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Norme di attuazione dell'Art. 14 del regolamento CE 2082/92 del Consig...

Norme di attuazione dell'Art. 14 del regolamento CE 2082/92 del Consiglio concernente le strutture di controllo dei prodotti agricoli e alimentari registrati come attestazioni di specificità comunitari.

D.M. n. 235/99
Pubblicato su G.U. n. 219 del 17 settembre
1999

regolamento recante norme di attuazione dell’Art. 14 del
regolamento CE 2082/92 del Consiglio concernente le strutture di
controllo dei prodotti agricoli e alimentari registrati come
attestazioni di specificità comunitari.

Il Ministro per le politiche
agricole,

VISTO il regolamento (CEE) n.2082/92 del Consiglio del 14
luglio 1992, relativo alle attestazioni di specificità dei prodotti
agricoli ed alimentari e, in particolare, l’art.14, concernente i
controlli;

VISTI i regolamenti della Commissione con i quali le
Comunità europee hanno provveduto alla registrazione di attestazioni
di specificità ai sensi dl regolamento (CEE) n.2082/92 del Consiglio,
in particolare il regolamento (CE) n.2527 concernente la specialità
tradizionale garantita “Mozzarella”;

VISTO il decreto legislativo
n.143 del 4 giugno 1997 concernente il conferimento alle Regioni delle
funzioni amministrative in materia di agricoltura e pesca e
riorganizzazione dell’Amministrazione centrale e
l’istituzione del Ministero per le politiche agricole;

VISTA la
legge 24 aprile 1998 n.128 recante disposizioni per
l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza
dell’Italia alle Comunità europee, legge comunitaria 1995-1997,
in particolare l’Art. 53 relativo all’attuazione
dell’art.10 del Reg. (CEE) n.2081/92 concernente i controlli e
la vigilanza sulle denominazioni protette dei prodotti agricoli e
alimentari;

CONSIDERATO che il predetto art.53 disciplina soltanto i
controlli e la vigilanza sui prodotti registrati ai sensi del Reg.
(CEE) n.2081 del 14 luglio 1992, mentre si rende necessario dare
attuazione analoga anche per le produzioni registrate ai sensi del
citato Reg. (CEE) n.2082/92;

CONSIDERATA, in particolare,
l’esigenza dopo l’emanazione del citato regolamento (CE)
2527/98 di disciplinare temporaneamente le relative strutture di
controllo, in attesa di disposizioni legislative apposite;

VISTA la
legge n.428 del 29 dicembre 1990, recante disposizioni per
l’adempimento di obblighi derivanti dalla appartenenza
dell’Italia alle Comunità europee, legge comunitaria per il 1990
e, in particolare, l’Art. 4 che prevede l’adozione, con
proprio decreto, da parte del Ministro dell’agricoltura e delle
foreste, nell’ambito di sua competenza, di provvedimenti
amministrativi direttamente conseguenti alle disposizioni dei
regolamenti e delle decisioni emanati dalla Comunità economica europea
in materia di politica comune agricola e forestale, al fine di
assicurarne l’applicazione nel territorio
nazionale;

CONSIDERATO che per valutare le strutture di controllo, ai
fini della relativa autorizzazione, appare opportuno avvalersi del
gruppo tecnico di valutazione previsto dal decreto ministeriale del 25
maggio 1998, pubblicato nella G.U. n. 178 del 1 agosto 1998 per le
denominazioni protette ai sensi del regolamento (CEE)
n.2081/92;

CONSIDERATO altresì che i prodotti registrati come
attestazioni di specificità interessano l’intero territorio
comunitario;

RITENUTO di dover dare attuazione temporanea
all’articolo 14 del citato regolamento (CEE) n.2082/92, al fine
di assicurare l’immediata applicazione delle disposizioni
relative alle attestazioni di specificità nel territorio
nazionale;

VISTO l’Art. 17 , commi 3 e 4 , della legge 23 agosto 1998
n. 400;

ACQUISITO il parere della Conferenza permanente per i
rapporti fra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e
Bolzano, reso nella seduta del 27 maggio 1999,

VISTO il parere del
Consiglio di Stato adottato dalla sezione consultiva per gli atti
normativi nell’adunanza del 26 luglio 1999

VISTA la comunicazione
alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, a norma dell’Art. 17 della
legge 23 agosto 1988, n. 400, effettuata con nota n. 7634 del 3 agosto
1999;

ADOTTA

il seguente regolamento:

