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Riconoscimento della denominazione di origine controllata dei vini 'Ar...

Riconoscimento della denominazione di origine controllata dei vini 'Arcole' ed approvazione del relativo disciplinare di produzione.

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI
DECRETO 4 settembre
2000
Riconoscimento della denominazione di origine controllata dei
vini “Arcole” ed approvazione del relativo
disciplinare di
produzione.
IL DIRETTORE GENERALE delle politiche agricole ed
agroindustriali nazionali
Visto il decreto del Presidente della
Repubblica 12 luglio 1963, n. 930, contenente le norme per la
tutela
delle denominazioni di origine dei vini;
Vista la legge 10
febbraio 1992, n. 164, recante una nuova disciplina delle
denominazioni di origine dei vini;
Visti i decreti di attuazione,
finora emanati, della predetta legge;
Visto il decreto del Presidente
della Repubblica 20 aprile 1994, n. 348, con il quale e’ stato emanato
il
regolamento recante disciplina del procedimento di riconoscimento
delle denominazioni di origine dei vini;
Vista la legge 16 giugno
1998, n. 193, con la quale e’ stato modificato l’art. 7 della legge 10
febbraio l992, n.
164;
Visto il decreto del Presidente della
Repubblica 13 settembre 1999 sulla nuova denominazione del
Ministero
delle politiche agricole e forestali;
Vista la domanda
presentata dalla regione Veneto, con delibera di giunta del 4 maggio
1999, n. 1518, intesa
ad ottenere il riconoscimento della
denominazione di origine controllata dei vini “Arcole”;
Visto il
parere favorevole del comitato nazionale per la tutela e la
valorizzazione delle denominazioni di
origine e delle indicazioni
geografiche tipiche dei vini sulla predetta istanza e sulla proposta
del relativo
disciplinare di produzione, formulati dal comitato
medesimo, pubblicati nella Gazzetta Ufficiale n. 141 del 19
giugno
2000;
Considerato che non sono pervenute, nei termini e nei modi
previsti, istanze e controdeduzioni da parte degli
interessati in
relazione al parere e alla proposta di disciplinare sopra
citati;
Ritenuto pertanto necessario doversi procedere al
riconoscimento della denominazione di origine controllata
dei vini
“Arcole”, in conformita’ al parere espresso e alla proposta formulata
dal citato comitato;
Decreta:
Art. 1.
E’ riconosciuta la denominazione
di origine controllata dei vini “Arcole” ed e’ approvato, nel testo
annesso, il
relativo disciplinare di produzione.
Tale denominazione e’
riservata ai vini che rispondono alle condizioni ed ai requisiti
stabiliti nel predetto
disciplinare di produzione le cui misure
entrano in vigore a partire dalla vendemmia 2000.
Art. 2.
I soggetti
che intendono porre in commercio, a partire dalla vendemmia 2000, il
proprio prodotto con la
denominazione di origine controllata “Arcole”
sono tenuti ad effettuare, ai sensi e per gli effetti dell’art.
15
della legge 10 febbraio 1992, n. 164, la denuncia dei rispettivi
terreni vitati ai fini dell’iscrizione dei medesimi
all’apposito albo
dei vigneti, entro sessanta giorni dalla data di pubblicazione del
presente decreto.
Art. 3.
I vigneti denunciati ai sensi del precedente
art. 2 possono essere iscritti a titolo provvisorio, solo per
l’annata
2000, nell’albo previsto dall’art. 15 della legge 10 febbraio
1992, n. 164, se, a giudizio degli organi tecnici
della regione
Veneto, le denuncie risultino attendibili, nel caso in cui la regione
medesima non abbia potuto
effettuare, per dichiarata impossibilita’
tecnica, gli accertamenti di idoneita’ previsti dalla normativa
vigente.
Art. 4.
Per la produzione dei vini a denominazione di origine
controllata “Arcole”, in deroga a quanto previsto
dall’art. 2
dell’unito disciplinare di produzione e fino a tre anni a partire
dalla data di entrata in vigore del
presente decreto, possono essere
iscritti a titolo transitorio nell’albo dei vigneti previsto dall’art.
15 della
legge 10 febbraio 1992, n. 164, i vigneti in cui siano
presenti viti di vitigni in percentuali diverse da quelle
indicate nel
sopracitato art. 2 del disciplinare di produzione, purche’ esse non
superino del 20% il totale delle
viti dei vitigni previsti per la
produzione di detti vini.
La deroga di cui sopra non si applica, ai
sensi dell’art. 5 del regolamento comunitario 2392/89 paragrafo
1,
lettera 2, secondo trattino, alle tipologie che prevedono
l’utilizzo del monovitigno per un minimo dell’85%.
Allo scadere del
predetto periodo transitorio, i vigneti di cui al precedente comma
saranno cancellati d’ufficio
dall’albo qualora i produttori
interessati non abbiano provveduto ad apportare ai detti vigneti le
modifiche
necessarie per uniformare la loro composizione ampelografica
alle disposizioni di cui all’art. 2 dell’unito testo
del disciplinare
di produzione dandone comunicazione al competente ufficio
dell’assessorato regionale
all’agricoltura.
Art. 5.
Chiunque produce,
vende, pone in vendita o comunque distribuisce per il consumo vino con
la
denominazione di origine controllata “Arcole” e’ tenuto a norma di
legge, all’osservanza delle condizioni e dei
requisiti stabiliti
