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AGENZIA PER LA RAPPRESENTANZA NEGOZIALE DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZION...

AGENZIA PER LA RAPPRESENTANZA NEGOZIALE DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI COMUNICATO: Contratto collettivo nazionale di lavoro per il personale dell'Area V della Dirigenza scolastica relativa al periodo 1 settembre 2000-31 dicembre 2001. (GU n. 62 del 14-3-2002)

AGENZIA PER LA RAPPRESENTANZA NEGOZIALE DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI

COMUNICATO

Contratto collettivo nazionale di lavoro per il personale dell’Area V
della Dirigenza scolastica relativa al periodo 1 settembre 2000-31
dicembre 2001.

Titolo 1
Disposizioni generali
Vista l’ipotesi di accordo relativa al personale dirigente
dell’area v della dirigenza scolastica sottoscritta in data 10
gennaio 2002;
Visto il parere favorevole condizionato a modifiche di carattere
formale del testo dell’ipotesi di accordo sottoscritta il 10 gennaio
2002, espresso da parte del Consiglio dei Ministri in data 7 febbraio
2002;
Visto il verbale del 13 febbraio 2002 con il quale le parti
firmatarie dell’ipotesi di accordo si impegnano a recepire le
modifiche espresse dal Consiglio dei Ministri con parere del 7
febbraio 2002 in sede di firma definitiva del testo dell’accordo;
Vista la certificazione positiva della Corte dei conti espressa
in data 28 febbraio 2002 sull’attendibilita’ dei costi quantificati
per il medesimo accordo e sulla loro compatibilita’ con gli strumenti
di programmazione e di bilancio, il giorno 1 marzo 2002 alle ore
11,30, ha avuto luogo l’incontro tra:
l’Aran nella persona del Presidente avv. Guido Fantoni
e i rappresentanti delle Confederazioni:
CGIL
CISL
UIL
CONFSAL
CIDA
e delle Organizzazioni sindacali:
CGIL/SNS
CISL/Scuola
UIL/Scuola
CONFSAL/SNALS
CIDA/ANP
Al termine dell’incontro le parti sottoscrivono l’allegato CCNL
relativo al personale dirigente dell’area V della dirigenza
scolastica per il periodo 1 settembre 2000-31 dicembre 2001.
Art. 1.
Campo di applicazione e funzione
dei dirigenti scolastici
1. Il presente contratto collettivo nazionale si applica a tutto
il personale dirigente dell’area V, ivi compresi i direttori dei
Conservatori di musica, delle Accademie di belle arti, degli Istituti
superiori per le industrie artistiche e delle Accademie nazionali di
arte drammatica e di danza di cui al comma 9 dell’art. 25 del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, che nel presente contratto viene
indicato come dirigente scolastico.
2. Il dirigente scolastico, in coerenza con il profilo delineato
nell’art. 25 del decreto legislativo n. 165/2001 e nel rispetto delle
competenze degli organi collegiali, assicura il funzionamento
generale dell’unita’ scolastica, nella sua autonomia funzionale entro
il sistema di istruzione e formazione, promuove e sviluppa
l’autonomia sul piano gestionale e didattico, promuove l’esercizio
dei diritti costituzionalmente tutelati, quali il diritto
all’apprendimento degli alunni, la liberta’ di insegnamento dei
docenti, la liberta’ di scelta educativa da parte delle famiglie.
3. Il dirigente scolastico esercita le funzioni per le finalita’
istituzionali e con l’autonomia, le competenze e la responsabilita’
definite dal decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, dal decreto
legislativo n. 59/1998, che ha integrato il decreto legislativo n.
29/1993 e dalle altre norme di legge, regolamentari e contrattuali in
materia.
4. Il riferimento al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,
e’ riportato nel testo del presente contratto come decreto
legislativo n. 165/2001.

Art. 2.
Durata, decorrenza, tempi e procedure
di applicazione del contratto
1. Il presente contratto concerne il periodo 1 settembre 2000 –
31 dicembre 2001, sia per la parte normativa che per la parte
economica.
2. In considerazione dei tempi di sottoscrizione del presente
CCNL la disdetta puo’ essere data da una delle parti, con lettera
raccomandata, un mese prima di ogni singola scadenza. In caso
contrario il presente contratto si intendera’ rinnovato tacitamente
di anno in anno. In caso di disdetta, le disposizioni contrattuali
rimangono in vigore fino a quando non siano sostituite dal successivo
contratto collettivo.
3. Le piattaforme sono presentate con anticipo di trenta giorni
rispetto alla data di scadenza del contratto. Durante tale periodo e
per il mese successivo, le parti non assumono iniziative unilaterali
ne’ danno luogo ad azioni conflittuali.
4. Dopo un periodo di vacanza contrattuale pari a tre mesi dalla
data di scadenza della parte economica del presente contratto, ai
dirigenti di cui al presente contratto sara’ corrisposta la relativa
indennita’, secondo le scadenze previste dall’accordo sul costo del
lavoro del 23 luglio 1993. Per l’erogazione di detta indennita’ si
applica la procedura dell’art. 48, commi 1 e 2, del decreto
legislativo n. 165/2001.

Titolo 2
Relazioni sindacali
Art. 3.
Obiettivi e strumenti
1. Il sistema delle relazioni sindacali, nel rispetto dei
distinti ruoli e responsabilita’ dell’amministrazione e delle
organizzazioni sindacali, e’ definito in modo coerente con
l’obiettivo di contemperare l’esigenza di incrementare l’efficienza e
l’efficacia del sistema scolastico con quella di valorizzare la
funzione del dirigente scolastico nei processi di innovazione in atto
nella scuola dell’autonomia, assecondando l’interesse al
miglioramento delle condizioni di lavoro ed alla crescita
professionale dei dirigenti stessi.
2. La condivisione dell’obiettivo predetto comporta la necessita’
di un sistema di relazioni sindacali stabile, che tenga conto del
ruolo attribuito a ciascun dirigente in base alle leggi e ai
contratti collettivi e individuali, nonche’ della peculiarita’ delle
funzioni dirigenziali, improntato alla correttezza dei comportamenti
delle parti ed orientato alla prevenzione dei conflitti oltre che in
grado di favorire la piena collaborazione della dirigenza al
perseguimento delle finalita’ individuate dalle leggi, dai contratti
collettivi e dai protocolli tra Governo e parti sociali. Di
conseguenza le relazioni sindacali della dirigenza scolastica si
articolano nei seguenti modelli relazionali:
a) Contrattazione collettiva, che si svolge a livello nazionale
tra Aran e OO.SS. rappresentative, secondo quanto previsto dagli
articoli 46 e 47 del decreto legislativo n. 165/2001;
b) Contrattazione integrativa, che si svolge:
a livello nazionale in sede di MPI
a livello periferico, in sede di Ufficio scolastico
Regionale;
c) Istituti di partecipazione sindacale:
informazione preventiva e successiva, finalizzata alla
trasparenza del confronto a tutti i livelli del sistema delle
relazioni sindacali.
Le informazioni sono fornite in tempo utile e in forma scritta.
Per le informazioni su materie riservate e nei casi di urgenza
possono essere adottate modalita’ e forme diverse;
concertazione, che si svolge sulle materie oggetto di
informazione preventiva di cui all’art. 5;
interpretazione autentica dei contratti, finalizzata al
raffreddamento dei conflitti;
consultazione di cui all’art. 8;
costituzione di commissioni bilaterali, di cui all’art. 10.

Art. 4.
Informazione preventiva
1. L’amministrazione informa in via preventiva, ai diversi
livelli contrattuali e secondo le diverse competenze, con
documentazione cartacea e/o informatica da fornire in tempo utile, le
rappresentanze sindacali di cui all’art. 9 sui criteri generali e le
modalita’ che l’amministrazione medesima intende seguire nelle
seguenti materie:
a) affidamento, mutamento e revoca degli incarichi
dirigenziali;
b) articolazione posizioni dirigenziali
c) condizioni, requisiti e limiti per il ricorso alla
risoluzione consensuale;
d) valutazione dell’attivita’ dei dirigenti;
e) modalita’ di attribuzione della retribuzione di risultato;
f) programmi di formazione e di aggiornamento dei dirigenti;
g) misure di pari opportunita’;
h) tutela in materia di igiene, ambiente, sicurezza e
prevenzione nei luoghi di lavoro e applicazione del decreto
legislativo 19 settembre 1994, n. 626;
i) incarichi aggiuntivi;
j) gestione delle iniziative socio-assistenziali in favore dei
dirigenti;
k) consistenza e variazione delle dotazioni organiche;
l) criteri e modalita’ di conferimento delle reggenze.

Art. 5.
Concertazione a seguito di informazione preventiva
1. Nelle materie previste dalle lettere B), C), D), E), F), G),
I) e J) dall’art. 4, ciascuna delle rappresentanze sindacali di cui
all’art. 9 puo’ attivare, mediante richiesta scritta, la procedura di
concertazione per l’esame delle materie medesime.
2. La concertazione si svolge in appositi incontri che iniziano
entro il decimo giorno dalla data di ricezione della richiesta;
durante la concertazione l’amministrazione non assume iniziative
unilaterali e le OO.SS. non assumono iniziative conflittuali.
3. La concertazione si conclude nel termine massimo di quindici
giorni; dell’esito della stessa e’ redatto specifico verbale dal
quale risultino le posizioni delle parti nelle materie oggetto della
stessa; al termine le parti riassumono i propri distinti ruoli e
responsabilita’.

Art. 6.
Informazione successiva
1. Su richiesta di una o piu’ rappresentanze sindacali di cui
all’art. 9, l’amministrazione fornisce adeguate informazioni sui
provvedimenti amministrativi e gli altri atti di gestione attinenti
le materie oggetto del presente contratto o comunque rilevanti ai
fini della prestazione di lavoro dei dirigenti scolastici.
2. Le informazioni vanno fornite in tempi congrui e nelle forme
opportune, tenendo conto in via prioritaria dell’esigenza di
continuita’ dell’azione amministrativa.

Art. 7.
Tempi, procedure materie e livelli
di contrattazione integrativa
1. La contrattazione integrativa deve riferirsi agli istituti
contrattuali rimessi a tale livello dal presente contratto e si
svolge con le procedure previste dall’art. 40, comma 4, del decreto
legislativo n. 165/2001
2. La contrattazione integrativa si svolge, a livello nazionale e
regionale, sui criteri generali relativi a:
livello nazionale:
a) criteri generali per la assegnazione della retribuzione di
posizione e di risultato;
b) determinazione dei compensi per gli incarichi di cui
all’art. 26, comma 1 (incarichi aggiuntivi);
c) implicazioni delle innovazioni organizzative e tecnologiche
sulla qualita’ del lavoro e sulla professionalita’ dei dirigenti;
d) linee generali per la realizzazione di programmi di
formazione e aggiornamento.
livello regionale:
a) determinazione della retribuzione di posizione;
b) determinazione dei compensi per la retribuzione di
risultato;
c) iniziative in materia di pari opportunita’;
d) applicazione del decreto legislativo n. 626/1994 e del
decreto legislativo n. 242/1996;
e) linee generali per la realizzazione di programmi di
formazione e aggiornamento.

