Architetto.info - Architetto.info | Architetto.info

Attuazione di un'organizzazione comune dei mercati nel settore delle p...

Attuazione di un'organizzazione comune dei mercati nel settore delle piante vive e dei prodotti della floricoltura.

REGOLAMENTO (CEE) N. 234/68 DEL CONSIGLIO
del 27 febbraio
1968

relativo all’attuazione di un’organizzazione comune
dei mercati
nel settore delle piante vive e dei prodotti della
floricoltura

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale L n. 055 del
03.03.1968

Modifiche successive:
Modificato da 172B
Modificato da
373D0101(01) (GU L 002 01.01.73 pag.1)
Modificato da 179H
Modificato
da 385R3768 (GU L 362 31.12.85 pag.8)
Modificato da 387R3991 (GU L
377 31.12.87 pag.19)
Modificato da 392R3336 (GU L 336 20.11.92 pag.1)

Modificato da 194N
Modificato da 394R3290 (GU L 349 31.12.94
pag.105)

IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

Visto il trattato
che istituisce la Comunità economica europea, in particolare gli
articoli 42 e 43,

Vista la proposta della Commissione,

Visto il
parere del Parlamento europeo (1),

Considerando che al funzionamento
e allo sviluppo del mercato comune dei prodotti agricoli deve
accompagnarsi l’instaurazione di una politica agraria comune e che
tale politica deve, in particolare, comportare un’organizzazione
comune dei mercati agricoli che possa assumere forme diverse secondo i
prodotti;

Considerando che la produzione di piante vive e di
prodotti della floricoltura ha importanza particolare nell’economia
agricola di alcune regioni della Comunità ; che per gli agricoltori di
tali regioni questa produzione rappresenta una parte preponderante del
reddito ; che è pertanto opportuno favorire con misure adeguate il
collocamento razionale di tale produzione e assicurare la stabilità
del mercato;

Considerando che una delle misure da adottare per
l’attuazione dell’organizzazione comune dei mercati è l’applicazione
di norme comuni di qualità ai prodotti in causa ; che l’applicazione
di tali norme dovrebbe avere l’effetto di eliminare dal mercato i
prodotti di qualità non soddisfacente e di facilitare le relazioni
commerciali sulla base di una concorrenza leale, contribuendo in tal
modo a migliorare la redditività della produzione;

Considerando che
l’applicazione di tali norme esige un controllo della qualità per i
prodotti soggetti a normalizzazione ; che occorre pertanto prevedere
delle misure che garantiscano un tale controllo;

Considerando che le
esportazioni di bulbi da fiore verso i paesi terzi rivestono un
interesse economico importante per la Comunità ; che il mantenimento e
lo sviluppo di tali esportazioni possono essere raggiunti tramite una
stabilizzazione dei corsi per detti scambi ; che occorre pertanto
prevedere dei prezzi minimi all’esportazione dei prodotti in causa;

Considerando che l’organizzazione comune dei mercati nel settore
delle piante vive e dei prodotti della floricoltura giustifica
l’applicazione della tariffa doganale comune ; che è inoltre
necessario procedere rapidamente al coordinamento e all’unificazione
dei regimi di importazione applicati nei confronti dei paesi terzi;

Considerando che, per non lasciare il mercato comunitario indifeso
di fronte al rischio di perturbazioni eccezionali che potrebbero
sopravvenire a causa delle importazioni o delle esportazioni, occorre
permettere alla Comunità di adottare rapidamente tutte le misure
necessarie;

Considerando che l’organizzazione comune dei mercati
implica la soppressione di tutti gli ostacoli che si oppongono alla
libera circolazione delle merci considerate alle frontiere interne
della Comunità;

Considerando che è necessario che le disposizioni
del trattato che permettono di valutare gli aiuti concessi dagli Stati
membri e di proibire quelli che sono incompatibili con il mercato
comune, siano rese applicabili nel settore delle piante vive e dei
prodotti della floricoltura;

Considerando che, per agevolare
l’attuazione delle disposizioni previste, occorre prevedere una
procedura che instauri una stretta cooperazione tra gli Stati membri e
la Commissione nell’ambito di un Comitato di gestione;

Considerando
che l’organizzazione comune dei mercati nel settore delle piante vive
e dei prodotti della (1) GU n. 156 del 15.7.1967, pag. 27.
floricoltura deve tener conto, parallelamente e in modo adeguato,
degli obiettivi dì cui agli articoli 39 e 110 del trattato,

HA
ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Nel settore delle
piante vive e dei prodotti della floricoltura è istituita
un’organizzazione comune dei mercati che comporta un regime di norme
di qualità e degli scambi per i prodotti del capitolo 6 della tariffa
doganale comune.

Articolo 2

Per incoraggiare le iniziative
professionali e interprofessionali, per i prodotti di cui all’articolo
1 possono essere adottate le seguenti misure comunitarie: – misure
tendenti a migliorarne la qualità e a svilupparne l’utilizzazione;

misure tendenti a promuovere una migliore organizzazione della loro
produzione e della loro commercializzazione;

misure tendenti a
facilitare la costatazione dell’evoluzione dei loro prezzi sul
mercato.

