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Iscrizione della denominazione "Limone Costa d'Amalfi" nel registro delle denominazioni di origine protette e delle indicazioni geografiche protette.

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI
PROVVEDIMENTO 18 luglio
2001
Iscrizione della denominazione “Limone Costa d’Amalfi” nel
registro delle denominazioni di origine protette e delle indicazioni
geografiche protette.

Allegato I – REGOLAMENTO (CEE) N. 2081/92 DEL
CONSIGLIO

Allegato II – DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DELL’INDICAZIONE
GEOGRAFICA PROTETTA “LIMONTE COSTA D’AMALFI”

IL DIRETTORE GENERALE
REGGENTE
del Dipartimento della qualita’ dei prodotti agroalimentari
e dei servizi –
Direzione Generale per la qualita’ dei prodotti
agroalimentari e la tutela del consumatore

Visto il regolamento
(CEE) n. 2081/92 del Consiglio del 14 luglio 1992 relativo alla
protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di
origine dei prodotti agricoli e alimentari;
Considerato che, con
regolamento (CE) n. 1356/2001 della Commissione del 4 luglio 2001, la
denominazione “Limone Costa d’Amalfi”, riferita agli ortofrutticoli e
cereali, e’ iscritta quale Indicazione geografica protetta nel
registro delle denominazioni di origine protette (D.O.P.) e delle
indicazioni geografiche protette (I.G.P.) previsto dall’art. 6,
paragrafo 3, del regolamento (CEE) n. 2081/92; Ritenuto che sussista
l’esigenza di pubblicare nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana il disciplinare di produzione e la scheda riepilogativa della
Indicazione geografica protetta “Limone Costa d’Amalfi”, affinche’ le
disposizioni contenute nei predetti documenti siano accessibili per
informazione erga omnes sul territorio italiano;
Provvede alla
pubblicazione degli allegati disciplinare di produzione e scheda
riepilogativa della Indicazione geografica protetta “Limone Costa
d’Amalfi”, registrata in sede comunitaria con regolamento (CE) n.
1356/01 del 4 luglio 2001.
I produttori che intendono porre in
commercio la denominazione “Limone Costa d’Amalfi” possono utilizzare,
in sede di presentazione e designazione del prodotto, la menzione
“Indicazione geografica protetta” solo sulle produzioni conformi al
regolamento (CEE) n. 2081/92 e sono tenuti al rispetto di tutte le
condizioni previste dalla normativa vigente in materia.

Roma, 18
luglio 2001
Il direttore generale reggente: Ambrosio

Allegato I

REGOLAMENTO (CEE) N. 2081/92 DEL CONSIGLIO – DOMANDA DI
REGISTRAZIONE: ART. 5 DOP ( ) IGP (x)
N. nazionale del fascicolo:
10/2000

1. Servizio competente dello Stato membro:
nome:
Ministero delle politiche agricole e forestali;
indirizzo: via XX
Settembre, 20 – 00187 Roma;
telefono: 06/4819968 – fax
06/42013126.

2. Associazione richiedente:
2.1.a Nome: “Consorzio
valorizzazione limoni e derivati”;(Co.Va.L.D.);
2.2.a indirizzo:
via S. Lucia, 3 – 84010 Minori (Salerno);
2.1.b nome: “Cooperativa
amalfitana trasformazione agrumi”; (C.A.T.A.);
2.2.b indirizzo:
via Salita Chiarito, 9 – 84011 Amalfi (Salerno);
2.3.
composizione: produttori/trasformatori ( imes ) altro (
);

