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N. 75 ORDINANZA (Atto di promovimento) 28 novembre 2001. Ordina...

N. 75 ORDINANZA (Atto di promovimento) 28 novembre 2001. Ordinanza emessa il 28 novembre 2001 dal tribunale amministrativo regionale della Calabria sez. staccata di Reggio Calabria sul ricorso proposto da Latella Santo ed altri contro comune di Reggio Calabria ed altre Edilizia e urbanistica - Regione Calabria - Opere pubbliche o di pubblico interesse per il trasporto di energia elettrica e telecomunicazioni (nella specie: traliccio metallico di 37 m. ancorato a basamento di cemento con antenna elettromagnetica al vertice, ad uso della telefonia mobile) - Realizzazione sottoposta a mera autorizzazione del sindaco (a prescindere dalla destinazione di zona prevista dal P.R.G.) anziche' a concessione edilizia, come previsto dalla normativa statale - Eccedenza dai limiti della competenza regionale - Violazione del principio della tutela dell'ambiente - Riferimento alla sentenza della Corte costituzionale n. 345/1997 - Riproposizione di questione oggetto di restituzione atti per ius superveniens con ord. n. 553/00. -Legge Regione Calabria 3 ottobre 1997, n. 10, art. 56, commi 1 e 6. - Costituzione, artt. 3, 9 e 117. (GU n. 8 del 20-2-2002)

N. 75 ORDINANZA (Atto di promovimento) 28 novembre 2001.

Ordinanza emessa il 28 novembre 2001 dal tribunale amministrativo
regionale della Calabria sez. staccata di Reggio Calabria sul ricorso
proposto da Latella Santo ed altri contro comune di Reggio Calabria
ed altre

Edilizia e urbanistica – Regione Calabria – Opere pubbliche o di
pubblico interesse per il trasporto di energia elettrica e
telecomunicazioni (nella specie: traliccio metallico di 37 m.
ancorato a basamento di cemento con antenna elettromagnetica al
vertice, ad uso della telefonia mobile) – Realizzazione sottoposta
a mera autorizzazione del sindaco (a prescindere dalla destinazione
di zona prevista dal P.R.G.) anziche’ a concessione edilizia, come
previsto dalla normativa statale – Eccedenza dai limiti della
competenza regionale – Violazione del principio della tutela
dell’ambiente – Riferimento alla sentenza della Corte
costituzionale n. 345/1997 – Riproposizione di questione oggetto di
restituzione atti per ius superveniens con ord. n. 553/00.
-Legge Regione Calabria 3 ottobre 1997, n. 10, art. 56, commi 1 e 6.
– Costituzione, artt. 3, 9 e 117.

