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Reg. (CE) n. 2848/98, della Commissione, del 22 dicembre 1998, applica...

Reg. (CE) n. 2848/98, della Commissione, del 22 dicembre 1998, applicabile dal raccolto 1999. Cooperative e consorzi di cooperative per la trasformazione.

Circolare del 6 agosto 1999 recante
“Reg. (CE) n. 2848/98, della
Commissione, del 22 dicembre 1998, applicabile dal raccolto 1999.
Cooperative e consorzi di cooperative per la
trasformazione.”

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prot.
n. 652/G-1
Indirizzi – omissis

Alcuni operatori hanno fatto presente
l’esigenza di reintrodurre, nella normativa comunitaria, la
“dichiarazione di coltivazione”, equiparata al “contratto di
coltivazione”, al fine di regolare la consegna del tabacco
sciolto:

tra produttore individuale e cooperativa di
trasformazione;

tra cooperativa di produzione e consorzio di
coperative per la trasformazione.

Al riguardo, occorre premettere che
la tipologia delle situazioni ricorrenti per i soggetti sopra
menzionati può essere circoscritta alle seguenti ipotesi
applicative.

A) Cooperative di trasformazione

A tali cooperative
possono aderire:

i produttori individuali;

una o più cooperative di
sola produzione;

una o più associazioni di produttori non
riconosciute;

una o più associazioni di produttori riconosciute.

In
taluni casi:

i produttori individuali indicati al punto 1 risultano
anche aderenti ad uno degli organismi indicati nei punti 2,3 e 4;

le
cooperative di sola produzione e le associazioni di produzione non
riconosciute indicate ai punti 2 e 3 risultano anche aderenti ad uno
degli organismi di cui al punto 4.

B) Consorzi di cooperative per la
trasformazione

A tali Consorzi possono aderire:

cooperative di sola
produzione;

associazioni di produttori non
riconosciute;

associazioni di produttori riconosciute.

In taluni
casi, le cooperative di sola produzione e le associazioni di
produttori non riconosciute di cui ai punti 1 e 2 risultano anche
aderenti alle associazioni di produttori riconosciute di cui al punto
3.

La richiesta di reintroduzione della “dichiarazione di
coltivazione”, per i soggetti sopra indicati e nei rapporti da
instaurare nei casi specificati, è stata motivata asserendo che “la
dichiarazione di coltivazione” consente di qualificare la “consegna”
del prodotto come “conferimento”, mentre il “contratto di
coltivazione” escluderebbe tale possibilità, se non esplicitamente
prevista, in quanto al momento della consegna viene ad instaurarsi un
rapporto di compra-vendita del prodotto tra i medesimi soggetti.

Si
rileva, in proposito, che questa Amministrazione, con circolare n.
428/G-1 del 10 aprile 1995, ha già chiarito che la base giuridica
preordinata alla concessione dei benefici comunitari ai produttori di
tabacco risiede proprio nel “contratto di coltivazione” e che tale
strumento è l’unico in grado di regolare, al momento, il rapporto tra
produttore e trasformatore, ai fini della consegna del tabacco
sciolto.

Pertanto, in conformità delle indicazioni a suo tempo
fornite da questa Amministrazione, il citato contratto deve risultare
integrato dagli operatori interessati con gli adattamenti ritenuti a
suo tempo utili a soddisfare anche le esigenze delle cooperative, o
consorzi di cooperative per la trasformazione, nel rispetto
dell’attuale normativa comunitaria.

Ne consegue che il “contratto di
coltivazione”,opportunamente integrato ai fini del conferimento, sia
idoneo a soddisfare le esigenze degli organismi cooperativi
interessati.

Appare utile precisare, peraltro che, dal raccolto 1999,
i suddetti organismi di trasformazione non percepiscono nè il premio,
nè l’aiuto specifico.

Si ritiene, inoltre, opportuno rilevare che dal
raccolto 1999:

i produttori individuali associati hanno diritto di
ottenere il premio (parte fissa e parte variabile) soltanto per il
tramite degli organismi associtivi di produzione riconosciuti che
hanno stipulato, con gli organismi di trasformazione, il contratto di
coltivazione e conferimento;

le associazioni di produttori
riconosciute che stipulano con i predetti organismi di trasformazione
il citato contratto di coltivazione e conferimento hanno diritto di
ottenere direttamente dall’A.I.M.A.:

il premio (parte fissa e parte
variabille), da riversare ai produttori associati;

l’aiuto specifico
da trattenere per l’associazione stessa.

gli organismi associativi di
produzione non riconosciuti non hanno diritto ad ottenere, per sè, nè
il premio nè l’aiuto specifico. I produttori individuali ad essi
direttamente aderenti possono ottenere la parte fissa del premio,
sulla base del contratto di coltivazione e conferimento da essi
stipulato direttamente con gli organismi associativi di
trasformazione.

Appare opportuno evidenziare, inoltre, che il
pagamento del “prezzo contrattuale”, indicato nel contratto di
coltivazione e conferimento sopra specificato, anche sulla base di
accordi settoriali conclusi tra associazioni di produttori ed
associazioni di trasformatori, abilita:

i produttori individuali ad
ottenere il premio (parte fissa e parte variabile) per il tramite
dell’associazione riconosciuta alla quale essi aderiscono;

le
associazioni di produttori riconosciute ad ottenere per sè,
direttamente dall’A.I.M.A., l’aiuto specifico.

Si fa, infine,
riferimento a quanto previsto da alcuni statuti degli organismi
associativi di trasformazione, circa l’alternativa concessa ai
produttori aderenti, per la consegna della propria produzione
direttamente agli stessi organismi di trasformazione, o per il tramite
degli organismi di produzione riconosciuti aderenti, per far presente
che tale previsione non è vietata dalla normativa comunitaria e che
può essere, pertanto, ritenuta ininfluente per l’organismo associativo
di trasformazione che, come noto, non percepisce nè il premio, nè
l’aiuto specifico.

Resta ovviamente inteso che se,nella situazione
prospettata, la consegna del prodotto viene effettuata all’organismo
associativo di trasformazione direttamente dal produttore individuale,
in regola con la normativa sul recesso, nel quadro di un contratto di
coltivazione e conferimento direttamente stipulato, anzichè per il
tramite dell’associazione di produttori riconosciuta, anch’essa
aderente:

l’associazione di produttori riconosciuta non potrà
ottenere dall’A.I.M.A. nè il premio (parte fissa e parte variabile) da
riversare al produttore individuale di cui trattasi, nè l’aiuto
specifico calcolato sulla produzione del precitato produttore;

il
produttore individuale potrà ottenere dall’A.I.M.A. soltanto la parte
fissa del premio.

Ne consegue invece che se, nella situazione
prospettata, il produttore individuale non è in regola con le norme
sul recesso, egli dovrà necessariamente effettuare la consegna del
prodotto all’organismo associativo di trasformazione soltanto per il
tramite dell’associazione di produttori riconosciuta alla quale egli
risulta aderente, per mantenere il diritto al premio (parte fissa e
parte variabile).

IL
MINISTRO

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