Architetto.info - Architetto.info | Architetto.info

Approvazione linee di indirizzo dell'attività promozionale per il 200...

Approvazione linee di indirizzo dell'attività promozionale per il 2001.

Decreto 28 giugno 2000
Approvazione linee di indirizzo dell’attività
promozionale per il 2001
IL MINISTRO DEL COMMERCIO CON L’ESTERO
Visto
il decreto legislativo 12 gennaio 1946, n. 12, concernente le
“attribuzioni del Ministero del commercio con l’estero”;
Vista la
legge 16 marzo 1976, n. 71, recante: “Modifica delle procedure
amministrative e contabili in materia di attività promozionale delle
esportazioni italiane”;
Vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20,
recante: “Disposizioni in materia di giurisdizione e controllo della
Corte dei conti”;
Vista la legge 25 marzo 1997, n. 68, recante:
“Riforma dell’Istituto nazionale per il commercio estero” ed, in
particolare, il suo art. 7;
Visto il decreto ministeriale 11 novembre
1997, n. 474 – modificato con decreto ministeriale 3 marzo 2000, n. 88
-, concernente:
“Regolamento recante approvazione dello statuto
dell’Istituto nazionale per il commercio estero”;
Stante l’esigenza di
emanare – sentito il Comitato consultivo I.C.E. – le linee di
indirizzo dell’attività promozionale per il 2001;
Decreta:
Articolo
1
Sono approvate le linee di indirizzo dell’attività promozionale per
il 2001, riportate in allegato.
Dette linee di indirizzo sono
trasmesse all’I.C.E., ai sensi dell’art. 7, comma 1, della legge 25
marzo 1997, n. 68 [1], perché sulla loro base l’Istituto elabori il
piano delle attività promozionali da sottoporre all’approvazione della
competente Direzione generale del Ministero, in conformità a
quanto
stabilito dal decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80 [2].
Esse
costituiscono, inoltre, atto di indirizzo e di orientamento
dell’attività promozionale svolta all’estero dagli enti
pubblici.
Articolo 2
Il presente decreto verrà inviato alla Corte dei
conti per la registrazione e sarà pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale.
Roma, 28 giugno 2000
Il Ministro: Letta
Registrato alla
Corte dei conti il 27 luglio 2000
Registro n. 1 Commercio con
l’estero, foglio n. 109
Allegato
LINEE DI INDIRIZZO DELL’ATTIVITA’
PROMOZIONALE PER L’ANNO 2001
1. Premessa.ഊIl presente documento
intende orientare l’attività pubblica e privata rivolta ad ampliare il
grado di
internazionalizzazione del sistema produttivo italiano.
Le
linee di indirizzo di seguito tracciate trovano il loro fondamento su
due principi chiave che si
ritengono assi portanti della strategia
pubblica in materia:
l’esigenza di procedere secondo una visione
unitaria, che dia luogo a rapporti di “alleanza” tra i soggetti
gestori di risorse;
una maggiore consapevolezza circa la necessità non
più procrastinabile, seguendo le tendenze della “new economy”, di
ricorrere all’utilizzo delle nuove tecnologie nel realizzare gli
interventi a sostegno dell’internazionalizzazione.
I sopraindicati
principi dovranno, pertanto, trovare espressione in programmi rivolti
all’obiettivo prioritario del radicamento della presenza italiana nei
mercati esteri, sia in termini di crescita di quote che in termini di
acquisizione di nuovi mercati, tenendo particolare conto le
opportunità aperte
ai settori produttivi di tipo più innovativo.
Le
linee di indirizzo che seguono vanno collocate in una previsione
congiunturale di ripresa economica generalizzata.
2. Quadro
Internazionale.
Mentre gli ultimi due anni si sono aperti all’insegna
di altrettante crisi (il 1998 di quella del sud est asiatico e russa
iniziate nel 1997, il 1999 di quella brasiliana contrassegnata da una
svalutazione del real del 40% rispetto al dollaro), l’anno 2000 appare
per ora indenne da turbolenze e quindi le
aspettative favorevoli che
lo accompagnano si riverberano su una visione improntata anch’essa a
imprudente ottimismo per il 2001.
La prudenza è dovuta al rischio, mai
scongiurabile, di altre crisi, di cui la previsione economica può
indicare le potenziali cause ma non l’effettivo insorgere e tanto meno
i relativi tempi.
I cenni che seguono relativamente alle maggiori aree
si basano quindi su un’ottica extrapolativa del presente e del più
immediato futuro, e sulla segnalazione di taluni dei problemi
esistenti e dei rischi che, si spera, non escano dallo stato di
latenza.
Stati Uniti: l’espansione dell’economia che già nello scorso
mese di febbraio aveva fatto registrare ufficialmente il più lungo
ciclo del dopoguerra (107 mesi) è continuata nell’anno in corso ad un
ritmo superiore al 5%.
Già in passato il protrarsi della crescita e il
suo vigore hanno indotto molti economisti a prevedere l’imminenza del
punto di svolta del ciclo; la previsione, rivelatasi errata, viene
tuttora riproposta pur essendo ormai inficiata dal dubbio che in
America si sia in presenza di un nuovo paradigma
economico determinato
dall’esplosione delle tecnologie informatiche in un ambiente in cui la
marcata flessibilità dei mercati dei fattori produttivi, tra cui
quello del lavoro, evita il prodursi di strozzature e l’accendersi di
