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Istanza di registrazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche protette ai sensi dell’art.5 del Reg. (CEE) n.2081/92 ed individuazione delle relative procedure amministrative.

Roma, 28 giugno 2000
CIRCOLARE N. 4
Agli Assessorati Agricoltura
e
Foreste delle Regioni e delle
Divisione ex VI Province Autonome
di
Prot.n. 62339 Trento e Bolzano
LORO SEDI
Oggetto: istanza di
registrazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni
geografiche
protette ai sensi dell’art.5 del Reg. (CEE)
n.2081/92 ed individuazione delle relative
procedure
amministrative.
./.
Il regolamento (CEE) n.2081/92 del
Consiglio del 14 luglio 1992 relativo alla
protezione delle
indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine dei prodotti
agricoli ed
alimentari, esaurita la prima fase di attuazione che
prevedeva, ai sensi dell’art.17, una procedura
transitoria di
registrazione semplificata per i prodotti la cui designazione
geografica fosse già
oggetto di protezione giuridica o, comunque
sancita dall’uso, trova ormai applicazione con le
modalità
procedurali dallo stesso fissate.
Nelle more dell’emanazione di
una apposita normativa che disciplini a livello
nazionale l’iter
procedurale di cui all’art.5, paragrafo 5 del regolamento, si
rende necessario
individuare procedure che garantiscano la trasparenza
dell’azione amministrativa e forniscano
indicazioni chiare ed
omogenee ai produttori e/o trasformatori interessati alla
registrazione delle
denominazioni.
A) Soggetti Legittimati
Soggetti
legittimati a presentare domanda di riconoscimento per una DOP o IGP
ai sensi del Reg.
(CEE) 2081/92 sono le associazioni.
Per associazione
si intende un insieme di produttori e/o trasformatori che
effettivamente producono
o trasformano il prodotto agricolo o
alimentare per il quale si chiede il riconoscimento della DOP
o
IGP.
Tale “riserva” è espressamente prevista
dall’art.5, paragrafo 1 del regolamento che, trasponendo
in
norme i principi contenuti nei “considerando” del
regolamento, ha inteso assicurare ai produttori
e/o trasformatori e
solo ad essi, in quanto associati, un maggior peso nella
commercializzazione dei
loro prodotti ed una maggiore forza nella
tutela dei diritti che deriveranno loro dalla registrazione
della
denominazione.
Non è richiesta dal regolamento una particolare forma
giuridica per l’associazione.ഊ2
E’ necessario
comunque che la stessa:
a) sia costituita con atto pubblico;
b) abbia
tra gli scopi sociali la registrazione del prodotto per il quale
presenta la domanda;
c) sia espressione dei produttori e/o
trasformatori ricadenti nel territorio delimitato dal disciplinare
di
cui alla previsione dell’art.4 del
regolamento.
All’associazione sono equiparati anche Comitati
promotori o organizzazioni, aventi i requisiti sopra
descritti, idonei
a rappresentare gli interessi economici dei produttori e/o
trasformatori che ne
facciano parte.
Ulteriore requisito richiesto al
soggetto legittimato, anche ai fini dell’esercizio del
diritto
attribuitogli dall’art. 14, comma 8, lettera a) della
legge 21 dicembre 1999, n. 526, è quello della
stabilità, intesa come
esercizio della legittimazione attiva a sostenere le attività connesse
alle
procedure di registrazione e passiva in quanto soggetto
qualificato a resistere a eventuali
opposizioni. A tal fine è
necessaria la previsione statutaria dello scioglimento non prima
del
raggiungimento dello scopo per il quale è sorta, ovvero per
l’impossibilità di raggiungerlo.
B) Documentazione da
presentare
Il soggetto legittimato, come sopra definito, dovrà
presentare al Ministero delle politiche agricole e
forestali –
Direzione generale delle politiche agricole ed agroindustriali
nazionali – Ufficio qualità e
tutela delle denominazioni di
origine, delle indicazioni geografiche ed attestazioni di specificità
e
della politica della qualità – Via XX Settembre n.20 –
00187 Roma, la sottoelencata
documentazione:
1) istanza, in regola con
le norme sul bollo di cui al D.P.R. 26 ottobre 1972 n.642
“disciplina
dell’imposta di bollo” e successive
modifiche, firmata dal legale rappresentante e corredata
dalla
relativa delibera assembleare (o documento equipollente), per ogni
prodotto per il quale si
chiede il riconoscimento in ambito
comunitario;
2) atto costitutivo e statuto;
3) disciplinare di
produzione;
4) relazione tecnica;
5) relazione storica;ഊ3
6)
cartografia: è necessario che la stessa sia di dimensioni tali da
consentire l’individuazione
precisa della zona di produzione e
dei suoi confini. E’ necessario inoltre allegare una
cartina
dell’Italia, sulla quale dovrà essere individuata la
zona di produzione e/o trasformazione, in
modo tale da consentire ai
rappresentanti degli altri Paesi comunitari di avere cognizione
della
localizzazione della zona di produzione rispetto al territorio
del nostro Paese.
