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Riconoscimento della denominazione di origine controllata dei vini 'Or...

Riconoscimento della denominazione di origine controllata dei vini 'Orcia'.

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI
DECRETO 14 febbraio
2000
Riconoscimento della denominazione di origine controllata dei
vini “Orcia”.
IL DIRETTORE GENERALE
del Comitato nazionale per la
tutela e
la valorizzazione delle denominazioni
di origine e delle
indicazioni geografiche
tipiche dei vini
Visto il decreto del
Presidente della Repubblica 12 luglio 1963,
n.
930, contenente le
norme per la tutela delle denominazioni di
origine
dei vini;
Vista la
legge 10 febbraio 1992, n. 164, recante nuova disciplina
delle
denominazioni di origine dei vini;
Visti i decreti di attuazione,
finora emanati, della predetta
legge;
Visto il decreto del Presidente
della Repubblica 20 aprile 1994,
n.
348, con il quale e’ stato emanato
il regolamento recante la
disciplina del procedimento di
riconoscimento di denominazione di
origine dei vini;
Vista la legge 16
giugno 1998, n. 193, recante modifica all’art. 7
della legge 10
febbraio 1992, n. 164;
Visto il decreto ministeriale 16 giugno 1998,
n. 280, con il quale
e’ stato adottato il regolamento recante
norme
sull’organizzazione,
sulle competenze e sul funzionamento della
sezione amministrativa,
e
nel suo ambito, del servizio di segreteria
del Comitato nazionale
per
la tutela e la valorizzazione delle
denominazioni di origine e
delle
indicazioni geografiche tipiche dei
vini;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 13 settembre
1999
“Nuova denominazione del Ministero e del Ministro delle
politiche
agricole e forestali;
Visto il decreto dirigenziale 22
novembre 1995 con il quale stata
riconosciuta la indicazione
geografica tipica “Orcia” ed e’ stato
approvato il relativo
disciplinare di produzione, pubblicati nella
Gazzetta Ufficiale –
serie generale – n. 300 del 27 dicembre 1995;
Visto il decreto
dirigenziale 2 agosto 1996 contenente
disposizioni
integrative dei
disciplinari di produzione dei vini ad indicazione
geografica tipica
prodotti nelle regioni e nelle province autonome
del territorio
nazionale;
Visto il decreto dirigenziale 22 gennaio 1998
contenete
disposizioni concernenti l’utilizzazione del riferimento al
nome
di
due vitigni nella designazione e presentazione dei vini da
tavola
adഊindicazione geografica tipica prodotti nel territorio
della
regione
Toscana;
Vista la domanda presentata dalla
Confederazione italiana
agricoltori della provincia di Siena, dalla
Federazione
provinciale
coltivatori diretti di Siena, dalla Unione
provinciale degli
agricoltori di Siena, dal Consorzio della
denominazione I.G.T.
“Orcia”, legittimate ai sensi dell’art. 1, comma
2, del decreto
del
Presidente della Repubblica 20 aprile 1994, n. 348,
intesa ad
ottenere il riconoscimento della denominazione di
origine
controllata
“Orcia”;
Visti il parere favorevole del Comitato
nazionale per la tutela e
la valorizzazione delle denominazioni di
origine e delle
indicazioni
geografiche tipiche dei vini sulla citata
domanda e la proposta
del
relativo disciplinare di produzione dei vini
a denominazione di
origine controllata “Orcia” pubblicati nella
Gazzetta Ufficiale –
serie generale – n. 280 del 29 novembre
1999;
Considerato che non sono pervenute, nei termini e nei
modi
previsti, istanze o controdeduzioni da parte degli
interessati
relative al parere e alla proposta sopra citati;
Ritenuto
pertanto necessario doversi procedere al riconoscimento
della
denominazione di origine controllata per i vini “Orcia”
e
all’approvazione del relativo disciplinare di produzione
in
conformita’ al parere espresso al riguardo dal sopra
citato
Comitato;
Decreta:
Art. 1.
E’ riconosciuta la denominazione di
origine controllata dei vini
“Orcia” ed e’ approvato, nel testo
annesso al presente decreto, il
relativo disciplinare di
produzione.
La denominazione di origine controllata “Orcia” e’
riservata ai
vini che rispondono alle condizioni ed ai requisiti
stabiliti nel
disciplinare di produzione di cui al comma 1 del
presente articolo
le
cui disposizioni entrano in vigore a decorrere
dalla vendemmia
2000.
La indicazione geografica tipica “Orcia”,
riconosciuta con decreto
dirigenziale 22 novembre 1995, deve
intendersi revocata a
decorrere
dalla data di entrata in vigore del
presente decreto, fatti salvi
tutti gli effetti determinatisi.
Art.
2.
I soggetti che intendono porre in commercio, a partire gia’
dalla
vendemmia 2000, i vini con la denominazione di origine
controllata
“Orcia”, sono tenuti ad effettuare la denuncia dei
rispettiviഊterreni
vitati, entro il 30 giugno 2000, ai sensi e
per gli effetti
dell’art.
15 della legge 10 febbraio 1992, n. 164,
recante norme relative
all’albo dei vigneti ed alla denuncia delle
uve.
Art. 3.
I vigneti denunciati ai sensi del precedente art. 2, solo
per
l’annata 2000, possono essere iscritti a titolo
provvisorio,
nell’albo previsto dall’art. 15 della legge 10 febbraio
1992, n.
164,
se a giudizio degli organi tecnici della regione
