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N. 89 ORDINANZA (Atto di promovimento) 11 dicembre 2001. Ordina...

N. 89 ORDINANZA (Atto di promovimento) 11 dicembre 2001. Ordinanza emessa l'11 dicembre 2001 dalla Corte di cassazione sul ricorso proposto da Belfrontizio S.r.l. contro Comune di Acireale Giustizia amministrativa - Devoluzione al giudice amministrativo delle controversie in materia di edilizia e urbanistica e riserva al giudice ordinario delle sole controversie relative alla determinazione e corresponsione delle indennita' in conseguenza di atti espropriativi o ablativi...

N. 89 ORDINANZA (Atto di promovimento) 11 dicembre 2001.

Ordinanza emessa l’11 dicembre 2001 dalla Corte di cassazione sul
ricorso proposto da Belfrontizio S.r.l. contro Comune di Acireale

Giustizia amministrativa – Devoluzione al giudice amministrativo
delle controversie in materia di edilizia e urbanistica e riserva
al giudice ordinario delle sole controversie relative alla
determinazione e corresponsione delle indennita’ in conseguenza di
atti espropriativi o ablativi – Conseguente istituzione di una
nuova figura di giurisdizione esclusiva e piena sulle controversie
aventi ad oggetto atti, provvedimenti o comportamenti delle
pubbliche amministrazioni in materia di edilizia e urbanistica, ivi
comprese quelle relative al risarcimento del danno ingiusto –
Esorbitanza dai limiti della legge delegante – Richiamo alla
sentenza della Corte costituzionale n. 292/2000.
– D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 80, artt. 34, commi 1 e 2, e 35, comma 1.
– Costituzione, artt. 76 e 77, primo comma.

(GU n. 11 del 13-3-2002)
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

Ha pronunciato la seguente ordinanza sul ricorso per regolamento
preventivo di giurisdizione iscritto al n. 10412/2000 del R.C.
AA.CC., proposto da Belfrontizio S.r.l., in persona del presidente
p.t. Rosa Leotta, elettivamente domiciliata in Roma, via Isonzo
n. 50, presso lo studio dell’avv. Giovanni Compagno che la
rappresenta e difende come da procura per notaio Antonio D’Amico in
Acireale del 2 maggio 2000, rep. n. 117165, ricorrente;
Contro comune di Acireale, intimato, in relazione al giudizio
(r.g. n. 13315/1999) pendente avanti il Tribunale di Catania –
Sezione distaccata di Acireale.
Udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del
6 aprile 2001 dal cons. dott. Antonino Elefante.
Sentito l’avv. Martino per delega dell’avv. Compagno.
Udito il p.m. in persona del sost. proc. generale dott. Domenico
Iannelli che ha concluso per l’affermazione della giurisdizione del
giudice amministrativo.

Considerato in fatto

La Belfrontizio s.r.1., con sede in Acireale, propone ricorso
(notificato in data 8 maggio 2000) alle sezioni unite della Corte di
cassazione per regolamento preventivo di giurisdizione al fine di
conoscere, sebbene lasci intendere di propendere per la giurisdizione
del giudice amministrativo, a quale autorita’ giudiziaria appartenga
la controversia instaurata contro il comune di Acireale, avendo adito
contemporaneamente (il 29 novembre 1999) sia il Tribunale
amministrativo della Sicilia, sezione distaccata di Catania, sia il
Tribunale civile di Catania, sezione distaccata di Acireale, e
chiesto, in entrambi i giudizi, il risarcimento dei danni da essa
attrice patiti a seguito di preteso inadempimento di quel comune alla
convenzione di lottizzazione stipulata in data 30 ottobre 1989, e in
subordine il pagamento dell’indennizzo per arricchimento senza causa.
Con tale convenzione, afferma la soc. Belfrontizio, era stato
pattuito che essa avrebbe eseguito la lottizzazione per fini
edificatori su di un’area di sua proprieta’ sita nel comune di
Acireale mediante la realizzazione di alcune opere di urbanizzazione,
specificamente elencate nell’art. 5 (rete viaria, fosse biologiche,
rete di approvvigionamento idrico, di distribuzione di energia
elettrica e di illuminazione pubblica, rete telefonica, spazi
destinati a verde attrezzato e a parcheggio, etc.), le quali erano
state puntualmente eseguite e trasferite gratuitamente al comune. Ma
l’istanza di essa societa’ del 31 gennaio 1997 di concessione
edilizia relativamente al lotto n. 25, facente parte della
lottizzazione, non veniva accolta dal comune, il quale con
raccomandata del 17 aprile 1997 comunicava che la pratica era stata
archiviata a causa della non efficacia del P.R.G. della zona.
Aggiunge la soc. Belfrontizio che a causa del mancato adempimento
del comune essa ha subito enormi danni consistenti nel lucro cessante
costituito dalla mancata utilizzazione edilizia – sia in via diretta,
sia mediante vendita a terzi – dei lotti in cui si e’ articolata la
lottizzazione medesima, sia per le cospicue spese occorse per la
pratica e la realizzazione di tutte le opere di urbanizzazione
primarie e secondarie, sia per il mancato godimento del prezzo della
vendita dei lotti, nonche’ per la perdita della destinazione agricola
del terreno a causa delle infrastrutture realizzate.
Fa presente la soc. Belfrontizio che il ricorso per regolamento
viene proposto perche’ il comune di Acireale, nel costituirsi in
giudizio davanti al Tribunale civile di Catania, ha eccepito il
difetto di giurisdizione del giudice ordinario, sul presupposto che
la controversia vada devoluta al giudice amministrativo in sede di
giurisdizione esclusiva ai sensi dell’art. 34 del d.lgs. del 31 marzo
1998, n. 80 (ora art. 7, lett. b, della legge 21 luglio 2000,
n. 205), in materia urbanistica, edilizia e uso del territorio.
Osserva, infine, che, stante le diverse posizioni ed oscillazioni
tanto in dottrina quanto in giurisprudenza, il ricorso viene proposto
anche perche’ non sono certi i confini della giurisdizione esclusiva
del Tribunale amministrativo regionale in tema di risarcimento del
danno ingiusto e di arricchimento senza causa.
Il comune di Acireale non si e’ costituito.

