a
strutture dirigenziali generali), al fine della attribuzione, in
connessione anche con i risultati della valutazione e del contro…

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