Art. 8.
Consultazione
1. La consultazione dei soggetti sindacali di cui all’art. 9,
prima dell’adozione degli atti interni di organizzazione con
particolari riflessi sul rapporto di lavoro e’ facoltativa. Essa si
svolge, obbligatoriamente, sulle materie di cui alle lettere h) e k)
dell’art. 4.

Art. 9.
Composizione delle delegazioni in sede
di contrattazione integrativa
1. La delegazione trattante di parte pubblica, in sede di
contrattazione integrativa, e’ costituita come segue:
dal titolare del potere di rappresentanza dell’amministrazione
o da un suo delegato;
dai dirigenti degli uffici interessati, appositamente
individuati dall’amministrazione.
2. Per le organizzazioni sindacali, la delegazione e’ composta da
rappresentanti di ciascuna delle organizzazioni sindacali di area
firmatarie del presente contratto.

Art. 10.
Altre forme di partecipazione
1. Allo scopo di assicurare una migliore partecipazione del
dirigente alle attivita’ dell’amministrazione scolastica, e’ prevista
la possibilita’ di costituire a richiesta, senza oneri aggiuntivi,
commissioni bilaterali ovvero osservatori per l’approfondimento di
specifiche problematiche, in particolare concernenti l’organizzazione
del lavoro in relazione ai processi di riorganizzazione delle
istituzioni scolastiche, osservazione sull’andamento dei processi di
valutazione nonche’ l’ambiente, l’igiene e sicurezza del lavoro e le
attivita’ di formazione. Tali organismi, ivi compreso il comitato per
le pari opportunita’ per quanto di sua competenza, hanno il compito
di raccogliere dati relativi alle predette materie e di formulare
proposte in ordine ai medesimi temi. La composizione dei citati
organismi che non hanno funzioni negoziali, e’ di norma paritetica e
deve comprendere una adeguata rappresentanza femminile.

Art. 11.
Interpretazione autentica dei contratti
1. In attuazione dell’art. 49 del decreto legislativo n.
165/2001, qualora insorgano controversie sull’interpretazione del
presente contratto collettivo, le parti che lo hanno sottoscritto si
incontrano, entro trenta giorni dalla richiesta di cui al comma 2,
per definire consensualmente il significato della clausola
controversa.
2. Al fine di cui al comma 1, la parte interessata invia
all’altra richiesta scritta con lettera raccomandata. La richiesta
deve contenere una sintetica descrizione dei fatti e degli elementi
di diritto sui quali si basa; essa deve comunque fare riferimento a
problemi interpretativi e applicativi di rilevanza generale.
3. L’eventuale accordo, stipulato con le procedure di cui
all’art. 47 del decreto legislativo n. 165/2001, sostituisce la
clausola controversa sin dall’inizio della vigenza del contratto
collettivo nazionale.
4. Con modalita’ analoghe a quelle indicate ai commi che
precedono e con gli stessi effetti ivi previsti, qualora insorgano
controversie sulla interpretazione dei contratti integrativi, le
parti che li hanno sottoscritti procedono all’interpretazione
autentica delle clausole oggetto di disaccordo.

Art. 12.
Contributi sindacali
1. I dirigenti dell’area V hanno facolta’ di rilasciare delega a
favore dell’organizzazione sindacale da loro prescelta, per la
riscossione di una quota mensile dello stipendio per il pagamento dei
contributi sindacali nella misura stabilita dai competenti organi
statuari. La delega e’ rilasciata per scritto ed e’ trasmessa
all’amministrazione a cura del dirigente o dell’organizzazione
sindacale.
2. La delega ha effetto dal primo giorno del mese successivo a
quello del rilascio.
3. Il dirigente scolastico puo’ revocare in qualsiasi momento la
delega rilasciata ai sensi del comma 1, inoltrando la relativa
comunicazione all’amministrazione di appartenenza e
all’organizzazione sindacale interessata. L’effetto della revoca
decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della
stessa.
4. Le trattenute devono essere operate dalle singole
amministrazioni sulle retribuzioni dei dirigenti in base alle deleghe
ricevute e sono versate mensilmente alle organizzazioni sindacali
interessate secondo modalita’ concordate con le amministrazioni
medesime.
5. Le amministrazioni sono tenute, nei confronti dei terzi, alla
segretezza sui nominativi del personale delegante e sui versamenti
effettuati alle organizzazioni sindacali.

Titolo 3
Rapporto di lavoro
Art. 13.
Il contratto individuale di lavoro
1. Il dirigente scolastico, per lo svolgimento delle funzioni
previste dal comma 2 dell’art. 1, e’ assunto dall’amministrazione a
tempo indeterminato mediante la stipula, secondo quanto precisato al
successivo comma 4, di un contratto individuale, a seguito
dell’espletamento delle procedure di reclutamento previste dalle
norme legislative vigenti.
2. Il contratto individuale in questione e’ redatto in
conformita’ alle disposizioni di legge e alle disposizioni contenute
nel presente contratto.
3. Il contratto di lavoro individuale e’ stipulato in forma
scritta; in esso sono precisati gli elementi essenziali che
caratterizzano il rapporto e il funzionamento dello stesso e, in
particolare:
a) la data di inizio del rapporto di lavoro;
b) la qualifica e il trattamento economico fondamentale, di
posizione e di risultato;
c) la durata del periodo di prova;
d) la sede di prima destinazione;
e) le possibili cause di risoluzione del rapporto di lavoro.
4. Il rapporto di lavoro e’ regolato dai contratti collettivi nel
tempo vigenti anche per quanto concerne le cause di risoluzione del
contratto di lavoro e i relativi termini di preavviso; costituisce in
ogni modo causa di risoluzione del contratto, senza obbligo di
preavviso, l’annullamento della procedura di reclutamento che ne
costituisce il presupposto.
5. Fatto salvo quanto previsto dall’art. 50, l’articolazione
delle funzioni dirigenziali e delle connesse responsabilita’ ai fini
della retribuzione di posizione e di risultato dei dirigenti
scolastici e’ effettuata dagli uffici scolastici regionali in base ai
seguenti criteri generali:
a) dimensioni, complessita’ gestionale e articolazione
strutturale e funzionale dell’istituzione scolastica;
b) responsabilita’ implicate dall’incarico;
c) eventuali specifici requisiti richiesti per lo svolgimento
dell’attivita’ di competenza;
d) contesto socio-economico e territoriale nel quale si colloca
l’istituzione scolastica.

Art. 14.
La formazione dei dirigenti scolastici
1. Nell’ambito dei processi di riforma della pubblica
amministrazione verso obiettivi di modernizzazione e di
efficienza/efficacia al servizio dei cittadini, la formazione
costituisce un fattore decisivo di successo e una leva strategica
fondamentale per gli apparati pubblici.
2. In relazione alle premesse enunciate al comma 1, la formazione
e l’aggiornamento professionale del dirigente scolastico sono assunti
dall’amministrazione come processo permanente teso ad assicurare il
costante adeguamento delle competenze dirigenziali allo sviluppo del
contesto culturale, tecnologico e organizzativo di riferimento e a
favorire il consolidarsi di una cultura di gestione orientata al
risultato e all’innovazione.
3. Gli interventi formativi, secondo le singole finalita’, hanno
sia contenuti di formazione al ruolo, per sostenere processi di
mobilita’ o di ordinaria rotazione, sia contenuti di formazione allo
sviluppo, per sostenere processi di inserimento in funzioni di
maggiore criticita’ ovvero emergenti nell’evoluzione dei processi di
trasformazione.
4. L’aggiornamento e la formazione continua costituiscono
elemento caratterizzante dell’identita’ professionale del dirigente,
da consolidare in una prospettiva aperta anche alla dimensione ed
alle esperienze europee ed internazionali. Entro tale quadro di
riferimento culturale e professionale, gli interventi formativi
hanno, in particolare, l’obiettivo di curare e sviluppare il
patrimonio di competenze necessario a ciascun dirigente, in relazione
alle responsabilita’ attribuitegli, per l’ottimale utilizzo dei
sistemi di gestione delle risorse umane, finanziarie, tecniche e di
controllo, finalizzato all’accrescimento dell’efficienza/efficacia
della struttura e del miglioramento della qualita’ dei servizi resi.
5. Il Ministero definisce annualmente la quota delle risorse da
destinare ai programmi di aggiornamento e di formazione dei dirigenti
tenendo conto delle direttive governative in materia di formazione e
delle finalita’ e delle politiche che le sottendono, nonche’ delle
eventuali risorse aggiuntive dedicate alla formazione stessa in
attuazione del Patto sociale per lo sviluppo e l’occupazione del 22
dicembre 1998.
6. Le politiche formative della dirigenza sono definite
dall’amministrazione scolastica in conformita’ alle proprie linee
strategiche e di sviluppo. Le iniziative formative sono realizzate
dalla stessa amministrazione, da altri enti, dall’universita’, da
soggetti pubblici (quali la Scuola superiore della Pubblica
amministrazione, la Scuola centrale tributaria, etc.) o da agenzie
private specializzate nel settore ed associazioni professionali,
anche d’intesa tra loro. Le attivita’ formative devono tendere, in
particolare, a rafforzare comportamenti innovativi dei dirigenti
scolastici e la loro attitudine a promuovere e sostenere iniziative
di miglioramento volte a caratterizzare le strutture pubbliche in
termini di dinamismo e competitivita’.
7. La partecipazione alle iniziative di formazione, inserite in
appositi percorsi formativi, anche individuali, viene concordata
dall’amministrazione con i dirigenti interessati ed e’ considerata
servizio utile a tutti gli effetti.
8. Il dirigente scolastico puo’, inoltre, partecipare, senza
oneri per l’amministrazione, a corsi di formazione ed aggiornamento
professionale che siano, comunque, in linea con le finalita’ indicate
nei commi che precedono. A tal fine al dirigente scolastico puo’
essere concesso un periodo di aspettativa non retribuita per motivi
di studio della durata massima di tre mesi nell’arco di un anno.
9. Qualora l’amministrazione riconosca l’effettiva connessione
delle iniziative di formazione e aggiornamento svolte dal dirigente
scolastico ai sensi del comma 8 con l’attivita’ di servizio e
l’incarico affidatogli, puo’ concorrere con un proprio contributo
alla spesa sostenuta e debitamente documentata.

