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Ulteriori disposizioni e precisazioni a quanto già comunicato con la ...

Ulteriori disposizioni e precisazioni a quanto già comunicato con la circolare n. 3 del 20.5.1998 ai sensi degli articoli 1 e 2 del decreto interministeriale del 12.3.1998.

CIRCOLARE N. 8 del 3.11.1998: ulteriori disposizioni e precisazioni a
quanto già comunicato con la circolare n. 3 del 20.5.1998 ai sensi
degli articoli 1 e 2 del decreto interministeriale del
12.3.1998

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AGLI
ISTITUTI BANCARI

LORO SEDI

ALLE REGIONI A STATUTO SPECIALE E A
STATUTO ORDINARIO
ASSESSORATI AGRICOLTURA
– LORO SEDI –

PROVINCIE
AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO
ASSESSORATO AGRICOLTURA
– LORO SEDI

MINISTERO DEL TESORO
DIREZIONE GENERALE DEL TESORO
Serv. IV – Div.
XI
Via XX Settembre
– ROMA –

AIMA AZIENDA DI STATO SUL MERCATO
AGRICOLO
VIA PALESTRO, 81

CONFEDERAZIONE NAZIONALE COLTIVATORI
DIRETTI
VIA XXIV MAGGIO, 43
00185 – ROMA –

CONFEDERAZIONE NAZIONALE
AGRICOLTURA
C.SO VITTORIO EMANUELE, 101
00186 – ROMA –

CONFEDERAZIONE
ITALIANA AGRICOLTORI
VIA MARIANO FORTUNY, 20
00196 – ROMA

CONFEDERAZIONE PRODUTTORI AGRICOLI “COPAGRI”
C.SO VITTORIO EMANUELE
II, 326
00100 – ROMA –

UNALAT
VIA PARIGI, 11
00185 – ROMA

ASSOCIAZIONE BANCARIA ITALIANA A.B.I.
P.ZZA DEL GESU’, 49
00100 –
ROMA

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L’Amministrazione
sta dando corso alla verifica delle rendicontazioni trasmesse dagli
Istituti Bancari e previste dalla circolare del 20.5.1998 n. 3,
pubblicata nella G.U. del 17.6.1998 n. 139.

Da un primo esame sono
stati rilevati comportamenti che non si ritengono aderenti alle
disposizioni della circolare e ai principi preposti ai rapporti di
questa Amministrazione con le Banche erogatrici dei prestiti, in
funzione della legge in questione.

I comportamenti non in linea
attengono ai seguenti aspetti che di seguito si vanno a trattare.

PUNTO 1 – Difformità tra numero istanze ammesse all’intervento
pubblico e numero di istanze rendicontate.

Con i provvedimenti di
saldo sono stati accreditati, come da formale comunicazione
singolarmente resa a ciascuna Banca, le somme dovute sul numero delle
istanze di prestito presentate dalle aziende zootecniche alle stesse
Banche ed ammesse al contributo statale a seguito di autorizzazione
rilasciata dalle competenti Regioni. E’ noto come il processo di
individuazione delle istanze e dei relativi importi di contributo è
stato particolarmente elaborato proprio per giungere alla
corrispondenza tra dati forniti dalle Banche e dati
regionali.

Pertanto, come risulta di tutta evidenza dalla scheda,
predisposta con la circolare n. 3 del 20.5.1998 (Allegato A), per i
riscontri di competenza di questo Ministero è indispensabile che nelle
schede stesse siano riportate tutte le istanze prese in considerazione
in sede di erogazione dei saldi, anche se, successivamente, non
portate a buon fine dalla banca per questioni di merito creditizio o
per altre ragioni. E’ inoltre necessario evidenziare eventuali
differenze tra il contributo accreditato dal Ministero e quello
effettivamente liquidato all’azienda.

Le Banche che non si sono
adeguate alle disposizioni della circolare, sopra ulteriormente
esplicitate, sono invitate a rielaborare l’allegato A, e il supporto
magnetico previsto al punto 1.4 della circolare stessa e a
ritrasmettere il tutto al Ministero.

PUNTO 2 – Conteggio degli
interessi maturati a favore del Ministero.

