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Chiarimenti relativi ad alcuni punti del Decreto Interministeriale del...

Chiarimenti relativi ad alcuni punti del Decreto Interministeriale del 25.5.1998

Circolare n. 52240 del 16.10.98
“Chiarimenti relativi ad alcuni punti
del Decreto Interministeriale del 25.5.1998”
Oggetto:

Decreto
interministeriale del 25.5.1998, pubblicato sulla G.U. n. 157
dell’8.7.1998. Contributi per lo svecchiamento del parco
agromeccanico.

Alla Unione Nazionale Associazione Commercianti
Macchine Agricole
Via G. Pepe, 12
30172 VENEZIA MESTRE

Alla
Confederazione Nazionale Coltivatori Diretti
Via XXIV Maggio, 43
00187
ROMA

Alla Confederazione Generale dell’Agricoltura
Italiana
Corso Vittorio Emanuele, 101
00186 ROMA

Alla Confederazione
Italiana Agricoltori
Via Mariano Fortuny, 20
00196 ROMA

Alla
Confederazione Produttori Agricoli – COPAGRI
Via Tevere, 15
00196
ROMA

Al Consorzio Nazionale per la Meccanizzazione Agricola
Via
Lazzaro Spallanzani, 22/a
00161 ROMA

All’Unione Nazionale
Imprese di Meccanizzazione Agricola
Via Savoia, 82
00198
ROMA

All’Unione Nazionale Costruttori Macchinari Agricoli
Via
Spallanzani, 22/a
00161 ROMA

All’Associazione Nazionale
Commercio Macchine Agricole
Via del Casale di S. Basilio, 9
00156
ROMA

Con riferimento al decreto di cui all’oggetto, a seguito
della richiesta di chiarimenti relativi ad alcuni punti dello stesso,
in data 16 settembre u.s., presso questo Ministero si è svolta
un’apposita riunione, alla quale hanno partecipato i
rappresentanti delle Organizzazioni in indirizzo, avente lo scopo di
evidenziare e chiarire i principali quesiti finora emersi.

In merito
si riporta quanto concordato

Art. 2

Per le società in nomina
collettiva (s.n.c.), si conferma quanto già riportato nella
ministeriale n. 51812 del 14.9.1998. Queste sono da considerarsi nel
novero dei possibili beneficiari del contributo, infatti il decreto ha
lo scopo di rottamare il maggior numero di macchine possibili di età
superiore a 10 anni, pertanto, prevede tra i possibili beneficiari “le
persone fisiche e giuridiche”, con ciò non volendo escludere
alcuno.
In particolare si specifica che, qualora una persona fisica
abbia conferito la propria attività ed i mezzi di lavoro in una s.n.c.
(della quale risulta socio) dopo il 31 dicembre 1997, può procedere
alla rottamazione del mezzo, fermo restando tutti gli altri vincoli
del decreto.
Diversamente, nel caso che una persona fisica richieda il
contributo rottamando un mezzo intestato prima del 31 dicembre 1997 ad
una s.n.c. , non può beneficiare del contributo stesso in quanto viene
meno il requisito di cui all’art. 4, comma 1, lettera a) del
decreto in questione.
Infine, quando il bene da rottamare risulta di
proprietà di una persona deceduta, per poter accedere ai benefici
previsti dal decreto occorre presentare la denuncia di
successione.

Art. 3

Al quesito relativo alla possibilità di
acquistare una falciatrice portata rottamando una motofalciatrice si
risponde facendo presente che, in questo caso si deve considerare che
il lavoro svolto dalle motofalciatrici e dalle barre portate falcianti
sia lo stesso, occorre aggiungere, inoltre, che la motofalciatrice è
ormai una macchina obsoleta e sempre meno utilizzata in agricoltura,
per cui la falciatrice rappresenta l’avanzamento tecnologico nel
settore, pertanto l’operazione richiesta si può considerare che
rientri nello spirito e nelle finalità della legge, che è quello di
svecchiare il parco agro-meccanico sostituendo una macchina rumorosa e
con scarsi requisiti di affidabilità con una più moderna in grado di
svolgere in modo più efficace lo stesso lavoro.
Analogamente a quanto
sopra, è ammessa la sostituzione di macchine semoventi con macchine
portate e viceversa, purchè si rispetti il vincolo di cui al comma 2
dell’art.3.
In ordine alla possibilità di rottamare un
motocoltivatore contro una motozappatrice o una motofalciatrice contro
un motocoltivatore, si ritiene che l’operazione sia ammissibile
perché, anche in questo caso, tenendo conto della similarità di cui al
comma 2 dell’art. 3, si tratta di macchine che, con i dovuti
accessori, sono in grado di svolgere le stesse operazioni.
Per le
macchine a cantieri riuniti o cantieri separati valgono le seguenti
considerazioni:
il dettato della legge prevede l’acquisto di una
macchina a fronte della rottamazione di un’altra macchina.
Pertanto, per la sostituzione di una macchina a “cantieri riuniti” con
una a “cantieri separati” è ammessa la rottamazione della prima con
beneficio per l’acquisto di una sola della seconda. In questo
caso il beneficiario può scegliere su quale pezzo far ricadere il
contributo.
Nel caso contrario, sempre nel rispetto del dettato del
decreto, che prevede la rottamazione di una macchina contro
l’acquisto di una macchina, è possibile beneficiare del
contributo per l’acquisto di una macchina a “cantieri riuniti”
rottamando un solo pezzo di quella a “cantieri separati”.

