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Attuazione della direttiva 97/78/CE e 97/79/CE in materia di organizzazione dei controlli veterinari sui prodotti provenienti da Paesi terzi.

D.Lvo n°80 del 25 febbraio 2000
Pubblicato sulla G.U. n. 82 del 7
aprile 2000
Oggetto:
“Attuazione della direttiva 97/78/CE e
97/79/CE in materia di organizzazione dei controlli veterinari sui
prodotti provenienti da Paesi terzi”

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IL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della
Costituzione;

Vista la legge 5 febbraio 1999, n. 25;

Vista la
direttiva 97/78/CE del Consiglio, del 18 dicembre 1997, che fissa i
principi relativi all’organizzazione dei controlli veterinari per i
prodotti che provengono dai Paesi terzi e che sono introdotti nella
Comunita’;

Vista la direttiva 97/79/CE del Consiglio, del 18 dicembre
1997, che modifica le direttive 71/118/CEE, 72/462/CEE, 85/73/CEE,
91/67/CEE, 91/492/CEE, 91/493/CE, 92/45/CEE e 92/118/CEE per quanto
riguarda l’organizzazione dei controlli veterinari per i prodotti che
provengono dai Paesi terzi e che sono introdotti nella
Comunita’;

Visto il decreto legislativo 3 marzo 1993, n. 93; Visto il
decreto legislativo 19 novembre 1998, n. 432;

Vista la decisione
della Commissione europea 93/13/CEE, del 22 dicembre 1992, che fissa
le modalita’ dei controlli veterinari da effettuare ai posti di
ispezione frontalieri della Comunita’ all’atto dell’introduzione dei
prodotti provenienti da Paesi terzi, e successive modifiche;

Vista la
decisione 92/438/CEE del Consiglio, del 13 luglio 1992, relativa
all’informatizzazione delle procedure veterinarie per l’importazione
(progetto Shift) e recante modifica delle direttive 90/675/CEE,
91/496/CEE e 91/628/CEE e della decisione 90/424/CEE, nonche’
abrogazione della decisione 88/192/CEE;

Sentita la Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano;

Vista la deliberazione del Consiglio
dei Ministri, adottata nella riunione del 25 febbraio 2000;

Sulla
proposta del Ministro per le politiche comunitarie e del Ministro
della sanita’, di concerto con i Ministri degli affari esteri, della
giustizia, del tesoro, del bilancio e della programmazione economica,
delle finanze e per gli affari regionali;

Emana
il seguente decreto
legislativo:

Art. 1.
Campo di applicazione

1. Il presente decreto
disciplina i controlli veterinari sui prodotti provenienti da Paesi
terzi e che sono introdotti in uno dei territori di cui all’allegato
I.

Art. 2.
Definizioni

1. Ai fini del presente decreto, oltre alle
definizioni di cui agli allegati al decreto legislativo 30 gennaio
1993, n. 28, e successive modifiche, si intende per:
a) prodotti: i
prodotti di origine animale di cui agli allegati al decreto
legislativo 30 gennaio 1993, n. 28, e successive modifiche, inclusi i
sottoprodotti di origine animale non compresi nell’allegato II del
trattato, nonche’ i prodotti vegetali di cui all’articolo 27, comma 1,
lettera b);
b) controllo documentale: la verifica dei certificati o
documenti veterinari o di altri documenti di accompagnamento della
partita;
c) controllo d’identita’: la verifica, mediante ispezione
visiva, della concordanza tra i certificati o documenti veterinari o
altri documenti previsti dalla legislazione veterinaria e il
prodotto;
d) controllo materiale: il controllo del prodotto stesso che
comprende, eventualmente, verifiche dell’imballaggio e della
temperatura nonche’ prelievi di campioni e prove di laboratorio;
e)
interessato al carico: qualsiasi persona fisica o giuridica che, in
conformita’ delle disposizioni del regolamento (CEE) n. 2913/92 del
Consiglio, del 12 ottobre 1992, ha la responsabilita’ dello
svolgimento delle varie fasi, nelle quali la partita puo’ trovarsi,
previste dal citato regolamento nonche’ il rappresentante di cui
all’articolo 5 dello stesso regolamento, che assume tale
responsabilita’ per quanto riguarda il seguito riservato ai controlli
previsti dal presente decreto;
f) partita: una quantita’ di prodotti
della stessa natura, oggetto degli stessi certificati o documenti
veterinari o altri documenti previsti dalla legislazione veterinaria,
trasportata con lo stesso mezzo di trasporto e proveniente dallo
stesso Paese terzo o dalla stessa parte di esso;
g) posto d’ispezione
frontaliero: l’ufficio veterinario periferico del Ministero della
sanita’ riconosciuto dalla Comunita’ europea per l’esecuzione dei
controlli veterinari sui prodotti di cui alla lettera a) provenienti
da Paesi terzi;
h) importazione: la messa in libera pratica dei
prodotti nonche’ l’intenzione di messa in libera pratica dei prodotti
ai sensi dell’articolo 79 del regolamento (CEE) n. 2913/92;
i)
destinazione doganale: la destinazione doganale di cui all’articolo 4,
punto 15, del regolamento (CEE) n. 2913/92;
l) condizioni previste per
l’importazione: le prescrizioni veterinarie stabilite dalla normativa
comunitaria per i prodotti da importare o, in assenza di tali norme,
dalla normativa nazionale;
m) veterinario ufficiale: il veterinario in
servizio presso il posto d’ispezione frontaliero;
n) autorita’
competente: il Ministero della sanita’.