3. Tipo di prodotto: classe 1.6 – limoni allo stato naturale.

4.
Descrizione del disciplinare: (riepilogo delle condizioni di cui
all’art. 4, par. 2).
4.1. Nome: “Limone Costa d’Amalfi”.
4.2.
Descrizione: forma del frutto ellittico-allungata, con umbone
grande e appuntito e buccia di medio spessore dal colore giallo
citrino a maturazione; peso dei frutti non inferiore a 100 g; flavedo
ricco di olio essenziale; aroma a profumo forte; succo
abbondante (con resa non inferiore al 25%) e con elevata acidita’
(non inferiore a 3,5 g/100 ml), di colore giallo paglierino; basso
numero di semi.
4.3. Zona geografica: comprende, per intero, il
territorio del comune di Atrani in provincia di Salerno e,
parzialmente, il territorio dei seguenti comuni siti nella stessa
provincia: Amalfi, Cetara, Conca dei Marini, Furore, Maiori, Minori,
Positano, Praiano, Ravello, Scala, Tramonti, Vietri sul Mare. La
zona delimitata e’ internazionalmente conosciuta come Costiera
amalfitana o Costa d’Amalfi.
La perimetrazione della zona
geografica interessata e’ riportata in allegato al disciplinare di
produzione, sia su base cartografica che su relazione
descrittiva.
4.4. Prova dell’origine: in Costiera amalfitana la
presenza delle piante di limoni e’ ampiamente documentata, nei
secoli scorsi, sin dagli inizi dell’XI secolo, soprattutto a seguito
della scoperta della sua efficacia nel combattere lo scorbuto,
malattia causata, come e’ noto, dalla carenza di vitamina C
nell’organismo. Proprio per tale motivo, anche alla luce degli studi
della famosa Scuola medica salernitana, la Repubblica di Amalfi
dispose che a bordo delle navi vi fossero sempre provviste di
tali frutti. Cio’ servi’ anche ad incentivare l’impianto dei
limoneti nella zona (XII-XIV secolo) che sin da tale periodo
storico andarono ad occupare spazi sempre piu’ vasti del litorale e
delle colline limitrofe.
Notizie di tale diffusione sono
riscontrabili anche su numerosi documenti dell’epoca medioevale.
Camera, storico dell’ottocento, fa risalire le prime coltivazioni
di limone ed arance nell’area amalfitana almeno al 1112, come
risulta da una pergamena di tale anno da lui scoperta. Documenti
autentici dal 1600 parlano di una larga diffusione dei “giardini di
Limoni (horti)” lungo tutta la costa, mentre il Ferrari, nel
1646, descrive per la prima volta i limon amalphitanus che
corrisponde quasi in pieno all’odierno Sfusato amalfitano. Sin
da tale epoca si parla inoltre di un diffuso mercato dei limoni nella
zona, con incremento progressivo delle quantita’ nel 1700 e,
soprattutto, nella seconda meta’ dell’800 quando la merce veniva
quasi tutta acquistata da commercianti provenienti da altre zone
(Sorrento). Dopo tale periodo le piantagioni nuove cominciarono ad
assottigliarsi, anche in relazione alla scarsa disponibilita’ di
altri terreni, e l’opera dell’uomo fu finalizzata in particolare ai
lavori di sistemazione del terreno (a terrazze) e
all’intensificazione dei sesti di impianto.
I produttori sono
tenuti ad iscrivere i propri limoneti in un apposito elenco,
attivato, tenuto ed aggiornato dalla regione Campania. Ogni
anno, entro dieci giorni dalla fine della raccolta, i produttori
dichiarano il quantitativo prodotto. La struttura di controllo
verifica che siano soddisfatti i requisiti tecnici richiamati
dal disciplinare di produzione per l’iscrizione all’elenco e siano
soddisfatti gli adempimenti previsti a carico dei produttori con lo
scopo di identificare in modo adeguato i lotti di prodotto.
4.5.
Metodo di ottenimento: la coltivazione tradizionalmente praticata,
da secoli, prevede l’allevamento delle piante in una forma
naturalmente globosa, poste sotto tipiche impalcature di legno di
castagno, costituite da una palificazione verticale ed orizzontale,
su cui vengono stagionalmente poste apposite coperture (per esempio
“pagliarelle”), che hanno sia funzione di riparo dalle avversita’
meteoriche che di ritardo della maturazione dei frutti.
Le piantagioni sono realizzate, a causa delle pendenze del terreno,
a volte anche molto forti, su tipici terrazzamenti, inglobati
in muretti di contenimento, fortemente caratterizzanti il paesaggio
di tutta l’area costiera (gli universalmente noti “giardini di
limoni della penisola amalfitana”).
Le tecniche di coltivazione
sono quelle in uso da tempo nella zona e si avvalgono ancora di
pratiche tradizionali (es. la formazione a mano delle conche
per l’irrigazione) fortemente legate ai peculiari caratteri
orografici, edafici e ambientali propri della
zona.
Le produzioni che
si ottengono sono soprattutto distinguibili per il periodo di
raccolta; quella estiva e’ di gran lunga piu’ redditizia e
richiesta di quella invernale-primaverile per la minoreconcorrenza
dell’offerta proveniente da altre aree di produzione
(Sicilia).
Il
prodotto e’ posto in vendita in contenitori rigidi, con
capienza da un minimo di 0,5 kg ad un massimo di 15 kg. Le confezioni
sono contrassegnate dalla I.G.P. e dalla relativa etichetta.
4.6.
Legame: gia’ il nome della cultivar “Sfusato Amalfitano” sta a
testimoniare il suo forte legame con la zona geografica
interessata. Va aggiunto che tale varieta’ e’ coltivata quasi
esclusivamente in quest’area e le caratteristiche qualitative
intrinseche dei frutti sono andate differenziandosi attraverso i
secoli in relazione alle peculiarita’ dell’ambiente circostante. Ci
si riferisce, in particolare, all’aroma, al profumo, alla succosita’
e all’acidita’ del succo che hanno reso cosi’ famoso nel mondo questo
frutto. La coltivazione del limone nella costiera amalfitana ha
prevalso via via su tutte le altre, svolgendo un ruolo fondamentale
non solo per l’economia della zona ma anche per la caratterizzazione
del paesaggio (non va dimenticato il risvolto turistico che molto
poggia sul connubio “blu del mare/verde degli agrumeti”) e per la
tutela idrogeologica del territorio.
4.7. Struttura di
controllo:
nome: Istituto mediterraneo di certificazione dei processi
e dei prodotti agroalimentari (Is.Me.Cert.);
indirizzo: c/o
Assessorato agricoltura regione Campania – Centro direzionale Isola
A6 – 80143 Napoli.
4.8. Etichettatura: le indicazioni riportate in
etichetta, a caratteri chiari ed indelebili, sono:
1) la
I.G.P. Limone Costa d’Amalfi;
2) il nome dell’azienda
produttrice;
3) la quantita’ di prodotto
effettivamente contenuta nella confezione;
4) l’anno di
produzione.
Dovra’ figurare il simbolo grafico relativo
all’immagine artistica del logotipo scelto costituito da un
limone affogliato, posto …

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