processi inflazionistici.
Un punto di forza dell’attuale situazione
USA è dato dalla solidità del bilancio pubblico, un punto di debolezza
dall’indebitamento del settore privato e dal connesso dislivello tra
offerta e domanda che trova riscontro in un più che rilevante deficit
commerciale.
Il timore maggiore è che il rallentamento possa dar luogo
ad un “hardlanding” in uno scenario recessivo che potrebbe essere
innescato, come nel 1987, da un crollo del prezzo delle azioni, le cui
quotazioni, in termini di price/earning, hanno complessivamente
raggiunto valori mai sperimentati prima d’ora (33 a fine
’99).ഊL’auspicio è invece, ovviamente, che il rallentamento –
che la maggior parte dei previsori continua a ritenere probabile
(“l’attuale tasso di crescita è insostenibile” si legge nel rapporto
della Banca dei Regolamenti Internazionali diffuso il 5 giugno) –
avvenga per gradi ed “in una” con il contemporaneo rafforzamento della
ripresa negli altri Paesi tra cui, in primo luogo, quelli
dell’U.E.
Area Euro: ottime sono in effetti anche le prospettive di
crescita dell’area Euro il cui PIL dovrebbe continuare a crescere ad
un tasso superiore al 3% nel 2001.
Un elemento di freno è qui
rappresentato dalla politica della BCE che per perseguire il suo scopo
istituzionale di stabilità dei prezzi interni e quello eventuale di
stabilizzazione del cambio può essere indotta ad attuare una politica
restrittiva.
Il più forte segnale in tal senso è venuto con l’aumento
di un mezzo punto della struttura dei tassi deciso l’8 giugno, che ha
comportato l’elevazione del tasso di riferimento al 4,25%.
Quanto
all’euro, di cui molti istituti finanziari ritengono probabile il
recupero della parità con il dollaro entro l’anno, la sua debolezza è
attribuita non ai fondamentali, che postulerebbero un suo più elevato
valore esterno, ma alla percezione da parte dei mercati di una
maggiore vitalità
dell’economia americana rispetto a quella europea
dovuta a ragioni strutturali. Europa centro-orientale: la crescita
dell’economia russa – favorita dall’aumento del prezzo del petrolio e
dalla svalutazione del rublo rappresenta un importante stimolo per le
economie degli altri Paesi della CSI. Il consolidamento degli effetti
della ripresa soggiace, tuttavia, alla realizzazione delle riforme
strutturali da tempo promesse.
Tra i Paesi dell’Europa centrale
Polonia ed Ungheria guidano la ripresa con tassi di crescita compresi
tra 4 e 5%, mentre la Repubblica ceca dovrebbe uscire dalla
recessione. Segnali di ripresa vengono anche dalle Repubbliche
baltiche, Estonia, Lettonia e Lituania, che hanno risentito
maggiormente della crisi russa.
America latina: per le tre maggiori
economie dell’area, Argentina, Brasile e Messico, i principali centri
di ricerca prevedono tassi di crescita alquanto sostenuti. In
particolare se per i primi due Paesi nel 2001 il PIL dovrebbe
conoscere una accelerazione, attestandosi attorno al 5,5%, in Messico
si
prevede una crescita più contenuta seppure sempre attorno al 4%.
I
valori sopra indicati scontano però una evoluzione favorevole di
alcuni parametri di riferimento.
Nel caso del Brasile lo sviluppo è
fortemente correlato alle esportazioni verso gli Stati Uniti e quindi
all’andamento di quella economia.
Nel caso dell’Argentina, il cui PIL
è caduto nel 1999 del 4% ed è previsto in crescita per il 2000 nella
misura del 2%, sarebbe necessario che al risanamento finanziario
finora perseguito con misure anche molto impopolari (per es.:
riduzione degli stipendi dei dipendenti pubblici), seguisse un
forte
miglioramento dell’economia reale.
Asia: dei due più importanti
Paesi del continente, il Giappone lancia segnali contraddittori anche
sia le stime ufficiali che quelle di alcune grandi banche propendono
per un inizio di miglioramento basando la propria previsione, tra
l’altro, sull’aumento delle spese per investimenti verificatosi nel
primo trimestre del 2000 (3,3% su base annua).
Per la Cina il Governo
si attende per il 2000 e per gli anni successivi una stabilizzazione
della crescita su valori del 7-8% che invertirebbero la tendenza al
ribasso che il tasso del PIL, pur mantenendosi su livelli elevati, ha
fatto registrare a partire dal picco raggiunto nel 1992.
Un
miglioramento delle prospettive potrebbe essere determinato
dall’ingresso nel Paese nel WTO che dovrebbe essere perfezionato entro
l’anno.
La conseguente liberalizzazione delle importazioni dovrebbe
però cominciare a far sentire i suoi effetti a partire dal
2002.
Posizione dell’Italia.
Le stime elaborate dai principali centri
di ricerca mostrano che il rafforzamento della dinamica dell’economia
europea e l’accelerazione del commercio internazionale sta
gradualmente interessando anche l’Italia. Mentre, infatti, nel 1999 il
PIL è aumentato dell’1,4%, per il 2000 le previsioni
convergono su una
crescita del 3% circa. Questa accelerazione dovrebbe consentire la
riduzione ma non l’azzeramento del divario dei tassi di crescita
rispetto agli altri Paesi dell’Unione europea, divario che …

[Continua nel file zip allegato]

Architetto.info