Art. 3.
Adempimenti
preliminari

1. Le partite di prodotti provenienti da un Paese terzo
possono essere introdotte nei territori di cui all’allegato I solo
attraverso i posti d’ispezione frontalieri per essere sottoposte a
controllo veterinario.

2. Per i fini di cui al comma 1, l’interessato
al carico deve fornire anticipatamente, al posto d’ispezione
frontaliero presso il quale i prodotti saranno presentati le
necessarie informazioni, alternativamente, mediante:
a) compilazione,
nelle parti a lui riservate, e consegna del certificato di cui
all’articolo 5, comma 1;
b) descrizione dettagliata della partita,
anche per i prodotti di cui all’articolo 9 e di cui all’articolo 27,
comma 1, lettera b), da fornire per iscritto o attraverso supporto
informatico.

3. Chiunque, su richiesta del veterinario ufficiale e’
tenuto ad esibire i manifesti di bordo delle navi e degli aerei anche
al fine della verifica della concordanza con le dichiarazioni e i
documenti di cui al comma 2.

4. Le autorita’ doganali nella cui
competenza territoriale ricade geograficamente il posto d’ispezione
frontaliero ammettono la destinazione doganale delle partite in
conformita’ alle prescrizioni figuranti nel certificato di cui
all’articolo 5, comma 1.

Art. 4.
Controlli del veterinario
ufficiale

1. Ciascuna partita deve essere sottoposta, presso il posto
d’ispezione frontaliero, a controlli veterinari dei quali e’
responsabile il veterinario ufficiale.

2. Il veterinario
ufficiale:
a) sulla base delle informazioni ricevute ai sensi
dell’articolo 3, comma 2, consulta:
1) per ciascuna partita, quelle
informatizzate ai sensi dell’allegato I della decisione 92/438/CEE;
2)
per le partite destinate ad essere importate in uno dei territori di
cui all’allegato I, se necessario, oltre alla banca dati di cui al
numero 1), la banca dati istituita in applicazione dell’allegato II
della decisione 92/438/CEE;
b) provvede alle operazioni necessarie
alla gestione delle banche dati previste dalla decisione
92/438/CEE.

3. Indipendentemente dalla destinazione doganale, il
posto d’ispezione frontaliero sottopone ciascuna partita a controllo
documentale allo scopo di accertare:
a) se le informazioni contenute
nei certificati o documenti veterinari di cui all’articolo 7, comma 1,
lettera a), corrispondono a quelle preventivamente comunicate ai sensi
dell’articolo 3, comma 2;
b) nel caso di importazione, se le
informazioni contenute nei certificati o documenti veterinari o negli
altri documenti danno le necessarie garanzie sanitarie.

4. Ad
eccezione delle ipotesi di cui agli articoli da 9 a 15, il veterinario
ufficiale esegue;
a) il controllo d’identita’ di ciascuna partita al
fine di accertare che i prodotti siano conformi ai dati che figurano
nei relativi certificati o documenti di accompagnamento. Tranne che
per i prodotti sfusi di cui al decreto legislativo 13 dicembre 1996,
n. 674, il controllo d’identita’ comprende:
1) nel caso di prodotti di
origine animale in container, la verifica dell’integrita’ dei sigilli
apposti dal veterinario ufficiale o altra autorita’ competente, nel
caso in cui l’apposizione sia richiesta dalla normativa comunitaria e
della corrispondenza delle menzioni riportate a quelle figuranti sul
documento o sul certificato di accompagnamento;
2) negli altri
casi:
a) per tutti i tipi di prodotti, il controllo della presenza e
della conformita’ delle stampigliature, dei marchi ufficiali o dei
marchi di salubrita’ che identificano il Paese e lo stabilimento
d’origine con quelli del certificato o del documento;
b) per i
prodotti imballati o confezionati, oltre a quanto previsto alla
lettera a), il controllo dell’etichettatura specifica prevista dalla
legislazione veterinaria;

b) il controllo materiale di ciascuna
partita, effettuato conformemente ai criteri di cui all’allegato III,
al fine di:
1) verificare che i prodotti siano conformi ai requisiti
previsti dalla normativa comunitaria specifica o, in sua assenza, da
quella nazionale, e siano in condizioni idonee ad essere usati per gli
scopi specificati nel certificato o documento di accompagnamento;
2)
procedere, secondo le frequenze stabilite in sede comunitaria:
a) alle
analisi di laboratorio da effettuarsi sul posto;
b) ai prescritti
prelievi dei campioni ufficiali da far analizzare al piu’ presto.

Art. 5.
Certificazione attestante il controllo

1. Ultimati i
controlli, il veterinario ufficiale rilascia un certificato conforme
al modello di cui all’allegato B alla decisione 93/13/CEE, e
successive modifiche, che ne attesta i risultati;

2. Il certificato
di cui al comma 1 deve accompagnare la partita:
a) finche’ essa rimane
sotto sorveglianza doganale; in tal caso, il certificato deve fare
riferimento al documento doganale;
b) in caso di importazione, fino al
primo stabiliment…

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