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Analisi delle risultanze di consuntivo per servizi, programmi e proget...

Analisi delle risultanze di consuntivo per servizi, programmi e progetti.

Circolare n° 44 del 15 maggio 1998
MINISTERO DEL TESORO, DEL BILANCIO
E DELLA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA
recante
“Analisi delle risultanze di
consuntivo per servizi, programmi e progetti”

G.U. n° 119 del 25
maggio 1998

Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri –
Gabinetto

(omissis)

L’art. 22, quinto comma, della legge 5 agosto
1978, n. 468, prescrive che al rendiconto venga allegata una
illustrazione dei dati di consuntivo dalla quale risulti il
significato amministrativo ed economico delle risultanze
contabilizzate di cui vengano posti in particolare evidenza i costi
sostenuti e i risultati conseguiti per ciascun servizio, programma e
progetto in relazione agli obiettivi e agli indirizzi del programma di
Governo.

L’indicata illustrazione per il 1997, come di consueto, deve
integrare il rendiconto generale, il quale deve essere presentato
entro il termine inderogabile del 30 giugno 1998, in modo da
costituire un adeguato strumento di valutazione della gestione
svolta.

La riforma del bilancio dello Stato introdotta con la legge 3
aprile 1997, n. 94, introduce rilevanti novità anche sotto il profilo
della valutazione degli oneri delle funzioni, dei servizi
istituzionali e dei programmi e progetti delle amministrazioni,
coniugando risorse, servizi, strutture e risultati e introducendo tra
l’altro la contabilità analitica per il controllo di gestione.

È
appena il caso di evidenziare che la nuova struttura di bilancio,
trovando la prima applicazione nel corrente anno, non comporta
modifiche alla precedente impostazione prevista per l’analisi delle
risultanze della gestione concernente il consuntivo 1997.

Premesso
quanto sopra, si invitano le amministrazioni centrali ed autonome a
voler fornire con la dovuta sollecitudine le richieste note
informative, che dovranno, comunque, pervenire al Dipartimento della
Ragioneria generale dello Stato – Ispettorato generale del bilancio –
Divisione III, improrogabilmente entro il 15 giugno p. v., onde
consentirne il necessario coordinamento. Al fine di evitare i
rilevanti ritardi verificatisi negli anni precedenti, che, in taluni
casi, non hanno permesso il rispetto della soprarichiamata normativa,
si raccomanda il piu rigoroso rispetto di detto termine.

In
considerazione, poi, della necessaria omogeneità di esposizione, le
amministrazioni in indirizzo sono pregate di svolgere le analisi in
parola seguendo le indicazioni di massima di cui alle “note tecniche”
già trasmesse negli anni scorsi (delle quali ad ogni buon fine si
invia copia) con gli adattamenti e le integrazioni derivanti dalle
peculiarità proprie di ciascuna amministrazione e, comunque, sulla
scorta dei dati finanziari di cui all’elaborato allegato.

Attesa
l’importanza dei sopra indicati adempimenti, si confida nella
collaborazione di tutte le amministrazioni interessate, assicurando la
piu ampia disponibilità per ogni chiarimento utile alla puntuale
applicazione della richiamata normativa.

p. n Ministro:
GIARDA

ALLEGATO I

NOTE TECNICHE PER L’ANALISI DELLE RISULTANZE DI
CONSUNTIVO PER SERVIZI, PROGRAMMI E PROGETTI

A) SPESE

Per quanto
concerne le spese, la relazione si soffermerà sugli aspetti
significativi dell’attività svolta nell’esercizio considerato in
rapporto alle risultanze finanziarie della gestione.

Essa sarà
strutturata in due parti: una premessa di carattere generale, nella
quale saranno descritte le linee generali dell’azione
politico-amministrativa svolta nell’esercizio in relazione agli
obiettivi e agli indirizzi programmatici già esplicitati in sede di
nota preliminare al bilancio di previsione; e una sezione dedicata
all’analisi amministrativa per servizi e a quella funzionale per
programmi e progetti con analitica indicazione dei costi sostenuti e
dei risultati conseguiti.

In tale seconda parte, organicamente
coordinata per tutto il dicastero, le amministrazioni dovranno con
particolare attenzione considerare accanto ai singoli aggregati
finanziari, individuati come centro di costo, i risultati conseguiti
in termini di concrete realizzazioni di servizi, opere e beni, dando
conto, in definitiva, dello stato di attuazione dei vari indirizzi
programmatici deliberati.

L’individuazione e la quantificazione di
tali centri di costo secondo lo schema fissato dal richiamato art. 22
della legge n. 468/1978, sono affidate da un lato alla classificazione
amministrativa per rubriche e dall’altro alla classificazione
funzionale per programmi e progetti di spesa, anche in relazione al
disposto del quarto comma dell’art. 4 deIla medesima legge n.
468/1978, come si evince dall’unito elaborato meccanografico.

