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Attuazione della direttiva 98/56/CE relativa alla commercializzazione ...

Attuazione della direttiva 98/56/CE relativa alla commercializzazione dei materiali di moltiplicazione delle piante ornamentali.

Decreto Legislativo n° 151 del 19 maggio 2000
Oggetto:
Attuazione
della direttiva 98/56/CE relativa alla commercializzazione dei
materiali di moltiplicazione delle piante ornamentali.

Pubblicato
sulla Gazzetta Ufficiale n. 173 del 14 giugno 2000

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IL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della
Costituzione;

Vista la direttiva 98/56/CE, del Consiglio del 20
luglio 1998, relativa alla commercializzazione dei materiali di
moltiplicazione delle piante ornamentali;

Vista la legge 21 dicembre
1999, n. 526, recante disposizioni per l’adempimento di obblighi
derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunità europee – Legge
comunitaria 1999, ed in particolare l’articolo 17 recante delega al
Governo per il recepimento della direttiva 98/56/CE;

Visto il decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 535;

Visto il decreto legislativo 30
dicembre 1992, n. 536;

Visto il decreto legislativo 4 giugno 1997, n.
143;

Visto il decreto legislativo 30 aprile 1998, n. 173;

Visto il
decreto del Ministro delle risorse agricole, alimentari e forestali 31
gennaio 1996, pubblicato nel supplemento ordinario n. 33 alla Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana n. 41 del 19 febbraio 1996;

Visto
il decreto del Ministro delle risorse agricole, alimentari e forestali
14 aprile 1997, recante recepimento delle direttive della Commissione
93/49/CEE del 29 giugno 1993, 93/63/CEE del 5 luglio 1993 e 93/78/CEE
del 21 settembre 1993, relative alle norme tecniche sulla
commercializzazione dei materiali di moltiplicazione delle piante
ornamentali e delle piante ornamentali, appartenenti ai generi, alle
specie o agli ibridi elencati nell’allegato 1, pubblicato nel
supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana n. 126 del 2 giugno 1997;

Sentita la Conferenza permanente
per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di
Trento e di Bolzano;

Vista la deliberazione del Consiglio dei
Ministri, adottata nella riunione del 5 maggio 2000;

Sulla proposta
del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro delle
politiche agricole e forestali, di concerto con i Ministri degli
affari esteri, della giustizia, del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica e degli affari regionali;

E m a n a
il
seguente decreto legislativo:

Art 1. – Campo di applicazione

Le disposizioni del presente decreto, in attuazione della direttiva
98/56/CE del Consiglio del 20 luglio 1998, si applicano alla
commercializzazione dei materiali di moltiplicazione delle piante
ornamentali, fatte salve le norme sulla protezione della flora
selvatica stabilite nel regolamento (CE) 97/338 del Consiglio del 9
dicembre 1996, le norme sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio
recate dal decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, e successive
modificazioni, e le norme concernenti lo stato fitosanitario recate
dal decreto del Ministro delle risorse agricole, alimentari e
forestali 31 gennaio 1996, pubblicato nel supplemento ordinario n. 33
alla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 41 del 19
febbraio 1996, e successive modificazioni.

Le disposizioni del
presente decreto non si applicano ai materiali di moltiplicazione di
cui sia comprovata la destinazione all’esportazione verso Paesi terzi,
purchè identificati come tali ed
isolati dagli altri materiali di
moltiplicazione.

Art. 2. – Definizioni

Ai fini del
presente decreto si intende per:

“materiali di moltiplicazione”: i
vegetali destinati alla moltiplicazione o alla produzione di piante
ornamentali; tuttavia, in caso di produzione da piante intere, la
definizione si applica al materiale di partenza soltanto se la pianta
ornamentale risultante è destinata ad un’ulteriore
commercializzazione;

“moltiplicazione”: riproduzione vegetativa o con
altri mezzi;

“fornitore”: qualsiasi persona fisica o giuridica
impegnata professionalmente nella produzione ai fini commerciali,
nella commercializzazione o nell’importazione di materiali di
moltiplicazione;

“commercializzazione”: la detenzione per la vendita
o per altre forme di trasferimento a terzi, a titolo oneroso o
gratuito, nonchè la vendita e ogni altra forma di
trasferimento;

“organismo ufficiale responsabile”: i servizi
fitosanitari regionali di cui al decreto legislativo 30 dicembre 1992,
n. 536;

“lotto”: un certo numero di elementi di un prodotto unico,
che può essere identificato grazie all’omogeneità della sua
composizione e della sua origine.

Art. 3. – Competenze del Ministero
delle politiche agricole e forestali

Il Ministero delle politiche
agricole e forestali assicura il coordinamento nazionale nella materia
oggetto del presente decreto,ai fini della tutela della qualità dei
materiali di moltiplicazione.

Il Ministro delle politiche agricole e
forestali con proprio decreto recepisce le misure adottate in sede
comunitaria in applicazione delle procedure di cui agli articoli 17 e
18 della direttiva 98/56/CE.

