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N. 90 ORDINANZA (Atto di promovimento) 22 dicembre 2001. Ordina...

N. 90 ORDINANZA (Atto di promovimento) 22 dicembre 2001. Ordinanza emessa il 22 dicembre 2001 dal tribunale amministrativo regionale del Friuli-Venezia Giulia sul ricorso proposto da Societa' Marmifera Gorlato S.r.l. contro Comune di Duino Aurisina ed altra Edilizia e urbanistica - Regione Friuli-Venezia Giulia - Vincoli di inedificabilita' o preordinati all'espropriazione - Reiterabilita' a tempo indeterminato - Sostanziale natura espropriativa.....

N. 90 ORDINANZA (Atto di promovimento) 22 dicembre 2001.

Ordinanza emessa il 22 dicembre 2001 dal tribunale amministrativo
regionale del Friuli-Venezia Giulia sul ricorso proposto da Societa’
Marmifera Gorlato S.r.l. contro Comune di Duino Aurisina ed altra

Edilizia e urbanistica – Regione Friuli-Venezia Giulia – Vincoli di
inedificabilita’ o preordinati all’espropriazione – Reiterabilita’
a tempo indeterminato – Sostanziale natura espropriativa, senza
previsione di indennizzo Violazione del principio di
indennizzabilita’ delle misure espropriative – Richiamo alla
sentenza della Corte costituzionale n. 179/1999.
– Legge Regione Friuli-Venezia Giulia, 19 novembre 1991, n. 52, artt.
36, primo comma, 37, 38 e 39.
– Costituzione, art. 42, comma terzo.

(GU n. 11 del 13-3-2002)
IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE

Ha pronunciato la seguente ordinanza sul ricorso n. 659/2000
proposto dalla societa’ Marmifera Gorlato S.r.l., in persona del
legale rappresentante, rappresentata e difesa dagli avv. Cesare
Pellegrini e Lorenzo Pellegrini, con domicilio eletto presso lo
studio dei medesimi, in Trieste, via XXX Ottobre n. 19;
Contro:
1) il Comune di Duino Aurisina, in persona del sindaco pro
tempore, rappresentato e difeso dall’avv. Federico Rosati, con
domicilio eletto presso lo studio del medesimo, in Trieste, via
Donota n. 3;
2) la Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia, in persona del
presidente della giunta regionale pro tempore, rappresentata e difesa
dall’avv. Mauro Cossina dell’ufficio legislativo e legale, con
domicilio eletto presso il medesimo ufficio, in Trieste, via Milano
n. 1;
Per l’annullamento:
1) della deliberazione del consiglio comunale di Duino
Aurisina n. 36 del 29-30 settembre l999, con la quale l’intimato
comune ha approvato la variante generale n. 18 al vigente P.R.G.C.,
nonche’ degli atti prodromici, presupposti, conseguenziali e comunque
connessi;
2) del decreto n. 0173/Pres. del 25 maggio 2000, con il quale
il presidente della giunta regionale ha confermato la esecutivita’
della cennata deliberazione consiliare n. 36/1999, disponendo
l’introduzione delle modifiche indispensabili per il totale
superamento delle riserve formulate in ordine alla variante con
deliberazione della giunta regionale n. 2472 del 28 agosto 1998,
nonche’ degli atti prodromici, presupposti, conseguenziali e comunque
connessi;
3) della cennata deliberazione n. 36/1999, nella parte in cui
si e’ previsto l’inserimento dell’immobile di cui alla p.c.
n. 1342/1996 del c.c. di Aurisina Cave (terreno di proprieta’ della
ricorrente) nell’ambito di progettazione unitaria denominato
“P4-Aurisina Cave”, con vincolo di destinazione a “verde pubblico-V”;
Per la fissazione di idonea misura riparatoria anche in senso
specifico per l’omessa previsione di indennizzo, o, in subordine, di
un congruo indennizzo per la illegittima reiterazione del vincolo di
inedificabilita’ assoluta sull’immobile di proprieta’ della
deducente;
Visto il ricorso, ritualmente notificato e depositato presso la
segreteria generale con i relativi allegati;
Visti gli atti tutti di causa;
Data per letta alla pubblica udienza del 27 novembre 2001 la
relazione del consigliere Vincenzo Farina ed uditi i difensori delle
parti costituite;
Ritenuto e considerato in fatto ed in diritto quanto segue:

