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Disposizioni integrative della legge 31 dicembre 1996, n. 675, sul tra...

Disposizioni integrative della legge 31 dicembre 1996, n. 675, sul trattamento di dati sensibili da parte dei soggetti pubblici.

Decreto Legislativo n°135 del 11 maggio 1999 recante
“Disposizioni
integrative della legge 31 dicembre 1996, n. 675, sul trattamento di
dati sensibili da parte dei soggetti pubblici”
G.U. n° 113 del
17.05.99

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Visti

Art. 1.- Ambito di applicazione e definizioni
Art. 2.- Modalità del
trattamento e informativa agli interessati
Art. 3.- Dati
trattati
Art. 4.- Operazioni eseguibili
Art. 5. Modificazioni alla
legge 31 dicembre 1996, n. 675
Art. 6.- Stato civile, anagrafi e liste
elettorali
Art. 7.- Cittadinanza, immigrazione e condizione dello
straniero
Art. 8.- Esercizio dei diritti politici e pubblicità
dell’attività di determinati organi
Art. 9. – Rapporti di lavoro

Art. 10.- Materia tributaria e doganale
Art. 11.-Attività di
controllo e ispettive
Art. 12.- I s t r u z i o n e
Art. 13.-
Benefici economici e abilitazioni
Art. 14.- Onorificenze, ricompense e
riconoscimenti
Art. 15.- Volontariato e obiezione di coscienza
Art.
16.- Attività sanzionatorie e di predisposizione di elementi di tutela
in sede amministrativa o giurisdizionale
Art. 17.-Tutela della
salute
Art. 18.-Interruzione volontaria della gravidanza
Art.
19.-Tossicodipendenze
Art. 20.-Portatori di handicap
Art. 21.-
Rapporti con enti di culto
Art. 22.- Statistica
Art. 23.-Ricerca
storica e archivi
Art. 24.- Entrata in
vigore

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IL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti

gli articoli 76 e 87 della
Costituzione;
Visto l’articolo 14 della legge 23 agosto 1988, n.
400;
Vista la legge 31 dicembre 1996, n. 675, e successive modifiche
ed integrazioni;
Vista la legge 31 dicembre 1996, n. 676, recante
delega al Governo in materia di tutela delle persone e di altri
soggetti rispetto al trattamento dei dati personali e le
raccomandazioni del Consiglio d’Europa ivi citate;
Vista la legge 6
ottobre 1998, n. 344;
Visto il decreto legislativo 6 novembre 1998, n.
389;
Sentito il Garante per la protezione dei dati personali;
Sentita
l’Autorità per l’informatica nella pubblica amministrazione;
Vista la
preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 21 aprile 1999;
Acquisito il parere delle competenti
Commissioni della Camera dei deputati e del Senato della
Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 7 maggio 1999;

Sulla proposta del
Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con i Ministri per
la funzione pubblica, per la solidarietà sociale, di grazia e
giustizia, dell’interno, degli affari esteri, delle finanze, del
tesoro, del bilancio e della programmazione economica, per i beni e le
attività culturali, della sanità, della pubblica istruzione e
dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica;

E m a n
a
il seguente decreto legislativo:

Capo I- PRINCIPI GENERALI IN
MATERIA DI TRATTAMENTO DI DATI PARTICOLARI DA PARTE DI SOGGETTI
PUBBLICI

Art. 1.- Ambito di applicazione e definizioni

1. Il
presente decreto:
a) definisce i principi generali in base ai quali i
soggetti pubblici sono autorizzati a trattare dati sensibili o
attinenti a particolari provvedimenti giudiziari ai sensi degli
articoli 22, comma 3, e 24 della legge 31 dicembre 1996, n. 675, nel
rispetto delle altre disposizioni previste dalla medesima legge;
b)
individua, inoltre, alcune rilevanti finalità di interesse pubblico,
per il cui perseguimento è consentito detto trattamento, nonchè le
operazioni eseguibili e i tipi di dati che possono essere trattati.
2.
Il presente decreto non si applica:
a) ai trattamenti di cui
all’articolo 4 della legge 31 dicembre 1996, n. 675, e all’articolo 1,
comma 1, lettera i), della legge 31 dicembre 1996, n. 676;
b) agli
enti pubblici economici, ai quali restano applicabili le disposizioni
previste per i soggetti privati, ai sensi della legge 31 dicembre
1996, n. 675;
c) ai trattamenti disciplinati dalla Presidenza della
Repubblica, dalla Camera dei deputati, dal Senato della Repubblica e
dalla Corte costituzionale, in conformità ai rispettivi
ordinamenti.
3. Ai fini del presente decreto:
a) si applicano le
definizioni elencate nell’articolo 1 della legge 31 dicembre 1996, n.
675, di seguito denominata “legge”;
b) per “dati” si intendono i dati
sensibili o attinenti a provvedimenti giudiziari indicati negli
articoli 22, comma 1, e 24 della legge.
4. Salvo quanto previsto dal
comma 2, i principi di cui al presente Capo si applicano in ogni caso
di trattamento dei dati comunque effettuato da soggetti pubblici.
5.
Resta fermo quanto previsto dall’articolo 1, lettera b), n. 1), della
legge 31 dicembre 1996, n. 676, e dall’articolo 1, comma 2, della
legge 8 aprile 1998, n. 94, per la compiuta disciplina della
riservatezza dei dati personali in ambito sanitario.