Art. 15.
Periodo di prova
1. Il dirigente scolastico, all’atto della costituzione del
rapporto di lavoro a tempo indeterminato, e’ soggetto a un periodo di
prova della durata pari all’anno scolastico, nel corso del quale deve
prestare effettivo servizio per almeno sei mesi; ai fini del computo
della durata si tiene conto dei soli periodi di effettivo servizio.
2. Il periodo di prova e’ sospeso in caso di malattia e negli
altri casi espressamente previsti dal testo unico 16 aprile 1994, n.
297, e dalle leggi o dai regolamenti applicabili per effetto
dell’art. 72 del decreto legislativo n. 165/2001 (quali mandati
parlamentare o amministrativo, esoneri sindacali, etc.) o dagli
accordi collettivi. Nell’ipotesi di malattia il dirigente scolastico
ha diritto alla conservazione del posto per un periodo massimo di 18
mesi, decorso il quale il rapporto puo’ essere risolto. Nell’ipotesi
di infortunio sul lavoro o malattia derivante da causa di servizio
trova applicazione l’art. 22.

Art. 16.
Impegno di lavoro
1. In relazione alla complessiva responsabilita’ per i risultati,
il dirigente scolastico organizza autonomamente i tempi ed i modi
della propria attivita’, correlandola in modo flessibile alle
esigenze della istituzione cui e’ preposto e all’espletamento
dell’incarico affidatogli.
2. Qualora, in relazione ad esigenze eccezionali, si determini
un’interruzione od una riduzione del riposo fisiologico giornaliero o
settimanale o, comunque, derivante da giorni di festivita’, al
dirigente scolastico deve essere in ogni caso garantito, una volta
cessate tali esigenze eccezionali, un adeguato recupero del tempo di
riposo sacrificato alle necessita’ del servizio.

Art. 17.
Ferie e festivita’
1. Il dirigente scolastico ha diritto, in ogni anno di lavoro, ad
un periodo di ferie pari a trentadue giorni lavorativi, comprensivi
delle due giornate previste dall’art. 1, primo comma, lettera a),
della legge 23 dicembre 1977, n. 937. In tale periodo, al dirigente
scolastico spetta anche la retribuzione di posizione.
2. I dirigenti scolastici assunti al primo impiego nella pubblica
amministrazione, dopo la stipulazione del presente CCNL, hanno
diritto a trenta giorni lavorativi di ferie comprensivi delle due
giornate previste dal comma 1. Dopo tre anni di servizio agli stessi
dirigenti spettano i giorni di ferie previsti nel comma 1.
3. Nel caso che presso l’amministrazione o presso la struttura
cui il dirigente scolastico e’ preposto l’orario settimanale di
servizio si articoli su cinque giorni per settimana, le ferie
spettanti sono pari a ventotto giornate lavorative, ridotte a
ventisei per i dirigenti assunti al primo impiego; in entrambe le
fattispecie le ferie sono comprensive delle due giornate di cui al
comma l.
4. Al dirigente scolastico sono altresi’ attribuite quattro
giornate di riposo da fruire nell’anno scolastico ai sensi della
legge n. 937 del 1977 ed alle condizioni ivi previste.
5. La ricorrenza del Santo Patrono della localita’ in cui il
dirigente scolastico presta servizio e’ considerata giorno festivo se
ricadente in giorno ordinariamente lavorativo.
6. Nell’anno di assunzione ed in quello di cessazione dal
servizio la durata delle ferie e’ determinata proporzionalmente al
servizio prestato, in ragione dei dodicesimi di anno maturati. La
frazione di mese superiore a quindici giorni e’ considerata a tutti
gli effetti come mese intero.
7. Il dirigente scolastico che abbia fruito di assenze retribuite
ai sensi del successivo art. 18 conserva il diritto alle ferie.
8. Le ferie costituiscono un diritto irrinunciabile e, salvo
quanto previsto al comma 13, non sono monetizzabili. Costituisce
specifica responsabilita’ del dirigente scolastico programmare e
organizzare le proprie ferie in accordo con il dirigente dell’ufficio
scolastico regionale in modo da garantire la continuita’ del
servizio.
9. In caso di rientro anticipato dalle ferie per impreviste
necessita’ di servizio, il dirigente scolastico ha diritto al
rimborso delle spese documentate per il viaggio di rientro in sede e
per quello di ritorno al luogo di svolgimento delle ferie, nonche’
all’indennita’ di missione per la durata del medesimo viaggio; il
dirigente scolastico ha inoltre diritto al rimborso delle spese
sostenute per il periodo di ferie non goduto.
10. Le ferie sono sospese da malattie che si protraggano per piu’
di 3 giorni o diano luogo a ricovero ospedaliero. E’ cura del
dirigente scolastico informare tempestivamente l’amministrazione,
producendo la relativa documentazione sanitaria.
11. In presenza di motivate, gravi esigenze personali o di
servizio che non abbiano reso possibile il godimento delle ferie nel
corso dell’anno scolastico, le ferie dovranno essere fruite entro il
primo semestre dell’anno scolastico successivo. In caso di esigenze
di servizio assolutamente indifferibili, tale termine puo’ essere
prorogato fino alla fine dell’anno scolastico successivo.
12. Il periodo di ferie non e’ riducibile per assenze per
malattia o infortunio, anche se tali assenze si siano protratte per
l’intero anno scolastico. In tal caso, il godimento delle ferie
avverra’ anche oltre il termine di cui al comma 11.
13. Fermo restando il disposto del comma 6, le ferie disponibili
all’atto della cessazione dal rapporto di lavoro per qualsiasi causa
e non fruite dal dirigente scolastico per esigenze di servizio, danno
titolo alla corresponsione del pagamento sostitutivo.

Art. 18.
Assenze retribuite
1. Il dirigente scolastico ha diritto di assentarsi nei seguenti
casi:
partecipazione a concorsi od esami, limitatamente ai giorni di
svolgimento delle prove, ovvero a congressi, convegni, seminari e
corsi di aggiornamento professionale facoltativo entro il limite
complessivo di giorni otto per ciascun anno scolastico;
lutti per perdita del coniuge, di parenti entro il secondo
grado o di affini di primo grado, o del convivente purche’ la stabile
convivenza con il lavoratore o la lavoratrice risulti da
certificazione anagrafica, in ragione di giorni tre anche non
consecutivi per evento;
particolari motivi personali o familiari, entro il limite
complessivo di tre giorni per ciascun anno scolastico.
2. Il dirigente scolastico ha altresi’ diritto ad assentarsi per
quindici giorni consecutivi in occasione del matrimonio.
3. Le assenze di cui ai commi 1 e 2 possono cumularsi nell’anno
scolastico, non riducono le ferie e sono valutate agli effetti
dell’anzianita’ di servizio.
4. Durante i predetti periodi di assenza al dirigente scolastico
spetta l’intera retribuzione, compresa la retribuzione di posizione.
5. Le assenze previste dall’art. 33, comma 3, della legge n. 104
del 1992, non sono computate ai fini del raggiungimento del limite
fissato dai precedenti commi e non riducono le ferie.
6. Il dirigente ha altresi’ diritto ad assentarsi per tutti gli
eventi in relazione ai quali specifiche disposizioni di legge o dei
relativi regolamenti di attuazione prevedono la concessione di
permessi o congedi comunque denominati.

Art. 19.
Norme sulla tutela e sostegno
della maternita’ e della paternita’
1. Sono operative, in quanto immediatamente applicabili, le
disposizioni contenute nel decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151,
che disciplina in un testo unico i congedi, i riposi, i permessi e la
tutela delle lavoratrici e dei lavoratori connessi alla maternita’ e
paternita’ di figli naturali, adottivi e in affidamento, nonche’ il
sostegno economico alla maternita’ e alla paternita’. Entro un anno
dalla sottoscrizione del presente CCNL, le parti firmatarie
procederanno alla verifica ed approfondimento della materia, ai fini
di eventuali modifiche e/o integrazioni, fermo restando il disposto
dell’art. 1, comma 2, del citato decreto legislativo n. 151/2001.

Art. 20.
Congedi per motivi di famiglia e studio
1. Il dirigente scolastico puo’ chiedere, per documentati e gravi
motivi familiari, un periodo di congedo continuativo o frazionato,
non superiore a due anni, in conformita’ a quanto disposto dall’art.
4, commi 2 e 4, della legge n. 53/2000.
2. I periodi di congedo di cui al comma 1 non si cumulano con le
assenze per malattia previste dall’art. 21.
3. Trovano applicazione l’art. 4, comma 3, nonche’ gli articoli 5
e 6 della legge n. 53/2000. In apposita sequenza contrattuale, da
attivare con i soggetti sindacali firmatari entro sei mesi dalla
sottoscrizione del presente CCNL saranno definite le modalita’
applicative, anche per quanto concerne le percentuali massime dei
lavoratori che possono avvalersi di tali congedi.
4. Per favorire la circolazione di esperienze tra studi
accademici ed esperienze lavorative avanzate, nell’ambito di
specifici corsi di universita’ ed istituti di alta formazione mirati
all’insegnamento di materie connesse con le problematiche
dell’amministrazione e della contrattazione i dirigenti dell’area V
possono sottoscrivere contratti di didattica integrativa o di
insegnamento.
Nelle ipotesi del presente articolo i dirigenti interessati
potranno porsi o in aspettativa non retribuita o svolgere queste
attivita’ in aggiunta agli obblighi ordinari di servizio, previa
autorizzazione del dirigente dell’ufficio scolastico regionale.
5. Il dirigente ammesso ai corsi di dottorato di ricerca, ai
sensi della legge 13 agosto 1984, n. 476, oppure che usufruisca delle
borse di studio di cui alla legge 30 novembre 1989, n. 398, e’
collocato, a domanda, in aspettativa per motivi di studio senza
assegni per tutto il periodo di durata del corso o della borsa. Il
periodo e’ considerato utile ad ogni altro effetto.