Le regole generali concernenti tali misure sono adottate
secondo la procedura di cui all’articolo 43, paragrafo 2, del
trattato.

Articolo 3

Per i prodotti di cui all’articolo 1, o per
gruppi di tali prodotti, possono essere determinate delle norme comuni
di qualità, di calibrazione e di condizionamento nonchè il campo
d’applicazione di dette norme ; queste possono riguardare in
particolare la classificazione per categoria di qualità,
l’imballaggio, la presentazione e le indicazioni esterne.
Quando
siano state stabilite delle norme, i prodotti ai quali si applicano
non possono essere esposti per la vendita, messi in vendita, venduti,
consegnati o comunque commercializzati se non sono conformi a tali
norme.
Le norme e le regole generali per la loro applicazione sono
stabilite dal Consiglio, che delibera su proposta della Commissione,
secondo la procedura di voto di cui all’articolo 43, paragrafo 2, del
trattato.

Articolo 4

Eventuali adattamenti da apportare alle norme
di qualità, per tener conto delle esigenze delle tecniche di
produzione e di commercializzazione, sono decisi secondo la procedura
prevista all’articolo 14.

Articolo 5

Gli Stati membri sottopongono
ad un controllo di conformità i prodotti per i quali sono stabilite le
norme di qualità. Essi notificano agli altri Stati membri e alla
Commissione, al più tardi un mese dopo l’entrata in vigore di ciascuna
norma di qualità, il nome e l’indirizzo degli organismi incaricati del
controllo per il prodotto o gruppo di prodotti per il quale è stata
stabilita la norma.

Le modalità di applicazione del paragrafo 1, se
del caso, sono adottate secondo la procedura prevista all’articolo 14,
tenuto conto in particolare della necessità di garantire il
coordinamento delle attività degli organismi di controllo e
l’interpretazione e applicazione uniformi delle norme di qualità.

Articolo 6

Quando le norme sono fissate, ogni offerta al pubblico
fatta mediante annunci, cataloghi e tariffe in cui sia indicato il
prezzo, deve del pari comportare la menzione della natura del prodotto
e del calibro.

Articolo 7

Ogni anno, e per la prima volta nel
1968, possono essere fissati uno o più prezzi minimi all’esportazione
verso i paesi terzi secondo la procedura prevista all’articolo 14, per
ciascuno dei prodotti della voce 06.01 A della tariffa doganale
comune, in tempo utile, prima della stagione di commercializzazione.

Le esportazioni di detti prodotti devono effettuarsi ad un prezzo
uguale o superiore al prezzo minimo fissato per il prodotto in parola.

Le modalità di applicazione del paragrafo 1 sono adottate secondo la
procedura prevista all’articolo 14.

Articolo 8

A decorrere dal 1º
luglio 1968, per i prodotti di cui all’articolo 1 è applicata la
tariffa doganale comune ; dalla stessa data è vietata la riscossione
di ogni altro dazio doganale.

Le disposizioni necessarie in materia
di coordinamento e di unificazione dei regimi d’importazione applicati
da ciascuno degli Stati membri nei confronti dei paesi terzi saranno
adottate dal Consiglio, su proposta della Commissione, secondo la
procedura di voto di cui all’articolo 43, paragrafo 2, del trattato,
anteriormente al 1º luglio 1968. Dette misure saranno applicate al più
tardi il 1º gennaio 1969.

Articolo 9

Se il mercato comunitario di
uno o più prodotti di cui all’articolo 1 subisce o rischia di subire,
a causa delle importazioni o delle esportazioni, gravi perturbazioni
tali da compromettere gli obiettivi dell’articolo 39 del trattato,
negli scambi con i paesi terzi possono essere applicate misure
adeguate fino alla scomparsa della perturbazione o del rischio di
perturbazione.
Il Consiglio, che delibera su proposta della
Commissione secondo la procedura di voto di cui all’articolo 43,
paragrafo 2, del trattato, stabilisce le modalità di applicazione del
presente paragrafo e definisce i casi nei quali gli Stati membri
possono prendere misure cautelative ed i limiti delle stesse.

Quando
si presenti la situazione prevista al paragrafo 1, la Commissione, su
richiesta di uno Stato membro o di propria iniziativa, decide le
misure necessarie, che vengono notificate agli Stati membri e che sono
immediatamente applicabili. Se la Commissione riceve la richiesta di
uno Stato membro, essa prende una decisione in merito entro le 24 ore
successive alla ricezione della richiesta.

Ciascuno Stato membro può
deferire la decisione della Commissione al Consiglio entro un termine
di tre giorni lavorativi successivi a quello della notifica. Il
Consiglio si riunisce senza indugio. Esso può modificare o annullare
la misura in questione secondo la procedura di voto di cui
all’articolo 43, paragrafo 2, del trattato.

Articolo 10

Negli
scambi intracomunitari sono vietati: – la riscossione di qualsiasi
dazio doganale o tassa d’effetto equivalente;

qualsiasi restrizione
quantitativa o misura di effetto equivalente;

il ricorso all’articolo
44 del trattato.

In deroga alle …

[Continua nel file zip allegato]

Architetto.info