In tale
documento la spesa di bilancio viene considerata per capitolo,
distintamente per fase di gestione (impegni, pagamenti in conto
competenza ed in conto residui, residui finali), nella seguente
disaggregazione: per rubriche, in relazione ai servizi
interessati;

nell’ambito delle rubriche, per sezioni e livelli
inferiori della classificazione funzionale in relazione
all’individuazione dei programmi e progetti;

nell’ambito del codice
funzionale di terzo livello (ovvero di secondo livello, ove manchi il
terzo), per categorie e livelli inferiori della codificazione
economica, in relazione alla natura della spesa.

Sulla scorta di tali
analitiche informazioni – le quali, pur essendo in qualche caso non
definitivo in relazione ai tempi dell’elaborazione, consentono di
avere un quadro sufficientemente certo dell’andamento dei centri di
costo – le amministrazioni dorranno relazionare sui risultati
conseguiti per ciascuna rubrica di bilancio, con distinto riferimento
agli eventuali servizi che la compongono e, nel loro ambito, per
ciascun aggregato funzionale.

L’ulteriore disaggregazione economica
degli aggregati funzionali ha lo scopo di fornire indicazioni, il piu
possibile dettagliate, sulla natura della spesa e sui destinatari
dell’erogazione.

Sembrano questi ultimi, infatti, i parametri
significativi cui rapportare una indicazione sia pure sommaria
passibile pertanto di tutte le integrazioni e i completamenti che
dovessero ritenersi opportuni – degli elementi informativi intesi a
determinare le concrete realizzazioni in termini di risultati
conseguiti.

In tale quadro, le amministrazioni esporranno, per
ciascuna rubrica di spesa articolata per programmi e progetti secondo
la classificazione funzionale, i seguenti elementi informativi, che si
ripete rivestono carattere orientativo:

a) per le spese di personale
in servizio (categoria II), il numero delle unità con il relativo
costo globale medio pro-capite, la consistenza organica e le eventuali
differenze con la situazione di fatto alla fine dell’esercizio; le
nuove assunzioni, definitive o in corso di definizione; eventuali
indici di efficienza e di produttività del permeale, ecc.;

b) per
l’acquisto di beni e servizi (categoria IV), elementi in ordine alle
quantità e alle qualità degli stessi, distintamente per aggregato
economico di terzo livello; al numero e al tipo dei contratti di
acquisto o di fornitura definiti nel corso della gestione con
riferimento alla loro fase procedimentale in essere alla chiusura
dell’esercizio, ecc.

Particolare cura dovrà essere dedicata agli
acquisti o alle costruzioni di beni durevoli la cui spesa viene
allocata per convenzione in tale aggregato pur essendo caratterizzata
da elementi propri delle spese di investimento (ad esempio, interventi
promozionali per l’ammodernamento delle Forze armate).

In tal caso,
l’analisi dei risultati sarà condotta in base agli elementi
orientativi di cui alla seguente lettera e);

c) per i
trasferimenti correnti (categoria V), distinti a seconda degli
operatori destinatari e del tipo di erogazione (codici economici di 2°
e di 3° livello), dovranno porsi in luce, in relazione alle singole
autorizzazioni di spesa, i principali fattori che hanno determinato
gli effettivi impegni di bilancio e le cause più rilevanti che
eventualmente non hanno consentito il completamento dell’iter di spesa
fino alla fase del pagamento.

Ove si tratti di erogazione i cui
destinatari non sono individuati dall’autorizzazione di spesa, occorre
specificare i concreti beneficiari dell’impegno, quantificandoli per
categorie omogenee e dando conto dei criteri seguiti nella loro
individuazione;

d) per gli interessi (categoria VI), dovranno essere
esposti, i principali elementi dei piani di ammortamento che hanno
dato luogo agli impegni di spesa, individuando, ove possibile, i
beneficiari delle erogazioni per categorie omogenee (imprese,
famiglie, enti pubblici, ecc.);

e) per gli investimenti diretti
(categoria X e XI) sarà descritto lo stato di attuazione delle spese
programmate con riferimento alle fasi del procedimento per ogni
singola autorizzazione di spesa: numero e importo dei progetti, di
massima ed esecutivi; degli appalti aggiudicati corso di
aggiudicazione, quantità e qualità delle opere ultimate, stato di
avanzamento di quelle non ultimate, numero ed esito dei collaudi
espletati, anticipazioni e saldi erogati, ecc.

Oltremodo opportuno
per tale tipo di spese appare un raffronto tra programma inizialmente
previsto e risultati concretamente ostenuti, ponendo in evidenza le
cause delle eventuali discrasie riscontrate e suggerendo i conseguenti
rimedi;

f) per gli investimenti indiretti (categoria XII), attuati
mediante trasferimenti di capitale, l’esame dovrà incentrarsi da un
lato sulla tempestività delle previste erogazioni e, dall’altro sui
destinatari delle medesime, nonché, ove possibile, sul concreto
impiego dei fondi e sulle realizzazioni cui hanno dato luogo.

In
particolare, per i trasferimenti erogati in attuazione di programmi
settoriali di intervento, sarà dato conto ove possibile delle
effettive realizzazioni conseguite dai beneficiari in termini di opere
o servizi, ponendo in luce eventuali positivi riflessi sulla
situ…

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