Art. 21.
Assenze per malattia
1. In caso di assenza per malattia o per infortunio non
dipendente da causa di servizio, il dirigente scolastico che abbia
superato il periodo di prova ha diritto alla conservazione del posto
per un periodo di diciotto mesi, durante il quale gli verra’
corrisposta la retribuzione prevista al comma 6. Ai fini del computo
del predetto periodo di diciotto mesi, si sommano le assenze allo
stesso titolo verificatesi negli ultimi tre anni.
2. Superato il periodo di diciotto mesi cui al comma 1, al
dirigente scolastico che ne abbia fatto richiesta prima dello scadere
del periodo stesso puo’ essere concesso, in casi particolarmente
gravi, di assentarsi per un ulteriore periodo di diciotto mesi,
durante il quale non sara’ dovuta retribuzione ma decorrera’
l’anzianita’ agli effetti del preavviso. In tale ipotesi, qualora il
dirigente scolastico lo abbia richiesto, l’amministrazione ha
facolta’ di procedere, con le modalita’ previste dalle disposizioni
vigenti, all’accertamento delle sue condizioni di salute al fine di
stabilire la sussistenza di eventuali cause di assoluta e permanente
inidoneita’ fisica a svolgere qualsiasi proficuo lavoro.
3. Alla scadenza dei periodi di conservazione del posto di cui ai
commi 1 e 2, e nel caso in cui il dirigente scolastico, a seguito
dell’accertamento di cui al comma 2, sia dichiarato permanentemente
inidoneo a svolgere qualsiasi proficuo lavoro, l’amministrazione puo’
procedere alla risoluzione del rapporto corrispondendo al dirigente
stesso l’indennita’ sostitutiva del preavviso.
4. I periodi di assenza per malattia, salvo quelli previsti dal
comma 2 del presente articolo, non interrompono la maturazione
dell’anzianita’ di servizio a tutti gli effetti.
5. Restano ferme le vigenti norme di legge poste a tutela dei
malati di Tbc.
6. Il trattamento economico spettante al dirigente scolastico nel
periodo di conservazione del posto di cui al comma 1, e’ il seguente:
a) retribuzione intera, compresa la retribuzione di posizione,
per i primi nove mesi di assenza;
b) 90% della retribuzione di cui alla lettera a) per i
successivi 3 mesi di assenza;
c) 50% della retribuzione di cui alla lettera a) per gli
ulteriori 6 mesi.
7. Il dirigente scolastico si attiene, in occasione delle proprie
assenze per malattia, alle norme di comportamento che regolano la
materia, in particolare provvedendo alla tempestiva comunicazione
alla struttura di riferimento dello stato di infermita’ e del luogo
di dimora e alla produzione della certificazione eventualmente
necessaria.
8. Nel caso in cui l’infermita’ derivante da infortunio non sul
lavoro sia ascrivibile a responsabilita’ di terzi, il dirigente
scolastico e’ tenuto a dare comunicazione di tale circostanza
all’amministrazione, ai fini della rivalsa da parte di quest’ultima
verso il terzo responsabile per la parte corrispondente alle
retribuzioni erogate durante il periodo di assenza ai sensi del comma
6 e agli oneri riflessi relativi.
9. In caso di gravi patologie che richiedano terapie
temporaneamente e/o parzialmente invalidanti sono esclusi dal computo
dei giorni di assenza per malattia, di cui ai commi 1 e 2 del
presente articolo, oltre ai giorni di ricovero ospedaliero o di
day-hospital anche quelli di assenza dovuti alle terapie, certificate
dalla competente ASL. Pertanto per i giorni anzidetti di assenza
spetta l’intera retribuzione.
10. Le disposizioni contenute nel presente articolo si applicano
alle assenze per malattia iniziate successivamente alla data di
entrata in vigore del presente contratto, a far tempo dalla quale si
computa in ogni caso il triennio di riferimento di cui al comma l.
11. Il dirigente scolastico dichiarato inidoneo alla sua funzione
per motivi di salute, puo’, a domanda, essere collocato fuori ruolo
e/o utilizzato in altri compiti tenuto conto della sua preparazione
culturale e professionale. Tale utilizzazione e’ disposta
dall’ufficio scolastico regionale sulla base di criteri definiti in
sede di contrattazione decentrata regionale.
Il direttore generale dell’ufficio scolastico regionale puo’
disporre l’utilizzazione, qualora ne sussistano i presupposti, in
altri compiti in relazione a reali e specifiche esigenze di servizio.

Art. 22.
Infortuni sul lavoro e malattie
dovute a causa di servizio
1. In caso di assenza per invalidita’ temporanea dovuta ad
infortunio sul lavoro il dirigente scolastico ha diritto alla
conservazione del posto fino alla guarigione clinica. Per l’intero
periodo al dirigente scolastico spetta l’intera retribuzione
comprensiva della retribuzione di posizione.
2. Fuori dei casi previsti nel comma 1, se l’assenza e’ dovuta a
malattia riconosciuta dipendente da causa di servizio, al dirigente
scolastico spetta l’intera retribuzione comprensiva della
retribuzione di posizione, fino alla guarigione clinica.
3. Decorso il periodo massimo di conservazione del posto, trova
applicazione quanto previsto dall’art. 21 sulla malattia. Nel caso in
cui l’amministrazione decida di non procedere alla risoluzione del
rapporto di lavoro prevista da tale disposizione, per l’ulteriore
periodo di assenza al dirigente scolastico non spetta alcuna
retribuzione.
4. Il procedimento per il riconoscimento della dipendenza da
causa di servizio delle infermita’, per la corresponsione dell’equo
indennizzo e per la risoluzione del rapporto di lavoro in caso di
inabilita’ permanente e’ regolato dalle disposizioni vigenti in
materia nei singoli ordinamenti.

Art. 23.
Affidamento dell’incarico dirigenziale
1.Tutti i dirigenti scolastici hanno diritto ad un incarico.
Gli incarichi dirigenziali sono conferiti a tempo determinato;
l’affidamento e l’avvicendamento degli incarichi, per le tipologie
previste dalle norme vigenti, avvengono, nel rispetto di quanto
previsto dall’art. 19, comma 1, del decreto legislativo n. 165/2001,
in base ai seguenti criteri generali:
caratteristiche e complessita’ delle istituzioni scolastiche da
affidare ovvero, per i dirigenti scolastici utilizzati presso uffici
dell’amministrazione centrale o regionale, dei programmi e degli
obiettivi da realizzare;
attitudini, capacita’ ed esperienza professionale del singolo
dirigente;
risultati conseguiti anche rispetto ai programmi e agli
obiettivi precedentemente assegnati ed alle posizioni organizzative
precedentemente ricoperte;
rotazione degli incarichi, la cui applicazione e’ finalizzata a
garantire la piu’ efficace ed efficiente utilizzazione delle risorse
in relazione ai mutevoli assetti funzionali ed organizzativi e ai
processi di riorganizzazione, nonche’ a favorire lo sviluppo della
professionalita’ dei dirigenti.
2. L’atto bilaterale di natura privatistica di definizione
dell’incarico deve precisare, contestualmente o attraverso il
richiamo delle direttive emanate dall’organo di vertice, la natura,
l’oggetto, i programmi da realizzare e gli obiettivi da conseguire, i
tempi di loro attuazione, le risorse umane, finanziarie e strumentali
a disposizione, la durata dell’incarico ed il trattamento economico
complessivo.
3. La durata dell’incarico non puo’ essere inferiore a due anni
ne’ superiore a sette anni e puo’ essere rinnovato, anche per
esigenze di natura scolastica; l’incarico o il rinnovo, in via
eccezionale, puo’ essere di durata inferiore a due anni nel caso di
collocamento a riposo del dirigente in data antecedente ai predetti
due anni; nei casi previsti dall’art. 6, commi 1 e 2, del decreto del
Presidente della Repubblica n. 150/1999 (incarichi di studio,
ricerca, ispettivi, etc.) la durata e’ correlata al programma di
lavoro ed all’obiettivo assegnato.
E’ fatta salva la possibilita’ di revoca anticipata rispetto alla
scadenza dell’incarico nei casi previsti dal successivo art. 25.
L’incarico e’ rinnovato nel caso di cessazione dal servizio del
dirigente scolastico prevista entro i successivi due anni dal termine
dell’incarico precedente.
4. I responsabili dei singoli uffici scolastici regionali
effettueranno, con le procedure di cui all’art. 27, entro tre mesi
dalla scadenza naturale del contratto individuale, una valutazione
complessiva dell’incarico svolto; qualora, nell’ambito dei criteri
generali di cui al comma 2, non venga confermato lo stesso incarico
precedentemente ricoperto e non vi sia una espressa valutazione
negativa ai sensi del citato art. 27, sono tenuti ad assicurare al
dirigente scolastico un incarico di norma equivalente.
5. Nelle ipotesi di ristrutturazione e riorganizzazione che
comportino la modifica o la soppressione dell’ufficio dirigenziale
ricoperto, si provvede ad una nuova stipulazione dell’atto di
incarico, tenendo conto, per quanto possibile, delle preferenze del
dirigente scolastico interessato.
6. Tenuto conto della facolta’ dell’ufficio scolastico regionale
di rivedere periodicamente le posizioni delle funzioni dirigenziali e
dei correlati incarichi, in relazione ai processi di riorganizzazione
strutturale ed ai programmi di miglioramento dell’efficienza ed
efficacia dei servizi, trova applicazione a tutti i tipi di incarichi
dei dirigenti scolastici l’art. 19, comma 1, secondo periodo del
decreto legislativo n. 165/2001.
7. Ai sensi dell’art. 19, comma 5, del decreto legislativo n.
165/2001, l’incarico di direzione di uffici dirigenziali e’ conferito
dal dirigente regionale a dirigenti dell’area V nell’ambito della
dotazione dei rispettivi ruoli regionali della dirigenza scolastica.
Ai dirigenti scolastici utilizzati presso l’amministrazione centrale
e regionale gli incarichi sono conferiti dai responsabili dei
relativi uffici.
8. I criteri generali per l’affidamento, il mutamento e la revoca
degli incarichi di direzione di uffici dirigenziali sono oggetto
dell’informazione preventiva di cui al precedente art. 4; deve
essere, altresi’, assicurata, da ciascun ufficio scolastico
regionale, la pubblicita’ ed il continuo aggiornamento degli
incarichi conferiti e dei posti dirigenziali vacanti e cio’ anche al
fine di consentire agli interessati l’esercizio del diritto a
produrre eventuali domande per l’accesso a tali posti dirigenziali
vacanti.

Art. 24.
Mutamento di incarichi e mobilita’ professionale
1. Il mutamento degli incarichi dei dirigenti scolastici ha
effetto dal 1 settembre di ogni anno scolastico.
2. Dall’anno scolastico successivo, a richiesta del dirigente
scolastico che abbia superato il periodo di prova puo’ essere
disposto il mutamento dell’incarico anche in pendenza di contratto
individuale per sede e/o istituzione scolastica diverse da quella di
servizio. Il mutamento di incarico puo’ avvenire, comunque ed
esclusivamente, sulla base di criteri coerenti con quanto previsto
dall’art. 19 del decreto legislativo n. 165/2001 e dall’art. 23,
comma 1, del presente contratto.
3. La contrattazione integrativa nazionale determinera’ l’ordine
ed i tempi delle operazioni per l’assegnazione degli incarichi; a
tale riguardo possono essere adottati criteri di priorita’ in ambito
prima provinciale e poi regionale. L’aliquota di posti destinata alla
mobilita’ professionale e’ fissata nella misura del 15% sulla
disponibilita’ totale; tale percentuale puo’ essere modificata in
sede di contrattazione integrativa nazionale ove sottoscritta entro
trenta giorni dalla sottoscrizione del presente CCNL; decorso
inutilmente il predetto termine perentorio si applica l’indicata
percentuale del 15%.
4. Il dirigente scolastico che ha ottenuto il mutamento
dell’incarico ai sensi del comma 3 per una delle sedi o delle
istituzioni scolastiche richieste non ha titolo a formulare ulteriori
richieste analoghe per i successivi tre anni scolastici.
5. In casi di particolare urgenza e di esigenze familiari, da
definirsi a livello di contrattazione integrativa nazionale, e’
ammessa eccezionalmente la mobilita’ su posti liberi, che, ove
concessa, non e’ reiterabile nell’arco di un quinquennio.
6. I dirigenti destinatari del presente contratto possono
ottenere incarichi presso amministrazioni ed Enti pubblici diversi,
anche per consentire l’acquisizione e lo sviluppo di esperienze
professionali.

