Architetto.info - Architetto.info | Architetto.info

N. 63 ORDINANZA (Atto di promovimento) 15 settembre 2001. Ordin...

N. 63 ORDINANZA (Atto di promovimento) 15 settembre 2001. Ordinanza emessa il 15 settembre 2001 dal tribunale di Verona nel procedimento civile vertente tra Boscaini Idelma ed altri e comune di Sona Giustizia amministrativa - Devoluzione al giudice amministrativo delle controversie in materia di edilizia e urbanistica e riserva al giudice ordinario delle sole controversie relative alla determinazione e corresponsione delle indennita' in conseguenza di atti espropriativi o ablativi - Conseguente sottrazione al giudice ordinario delle cause sui diritti soggettivi connessi a comportamenti materiali della pubblica amministrazione in procedure espropriative relative alla gestione del territorio - Esorbitanza dai limiti della legge delegante. - D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 80, art. 34. - Costituzione, art. 76, in relazione all'art. 11, comma 4, lett. g), legge 15 marzo 1997, n. 59. (GU n. 7 del 13-2-2002)

N. 63 ORDINANZA (Atto di promovimento) 15 settembre 2001.

Ordinanza emessa il 15 settembre 2001 dal tribunale di Verona nel
procedimento civile vertente tra Boscaini Idelma ed altri e comune di
Sona

Giustizia amministrativa – Devoluzione al giudice amministrativo
delle controversie in materia di edilizia e urbanistica e riserva
al giudice ordinario delle sole controversie relative alla
determinazione e corresponsione delle indennita’ in conseguenza di
atti espropriativi o ablativi – Conseguente sottrazione al giudice
ordinario delle cause sui diritti soggettivi connessi a
comportamenti materiali della pubblica amministrazione in procedure
espropriative relative alla gestione del territorio – Esorbitanza
dai limiti della legge delegante.
– D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 80, art. 34.
– Costituzione, art. 76, in relazione all’art. 11, comma 4, lett. g),
legge 15 marzo 1997, n. 59.