Art. 4.-Requisiti dei materiali di
moltiplicazione

I materiali di moltiplicazione possono essere
commercializzati dai fornitori registrati ai sensi dell’articolo 5,
solo se soddisfano i requisiti previsti dal presente decreto.

La
disposizione di cui al comma 1 non si applica ai materiali destinati a
prove o a scopi scientifici, a lavori di selezione o alla salvaguardia
della diversità genetica.

I materiali di moltiplicazione all’atto
della commercializzazione devono:

essere sostanzialmente esenti,
almeno all’ispezione visiva, da organismi nocivi tali da
comprometterne la qualità, come pure da relativi indizi e sintomi tali
da ridurne la possibilità di utilizzazione;

essere sostanzialmente
esenti da difetti tali da comprometterne la qualità come materiali di
moltiplicazione;

avere vigore e dimensioni sufficienti per quanto
riguarda il loro uso quali materiali di moltiplicazione;

nel caso
delle sementi, avere una capacità germinativa soddisfacente;

se
commercializzati con un riferimento alla varietà di cui all’articolo
8, avere un’identità e una purezza varietale soddisfacenti.

Ogni
materiale di moltiplicazione che in base a indizi o sintomi apparenti
non sia sostanzialmente esente da organismi nocivi, deve essere
immediatamente sottoposto ad un trattamento appropriato o, se del
caso, deve essere eliminato.

I materiali di moltiplicazione degli
agrumi devono inoltre:

derivare da materiali iniziali che, al
controllo, non presentavano alcun sintomo di virus, organismi simili
ai virus o malattie;

essere stati controllati risultando
sostanzialmente esenti dai sintomi di detti virus, organismi simili ai
virus o malattie sin dall’inizio dell’ultimo ciclo vegetativo;

in
caso di innesto, essere stati innestati su portinnesti non sensibili
ai viroidi.

I materiali di moltiplicazione dei bulbi da fiore devono,
altresì, derivare direttamente da materiali che, controllati nella
fase di crescita, siano risultati sostanzialmente esenti da
organismi
nocivi e malattie, nonchè dai relativi indizi e sintomi.

Art. 5- Fornitori

Ai fini dello svolgimento delle attività di
commercializzazione dei materiali di moltiplicazione delle piante
ornamentali, i fornitori devono essere iscritti nei registri dei
produttori di cui all’articolo 6, comma 1, del decreto legislativo 30
dicembre 1992, n. 536, secondo la procedura di cui all’articolo 20 del
decreto 31 gennaio 1996.

Ai fini della registrazione di cui al comma
1, l’organismo ufficiale responsabile è tenuto a verificare
l’adempimento degli obblighi previsti dall’articolo 6, comma 1.

Il
comma 1 non si applica ai fornitori la cui attività di
commercializzazione è rivolta solo ai soggetti non impegnati
professionalmente nella produzione o nella vendita delle piante
ornamentali o dei materiali di moltiplicazione delle stesse. Tali
fornitori devono comunque osservare le altre disposizioni del presente
decreto.

Art. 6. – Obblighi dei fornitori

I fornitori che
esercitano attività di produzione dei materiali di moltiplicazione
devono:

identificare e controllare i punti critici del processo di
produzione che influenzano la qualità dei materiali;

conservare, per
esame su richiesta dell’organismo ufficiale responsabile, le
informazioni sui controlli di cui alla lettera a);

prelevare, se
necessario, campioni da analizzare in un laboratorio con impianti e
conoscenze specialistiche adeguati, riconosciuti idonei ai sensi
dell’articolo 10, comma 5;

assicurare che i lotti di materiali di
moltiplicazione siano identificabili e tenuti separati durante la
produzione.

Qualora nell’azienda di un fornitore di materiali di
moltiplicazione si manifestasse uno degli organismi nocivi elencati
nel decreto 31 gennaio 1996 o in altra disposizione adottata a norma
dell’articolo 3, comma 2, il fornitore medesimo informa l’organismo
ufficiale responsabile e adotta tutte le misure da questo
stabilite.

I fornitori registrati devono conservare per almeno dodici
mesi un registro delle vendite e degli acquisti relativi ai materiali
di moltiplicazione commercializzati.

I fornitori devono consentire
agli incaricati dell’organismo ufficiale responsabile l’accesso a
tutti i locali dell’azienda per l’esecuzione di ispezioni o prelievi
di campioni nonchè per il controllo dei registri di cui al comma 3 e
dei relativi documenti.

Art. 7 – Commercializzazione ed
etichettatura dei materiali di moltiplicazione

I materiali di
moltiplicazione sono commercializzati in lotti. Materiali di
moltiplicazione di diversi lotti possono essere commercializzati in
un’unica consegna, purchè il fornitore tenga un registro in cui sono
indicati la composizione e l’origine dei singoli lotti.

Fatto salvo
quanto previsto dall’articolo 13, comma 2, i materiali di
moltiplicazione commercializzati sono accompagnati da un’etichetta o…

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