Art. 25.
Revoca dell’incarico dirigenziale
1. L’amministrazione a seguito della soppressione del posto
dirigenziale, puo’ revocare, con le modalita’ previste dall’art. 23,
al dirigente scolastico l’incarico prima della scadenza ed affidarne
un altro.
2. L’amministrazione puo’ revocare al dirigente scolastico
l’incarico prima della scadenza a seguito di valutazione negativa,
secondo quanto disposto dall’art. 21 del decreto legislativo n.
165/2001 in merito alla responsabilita’ dirigenziale.
3. Nell’ipotesi di revoca dell’incarico a seguito di valutazione
negativa si applica il comma 9 del successivo art. 27.

Art. 26.
Incarichi aggiuntivi
1. L’amministrazione scolastica, sulla base delle norme vigenti,
puo’ conferire i seguenti incarichi, che il dirigente scolastico e’
tenuto ad accettare:
a) presidenza di commissioni di esami di Stato conclusivi dei
corsi di studio di istruzione secondaria superiore;
b) presidenza di commissione di esame di licenza media;
c) reggenza di altra istituzione scolastica, oltre quella
affidata con incarico dirigenziale;
d) presidenza di commissioni o sottocommissioni di concorso a
cattedre;
e) direzione e/o docenza in corsi di formazione aggiornamento
per il personale della scuola;
f)funzione di commissario governativo.
2. Sugli altri incarichi trova applicazione l’art. 24, comma 3,
del decreto legislativo n. 165/2001. I compensi previsti per
incarichi aggiuntivi conferiti ai dirigenti in ragione del loro
ufficio o comunque conferiti dall’amministrazione afferiscono ai
fondi regionali di cui all’art. 42 per essere destinati alla
retribuzione di posizione e di risultato. Se i compensi sono
corrisposti dai terzi, anche tali compensi affluiscono al predetto
fondo per il trattamento accessorio.
3. Allo scopo di remunerare il maggiore impegno e responsabilita’
dei dirigenti scolastici che svolgono detti incarichi aggiuntivi,
viene loro corrisposta una quota, in ragione del proprio apporto,
fino al 30% della somma che confluisce ai fondi regionali in
attuazione del principio di onnicomprensivita’; tale quota viene
attribuita ai dirigenti in aggiunta alla retribuzione di risultato
eventualmente spettante.
Qualora gli incarichi aggiuntivi siano assunti sulla base di
deliberazioni degli organi scolastici competenti, per l’attuazione di
iniziative e per la realizzazione di programmi specifici con
finanziamenti esterni, il compenso e’ determinato in una quota fino
all’80 %.
4. Nell’attribuzione degli incarichi aggiuntivi di cui al comma
2, gli Uffici scolastici regionali seguono criteri che tengono conto
degli obiettivi, priorita’ e programmi assegnati al dirigente, del
relativo impegno e responsabilita’, delle capacita’ professionali dei
singoli, assicurando altresi’ il criterio della rotazione.

Art. 27.
Verifica dei risultati e valutazione dei dirigenti
1. I dirigenti scolastici rispondono in ordine ai risultati,
tenendo conto delle competenze spettanti nell’assetto funzionale
proprio delle istituzioni scolastiche.
2. L’amministrazione, in base ai propri ordinamenti, con gli atti
da questi previsti, autonomamente assunti in relazione anche a quanto
previsto dall’art. 1 del decreto legislativo n.286/1999, definisce
privilegiando, nella misura massima possibile l’utilizzazione di dati
oggettivi – meccanismi e strumenti di monitoraggio e valutazione dei
costi, dei rendimenti e dei risultati dell’attivita’ svolta dai
dirigenti, in relazione ai programmi e obiettivi da perseguire
correlati alle risorse umane, finanziarie e strumentali
effettivamente rese disponibili.
3. Le prestazioni, le competenze organizzative dei dirigenti
scolastici e il livello di conseguimento degli obiettivi assegnati
sono valutati con i sistemi, le procedure e le garanzie individuate
in attuazione del comma 2 sulla base anche dei risultati del
controllo di gestione.
4. L’amministrazione adotta preventivamente i criteri generali
che informano i sistemi di valutazione, anche in situazione, della
prestazione e delle competenze organizzative dei dirigenti scolastici
nonche’ dei relativi risultati di gestione. Tali criteri, che
dovranno tener conto in modo esplicito della correlazione delle
direttive impartite, degli obiettivi da perseguire e delle risorse
umane, finanziarie e strumentali effettivamente poste a disposizione
degli stessi dirigenti, sono oggetto di informazione preventiva,
seguita, a richiesta, da concertazione. I criteri di valutazione
dovranno, comunque, avere riguardo alla specificita’ sia
dell’istituzione scolastica considerata nel suo contesto territoriale
e sociale, nelle sue finalita’ e negli obiettivi del P.O.F., sia
della funzione del dirigente scolastico volta ad assicurare le
condizioni per il pieno esercizio delle liberta’ di insegnamento e
per la concreta realizzazione del diritto di apprendimento.
5. I criteri di valutazione sono comunicati ai dirigenti
scolastici prima dell’inizio dei relativi periodi di riferimento,
allo scopo di valorizzare anche gli aspetti della autovalutazione
continua.
6. In sede di definizione dei predetti criteri, debbono essere
indicati gli elementi e l’insieme dei parametri sui quali si fondera’
in particolare la valutazione, in modo da privilegiare i contenuti
concreti della complessa funzione dirigenziale rispetto a procedure
meramente burocratiche e cartacee.
7. Le procedure ed i principi sulla valutazione della dirigenza,
dettati dal decreto legislativo n. 286/1999, e in particolare il
disposto dell’art. 1, comma 2, lettera e), si applicano a tutti i
tipi di responsabilita’ dirigenziale previsti dal decreto legislativo
n. 165/2001.
8. La revoca anticipata rispetto alla scadenza puo’ avere luogo
solo per motivate ragioni organizzative e gestionali oppure in
seguito all’accertamento dei risultati negativi di gestione o della
inosservanza delle direttive impartite ai sensi dell’art. 21 del
decreto legislativo n. 165/2001.
9. Prima di procedere alla definitiva formalizzazione di una
valutazione non positiva, l’ufficio centrale o regionale acquisisce
in contraddittorio le deduzioni del dirigente interessato. Entro i
successivi quindici giorni l’amministrazione assume le determinazioni
di competenza.
La revoca dell’incarico comporta che per i primi sei mesi
successivi alla revoca la retribuzione di posizione rimane nei valori
fissi previsti dal contratto in relazione alla fascia di
appartenenza, per il semestre successivo l’importo della retribuzione
di posizione e’ decurtato del 50%. Dopo il secondo semestre e in
presenza di almeno due rifiuti a ricoprire gli incarichi proposti,
non e’ dovuta alcuna retribuzione di posizione.
10. La valutazione puo’ essere anticipata, nel caso di rischio
grave di risultato negativo della gestione che si verifichi prima
della scadenza annuale
11. L’esito della valutazione periodica, che ha come arco
temporale di riferimento l’anno scolastico, e’ riportato nel
fascicolo personale dei dirigenti interessati. Di detto esito si
tiene conto ai fini delle decisioni di affidamento degli ulteriori
incarichi.
12. La valutazione e’ effettuata, in prima istanza, da un
dirigente dell’amministrazione scolastica designato dal dirigente
generale regionale, nel rispetto di quanto previsto dall’art. 1,
comma 2 del decreto legislativo n. 286/1999. La valutazione della
dirigenza deve essere improntata ai principi di trasparenza e
pubblicita’ dei criteri e deve, altresi’, essere osservato il
principio della partecipazione al procedimento del valutato,
attraverso diretta interlocuzione da realizzare in tempi certi e
congrui.
Qualora tale dirigente accerti, in relazione ai criteri generali
sopra indicati, elementi che possano comportare una valutazione
complessiva non positiva, procedera’, insieme con due esperti,
rispettivamente, di problematiche organizzativo-relazionali delle
pubbliche amministrazioni e di problematiche formative, designati dal
dirigente generale regionale e di cui uno almeno proveniente dal
settore pubblico, ai necessari ulteriori accertamenti ed
approfondimenti delle verifiche gia’ effettuate.
Il valutatore di prima istanza insieme con i due esperti, ove
coinvolti, e’ tenuto a prendere contatto con l’istituzione scolastica
almeno una volta, per acquisire piu’ utile, diretta informazione e
conoscenza del valutando e del contesto di riferimento.
La valutazione finale e’ formulata dal dirigente regionale,
tenuto conto di quanto contenuto nella valutazione di prima istanza;
la valutazione finale difforme da quella di prima istanza deve essere
congruamente e chiaramente motivata.
13. I dirigenti che si trovano in posizione di comando o
posizioni di stato assimilabili, vengono valutati sulla base dei
sistemi di valutazione adottati dagli enti o amministrazioni dove
prestano servizio.
14. Avverso gli esiti della valutazione finale e’ ammesso il
ricorso alle procedure di conciliazione ed arbitrato richiamate
dall’art. 34 del presente CCNL.
15. Le risorse della valutazione dell’anno 1999-2000 e 2000-2001
verranno assegnate forfettariamente ai dirigenti scolastici.
La valutazione di cui al presente articolo ha inizio dall’anno
scolastico 2001-2002.
16. Il sistema di valutazione dei dirigenti scolastici di cui al
presente articolo sara’ oggetto di monitoraggio annuale.

Art. 28.
Cause di cessazione del rapporto di lavoro
1. L’estinzione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato,
superato il periodo di prova, oltre che nei casi di risoluzione per
causa di malattia gia’ disciplinati agli articoli 21 e 22, ha luogo:
a) per cessazione, al compimento del limite massimo di eta’
previsto dalle norme di legge applicabili nell’amministrazione;
b) per risoluzione consensuale;
c) per recesso del dirigente;
d) per recesso dell’amministrazione.