(GU n. 8 del 20-2-2002)
IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE

Ha pronunciato la seguente ordinanza sul ricorso n. 1227/1998,
proposto dai signori Santo Latella (nato il 23 dicembre 1964), Angelo
Latella (nato il 23 gennaio 1975), Vittoria Latella (nata il 2 maggio
1958), Consolato Latella (nato il 5 gennaio 1963), Carmelo Musarella
(nato il 23 gennaio 1975), Vittoria Latella (nata il 2 maggio 1967),
Consolato Latella (nato il 5 gennaio 1963), Fortunato Cuzzola (nato
l’8 gennaio 1958), Domenico Ricciardi (nato il 24 settembre 1952),
Antonino Lagana’ (nato il 23 agosto 1963), Giacomo Latella (nato il
30 ottobre 1957), Santo Latella (nato il 2 maggio 1964) ed Antonino
Alampi (nato il 9 dicembre 1961), rappresentati e difesi dall’avv.
Nicola Santostefano ed elettivamente domiciliati in Reggio Calabria
presso lo studio di questi, via Filippini n. 38/a;
Contro il comune di Reggio Calabria, persona pro tempore,
rappresentato e difeso dall’avv. Mario De Tommasi ed elettivamente
domiciliato in Reggio Calabria presso lo studio di questi, via
Castello n. 1; nonche’ nei confronti di Telecom Italia Mobile – Tim
S.p.a., in persona del legale rappresentante pro tempore, avv. Aldo
Ancora, rappresentato e difeso dall’avv. Mario Sanino, dall’avv..
Carlo Celani e dall’avv. Sivio Dattola ed elettivamente domiciliato
in Reggio Calabria presso lo studio di quest’ultimo, via P. Foti
n. 1; di Telecom ltalia, S.p.a., in persona del legale rappresentante
pro tempore, non costituito in giudizio; di Telecom Italia S.p.a. –
Area territoriale Sud 2, in persona del legale rappresentante pro
tempore, non costituito in giudizio;
Per l’annullamento dell’autorizzazione n. 8 del 30 aprile 1998,
rilasciata dal dirigente dell’ufficio pianificazione territoriale del
comune di Reggio Calabria su richiesta della Telecom Italia S.p.a. –
Area territoriale sud 2, relativa all’installazione, in localita’
“Pellaro” di un palo metallico con annesso container per il servizio
radiomobile;
Visto il ricorso con i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio del comune di Reggio
Calabria e della Telecom Italia mobile – Tim S.p.a.;
Vista l’ordinanza di questo tribunale n. 628 del 2 dicembre 1998,
di rigetto della domanda di sospensione cautelare dell’esecuzione del
provvedimento impugnato;
Vista l’ordinanza di questo tribunale n. 1024 del 31 agosto 1999,
che sospende il giudizio e dispone l’invio degli atti del medesimo
alla Corte costituzionale, per la risoluzione della questione di
legittimita’ costituzionale, per violazione degli articoli 3, 9 e
117, della Costituzione, dell’art. 56, primo e sesto comma della
legge reg. cal. n. 10/1997, ritenuta rilevante e non manifestamente
infondata; Vista l’ordinanza della Corte costituzionale n. 553 del 6
dicembre 2000, che ordina la restituzione degli atti a questo
tribunale, ai fini della valutazione della perdurante rilevanza della
sollevata questione di costituzionalita’, alla luce del sopravvenuto
quadro normativo, determinato dall’entrata in vigore della legge reg.
cal. n. 14/1999;
Viste le memorie depositate dalle parti a sostegno delle
rispettive difese;
Visti gli atti tutti della causa;
Relatore il consigliere Giuseppe Caruso;
Uditi, nella pubblica udienza del 10 ottobre 2001, l’avv.
n. Santostefano per i ricorrenti e l’avv. M. De Tommasi per
l’amministrazione resistente;
Ritenuto in fatto e considerto in diritto quanto segue:

Fatto e diritto

I signori Latella ed altri (in epigrafe specificati) sono
residenti a Reggio Calabria ed abitano nel quartiere Pellaro – Lume,
nei pressi di un impianto, con annesso container di forma
rettangolare di m. 2,5 x m. 6 x m. 3 di altezza, consistente in un
traliccio metallico alto m. 37 circa, ancorato ad un basamento in
cemento armato, con antenna elettromagnetica al vertice, ad uso della
telefonia mobile.
Con atto notificato il 27 ottobre 1998 e depositato il 14
novembre 1998, essi impugnano il provvedimento del comune di Reggio
Calabria che ha consentito la realizzazione di detto impianto, e
cioe’ l’autorizzazione n. 8 del 30 aprile 1998, rilasciata dal
dirigente dell’ufficio pianificazione territoriale del comune di
Reggio Calabria su richiesta della Telecom Italia S.p.a. – Area
territoriale Sud 2, relativa all’installazione, in localita’
“Pellaro” di “un palo metallico con annesso container per il servizio
radiomobile”.
Deducono i seguenti motivi
I. – Violazione di legge. L’impianto in questione, attesa la sua
rilevanza edilizia ed urbanistica, non avrebbe potuto essere
realizzato senza previo rilascio non gia’ di un’autorizzazione, ma di
una concessione edilizia, ai sensi della legge n. 10/1977. L’area
dove esso sorge sarebbe destinata ad usi agricoli e pertanto, in
assenza di varianti, lo stesso sarebbe stato realizzato in
difformita’ del P.R.G. Per la localizzazione dell’impianto avrebbe
dovuto seguirsi il procedimento previsto dall’art. 1, comma 5, della
legge n. 1/1978.
II. – Violazione di legge. Violazione del P.R.G. e di norme
regolamentari. L’impianto della Tim, in quanto volto alla produzione
di servizi “radiomobili”, sarebbe in contrasto con la destinazione
agricola della zona in cui sorge, sulla quale peraltro il Consiglio
della XV Circoscrizione comunale (con delibera n. 62 del 20 settembre
1995) ha proposto la creazione di un parco pubblico, che e’ stato
inserito nel Piano triennale delle opere pubbliche (Parco attrezzato
localita’ colline di Pellaro). Esso violerebbe l’art. 22 delle norme
tecniche di attuazione del P.R.G., che per consentire l’installazione
di impianti tecnologici o servizi di interesse pubblico nella zona
omogenea. E richiede localizzazioni isolate ed il previo parere
favorevole del consiglio comunale.
Nella specie il traliccio si troverebbe a brevissima distanza
dalle abitazioni e il consiglio comunale ne’ quello circoscrizionale,
competente al sensi dell’art. 82 dello statuto comunale e
dell’art. 32 del regolamento sul decentramento, sarebbero stati
sentiti. Sarebbe inoltre irrilevante la circostanza che la richiesta
di autorizzazione avanzata per il traliccio de quo faccia riferimento
a suolo di pertinenza dell’esistente centrale telefonica, per la
quale e’ stata a suo tempo rilasciata la concessione edilizia.
Mancherebbe invero la possibilita’ di considerare come “pertinenza”
un impianto della rilevanza di quello in parola. Risulterebbero,
infine, violate le norme in materia di altezza e distanze, avuto
riguardo ai vincoli aeroportuali che insisterebbero sull’area.
III. – Eccesso di potere per difetto di istruttoria. La Telecom
avrebbe attivato il traliccio antenna gia’ nel mese di settembre
1998, prima di aver ottenuto il rilascio del nulla osta sanitario da
parte della competente A.S.L., in violazione dell’art. 220 del t.u.
delle leggi sanitarie.
Risulterebbero evidenti carenze istruttorie e di motivazione per
omessa valutazione dei profili igienico – sanitari dell’opera, attesa
la pericolosita’ delle irradiazioni elettromagnetiche da essa
provocate. Mancherebbe la relazione tecnica dell’ISPSEL o comunque un
analogo esame eseguito da competente laboratorio dell’Istituto
superiore della sanita’. Sarebbero state mutate le condizioni di
vivibilita’ del popoloso quartiere di Pellaro – Lume. La destinazione
del manufatto a produzione di servizi di irradiamento di onde
elettromagnetiche non sarebbe compatibile con la localizzazione e
attuale. Prima di consentire l’attivazione dell’antenna sarebbe stata
necessaria una piu’ completa ed approfondita verifica degli effetti
sulla salute pubblica.
Con successiva memoria i ricorrenti hanno ribadito ed ampliato le
loro argomentazioni, richiamando il “Regolamento recante norme per la
determinazione dei tetti di radiofrequenza compatibili con la salute
umana” approvato con decreto interministeriale 10 settembre 1998,
n. 381 (in G.U. n. 257 del 3 novembre 1998) e sollevando pure
questione di legittimita’ costituzionale dell’art. 56 della legge
reg. cal. n. 10/1997, per violazione degli articoli 3, 9, 24, 32, 117
e 118 della Costituzione.
I ricorrenti concludono per l’accoglimento del gravame.
Il comune di Reggio Calabria e la Telecom Italia Mobile S.p.a. si
sono costituiti in giudizio ed hanno sostenuto – con articolate
controdeduzioni e successive memorie – la piena le…

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