F a t t o

Il ricorso mira all’annullamento:
1) della deliberazione del consiglio comunale di Duino
Aurisina n. 36 del 29-30 settembre 1999, con la quale l’intimato
comune ha approvato la variante generale n. 18 al vigente P.R.G.C.,
nonche’ degli atti prodromici, presupposti, conseguenziali e comunque
connessi;
2) del decreto n. 0173/Pres. del 25 maggio 2000, con il quale
il presidente della giunta regionale ha confermato la esecutivita’
della cennata deliberazione consiliare n. 36/1999, disponendo
l’introduzione delle modifiche indispensabili per il totale
superamento delle riserve formulate in ordine alla variante con
deliberazione della giunta regionale n. 2472 del 28 agosto 1998,
nonche’ degli atti prodromici, presupposti, conseguenziali e comunque
connessi;
3) della cennata deliberazione n. 36/1999, nella parte in cui
si e’ previsto l’inserimento dell’immobile di cui alla p.c.
n. 1342/1996 del c.c. di Aurisina Cave (terreno di proprieta’ della
ricorrente) nell’ambito di progettazione unitaria denominato
“P4-Aurisina Cave”, con vincolo di destinazione a “verde pubblico-V”.
La ricorrente ha chiesto, altresi’, che il tribunale fissi una
idonea misura riparatoria, anche in senso specifico, per l’omessa
previsione di indennizzo, o, in subordine, di un congruo indennizzo
per la illegittima reiterazione del vincolo di inedificabilita’
assoluta sull’immobile di sua proprieta’.
Dopo aver ricordato le vicende che hanno riguardato la proprieta’
sopra indicata (inizialmente edificabile), a sostegno del gravame la
ricorrente ha dedotto i seguenti mezzi:
1. – Violazione di legge: artt. 36 e 39 della legge regionale
n. 52/1991; prima circolare applicativa prot. P.T./10961/4.101 del 2
dicembre 1991, par. 4; quarta circolare applicativa prot. P.T.
79769/4.102 del 5 ottobre 1992, par. 3.3.1 – Eccesso di potere:
difetto di motivazione – difetto di istruttoria-illogicita’
manifesta, nella reiterazione del vincolo espropriativo.
La ricorrente lamenta che il comune, con la gravata variante,
abbia reiterato, senza indennizzo, un vincolo di inedificabilita’
assoluta sul proprio terreno, in assenza delle condizioni
legittimanti questa reiterazione.
2. – Violazione di legge: art. 32, terzo e settimo comma della
legge regionale n. 52/1991 – Eccesso di potere per difetto di
motivazione sulla opposizione presentata.
La deducente lamenta che la risposta data dal comune alla
opposizione a suo tempo presentata sia del tutto insoddisfacente.
3. – Violazione di legge: art. 5 D.P.G.R. 20 aprile 1995
n. 0126/Pres. anche in rapporto al Titolo IV, Capo I, e in
particolare all’art. 30, commi 1/F e 5/A/1 della legge regionale
n. 52/1991 per difetto degli “strumenti normativi” della variante
generale – art. 32, comma 3, della legge regionale n. 52/1991 –
Eccesso di potere: violazione del principio della “par condicio” dei
cittadini, del giusto procedimento e della trasparenza dell’azione
amministrativa in rapporto alla pari possibilita’ dei cittadini
direttamente interessati di presentare osservazioni ed opposizioni al
P.R.G.C. prima della approvazione di un piano variato sostanzialmente
anche d’ufficio dal comune.
La ricorrente si duole del fatto che il comune ha mantenuto la
situazione di inedificabilita’ del terreno in questione,
disattendendo lo spirito e la lettera delle disposizioni rubricate.
4. – Eccesso di potere: difetto di motivazione sul
sovradimensionamento degli standard urbanistici – violazione di
legge: art. 32 comma B) della legge regionale n. 52/1991 e del PURG.
Titolo III, art. 33.
La deducente lamenta la mancata motivazione da parte del comune
in ordine al rubricato sovradimensionamento.
5. – Eccesso di potere: difetto assoluto di motivazione in ordine
alla previsione di indennizzo a fronte della reiterazione del vincolo
urbanistico – violazione di legge: art. 7, nn. 2, 3 e 4, e 40 legge
17 agosto 1942 n. 1150 e art. 2, primo comma, legge 19 novembre 1968,
n. 1187.
L’istante si duole del fatto che la reiterazione del vincolo de
quo non sia stata accompagnata dalla previsione del dovuto
indennizzo.
6. – Eccesso di potere: grave illogicita’, carenza di istruttoria
e irrazionalita’ parziale della del.cons. n. 64 DD. 26 giugno 1995
contenente le direttive per il nuovo P.R.G. per il fabbisogno
residenziale – violazione di legge (art. 30 comma 1 lett. A) della
legge regionale n. 52/1991 in rapporto all’art. 31, comma 2, della
legge regionale n. 52/1991) per parziale contrasto fra le direttive e
il progetto di piano.
L’istante assume sono i profili rubricati la illegittimita’ della
gravata variante.
7. – Diritto all’indennizzo per le illegittime reiterazioni del
vincolo espropriativo senza contestuale previsione dello stesso.
La ricorrente sviluppa le argomentazioni gia’ precedentemente
svolte sul punto.
Sotto questo profilo deduce, poi, la illegittimita’
costituzionale, per violazione dell’art. 42, terzo comma della
Costituzione, degli artt. 36, primo comma, 37, 38 e 39 della legge
regionale 19 novembre 1991, n. 52, nella parte in cui consentono la
reiterazione dei vincoli urbanistici di contenuto espropriativo,
decaduti per decorso quinquennio dalla loro adozione, senza la
previsione di un indennizzo: cio’ in conformita’ ai principi dettati
dalla Corte costituzionale con la fondamentale sentenza 20 maggio
1999, n. 179.
Si sono costituiti in giudizio gli intimati comune e regione,
chiedendo il rigetto del gravame.
Con ordinanza n. 95 del 31 maggio 2001 il tribunale ha ritenuto
indispensabile, ai fini del decidere:
1) sapere se il terreno di proprieta’ della ricorrente
societa’ (p.c. n. 1342/1996 sita in Aurisina Cave) fosse soggetto,
precedentemente alla impugnata variante n. 18, ad un vincolo
espropriativo (come definito dalla normativa nazionale e regionale:
legge 19 novembre 1968, n. 1187 e legge regionale 19 novembre 1992,
n. 52), giuste le asserzioni della ricorrente; e, in caso
affermativo, conoscere:
a) la esatta …

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