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Approvazione del protocollo tecnico di selezione clonale....

Approvazione del protocollo tecnico di selezione clonale.

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI
DECRETO 6 febbraio 2001

Approvazione del protocollo tecnico di selezione clonale.

Il
Direttore Generale delle politiche agricole ed agroindustriali
nazionali

Vista la direttiva del Consiglio n. 68/193/CEE del 9
aprile 1968, concernente la produzione dei materiali di
moltiplicazione vegetativa della vite e la vendita degli stessi ad
imprenditori vivaistici e ad agricoltori residenti in Paesi della
Comunita’ economica europea;
Visto il decreto del Presidente
della Repubblica n. 1164 del 24 dicembre 1969 e le successive
modificazioni ed integrazioni intervenute con decreto del
Presidente della Repubblica 29 luglio 1974, n. 543, decreto del
Presidente della Repubblica 18 maggio 1982, n. 518 e decreto
ministeriale 2 luglio 1991, n. 290;
Visto il decreto ministeriale
31 gennaio 1996, recante misure di protezione contro l’introduzione e
la diffusione nel territorio della Repubblica italiana di
organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali e sue successive
modifiche;
Visto il decreto legislativo 4 giugno 1997, n. 143,
recante: “Conferimento alle regioni delle funzioni amministrative in
materia di agricoltura e pesca e riorganizzazione
dell’amministrazione centrale”;
Visti il decreto legislativo 3
febbraio 1993, n. 29, e la circolare della Presidenza del Consiglio
dei Ministri in data 4 marzo 1993, n. 6/1993, inerenti la
razionalizzazione dell’organizzazione delle amministrazioni
pubbliche e revisione delle discipline in materia di
pubblico
impiego, a norma dell’art. 2, della legge 23 ottobre 1992, n.
421;
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80, recante:
“Nuove disposizioni in materia di organizzazione e di rapporti di
lavoro nelle amministrazioni pubbliche, di giurisdizione nelle
controversie di lavoro e di giurisdizione amministrativa, emanate
in attuazione dell’art. 11, comma 4, della legge 15 marzo 1997, n.
59”;
Visto il decreto ministeriale 22 dicembre 1997, relativo
alle procedure per l’ottenimento e l’iscrizione di selezioni
clonali di varieta’ di vite al catalogo nazionale delle varieta’ di
vite;
Considerato che all’art. 1 del suddetto decreto 22 dicembre 1997
e’ previsto che la selezione e l’omologazione delle varieta’ di
vite deve avvenire secondo criteri da stabilirsi con
provvedimento del Ministero delle politiche agricole e
forestali;
Ritenuto necessario stabilire il protocollo
tecnico per l’attuazione di tale disposizione, cosi’ da
renderne omogenea
l’applicazione;
Considerato che il comitato
nazionale per l’esame delle varieta’ di vite ha espresso il proprio
avviso favorevole all’adozione di detto provvedimento nella seduta del
3 marzo 2000;

Decreta:
Articolo unico

La selezione clonale delle
varieta’ di vite nonche’ l’omologazione e l’iscrizione dei
relativi cloni nel registro nazionale delle varieta’ di vite
dovra’ avvenire secondo le disposizioni contenute nel protocollo
tecnico allegato al presente decreto.
Sono escluse da detta selezione
ed omologazione le varieta’ di vite ed i relativi cloni geneticamente
modificati.

Il presente decreto registrato presso gli organi di
controllo sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana;

Roma, 6 febbraio 2001

Il direttore generale: Ambrosio

Allegato

PROTOCOLLO
TECNICO DI SELEZIONE CLONALE

1) Indicazione delle caratteristiche
di base per le quali viene effettuata la selezione clonale;
2)
Individuazione e scelta delle piante madri dei presunti cloni in base
alle suddette caratteristiche;
3) Esecuzione, sulle piante scelte,
dei test previsti dal protocollo fitosanitario;
4) costituzione
di almeno un vigneto di moltiplicazione, con un minimo di 20 ceppi
per ogni biotipo, su un portinnesto. Il campo
dovra’ essere
costituito preferibilmente nella zona di individuazione o diffusione
del vitigno in selezione o comunque vocata ed il terreno dovra’
essere esente da nematodi vettori. I ceppi risultati positivi ai test
fitosanitari dovranno essere propagati separatamente.
5)
Effettuazione di rilievi ed analisi sulle discendenze dei presunti
cloni per almeno tre annate al fine di verificare la
persistenza, dopo la propagazione, del/i carattere/i per il/i quale/i
si e’ effettuata la selezione.
6) Per i vitigni ad uva da vino,
al fine di verificare le potenzialita’ enologiche del presunto
clone, dovranno essere effettuate le seguenti analisi:

I) varieta’
con uva a bacca colorata:
a) profilo degli antociani della buccia. Se
il candidato clone e’ dotato di polpa colorata, e’ necessario
determinare anche il profilo degli antociani di questa parte
dell’acino;
b) profilo degli acidi idrossicinnaminici legati
all’acido tartarico della buccia e della polpa;
c) profilo dei
flavonoli della buccia;
d) indici di antociani totali a
maturazione;
e) curve di maturazione degli zuccheri, degli acidi
fissi, dell’acidita’ titolabile e del pH;
f) microvinificazione per
almeno due annate con analisi chimiche e sensoriali.

II) varieta’ con
uva a bacca bianca:
a) curve di maturazione degli zuccheri, degli
acidi fissi, dell’acidita’ titolabile e del pH;
b)
microvinificazione per almeno due annate con analisi chimiche e
sensoriali.

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