(GU n. 7 del 13-2-2002)
IL TRIBUNALE

Nella persona del giudice unico dott. Vincenzo Schiavone, ha
pronunciato la seguente ordinanza nella causa civile promossa con
citazione notificata il 25 novembre 1999 da Boscaini Idelma, Boscaini
Anna Maria, Boscaini Giovanna, Boscaini Tiziana, Boscaini Beniamino e
Buzzi Marcellina col proc. dom. avv. Giovanni Salvagno di Verona che
li rappresenta e difende per mandato a margine dell’atto di citazione
attori;
Contro Comune di Sona in persona del sindaco p.t. col proc. dom.
avv. Luigi Righetti di Verona che lo rappresenta e difende per
mandato in calce alla copia notificata dell’atto di citazione
convenuto.
Premesso che: con l’atto introduttivo del presente giudizio gli
attori Boscaini e Buzzi, in epigrafe meglio identificati, esponendo,
quali comproprietari di un appezzamento di terreno di mq 2132 circa,
occupato dal comune di Sona in vista di una espropriazione per
pubblica utilita’, mai formalizzata, che il comune di Sona, dopo
avermanifestato la volonta’ di regolarizzare la situazione mediante
un atto di compravendita, non aveva poi dato seguito a tale
proposito, hanno chiesto la condanna del comune convenuto alla
restituzione del terreno e/o al risarcimento dei danni;
l’ente convenuto, costituitosi in giudizio, ha eccepito
preliminarmente il difetto di giurisdizione del giudice adito ai
sensi dell’art. 34 del d.lgs. 31 marzo 1998 n. 80;
la causa e’ passata in decisione all’udienza del 19 aprile
2001, in cui i procuratori delle parti hanno precisato le rispettive
conclusioni definitive.
Ritenuto che: secondo l’interpretazione gia’ accolta da varie
magistrature, e dalla stessa Corte di cassazione, l’art. 34 del
d.lgs. 31 marzo 1998 n. 80 nel devolvere alla giurisdizione esclusiva
del giudice amministrativo le controversie aventi ad oggetto gli
atti, i provvedimenti e i comportamenti delle amministrazioni
pubbliche in materia di urbanistica ed edilizia, abbraccia la
totalita’ degli aspetti dell’uso del territorio, nessuno escluso
(cfr. SS.UU. 14 luglio 2000 n. 494); per cui (argomentando a
contrario dalla esplicita conservazione della giurisdizione del
giudice ordinario solo per le controversie riguardanti la
determinazione e la corresponsione dell’indennita’ di espropriazione:
comma 3 del cit. art. 34) devono ritenersi comprese nella
giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo anche le
controversie che ineriscano a procedure espropriative promose a fini
di gestione del territorio e che abbiano ad oggeto diritti diversi
dai crediti indennitari, conseguenti a comportamento oltre che ad
atti o provvedimenti (cfr. SS.UU. ord. 25 maggio 2000 n. 43 in Foro
lt. 2000, I, 2143);
secondo tale interpretazione (alla quale questo giudice
ritiene di dover aderire per la univoca concludenza degli argomenti
letterali e logici che la sostengono e per i quali si fa rinvio alle
citate pronunce della Suprema Corte), considerato che il presente
giudizio e’ stato promosso dopo l’entrata in vigore della norma in
esame, dovrebbe accogliersi l’eccezione di parte convenuta e
conseguentemente dichiararsi il difetto di giurisdizione di questo
tribunale;
e’ stato peraltro osservato che “rispetto a tale estensione
alle controversie espropriative da ultimo indicate della
giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, e’ rilevante e
non manifestamente infondata la questione di legittimita’
costituzionale dell’art. 34 d.lgs. 80/1998, in relazione all’art. 76
Cost., tenendosi conto della configurabilita’ dell’eccesso di delega
quando la norma delegata sconfini dal fisiologico `riempimento’ della
norma delegante, violando specifici principi e criteri direttivi,
ovvero divergendo dalle finalita’ della delega desumibili dai
principi e criteri medesimi…” (SS.UU. ord. 43/2000 cit.); e – sotto
il profilo della non manifesta infondatezza della questione e
specificamente dell’eventuale inosservanza dei principi e criteri
posti dalla norma delegante, cioe’ dall’art. 11, comma 4, lett. g),
legge 15 marzo 1997 n. 59 – che questa norma contempla l’estensione
della giurisdizione del giudice amministrativo alle controversie
aventi ad oggetto diritti patrimoniali conseguenziali, ivi comprese
quelle relative al risarcimento danno, in materia urbanistica (oltre
che in materia edilizia e di servizi pubblici), di modo che,
circoscrivendo la riforma il tema di giurisdizione ai diritti
soggettivi consequenziali (di contenuto patrimoniale), vale a dire ai
diritti determinati dall’esercizio della giurisdizione di
legittimita’ su atti e provvedimenti, senza alcuna menzione dei
diritti nascenti da fatti o comportamenti, quali i citati diritti
restitutori e risarcitori, potrebbe esprimere un intento contrario
alla devoluzione delle controversie su tali ultimi diritti alla
cognizione del giudice amministrativo (ivi);
la questione e’ sicuramente rilevante nel presente giudizio,
posto che in questo si discute proprio di diritti conseguenti ad un
comportamento (non ad un atto o provvedimento) dell’amministrazione
convenuta e che, secondo la lata interpretazione data della nozione
di materia urbanistica, di un comportamento attinente alla materia
dell’uso del territorio, per cui, come s’e’ gia’ detto,
l’applicazione della norma comporterebbe, tenuto conto dell’epoca di
introduzione del giudizio, la dichiarazione del difetto di
giurisdizione di questo tribunale;
non puo’ rilevare il contrario il fatto, sottolineato dalla
difesa attorea, che nella specie si controverte intorno a diritti
soggettivi e non gia’ ad interessi legittimi, poiche’ la nuova
disciplina della giurisdizione e’ caratterizzata dall’attribuzione al
giudice amministrativo di una giurisdizione “esclusiva”, estesa cioe’
anche alla materia dei diritti soggettivi;
neppure rileva il fatto che con legge 21 luglio 2000 n. 205,
non soggetta ai vincoli della delega, la giurisdizione in materia di
urbanistica sia stata regolata ex novo, poiche’ in base all’art. 5
c.p.c., testo vigente, la giurisdizione si determina in base alla
legge vigente al momento della proposizione della domanda e non hanno
rilevanza i successivi mutamenti della legge, per cui, nella presente
causa, promossa dopo l’entrata in vigore dell’art. 34 del d.lgs.
80/1998 e prima dell’entrata in vigore della legge n. 205/2000, la
giurisdizione resta regolata dalla norma del decreto delegato.

P. Q. M.
Visto l’art. 23 legge 11 marzo 1953, n. 87;
Sospende il giudizio;
Dichiara rilevante e non manifestamente infondata la questione di
legittimita’ costituzionale dell’art. 34 del decreto legislativo 31
marzo 1998 n. 80 in relazione all’art. 76 della Costituzione per
eccesso rispetto alla delega conferita dall’art. 11, comma quarto,
lett. g), della legge 15 marzo 1997 n. 59, nella parte in cui sottrae
al giudice ordinario e devolve alla giurisdizione esclusiva del
giudice amministrativo le cause dei diritti soggettivi connessi a
comportamenti materiali della pubblica amministrazione in procedure
espropriative finalizzate alla gestione del territorio;
Dispone la trasmissione degli atti alla Corte costituzionale la
notificazione della presente ordinanza alle parti ed al Presidente
del Consiglio dei ministri e la comunicazione ai Presidenti dei due
rami del Parlamento.
Cosi’ deciso in Verona, 12 settembre 2001.
Il giudice istruttore: Schiavone
02C0067

Architetto.info