Considerato in diritto

Come risulta dalla suddetta esposizione la controversia trae
origine dalla convenzione di lottizzazione stipulata in data 30
ottobre 1989 tra il comune di Acireale e la soc. Belfrontizio,
lamentando quest’ultima l’inadempimento del comune e chiedendo il
risarcimento del danno.
Cio’ comporta, ad avviso del collegio, che occorre aver riguardo,
ai fini della questione di giurisdizione, alla normativa scaturente
dal combinato disposto degli artt. 34 e 35, comma 1, del d.lgs. n. 80
del 1998, disponendo l’art. 34, nei primi due commi, che: “Sono
devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo le
controversie aventi ad oggetto gli atti, i provvedimenti ed i
comportamenti delle amministrazioni pubbliche in materia urbanistica
ed edilizia”. “Agli effetti del presente decreto, la materia
urbanistica concerne tutti gli aspetti dell’uso del territorio”.
L’art. 35, primo comma, a sua volta, sancisce che: “Il giudice
amministrativo, nelle controversie devolute alla sua giurisdizione
esclusiva, ai sensi degli artt. 33 e 34, dispone, anche attraverso la
reintegrazione in forma specifica il risarcimento del danno
ingiusto”.
Non v’e’ dubbio che in tale disciplina (come sostenuto dalla
ricorrente societa’ Belfrontizio) va ricondotta la controversia in
esame, atteso che risulta proposta in via principale domanda avente
ad oggetto risarcimento del danno per comportamento della P.A.
(omesso rilascio di concessione edilizia) nella fase di attuazione
del piano di lottizzazione, costituente strumento urbanistico di
dettaglio concernente l’uso del territorio, in relazione alla quale
va affermata, ai sensi delle suindicate disposizioni, e tenuto conto
dell’instaurazione del giudizio successivamente al 30 giugno 1998 (ai
sensi dell’art. 45, comma 18, d.lgs. n. 80 del 1998), la
giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, vertendosi in
materia urbanistica.
Il fatto che la controversia involga anche la convenzione di
attuazione del piano di lottizzazione (secondo lo schema previsto
dall’art. 28 della legge 17 agosto 1942, n. 1150, come modificato
dall’art. 8 della legge 6 agosto 1967, n. 765) non vale a far
ritenere applicabile l’art. 11, comma 5, della legge 7 agosto 1990,
n. 241 (che attribuisce alla giurisdizione esclusiva del giudice
amministrativo le controversie in materia di formazione, conclusione
ed esecuzione degli accordi conclusi dall’amministrazione con gli
interessati al fine di determinare il contenuto discrezionale del
provvedimento finale o in sostituzione di questo), atteso che
all’art. 34 del d.lgs. n. 80 del 1998 va attribuita, in ragione della
sua specificita’ di norma sulla giurisdizione in materia urbanistica
ed edilizia e della sua tendenziale onnicomprensivita’, efficacia
derogatoria, ai fini della attribuzione della giurisdizione sulle
controversie in materia di urbanistica, rispetto alla normativa
precedente, ivi compresa quella dettata dal citato art. 11 (che eleva
a criterio di attribuzione non gia’ la “materia” sulla quale incide
il provvedimento finale, bensi’ la peculiare tipologia dell’atto
destinato al perseguimento del pubblico interesse, che deve
consistere in un “accordo”), in quanto applicabile anche all’ipotesi
di accordi conclusi in materia urbanistica.
Parimenti non e’ piu’ attuale il riferimento all’art. 16 della
legge 28 gennaio 1977, n. 10, che attribuiva al giudice
amministrativo i ricorsi giurisdizionali contro i provvedimenti con i
quali la concessione edilizia viene data o negata, nonche’ contro la
determinazione e liquidazione del contributo di urbanizzazione e
delle sanzioni amministrative. Anche tale norma (nel cui ambito
peraltro neppure rientrerebbe la controversia in esame, in ragione
dell’oggetto principale della pretesa azionata) deve infatti
ritenersi sostituita dalla successiva specifica disciplina dettata
dall’art. 34 del d.lgs. n. 80 del 1998 circa l’attribuzione della
giurisdizione sulle controversie in materia di edilizia ed
urbanistica.
Una volta cosi’ individuata la norma regolatrice della
giurisdizione va osservato che quest…

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