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Collaborazione tra ICRF e Consorzi tutela DOP e IGP....

Collaborazione tra ICRF e Consorzi tutela DOP e IGP.

Decreto Ministeriale del 12 aprile 2000
Oggetto:
Collaborazione tra
ICRF e Consorzi tutela DOP e IGP

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ISPETTORATO
CENTRALE REPRESSIONE FRODI

Divisione III

VISTA la legge 24 aprile
1998, n. 128, contenente le disposizioni per l’adempimento di
obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle
Comunità europee – legge comunitaria 1995-97.

VISTA la legge 21
dicembre 1999, n. 526, contenente le disposizioni per
l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza
dell’Italia alle Comunità europee – legge comunitaria
1999;

VISTO l’articolo 53 della legge 24 aprile 1998, n. 128,
come sostituito dall’articolo 14 della legge 21 dicembre 1999,
n. 526, che nel prevedere la collaborazione dei Consorzi di tutela
nella vigilanza, tutela e salvaguardia della DOP, della IGP o
dell’attestazione di specificità da abusi, atti di concorrenza
sleale e contraffazioni, nonché uso improprio delle denominazioni
tutelate, statuisce che le suddette funzioni debbano essere espletate
secondo le direttive impartite dal Ministero delle politiche agricole
e forestali;

VISTI i decreti 12 aprile 2000 emanati dal Ministro
delle politiche agricole e forestali in attuazione del disposto
dell’articolo 14, comma 17, della citata legge n. 526/99,
relativamente ai requisiti di rappresentatività dei Consorzi di tutela
delle DOP e delle IGP e ai criteri di rappresentanza negli organi
sociali dei medesimi Consorzi;

D E C R E T A

Articolo 1
I Consorzi
di tutela della DOP e IGP, riconosciuti con decreto del Ministero
delle politiche agricole e forestali o già autorizzati dal Ministero
dell’industria del commercio e dell’artigianato,
collaborano con l’Ispettorato centrale repressione frodi del
predetto Ministero nell’attività di vigilanza, tutela e
salvaguardia delle DOP e IGP.

Le attività di cui al comma 1
consistono:

nella verifica che le produzioni tutelate per le quali
sia completata l’attività di certificazione da parte
dell’organismo di controllo autorizzato rispondano ai requisiti
previsti dai disciplinari; nel caso in cui non sussistano tali
requisiti, l’attività ispettiva può essere estesa anche alle
fasi di produzione della materia prima, trasformazione e
confezionamento;

nella vigilanza sui prodotti similari che, con false
indicazioni sull’origine, la specie, la natura e le qualità
specifiche dei prodotti medesimi, possano ingenerare confusione nei
consumatori e recare danno alle produzioni DOP e IGP nazionali;

nella
verifica della rispondenza tra la quantità dei prodotti tutelati
sottoposti al controllo delle autorità pubbliche e degli organismi
privati, all’uopo incaricati e quella immessa sul mercato.

Per
i prodotti di cui al comma 2, lettera b), si intendono i prodotti
commercializzati sia sul territorio nazionale che
all’estero.

Gli agenti vigilatori dei Consorzi di tutela della
DOP e IGP in nessun modo possono effettuare attività di verifica sugli
organismi di controllo, né possono svolgere attività di autocontrollo
sulle produzioni.

Articolo 2
Per l’espletamento delle attività
di cui all’articolo 1, è costituito per ogni produzione DOP e
IGP un nucleo di vigilanza.

Il nucleo di vigilanza, istituito con
decreto dell’Ispettore generale capo, è coordinato dal Direttore
dell’ufficio periferico dell’Ispettorato centrale
repressione frodi, territorialmente competente per ogni singola DOP o
IGP ed è composto da un funzionario dell’ufficio periferico
stesso e da un rappresentante dei Consorzi di tutela riconosciuti per
le singole produzioni.

Nell’ipotesi in cui l’area di
produzione della DOP o IGP ricada su un territorio di competenza di
più uffici periferici dell’Ispettorato centrale repressione
frodi, il coordinamento del nucleo di vigilanza sarà attribuita
dall’Ispettore generale capo al direttore dell’ufficio
periferico maggiormente rappresentativo nell’area di produzione
della DOP o IGP.

I nuclei di vigilanza di cui al comma 1 elaborano,
annualmente il programma di attività sulle singole DOP o IGP.

Il
programma di attività di cui al comma 4, è trasmesso
all’Ispettorato centrale repressione frodi ed alla Direzione
Generale delle politiche agricole ed agroindustriali nazionali.

I
nuclei di vigilanza si avvalgono per la programmazione delle attività
di cui al comma 4 di un sistema informativo che consenta lo scambio
tra il Ministero delle politiche agricole e forestali e i Consorzi di
tutela delle DOP e IGP, di informazioni utili all’individuazione
dei produttori e della consistenza delle produzioni.

Gli agenti
vigilatori dei Consorzi sono tenuti ad informare il competente ufficio
periferico dell’Ispettorato centrale repressione frodi sulle
operazioni non pianificate, che potranno essere rivolte solo alla fase
della commercializzazione onde evitare duplicazioni nella medesima
attività.

I Consorzi informano il direttore dell’ufficio
periferico dell’Ispettorato centrale repressione frodi
competente per territorio di segnalazioni ricevute su eventuali
attività in violazione dell’articolo 14, comma 15, lettera d),
della legge 526/99. Il direttore dell’ufficio periferico
competente organizza, anche avvalendosi degli agenti vigilatori, la
conseguente attività di vigilanza dei Consorzi.

Articolo
3
L’attività di cui all’articolo 1, coordinata dagli
uffici periferici dell’Ispettorato centrale repressione frodi, è
espletata in autonomia dai Consorzi di tutela riconosciuti.

Le
attività di cui al comma 1, possono essere svolte unicamente dagli
agenti vigilatori dei Consorzi di tutela delle DOP e IGP che rivestono
la qualifica di agente di pubblica sicurezza, attribuita nei modi e
nelle forme di legge, secondo quanto previsto dall’articolo 81
del Regio decreto-legge 20 agosto 1909, n. 666.

In relazione
all’entità della produzione certificata a DOP o IGP, il
Ministero delle politiche agricole e forestali – Direzione Generale
delle politiche agricole ed agroindustriali nazionali, consente il
riconoscimento della qualifica di vigilatore fino ad un massimo di 10
soggetti per ciascun consorzio.

Gli agenti vigilatori possono
ottenere il riconoscimento della qualifica di cui al comma 2, anche su
più produzioni a DOP e IGP.

Articolo 4
I campioni eventualmente
prelevati dai nuclei di cui all’articolo 2, comma 1, vengono
analizzati da laboratori individuati dall’Ispettorato centrale
repressione frodi.

Il costo delle analisi dei campioni eventualmente
prelevati dai Consorzi di tutela delle DOP e delle IGP, graverà sui
bilanci dei medesimi.

Il presente decreto è inviato all’organo
di controllo per gli adempimenti di competenza e sarà pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Roma, 12 aprile
2000

L’Ispettore Generale Capo:
Giuseppe Ambrosio

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