Art. 29.
Risoluzione del rapporto di lavoro e obblighi delle parti
1. La risoluzione del rapporto di lavoro per compimento del
limite massimo di eta’ avviene automaticamente al verificarsi della
condizione prevista ed opera dal 1 settembre successivo al compimento
del sessantacinquesimo anno di eta’ o del quarantesimo anno di
servizio utile al pensionamento. La risoluzione del rapporto e’
comunque comunicata per iscritto dall’amministrazione. Nel caso di
compimento dell’anzianita’ massima di servizio l’amministrazione
risolve il rapporto senza preavviso, salvo domanda dell’interessato
per la permanenza in servizio oltre tale compimento, da presentarsi
almeno tre mesi prima.
2. Nel caso di recesso del dirigente scolastico, questi deve
darne comunicazione scritta all’amministrazione rispettando i termini
di preavviso.
3. Il rapporto di lavoro e’ risolto, senza diritto ad alcuna
indennita’ sostitutiva di preavviso, nei confronti del dirigente
scolastico che, salvo casi di comprovato impedimento, decorsi
quindici giorni, non si presenti in servizio o non riprenda servizio
alla scadenza del periodo di congedo.
4. Il dirigente in caso di esito non positivo del periodo di
prova ha titolo a chiedere la restituzione al ruolo di provenienza
con le modalita’ previste dall’art. 515 del decreto legislativo n.
297/1994.

Art. 30.
Risoluzione consensuale
1. L’amministrazione o il dirigente scolastico possono proporre
all’altra parte la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro.
2. I criteri generali relativi alla disciplina delle condizioni,
dei requisiti e dei limiti in relazione alle esigenze
dell’amministrazione per la risoluzione consensuale del rapporto di
lavoro, prima della definitiva adozione sono oggetto di concertazione
ai sensi dell’art. 5.

Art. 31.
Recesso dell’amministrazione
1. Nel caso di recesso dell’amministrazione, quest’ultima deve
provvedere alla relativa comunicazione all’interessato, indicandone
contestualmente i motivi e rispettando, salvo che nel caso del comma
2, i termini di preavviso.
2. Il recesso per giusta causa e’ regolato dall’art. 2119 del
codice civile. Costituiscono giusta causa di recesso
dell’amministrazione fatti e comportamenti, anche estranei alla
prestazione lavorativa, di gravita’ tale da essere ostativi alla
prosecuzione, sia pure provvisoria, del rapporto di lavoro.
3. Nei casi previsti dai commi 1 e 2, prima di formalizzare il
recesso, l’amministrazione contesta per iscritto l’addebito
convocando l’interessato, per una data non anteriore al quinto giorno
dal ricevimento della contestazione, per essere sentito a sua difesa.
Il dirigente scolastico puo’ farsi assistere da un rappresentante
dell’associazione sindacale cui aderisce o conferisce mandato o da un
legale di sua fiducia. Nei casi di particolare gravita’, ove lo
ritenga necessario, l’amministrazione, in concomitanza con la
contestazione, puo’ disporre la sospensione dal lavoro del dirigente
scolastico, per un periodo non superiore a trenta giorni, con la
corresponsione del trattamento economico complessivo in godimento e
la conservazione dell’anzianita’ di servizio.
4. Avverso gli atti applicativi del precedente comma 1, ferma
restando in ogni caso la possibilita’ di ricorso al giudice
competente, il dirigente puo’ altresi’ attivare le procedure
arbitrali disciplinate dall’art. 34.
5. Nel caso previsto dal comma 2, non sono attivabili le
procedure arbitrali di cui al comma precedente.
6. Le parti convengono di porre in essere una azione congiunta di
verifica circa l’applicazione e gli effetti delle disposizioni
contenute nel presente articolo anche alla luce di eventuali
modifiche legislative e giurisprudenziali che possano intervenire in
materia.

Art. 32.
Nullita’ del licenziamento
1. Il licenziamento e’ nullo in tutti i casi in cui tale
conseguenza e’ prevista dal codice civile e dalle leggi sul rapporto
di lavoro dei dirigenti di impresa, e in particolare:
a) se e’ dovuto a ragioni politiche, religiose, sindacali,
ovvero riguardanti la diversita’ di sesso, di razza o di lingua;
b) se e’ intimato, senza giusta causa, durante i periodi di
sospensione previsti dall’art. 2110 del codice civile.
2. In tutti i casi di licenziamento discriminatorio dovuto alle
ragioni di cui alla lettera a) del comma 1 si applica l’art. 18 della
legge n. 300 del 1970.

Art. 33.
Effetti del procedimento penale sul rapporto di lavoro
1. La materia relativa al rapporto tra procedimento penale e
procedimento disciplinare ed agli effetti del giudicato penale nel
rapporto di lavoro dei dirigenti scolastici e’ disciplinata dalla
legge 27 marzo 2001, n. 97. Le disposizioni contenute nei commi che
seguono trovano applicazione in quanto compatibili con la citata
legge n. 97/2001.
2. Il dirigente scolastico colpito da misure restrittive della
liberta’ personale e’ obbligatoriamente sospeso dal servizio. Salvo
quanto previsto dal comma 3, la sospensione e’ revocata nel caso in
cui la misura restrittiva abbia cessato i suoi effetti.
3. Il dirigente scolastico rinviato a giudizio per fatti di
particolare gravita’ direttamente attinenti al rapporto di lavoro,
qualora non sia soggetto a misura restrittiva della liberta’
personale o questa abbia cessato i suoi effetti, puo’ essere sospeso
dal servizio, con privazione della retribuzione fino alla sentenza
definitiva, previa puntuale ed espressa valutazione degli effetti
negativi che conseguirebbero – nella comparazione fra gli interessi
pubblici coinvolti e le esigenze di tutela della dignita’
professionale dello stesso dirigente scolastico dalla sua ulteriore
permanenza nell’incarico ricoperto.
4. La sospensione disposta ai sensi del presente articolo
conserva efficacia, se non revocata, per un periodo non superiore a
cinque anni. Decorso tale ultimo termine il dirigente scolastico e’
riammesso in servizio, fatta salva la possibilita’ per
l’amministrazione di recedere con le procedure di cui all’art. 31.
5. Al dirigente scolastico sospeso dal servizio ai sensi del
presente articolo e’ corrisposta una indennita’ alimentare pari al 50
per cento della retribuzione di cui all’art. 40 e l’assegno per il
nucleo familiare, ove spettante.
6. In caso di sentenza definitiva di assoluzione,
l’amministrazione, reintegra il dirigente scolastico nella medesima
posizione rivestita prima della sospensione, o in altra equivalente;
quanto corrisposto nel periodo di sospensione cautelare a titolo di
indennita’ alimentare, verra’ conguagliato con quanto dovuto al
dirigente scolastico a titolo di retribuzione per lo stesso periodo,
se fosse rimasto in servizio.

Art. 34.
Conciliazione ed arbitrato
1. Il dirigente scolastico, ove non ritenga giustificata la
motivazione posta a base della valutazione finale, del recesso o
della revoca dell’amministrazione puo’, comunque, chiedere il
deferimento della controversia ad un arbitro unico in applicazione
del CCNQ sottoscritto in data 23 gennaio 2001 in materia di procedura
di conciliazione ed arbitrato.
2. Il tentativo obbligatorio di conciliazione nelle controversie
individuali di lavoro previsto dall’art. 65, comma 1, del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, puo’ svolgersi, sulla base di
quanto previsto dai successivi commi del presente articolo.
3. Presso le direzioni generali regionali del MIUR viene
istituito un ufficio con compiti di segreteria per i dirigenti
scolastici che devono svolgere il tentativo di conciliazione con
annesso un apposito albo per la pubblicazione degli atti della
procedura.
4. La richiesta del tentativo di conciliazione, sottoscritta
dalla parte, deve essere depositata presso l’ufficio del contenzioso
dell’amministrazione competente e presso l’ufficio territoriale di
cui al comma 2, ovvero spedita a mezzo di lettera raccomandata con
avviso di ricevimento. Gli interessati possono presentare la
richiesta di tentativo di conciliazione ai sensi del presente
articolo entro il termine perentorio di quindici giorni dalla
pubblicazione o notifica dell’atto che si ritiene lesivo dei propri
diritti, ferma restando la facolta’ di utilizzare, decorso tale
termine, le altre forme previste dal comma 1 e 2.
5. La richiesta deve indicare:
le generalita’ del richiedente, la natura del rapporto di
lavoro, la sede ove il lavoratore e’ addetto;
il luogo dove devono essere inviate le comunicazioni
riguardanti la procedura di conciliazione;
l’esposizione sommaria dei fatti e delle ragioni poste a
fondamento della richiesta;
qualora il lavoratore non intenda presentarsi personalmente,
l’eventuale delega ad altro soggetto, anche sindacale, al quale la
parte conferisce mandato di rappresentanza per lo svolgimento del
tentativo di conciliazione.
6. Entro dieci giorni dal ricevimento della richiesta
l’amministrazione compie un primo esame sommario che puo’ concludersi
con l’accoglimento delle pretese del lavoratore. In caso contrario
deposita nel medesimo termine le proprie osservazioni presso
l’ufficio di segreteria e la controparte potra’ prenderne visione.
Contestualmente al deposito l’amministrazione individuera’ il proprio
rappresentante con potere di conciliare. La comparizione delle parti
per l’esperimento del tentativo di conciliazione e’ fissata, da parte
dell’ufficio di segreteria di cui al comma 2, in una data compresa
nei dieci giorni successivi al deposito delle osservazioni
dell’amministrazione. L’ufficio di segreteria provvedera’, all’atto
della comparizione, all’identificazione dei soggetti che svolgono il
tentativo di conciliazione, che sara’ registrata nel verbale di cui
ai commi 6 e 7.
7. Il tentativo di conciliazione deve esaurirsi nel termine di
cinque giorni dalla data di convocazione delle parti. Se il tentativo
riesce, le parti sottoscrivono un processo verbale, predisposto
dall’ufficio di segreteria, che costituisce titolo esecutivo, previo
decreto del giudice del lavoro competente ai sensi dell’art. 411 del
codice di procedura civile. Il processo verbale relativo al tentativo
obbligatorio di conciliazione e’ depositato a cura di una delle parti
o di una associazione sindacale, presso la direzione provinciale del
lavoro competente, che provvede a sua volta a depositarlo presso la
cancelleria del tribunale ai sensi dell’art. 411 del codice di
procedura civile per la dichiarazione di esecutivita’. Il verbale che
dichiara non riuscita la conciliazione e’ acquisito nel successivo
giudizio ai sensi e per quanto previsto dall’art. 66, comma 7, del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Nelle more
dell’acquisizione della dichiarazione di esecutivita’, il verbale di
conciliazione produrra’ comunque immediata efficacia tra le parti per
la soluzione della controversia.
8. In caso di mancato accordo tra le parti l’ufficio di cui al
comma 2 stilera’ un verbale di mancata conciliazione che,
sottoscritto dalla parti, sara’ depositato, a cura di una di esse o
di un’associazione sindacale, presso la competente Direzione
provinciale del lavoro.
9. Qualora l’amministrazione non depositi nei termini le proprie
osservazioni, l’ufficio di cui al comma 2 convochera’ comunque le
parti per lo svolgimento del tentativo di conciliazione. Qualora
l’amministrazione non si presenti all’udienza di trattazione sara’
comunque stilato un processo verbale che prendera’ atto del tentativo
non riuscito di conciliazione, che sara’ depositato presso la
competente Direzione provinciale del lavoro con le procedure di cui
al precedente comma 8.
10. Nei confronti del rappresentante della pubblica
amministrazione nello svolgimento del tentativo obbligatorio di
conciliazione trova applicazione, in materia di responsabilita’
amministrativa, quanto previsto dal comma 8 del citato art. 66 del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.