Per quanto
riguarda gli accessori, si ribadisce che questi debbono essere forniti
o montati dalla ditta costruttrice che, a sua volta, li cede al
venditore il quale è tenuto a riportarli in fattura.

Per le
attrezzature fisse si ribadisce il concetto richiamato dal comma 6) e
cioè che “per attrezzature fisse devono intendersi quelle che sono
funzionali al ciclo produttivo e all’ordinamento colturale
dell’azienda agricola risultante dalla documentazione di
iscrizione al registro delle Imprese”.
Pertanto, si ritiene che
rientri nello spirito della legge lo svecchiamento di una serie di
impianti utilizzati all’interno delle serre, quando si rispetti
il dettato precitato, al fine di migliorare le condizioni di lavoro e
la sicurezza degli impianti nonchè diminuire il consumo
energetico.

Art. 5

In merito al quesito formulato relativo a quanto
di seguito riportato: “Nell’allegato O, (fax-simile di
dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà) al punto C “per valore
complessivo degli investimenti pari a lire”, si riporta di seguito
quanto già precisato nella nota n. 51659 del 7 agosto 1998: “In
proposito si fa presente che il regolamento n. 950/97 stabilisce che
le limitazioni previste fanno riferimento ad ogni singolo regime di
aiuto, pertanto per gli imprenditori agricoli i limiti di 90.000 ECU
per ULU e 180.000 ECU per azienda sono riferiti agli interventi che si
possono realizzare in attuazione del decreto della rottamazione, anche
sommando gli aiuti connessi alla rottamazione di diverse macchine.
Nel
caso che l’imprenditore dovesse usufruire di interventi previsti
da altre leggi regionali, es. piano di miglioramento aziendale, questi
ultimi opererebbero nell’ambito di un regime diverso e,
pertanto, sono da considerare aggiuntivi a quelli previsti dal decreto
in questione.
I limiti stabiliti al comma 5, relativi ai beneficiari
non imprenditori agricoli, fanno riferimento al regime di aiuti “de
minimis” . Quest’ultimo, come è noto, stabilisce che
l’insieme degli aiuti provenienti da qualsiasi fonte e nel
quadro di qualunque regime non può superare 100.000 ECU
nell’arco di tre anni.”

Art. 6

Per quanto riguarda la
documentazione relativa alle macchine agricole da rottamare, si
ricorda che, secondo quanto stabilito al comma 1 dell’articolo
6, questa deve essere consegnata al venditore che provvederà agli
adempimenti di conseguenza (cancellazione legale). Nel caso che
particolari disposizioni a livello provinciale impedissero di seguire
la richiamata procedura, è necessario che comunque l’operazione
si concluda con la consegna dei documenti presso un Ufficio pubblico e
che di questo sia debitamente informato, con atti idonei,
l’Ufficio della Motorizzazione Civile.
Per quanto riguarda poi i
quindici giorni previsti dal comma 1) per la demolizione delle
macchine da rottamare, si fa presente che questi sono da considerarsi
tassativi a meno che non ci siano impedimenti dovuti causa di forza
maggiore, che devono essere debitamente comprovati.

Art. 7

La
procedura di rottamazione di una macchina agricola portata e
semiportata deve avvenire in osservanza delle disposizioni contenute
nell’articolo 46 del “decreto Ronchi” D.L.vo n. 22/97.

Art.
9

Il decreto prevede che le ditte costruttrici conservino copia dei
documenti elencati. Poiché il libretto di circolazione originale del
mezzo da demolire va consegnato agli Uffici della Motorizzazione
Civile per la cancellazione dagli archivi, il rivenditore conserverà
la ricevuta di tale avvenuta consegna o un documento equipollente
emesso da un Ufficio pubblico (es. UMA) se il certificato di
circolazione e la targa sono stati consegnati da quest’ultimo
alla Motorizzazione Civile.

Per quanto riguarda le dichiarazioni
sostitutive di atto notorio, si conferma quanto riportato nella
circolare dell’UNACOMA, dove si specifica che l’articolo
2, comma 11, della legge 16 giugno 1998, n. 191, pubblicata nel
supplemento ordinario n. 110/L alla Gazzetta Ufficiale n. 142 del 20
giugno 1998, riporta la “interpretazione autentica”
dell’articolo 3, comma 11 della legge n. 127/97, in base alla
quale nelle ipotesi di istanze presentate alle Pubbliche
Amministrazioni, contenenti dichiarazioni sostitutive, esse non devono
essere autenticate. Pertanto le stesse vanno sottoscritte e
accompagnate da una fotocopia del documento di
riconoscimento”.

Indicazioni di carattere generale

Nel caso di
vendita con rottamazione di una macchina acquistata da un importatore
o da una ditta costruttrice non più operante nel territorio, il
venditore, in possesso di regolare fattura di acquisto, può comunque
usufruire del contributo previsto dal decreto in questione operando in
maniera diretta.

Per quanto riguarda il prezzo di listino cui il
venditore deve far riferimento si fa presente che esso deve
corrispondere a quello depositato presso la Camera di Commercio e
vigente al momento d…

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