Art.1

1. Al fine di dare
immediata attuazione all’art.14 del regolamento (CEE) n.2082/92
del Consiglio del 14 luglio 1992, fino alla data di entrata in vigore
della disciplina generale relativa all’applicazione di disposizioni
comunitarie per l’anno 1999, l’attività di controllo sui
prodotti agricoli e alimentari registrati come attestazioni di
specificità ai sensi del predetto regolamento è svolta da Autorità di
controllo pubbliche designate e da organismi privati autorizzati con
decreto del Ministero per le politiche agricole, sentite le regioni e
le provincie autonome di Trento e Bolzano nell’ambito del gruppo
tecnico di valutazione istituito con decreto ministeriale del 25
maggio 1998, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n.178 del 1 agosto
1998.
2. L’attività di controllo di cui al comma1 comprende sia
l’attività di verifica di conformità svolta da organismi pubblici o
privati autorizzati sia l’attività di vigilanza dal Ministero per le
politiche agricole e dalle regioni e provincie autonome di Trento e
Bolzano.
3. Le autorizzazioni di cui al comma 1 agli organismi di
controllo privati sono rilasciate previa valutazione dei requisiti
relativi a:
a) conformità alle norme EN 45011;
b) disponibilità di
personale qualificato e di mezzi per lo svolgimento
dell’attività di controllo;
c) adeguatezza delle relative
procedure.
4. Nel caso in cui gli organismi privati si avvalgano, per
taluni controlli, di un organismo terzo quest’ultimo deve
soddisfare i requisiti di cui alle lettere a), b) e c) del comma 3.

5. La designazione delle Autorità pubbliche avviene a seguito di
valutazione della disponibilità di personale qualificato e di mezzi
per lo svolgimento dell’attività di controllo e
dell’adeguatezza delle relative procedure.
6. La valutazione dei
requisiti di cui ai commi 3 e 5 è effettuata dal predetto Gruppo
tecnico di valutazione, tenuto anche conto dei criteri utilizzati
dalle strutture di controllo, private o pubbliche, per stabilire
l’entità degli oneri a carico dei produttori.
7. Le
autorizzazioni possono essere sospese o revocate in caso di:
a.
perdita dei requisiti di cui ai commi 3 e 5, sia da parte degli
organismi privati autorizzati o delle autorità pubbliche designate,
sia da parte di organismi terzi dei quali essi si siano eventualmente
avvalsi;
b. violazione della normativa comunitaria in materia.
8. Gli
organismi privati che intendano proporsi per il controllo di ogni
singola attestazione di specificità ai sensi del regolamento (CE)
n.2082/92 devono presentare apposita richiesta al Ministero per le
politiche agricole. Tale richiesta deve essere corredata da
documentazione idonea a comprovare la sussistenza dei requisiti di cui
al comma 3, in base alle indicazioni riportate all’allegato A
del decreto ministeriale del 29 maggio 1998 pubblicato sulla Gazzetta
ufficiale n.162 del 14 luglio 1998, relativamente alle caratteristiche
degli organismi stessi e alle modalità di attuazione del disciplinare
di produzione.

Art. 2

1. E’ istituito, presso il Ministero per
le politiche agricole, l’elenco degli organismi privati autorizzati al
controllo delle attestazioni di specificità dei prodotti agricoli e
alimentari.
2. L’elenco di cui al comma precedente è articolato
in sezioni distinte per ogni singola attestazione di
specificità.

Art.3

1. I produttori, singoli o associati, interessati
all’utilizzo di attestazione di specificità devono individuare,
nella corrispondente sezione dell’elenco previsto
all’articolo 2, l’organismo privato di controllo dandone
comunicazione alla regione o alle regioni, competenti per il
territorio nel quale si effettua la produzione.
2. Gli stessi
produttori hanno l’onere di comunicare l’inizio della loro
attività alla regione o alle regioni e provincie autonome di Trento e
Bolzano, competenti territorialmente e all’organismo privato di
cui al comma 1, che dovrà garantire, ai sensi dell’articolo 15
del regolamento (CE) n.2082/92, la conformità del prodotto ai
prescritti requisiti prima della immissione in commercio.
3. Nel caso
in cui non venga effettuata la scelta di cui al comma 1, per la
accertata individuazione di un idoneo organismo privato autorizzato,
le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, nelle cui aree
geografiche ricadono le attività produttive interessate, indicano le
autorità pubbliche da designare che, ai sensi dell’articolo 14,
paragrafi 2 e 3 del regolamento (CEE) n.2082/92, possono avvalersi di
organismi terzi i quali, se di natura privata, debbono rispondere ai
requisiti indicati nell’articolo 1 e debbono essere iscritti
nell’apposito elenco.
4. La vigilanza sugli organismi di
controllo privati autorizzati e su quelli pubblici è esercitata dal
Ministero per le politiche agricole e dalle Regioni per le attività
produttive svolte nel territorio di propria competenza.

Art. 4

Il
presente decreto entrerà in vigore il giorno successivo alla data di
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana

Il
presente decreto, munito del sigillo dello Stato sarà inserito nella
Raccolta Ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana . E’
fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.

Roma, 6 agosto 1999

IL MINISTRO: DE CASTRO

IL
GUARDASIGILLI: DILIBERTO

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