Toscana, le
denunce
risultino sufficientemente attendibili, nel caso
in cui la regione
stessa non abbia ancora potuto effettuare, per
impossibilita’
tecnica, gli accertamenti di idoneita’ previsti dalla
normativa
vigente.
Art. 4.
Per la produzione dei vini a denominazione
di origine controllata
“Orcia” possono essere iscritti all’albo dei
vigneti per un
periodo
massimo di tre anni a partire dalla vendemmia
2000, anche le
superfici vitate nel cui ambito sono presenti viti di
vitigni
diverse
da quelle indicate nell’art. 2 dell’unito disciplinare
di
produzione,
purche’ la presenza, in detti vigneti, di viti diverse
da quelle
previste dal suddetto art. 2, non risulti essere superiore
al 20%
del
totale della base ampelografica medesima, in conformita’
delle
attuali disposizioni normative U.E.
Allo scadere del predetto
periodo transitorio, i vigneti di cui al
comma precedente saranno
cancellati d’ufficio dal rispettivo albo,
qualora i produttori
interessati non abbiano provveduto ad
apportare,
a detti vigneti, le
modifiche necessarie per uniformare la loro
composizione ampelografica
alle disposizioni di cui all’art. 2
dell’annesso disciplinare di
produzione, dandone immediata
comunicazione al competente ufficio
dell’assessorato regionale
all’agricoltura, ai fini dell’effettuazione
degli accertamenti
tecnici di idoneita’.
I vigneti di cui al comma
precedente, che a seguito
dell’effettuazione degli accertamenti
tecnici, non risultino
conformi
all’unito disciplinare di produzione,
sono cancellati d’ufficio
dal
relativo albo.
Art. 5.
Ai vini da tavola
ad indicazione geografica tipica “Orcia” che
allaഊdata di
pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta
Ufficiale,
trovansi
gia’ confezionati o in corso di confezionamento in
bottiglie
o altri
recipienti di capacita’ non superiore a 5 (cinque) litri,
e’
concesso,
dalla predetta data, un periodo di smaltimento:
di dodici mesi, per il
prodotto giacente presso ditte produttrici
o imbottigliatrici;
di
diciotto mesi, per il prodotto giacente presso ditte diverse
da quelle
di cui sopra;
di ventiquattro mesi, per il prodotto in commercio al
dettaglio o
presso esercizi pubblici.
Trascorsi i termini sopra
indicati, le eventuali rimanenze del
prodotto confezionato nei
recipienti di cui sopra, possono essere
commercializzate, fino ad
esaurimento, a condizione che entro
quindici giorni dalla scadenza dei
termini sopra stabiliti, siano
denunciate alla camera di commercio
competente per territorio e
che
sui recipienti sia apposta la scritta
“vendita autorizzata fino ad
esaurimento” o in alternativa su di essi
sia riportato l’anno di
produzione delle uve ovvero l’indicazione che
trattasi di prodotto
ottenuto dalla vendemmia 1999 o di anni
precedenti, purche’
documentabile.
Per il prodotto sfuso, cioe’
commercializzato in recipienti
diversi
da quelli previsti nel primo
comma del presente articolo, il
periodo
di smaltimento e’ ridotto a
sei mesi. Tale termine e’ elevato a
dodici mesi per le eventuali
rimanenze di prodotto destinato ad
essere esportato allo stato sfuso e
per quelle che i produttori
intendono cedere a terzi per
l’imbottigliamento. In tal caso,
dette
rimanenze devono essere
denunciate alla camera di commercio
competente per territorio entro
quindici giorni dalla scadenza del
termine di sei mesi. All’atto della
cessione, le rimanenze di cui
trattasi devono essere accompagnate da
un attestato del venditore
convalidato dallo stesso ufficio che ha
ricevuto la denuncia,
recante
l’indicazione degli estremi della
denuncia medesima.
Art. 6.
Chiunque produce, vende, pone in vendita o
comunque distribuisce
per il consumo vini con la denominazione di
origine controllata
“Orcia” e’ tenuto, a norma di legge,
all’osservanza delle
condizioni
e dei requisiti stabiliti nell’annesso
disciplinare di produzione.
Il presente decreto sara’ pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale
della
Repubblica italiana.
Roma, 14 febbraio
2000
Il direttore generale: Di SalvoഊAnnesso
DISCIPLINARE DI
PRODUZIONE DEI VINI
A DENOMINAZIONE DI ORIGINE CONTROLLATA
“ORCIA”
Art. 1.
Denominazione e vini
La denominazione di origine
controllata “Orcia” e’ riservata ai
vini che rispondono alle
condizioni e ai requisiti prescritti dal
presente disciplinare di
produzione per le seguenti tipologie:
rosso,
novello, bianco e
vinsanto.
Art. 2.
Base ampelografica
I vini di cui all’art. 1 devono
essere ottenuti dalle uve
prodotte dai vigneti aventi, nell’ambito
aziendale, la seguente
composizione ampelografica:
“Orcia” rosso e
“Orcia” novello:
Sangiovese: minimo 60%, possono concorrere, da soli
o
congiuntamente, alla produzione di detto vino, le uve
provenienti
da
altri vitigni, non aromatiche, raccomandati e/o
autorizzati per la
provincia di Siena fino ad un massimo del 40%,
purche’ la
percentuale
dei vitigni a bacca bianca non superi il
10%.
“Orcia” bianco:
Trebbiano toscano: minimo 50%, possono
concorrere, da soli o
congiuntamente, alla produzione di detto vino le
uve provenienti
da
altri vitigni, a ba…

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