Il decreto
interministeriale 21.4.1997 n. 83603 all’art. 2, commi 3 e 4, e la
richiamata circolare 20.5.1998 n. 3 hanno previsto che ciascuna banca,
fosse tenuta a versare le somme ricevute dall’Amministrazione in
apposito conto vincolato intestato al Ministero.

Tale conto avrebbe
prodotto, a favore della stessa Amministrazione, interessi attivi pari
al TUS vigente nel periodo di riferimento diminuito di un punto, dal
momento dell’accredito delle somme corrisposte e fino alla messa a
disposizione delle stesse a favore delle aziende zootecniche.

L’art.
4, 2° comma dello stesso decreto interministeriale regolava la
procedura di messa a disposizione del contributo pubblico alle aziende
per le quali non erano state risolte alla data del 1.7.1997 questioni
di merito creditizio.

E’ stato previsto che, ove si presentasse la
necessità di cui al richiamato art. 4, comma 2, a favore del Ministero
sarebbero maturati interessi sulle somme accreditate nei predetti
conti correnti vincolati intestati alle singole aziende per il periodo
di giacenza intercorrente dall’accreditamento del contributo da parte
della stessa Banca alla data di definizione dell’operazione.

Le
disposizioni di cui sopra sono state opportunamente richiamate nella
circolare del 20.5.1998, n. 3 ai punti 1.1 e 1.2.

Ne consegue che
gli importi maturati a titolo di interesse sul conto corrente
vincolato fruttifero intestato al Ministero (art. 2 commi 3 e 4 del
decreto interministeriale 21.4.1997) e sugli eventuali conti correnti
vincolati intestati alle singole aziende (art. 4, comma 2° dello
stesso decreto) costituiscono, già dal momento della chiusura del
rapporto con l’azienda, nuovo capitale sul quale vanno riconosciuti
gli interessi semplici al TUS vigente, diminuito di un punto, fino al
momento della restituzione delle somme secondo le modalità indicate
nella già citata circolare n. 3/1998 punto 1.4.

PUNTO 3 – Natura
dei c/c vincolati fruttiferi

3.1 – Imposta di bollo

Come fatto gi
presente con la lettera circolare del 16.3.1998 n. 83434 i c/c
vincolati fruttiferi intestati al Ministero devono essere considerati
“conti a destinazione specifica” diretti solo a registrare i movimenti
dei contributi accreditati e quindi sono esenti da spese di bollo e
commissioni.

Ciò si richiama in quanto talune banche nella
rendicontazione hanno fatto gravare sui conti le predette spese.

3.2 – Ritenute sugli interessi maturati a favore dello Stato

E’
stato riscontrato che sugli interessi comunque già conteggiati e
versati al Ministero, è stata operata da talune Banche la ritenuta ai
sensi dell’art. 26, II comma del D.P.R. 29.9.1973 n. 600.

Si segnala
alle Banche in indirizzo che la tipologia dei conti correnti previsti
dalla circolare n. 3/1998 rientra nel regime di esenzione di cui
all’art. 6 della legge 6 marzo 1998 n. 110, di conversione del D.L. 8
gennaio 1996, n. 6.

Trattasi infatti di conto produttivo di interessi
a favore del Ministero, allo stesso intestato, e quindi di fattispecie
analoga a quella prevista dall’art. 6 della richiamata legge n.
110/1996.

Al riguardo si richiama la circolare ABI del 27.3.1995 –
Serie Tributaria n. 16 – ove la materia viene opportunamente trattata
e chiarita, seppure con riferimento a conti di cui titolare il
Dicastero del Tesoro.

Le Banche in indirizzo sono invitate a rivedere
le proprie rendicontazioni alla luce dei chiarimenti sopra forniti, a
disporre, ove dovuto, un versamento integrativo secondo le modalità di
cui al punto 1.4 della circolare n. 3/1998, comprensivo degli
ulteriori interessi maturati sul conguaglio dovuto e non versato, e a
trasmetterne quietanza unitamente ad uno schema di calcolo.

Questo
Ministero invita ciascuna Banca a collaborare con sollecitudine
disponendo i necessari riscontri delle rendicontazioni già presentate
onde evitare l’insorgere di inutili contenziosi.

IL DIRETTORE
GENERALE

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