Fatte salve le procedure adottate da ciascuna
Regione o Provincia autonoma nel cui ambito
territoriale ricade la
zona di produzione, questa Amministrazione acquisirà il parere,
qualora non sia
stato già trasmesso dall’Associazione
richiedente, della Regione o della Provincia autonoma sulla
richiesta
di riconoscimento . Tale parere dovrà contenere elementi di
valutazione idonei a definire il
contesto socio-economico e produttivo
nel quale si collocano il soggetto richiedente ed il prodotto
del
quale si chiede la registrazione.
C) Modalità di compilazione del
disciplinare di produzione
Il disciplinare di produzione deve
contenere tutti gli elementi di cui all’art.4 paragrafo 2
del
regolamento, secondo l’ordine indicato nello stesso articolo
(allegato alla presente circolare). In
particolare gli elementi di cui
alle lettere d) ed f) del predetto paragrafo 2 dovranno essere
contenuti
nel disciplinare in maniera sintetica, mentre andranno
riportati in maniera ampia e dettagliata nella
relazione storica e
nella relazione tecnica. Quest’ultima dovrà inoltre contenere in
maniera più
dettagliata rispetto al disciplinare gli elementi di cui
alle lettere b) ed e) del già citato paragrafo 2.
Il predetto
disciplinare dovrà contenere elementi idonei all’identificazione
del prodotto del quale si
chiede la protezione anche mediante la
definizione di un logo costituito da un segno grafico e/o da
una
dicitura, dei quali dovranno esser fornite le specifiche di stampa
(dimensioni e tipo dei caratteri,
indici colorimetrici, ecc.).
Il
contrassegno proposto dovrà possedere i requisiti della originalità,
della capacità distintiva e della
conformità all’ordine pubblico
e al buon costume.
L’utilizzazione di un marchio già registrato
potrà essere consentita, se ritenuto idoneo, a
condizione
dell’esplicita rinuncia a titolo gratuito del suo
titolare, a far data dal riconoscimento della
denominazione di origine
o della indicazione geografica interessata.ഊ4
D)
Procedura
Ricevuta la domanda di registrazione con la relativa
documentazione, l’Amministrazione accerta
prioritariamente,
entro 30 giorni, la legittimazione del soggetto richiedente. Ove il
soggetto
richiedente non risulti legittimato a presentare istanza, la
domanda viene respinta.
Nel caso in cui sia accertata tale
legittimazione, l’Amministrazione ne dà comunicazione nei
termini
sopra indicati, notificando altresì l’inizio del
relativo procedimento ed il nominativo del funzionario
responsabile
dello stesso ai sensi della legge 241/90.
L’Amministrazione
verifica che la domanda sia giustificata, che la documentazione sia
completa,
che siano soddisfatti i requisiti e le condizioni previste
dal Regolamento (CEE) 2081/92, che la
disciplina tecnica sia
adeguata.
Le osservazioni e gli eventuali rilievi
dell’Amministrazione sono comunicati al soggetto
richiedente ed
alla Regione o Provincia autonoma territorialmente competente.
La
mancata rimozione delle cause sulle quali si fondano i rilievi di cui
sopra, costituisce elemento
ostativo al proseguimento
dell’istruttoria e determina la chiusura del
procedimento.
L’Amministrazione, ultimata la verifica di cui
sopra con esito positivo, ne dà comunicazione al
soggetto presentatore
dell’istanza ed alla Regione o Provincia autonoma
territorialmente
competente, trasmettendo il disciplinare tecnico di
produzione nella stesura finale.
Successivamente
l’Amministrazione chiede al soggetto presentatore
dell’istanza, alla/e Regioni e/o
Province autonome, alla/e
Province, alla/e Camere di Commercio territorialmente competenti,
di
concordare il luogo e la sede per una riunione di pubblico
accertamento.
Quindi l’Amministrazione comunica agli stessi
soggetti la data e l’ora in cui avrà luogo la predetta
riunione
e invita gli stessi a darne comunicazione ai Comuni, alle
organizzazioni professionali e di
categoria ed ai produttori ed agli
operatori economici interessati, assicurando la massima
divulgazione
dell’evento anche mediante la diramazione di avvisi,
l’affissione di manifesti o altri
mezzi
equivalenti.ഊ5
Scopo della riunione di pubblico accertamento è
quello di permettere al Ministero, in quanto
soggetto attributario
della funzione di notifica alla Commissione Europea della domanda
di
registrazione delle DOP o IGP , di verificare la rispondenza della
disciplina proposta agli usi leali e
costanti previsti dal Reg. (CEE)
n.2081/92.
Alla predetta riunione, aperta a tutti i soggetti
economicamente interessati dei quali deve essere
registrata la
presenza e per i quali deve essere disponibile copia del disciplinare
oggetto della
discussione, partecipano, in rappresentanza del
Ministero, almeno due funzionari con il compito di
accertarne la
regolare convocazione, di coordinare i lavori, di acquisire eventuali
osservazioni ed al
fine di riferire all’Amministrazione.
Quest’ultima sulla base degli elementi acquisiti dai
funzionari
ministerial…

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