Art. 35.
Termini di preavviso
1. Salvo il caso della risoluzione consensuale, della risoluzione
automatica del rapporto di lavoro prevista all’art. 29, comma 1o e
del recesso per giusta causa, negli altri casi previsti dal presente
contratto per la risoluzione del rapporto con preavviso o con
corresponsione dell’indennita’ sostitutiva dello stesso, i relativi
termini sono fissati come segue:
a) otto mesi per dirigenti scolastici con anzianita’ di
servizio fino a 2 anni;
b) ulteriori quindici giorni per ogni successivo anno di
anzianita’ fino a un massimo di altri quattro mesi di preavviso. A
tal fine viene trascurata la frazione di anno inferiore al semestre e
viene considerata come anno compiuto la frazione di anno uguale o
superiore al semestre.
2. In caso di dimissioni del dirigente scolastico i termini di
cui al comma 1 sono ridotti ad un quarto.
3. I termini di preavviso decorrono dal primo o dal sedicesimo
giorno di ciascun mese.
4. La parte che risolve il rapporto di lavoro senza l’osservanza
dei termini di cui al comma 1 e’ tenuta a corrispondere all’altra
parte un’indennita’ pari all’importo della retribuzione spettante per
il periodo di mancato preavviso. L’amministrazione ha diritto di
trattenere, su quanto eventualmente dovuto al dirigente scolastico,
un importo corrispondente alla retribuzione per il periodo di
preavviso da lui non osservato.
5. E’ in facolta’ della parte che riceve la comunicazione di
recesso risolvere anticipatamente il rapporto, sia all’inizio, che
durante il periodo di preavviso, con il consenso dell’altra parte.
6. Durante il periodo di preavviso non possono essere concesse
ferie. Pertanto, in caso di preavviso lavorato si da’ luogo al
pagamento sostitutivo delle stesse.
7. Il periodo di preavviso e’ computato nell’anzianita’
lavorativa a tutti gli effetti.
8. In caso di decesso del dirigente scolastico, l’amministrazione
corrisponde agli aventi diritto l’indennita’ sostitutiva del
preavviso secondo quanto stabilito dall’art. 2122 del codice civile
nonche’ una somma corrispondente ai giorni di ferie maturati e non
goduti.
9. L’indennita’ sostitutiva del preavviso deve calcolarsi
computando tutta la retribuzione di cui all’art. 37, lettere a, b, c,
d.

Art. 36.
Responsabilita’ civile e patrocinio legale
1. E’ attivata, sentiti i rappresentanti delle OO.SS. firmatarie
del presente CCNL, per tutti i dirigenti dell’area V un’assicurazione
contro i rischi professionali e le responsabilita’ civili, senza
diritto di rivalsa verso il dirigente scolastico, che copra anche le
spese legali dei processi in cui il dirigente medesimo e’ coinvolto
per causa di servizio.
A tal fine e’ destinata la somma fino a Euro 258,23 (L. 500.000)
“pro capite” annua da porre a carico del fondo di cui all’art. 42.
La societa’ di assicurazione sara’ scelta con apposita gara che
dovra’ prevedere comunque la possibilita’ per il dirigente di
aumentare massimali e “area” di rischi coperta con versamento di una
quota individuale.

Titolo 4
DISPOSIZIONI ECONOMICHE
Art. 37.
Struttura della retribuzione
1. La struttura della retribuzione dei dirigenti scolastici si
compone delle seguenti voci:
a) stipendio tabellare;
b) indennita’ integrativa speciale;
c) retribuzione individuale di anzianita’, ove acquisita e
spettante;
d) retribuzione di posizione, parte fissa e parte variabile;
e) retribuzione di risultato.
2. Il trattamento economico di cui al comma precedente remunera
tutte le funzioni, i compiti e gli incarichi attribuiti ai dirigenti.

Art. 38.
Aumenti della retribuzione base
1. Gli stipendi tabellari previsti dall’art. 5 del CCNL 15 marzo
2001 sono incrementati delle misure mensili lorde, per tredici
mensilita’, indicate nell’allegata Tabella A, alle scadenze ivi
previste.
2. Per effetto degli incrementi indicati al comma 1, i valori
degli stipendi annui sono rideterminati nelle misure stabilite nella
medesima Tabella A.

Art. 39.
Soppressione della progressione economica
per posizioni stipendiali
1. A decorrere dal 1 gennaio 2001 e’ soppressa la progressione
economica per posizioni stipendiali ed al personale compete uno
stipendio unico determinato in Euro 18.798,47 (L. 36.398.917) annui
lordi inclusa la tredicesima mensilita’.
2. Il valore economico corrispondente alla differenza tra la
posizione stipendiale in godimento, inclusi gli incrementi indicati
nella Tabella A, e lo stipendio di cui al comma 1 costituisce la
retribuzione individuale di anzianita’ di ciascun dirigente
scolastico ed e’ corrisposta mensilmente in aggiunta allo stipendio.
Al compimento dell’intero arco temporale della posizione stipendiale
in corso di maturazione e’ riconosciuto, all’interno della
retribuzione individuale di anzianita’, il valore economico
corrispondente al rateo maturato al 31 dicembre 2000 da ciascun
dirigente scolastico.
3. Per la modalita’ di calcolo e riutilizzo della retribuzione
individuale di anzianita’ dei dirigenti scolastici cessati dal
servizio si fa riferimento a quanto previsto per le medesime
finalita’ per il personale dirigente di seconda fascia dei Ministeri
dall’art. 41 del CCNL 9 gennaio 1997.

Art. 40.
Nuovo trattamento economico stipendiale
1. A valere sulle risorse previste dall’art. 50, comma 3, della
legge n. 388/2000 e delle ulteriori risorse individuate dall’atto di
indirizzo del 4 aprile 2001 pari a Euro 20.658.275,96 (lire 40
miliardi), a decorrere dal 1 gennaio 2001 e’ corrisposto un ulteriore
incremento stipendiale mensile, per tredici mensilita’, pari a Euro
691,11 (L. 1.338.167).
2. Con decorrenza 31 dicembre 2001 e’ conglobato nello stipendio
annuo un importo di Euro 1.105,22 (L. 2.140.000), incluso il rateo di
tredicesima mensilita’, mediante corrispondente riduzione, in via
permanente, delle risorse previste dall’art. 42. Tale conglobamento
e’ garantito, in termini di capienza finanziaria, dal valore
individuale dell’indennita’ di direzione che, cessando di essere
corrisposta, concorre alla costituzione del fondo per la posizione ed
il risultato.
3. Per effetto dell’incremento di cui al comma 1, del
conglobamento nella voce stipendio, dell’importo di cui al comma 2 e
dell’intero importo dell’indennita’ integrativa speciale, il nuovo
stipendio tabellare annuo lordo e’ determinato, come indicato nella
Tabella B, in Euro 36.151,98 (L. 70.000.000) inclusa la tredicesima
mensilita’, a decorrere dal 31 dicembre 2001.

Art. 41.
Effetti dei nuovi stipendi
1. Gli incrementi stipendiali di cui agli articoli 39 e 40 hanno
effetto integralmente sulla tredicesima mensilita’, sul trattamento
ordinario di quiescenza, normale e privilegiato, sull’indennita’ di
buonuscita, sull’equo indennizzo e sull’indennita’ alimentare.
2. I benefici economici risultanti dall’applicazione degli
articoli 39 e 40 sono corrisposti integralmente alle scadenze e negli
importi ivi previsti al personale comunque cessato dal servizio, con
diritto a pensione nel periodo di vigenza contrattuale. Agli effetti
dell’indennita’ di buonuscita e di licenziamento si considerano solo
gli scaglionamenti maturati alla data di cessazione dal servizio.

Art. 42.
Finanziamento della retribuzione
di posizione e di risultato
1. Per il finanziamento della retribuzione di posizione e di
risultato sono costituiti fondi regionali in cui confluiscono
l’insieme delle risorse gia’ dedicate alla corresponsione del
trattamento economico accessorio di tutto il personale dirigente
scolastico. L’onere dell’assicurazione contro i rischi professionali
prevista all’art. 36 va detratto dalle risorse di cui al presente
comma prima della ripartizione nei fondi regionali delle risorse di
cui trattasi.
2. Il fondo di cui al comma 1 e’ altresi’ alimentato dalle
seguenti ulteriori fonti di finanziamento:
a) a decorrere dal 1 gennaio 2001 un importo pro-capite pari a
e 140,48 (lire 272.000) annui lordi;
b) le quote di retribuzione individuale di anzianita’ dei
dirigenti scolastici cessati dal servizio;
c) eventuali risorse aggiuntive derivanti dall’attuazione
dell’art. 43 della legge n. 449/1997;
d) le risorse derivanti dai compensi per incarichi aggiuntivi
di cui all’art. 26.
3. Concorre a formare il fondo anche l’importo individuale
dell’indennita’ di direzione che cessa di essere corrisposta al
momento dell’attribuzione della retribuzione di posizione.
4. Confluiscono permanentemente nel fondo le risorse dell’anno
2001 di cui all’art. 41 del contratto collettivo nazionale
integrativo del 31 agosto 1999 non utilizzate per le finalita’ ivi
indicate. Le medesime risorse riferite all’anno 2000, pari a Euro
7.746.853,49 (lire 15 miliardi) al lordo degli oneri riflessi, sono
utilizzabili per le finalita’ del fondo riferite alla componente
retributiva di risultato solo per l’anno 2001.
5. A decorrere dal 31 dicembre 2001, ed a valere sull’anno 2002,
confluiscono altresi’ nel fondo le risorse che la legge finanziaria
per l’anno 2002 stabilira’ per il processo di attuazione
dell’autonomia scolastica in favore del personale del presente
contratto.
6. Le risorse gia’ dedicate al salario accessorio dovranno essere
ripartite in ambito regionale e per l’amministrazione centrale in
relazione al numero dei dirigenti scolastici in servizio.