nell’annesso disciplinare di produzione.
Il presente decreto sara’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.ഊRoma, 4 settembre 2000
Il direttore generale:
Ambrosio
Allegato
DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DEI VINI DELLA
DENOMINAZIONE DI ORIGINE CONTROLLATA
“ARCOLE”
Art. 1.
La denominazione
di origine controllata “Arcole”, e’ riservata ai vini che
corrispondono alle condizioni ed ai
requisiti stabiliti dal presente
disciplinare di produzione, per le seguenti tipologie:
“Arcole” bianco
(anche nella versione spumante), “Arcole” rosso (anche nella versione
“novello”), “Arcole”
Garganega, Pinot Bianco, Pinot Grigio, Chardonnay
(anche in versione frizzante), Merlot, Cabernet
Sauvignon e
Cabernet.
I vini a denominazione di origine controllata “Arcole”, con
il riferimento al nome di vitigno, devono essere
prodotti
eslusivamente da vigneti piantati in terreni tendenzialmente sabbiosi
all’interno dell’area di
produzione di cui all’art. 3, lettera b).
La
menzione “riserva” e’ riservata alle tipologie “Arcole” Merlot,
Cabernet Sauvignon e Cabernet.
Art. 2.
I vini a denominazione di
origine controllata “Arcole” con uno dei seguenti riferimenti
Garganega, Pinot
Bianco, Pinot Grigio, Chardonnay (anche in versione
frizzante), Merlot, Cabernet Sauvignon e Cabernet (da
Cabernet frane
e/o Cabernet Sauvignon e/o Carmene’re) devono essere ottenuti da uve
provenienti da
vigneti coltivati, in ambito aziendale, con i
corrispondenti vitigni per almeno l’85%.
Possono concorrere, fino a un
massimo del 15%, le uve di altri vitigni di colore analogo, non
aromatiche,
rispettivamente raccomandati o autorizzati per le province
di Vicenza e Verona.
Il vino a denominazione di origine controllata
“Arcole” bianco (anche in versione spumante) e’ ottenuto dalle
uve,
dai mosti e dai vini, delle seguenti varieta’, provenienti dai vigneti
di un unico ambito aziendale, iscritti
agli albi, nella seguente
composizione:
Garganega per almeno il 50%;
altre varieta’ a bacca
bianca, congiuntamente o disgiuntamente, non aromatiche, elencate al
precedente
comma 1, fino a un massimo del 50%.
Il vino a denominazione
di origine controllata “Arcole” rosso (anche in versione novello) e’
ottenuto dalle uve,
dai mosti e dai vini, delle seguenti varieta’,
provenienti dai vigneti di un unico ambito aziendale, iscritti
agli
albi, nella seguente composizione:
Merlot per almeno il
50%;
altre varieta’ a bacca rossa, congiuntamente o disgiuntamente,
non aromatiche, elencate al precedente
comma 1, fino a un massimo del
50%.
Art. 3.
a) La zona di produzione dei vini a denominazione di
origine controllata “Arcole” comprende:
provincia di Verona l’intero
territorio dei comuni di: Arcole, Cologna Veneta, Albaredo d’Adige,
Zimella,
Veronella, Zevio, Bel- fiore d’Adige, e parzialmente il
territorio dei comuni di Caldiero, San Bonifacio, Soave,
Colognola ai
Colli, Monteforte, Lavagno, Pressana, Vago e San Martino B.A., e in
provincia di Vicenza gli
interi territori comunali di Lonigo, Sarego,
Monte, Orgiano, Sossano.
L’area e’ cosi’ delimitata:
a partire dal km
322 della strada statale 11, il limite segue verso ovest la suddetta
strada in direzione di
Caldiero intersecando il territorio comunale di
Soave e Colognola ai Colli, per piegare a sud seguendo
l’unghia di
collina dei monti Rocca e Gazzo sopra la quota 40 e ritornando verso
nord sulla ss. 11. Da qui il
limite prosegue verso ovest lungo la
strada ss. 11 fino ad incrociare in territorio di Lavagno
l’autostrada
Serenissima che segue in comune di San Martino B.A. fino
alla localita’ Mulino Vecchio, da qui continua
verso sud lungo il
confine comunale di San Martino B.A. fino in prossimita’ della
localita’ Pontoncello dove
segue il confine del comune di Zevio per
tutto il suo sviluppo a sud del paese e raggiungendo a Porto
della
Bova il confine comunale di Belfiore; lo segue lungo l’Adige
verso Albaredo fino alla localita’ Moggia. Da qui
si dirige verso est
lungo il confine comunale di Albaredo fino a raggiungere il confine
comunale di Vero- nella
in localita’ Boschirolle e da qui proseguendo
lungo il Dugale Anso’n per dirigersi verso nord alla
localita’
Gallinara, quindi di nuovo ad est lungo il Dugale Gatto per
raggiungere verso Nord il confine comunale di
Cologna Veneta. La
delimitazione segue quindi il confine comunale di Cologna Veneta
passando per la
localita’ Pra fino a congiungersi col confine comunale
di Pressana sul fiume Fratta che segue la direzione
sud-est
oltrepassando la strada ferrata in disarmo e la localita’ Ponte Rosso.
Prosegue lungo tale linea fino
ad incontrare il confine comunale fra
Pressana e Minerbe; percorre quindi tale delimitazione fino a
collegarsi
con il confine provinciale padovano in localita’ Rovenega.
Si dirige quindi lungo queste confine provinciale
delimitando prima la
via Rovenega, poi la via Argine Padovano, quindi via Argine Padano,
entrando nel
comune di Roveredo di Gua’, oltrepassa la localita’
Caprano fino ad incontrare il fiume Gua’. Il limite
prosegue quindi
lungo il fiume Gua’ in d…

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