Art. 43.
Retribuzione di posizione
1. Dal 1 gennaio 2001, a valere sulle risorse che si rendono
effettivamente disponibili ai sensi dell’art. 42, la retribuzione di
posizione e’ definita, per ciascuna funzione dirigenziale,
nell’ambito dell’85% delle risorse complessive del fondo, entro i
seguenti valori annui lordi per tredici mensilita’: da Euro 1.477,07
(L. 2.860.000) che costituisce la parte fissa, ad un massimo di Euro
10.329,14 (L. 20.000.000).
2. In sede di contrattazione integrativa regionale sono definiti
i valori economici della retribuzione di posizione tenendo conto dei
criteri stabiliti all’art. 13, comma 5.
3. Le risorse destinate al finanziamento della retribuzione di
posizione devono essere integralmente utilizzate. Eventuali risorse
che a consuntivo risultassero ancora disponibili sono utilizzate per
la retribuzione di posizione e di risultato secondo i criteri
stabiliti in sede di contrattazione integrativa.

Art. 44.
Retribuzione di risultato
1. A partire dall’anno scolastico 2001-2002, ed a valere sulle
risorse finanziarie dell’anno 2002, al fine di sviluppare
l’orientamento ai risultati, anche attraverso la valorizzazione della
quota della retribuzione accessoria ad essi legata, al finanziamento
della retribuzione di risultato per tutti i dirigenti scolastici sono
destinate parte delle risorse complessive di cui all’art. 42, in
misura pari al 15% del totale delle disponibilita’.
2. Le risorse destinate al finanziamento della retribuzione di
risultato devono essere integralmente utilizzate nell’anno di
riferimento. Ove cio’ non sia possibile, le eventuali risorse non
spese sono destinate al finanziamento della predetta retribuzione di
risultato nell’anno successivo.
3. L’importo annuo individuale della componente di risultato di
cui al presente articolo non puo’ in nessun caso essere inferiore al
20% del valore annuo della retribuzione di posizione in atto
percepita nei limiti delle risorse disponibili.
4. Con riferimento ai trascorsi anni scolastici 1999-2000 e
2000-2001, in prima applicazione, e’ corrisposto, per ciascuno dei
due periodi, un importo annuo di Euro 516,46 (L. 1.000.000) per ogni
dirigente scolastico. Gli oneri derivanti dall’applicazione del
presente comma sono posti a carico delle risorse di all’art. 42,
comma 4.

Titolo 5
Disposizioni per le scuole italiane all’estero
Art. 45.
Sequenza contrattuale
Entro il 28 febbraio 2002 verranno definite con sequenza
contrattuale presso l’ARAN tutte le norme relative all’invio dei
dirigenti scolastici all’estero dall’anno 2002-2003.

Art. 46.
Destinazione all’estero dei dirigenti
scolastici per l’anno scolastico 2001/2002
1. La destinazione all’estero dei dirigenti scolastici
limitatamente all’anno scolastico 2001/2002 ha luogo sulla base delle
graduatorie permanenti formulate ai sensi dell’O.M. 16 maggio 1997
ridefinite in relazione alle due fasce di posti indicate nel comma
successivo, nonche’ aggiornate escludendo coloro che abbiano gia’
compiuto un periodo all’estero superiore a quattordici anni o che non
possano assicurare, per motivi di eta’, almeno un quinquennio di
servizio all’estero e con l’esclusione del personale di cui all’art.
5, comma 6, dell’accordo 11 dicembre 1996.
Le graduatorie permanenti del 1997 cesseranno di avere efficacia
a conclusione dell’anno scolastico 2001/2002.
2. La destinazione all’estero viene effettuata in relazione ai
posti istituiti in corrispondenza delle seguenti due fasce:
I fascia: direzioni didattiche delle scuole/uffici scolastici
dei corsi di livello elementare ex art. 636 del decreto legislativo
n. 297/1994; scuole secondarie di primo grado/uffici scolastici dei
corsi di livello secondario di primo grado ex art. 636 del decreto
legislativo n. 297/1994; istituti comprensivi (Scuola elementare e
secondaria di primo grado);
II fascia: scuole secondarie di secondo grado; istituti
comprensivi (scuola elementare, scuola secondaria di primo e secondo
grado).
3. Le graduatorie, ridefinite e riformulate con le modalita’ e i
criteri indicati nei commi precedenti, sono affisse all’Albo del
Ministero degli affari esteri – Direzione generale per la promozione
e la cooperazione culturale, Ufficio IV – e rimangono esposte per i
successivi 5 giorni. Chiunque vi abbia interesse ha facolta’ di
prenderne visione entro il termine anzidetto e puo’, entro tale
termine, presentare reclamo scritto, per errori od omissioni, alla
Direzione generale per la promozione e la cooperazione culturale,
Ufficio IV, che, esaminati i reclami, puo’ rettificare anche
d’ufficio, le graduatorie.
4. In relazione ai posti disponibili alla data del 1 settembre
2001, l’amministrazione provvedera’ allo scorrimento delle
graduatorie dando la precedenza alle due categorie di personale, che
era rientrato in territorio metropolitano alla fine dell’anno
scolastico 1999/2000, che era inserito nelle graduatorie permanenti
del 1997 e che si trovava nelle condizioni di poter ottenere la
destinazione all’estero ai sensi del disposto dell’art. 5, commi 6 e
7, dell’accordo 11 dicembre 1996, per l’anno scolastico 2000-2001.
Sulle destinazioni all’estero disposte in base alla graduatoria
ridefinita si applica il disposto dell’art. 5, commi 6 e 7,
dell’accordo 11 dicembre 1996.
Si precisa che nel caso in cui la disponibilita’ relativa alle
singole graduatorie risulti pari all’unita’ o ad un numero di posti
dispari, il 50% di cui al citato comma 7 dell’art. 5 e’ calcolato per
difetto ed arrotondato all’unita’ inferiore. Il limite del 50% non e’
applicabile qualora, nell’anno di riferimento, il personale utilmente
collocato in graduatoria risulti pari o inferiore ai posti
disponibili.
5. A tal fine il Ministero degli affari esteri trasmette al
personale cosi’ individuato il telegramma di preavviso della
destinazione unitamente all’elenco delle sedi disponibili invitandolo
ad indicare le proprie preferenze.
6. Il personale che non accetta la destinazione o che, dopo
l’accettazione, non assume servizio, viene depennato da tutte le
graduatorie.

Art. 47.
Esaurimento di graduatoria
1. Nei casi di sopravvenuta urgente necessita’ di assegnare
personale ai posti per i quali non sia possibile provvedere mediante
ricorso alle graduatorie, per esaurimento delle stesse,
l’amministrazione, consultate le OO.SS., nel rispetto delle norme
contenute nel presente accordo, ha facolta’ di attingere alle
graduatorie di altre aree linguistiche, con il consenso
dell’interessato. Similmente, in caso di esaurimento di graduatorie,
sono considerati nominabili per l’anno scolastico 2001/2002 per i
posti all’estero anche coloro che, a seguito di precedente rinuncia
erano stati esclusi dalle nomine per i successivi tre anni.

Art. 48.
Durata del servizio all’estero
1. Il personale destinatario del presente contratto viene inviato
a prestare servizio all’estero nell’anno scolastico 2001/2002 per un
periodo di cinque anni.

Art. 49.
Disposizioni finali
1. Sono fatti salvi, a tutti gli effetti, i provvedimenti gia’
adottati dall’amministrazione con riferimento al personale che si
trovava in servizio all’estero al momento dell’entrata in vigore
della legge n. 147/2000, e a quello che, inserito sulle graduatorie
permanenti del 1997, aspirava alla destinazione all’estero per l’anno
scolastico 2000/200l.

Titolo 6
Disposizioni conclusive
Art. 50.
Personale in particolari posizioni di stato
e dirigenti scolastici utilizzati presso
l’amministrazione centrale o regionale
della pubblica istruzione
1. Per i dirigenti scolastici ai quali, in base e nei limiti
stabiliti dalle norme vigenti, vengono assegnate dall’amministrazione
centrale o regionale della pubblica istruzione funzioni di
collaborazione in strutture di staff e in servizi di consulenza,
studio, ricerca e supporto alle istituzioni scolastiche autonome, le
determinazioni di cui al comma 7 dell’art. 23 sono assunte dai
responsabili degli uffici presso i quali detto personale e’
utilizzato in base ai seguenti criteri generali:
a) oggetto e complessita’ gestionale delle funzioni affidate;
b) posizione nell’ambito dell’organizzazione
dell’amministrazione;
c) responsabilita’ implicate dalla posizione;
d) requisiti richiesti per lo svolgimento dell’attivita’ di
competenza.
2. Trovano applicazione per i tipi di incarichi di cui al comma
1, l’art. 19, comma 1, secondo periodo, del decreto legislativo n.
165/2001, nonche’, in quanto applicabili, i criteri generali
richiamati dall’art. 13.
3. Si applica a tutto il personale compreso nell’area V della
dirigenza l’art. 18, comma 4 del CCNQ 7 agosto 1998 relativo alle
modalita’ di utilizzo dei distacchi, delle aspettative e dei
permessi.
Il periodo trascorso dal personale compreso nell’area V in
posizione di comando, distacco, esonero, aspettativa sindacale,
utilizzazione e collocamento fuori ruolo, con retribuzione a carico
dell’amministrazione della pubblica istruzione, e’ valido a tutti gli
effetti come servizio di istituto nella scuola, anche ai fini
dell’accesso al trattamento economico accessorio. A detto personale
competono, pertanto, tutte le voci retributive, ivi compresa la
retribuzione di posizione (parte fissa e parte variabile) e di
risultato. La retribuzione di posizione (parte variabile) e quella di
risultato sono previste nella misura media nel caso in cui il
dirigente non sia utilizzato presso l’amministrazione centrale o
regionale. Gli stessi ricevono un incarico nominale per la durata
corrispondente. Le sedi affidate per incarico nominale diventano
disponibili per altro incarico.
Restano ferme le disposizioni in vigore che prevedono la
validita’ del periodo trascorso da questo personale scolastico in
altre situazioni di stato che comportano assenza dalla scuola.

Art. 51.
Norma di salvaguardia
Le norme legislative, amministrative o contrattuali non
esplicitamente abrogate o disapplicate dal presente CCNL, restano in
vigore in quanto compatibili.
Del pari si applicano le norme esistenti per la dirigenza
ministeriale in quanto compatibili.

Tabelle
Vedere tabelle di pag. 75 allegate in formato zip

DICHIARAZIONE CONGIUNTA
Le amministrazioni interessate valuteranno congiuntamente la
possibilita’ di indire una procedura unica di identificazione della
societa’ di assicurazione che possa riguardare, ai fini
dell’assicurazione di cui all’art. 36, anche i dirigenti dell’area I,
al fine di ottenere economie di scala.

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