Art. 2.-
Modalità del trattamento e informativa agli interessati

1. I soggetti
pubblici effettuano il trattamento dei dati con modalità atte ad
assicurare il rispetto dei diritti, delle libertà fondamentali e della
dignità dell’interessato; adottano, inoltre, le misure occorrenti per
facilitare l’esercizio dei diritti dell’interessato ai sensi
dell’articolo 13 della legge.
2. Nell’informare gli interessati ai
sensi dell’articolo 10 della legge, i soggetti pubblici fanno espresso
riferimento alla normativa che prevede gli obblighi o i compiti in
base alla quale è effettuato il trattamento.

Art. 3.- Dati
trattati

1. I soggetti pubblici sono autorizzati a trattare i soli
dati essenziali per svolgere attività istituzionali che non possono
essere adempiute, caso per caso, mediante il trattamento di dati
anonimi o di dati personali di natura diversa.
2. I dati sono
raccolti, di regola, presso l’interessato.
3. Ai sensi dell’articolo
9, comma 1, lettera c) , d) ed e), della legge, i soggetti pubblici
verificano periodicamente l’esattezza e l’aggiornamento dei dati,
nonchè la loro pertinenza, completezza, non eccedenza e necessità
rispetto alle finalità perseguite nei singoli casi, anche con
riferimento ai dati che l’interessato fornisce di propria iniziativa.
Al fine di assicurare che i dati siano strettamente pertinenti e non
eccedenti rispetto agli obblighi e ai compiti loro attribuiti, i
soggetti pubblici valutano specificamente il rapporto tra i dati e gli
adempimenti. I dati che, anche a seguito delle verifiche, risultano
eccedenti o non pertinenti o non necessari non possono essere
utilizzati, salvo che per l’eventuale conservazione, a norma di legge,
dell’atto o del documento che li contiene. Specifica attenzione è
prestata per la verifica dell’essenzialità dei dati riferiti a
soggetti diversi da quelli cui si riferiscono direttamente le
prestazioni o gli adempimenti.
4. I dati contenuti in elenchi,
registri o banche di dati, tenuti con l’ausilio di mezzi elettronici o
comunque automatizzati, sono trattati con tecniche di cifratura o
mediante l’utilizzazione di codici identificativi o di altri sistemi
che, considerato il numero e la natura dei dati trattati, permettono
di identificare gli interessati solo in caso di necessità.
5. I dati
idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale sono
conservati separatamente da ogni altro dato persone trattato per
finalità che non richiedano il loro utilizzo. Al trattamento di tali
dati si procede con le modalità di cui al comma 4 anche quando detti
dati non sono contenuti in elenchi, registri o banche dati o non sono
tenuti con l’ausilio di mezzi elettronici o comunque automatizzati.
6.
I dati non possono essere trattati nell’ambito di test
psicoattitudinali volti a definire il profilo o la personalità
dell’interessato.

Art. 4.- Operazioni eseguibili

1. Rispetto ai
dati la cui disponibilità è essenziale ai sensi dell’articolo 3, comma
1, i soggetti pubblici sono autorizzati a svolgere unicamente le
operazioni di trattamento strettamente necessarie al perseguimento
delle finalità per le quali il trattamento è consentito, anche quando
i dati sono raccolti nello svolgimento di compiti di vigilanza, di
controllo o ispettivi esercitati anche su richiesta di altri
soggetti.
2. Le operazioni di raffronto tra dati, nonchè i trattamenti
di dati ai sensi dell’articolo 17 della legge, sono effettuati solo
con l’indicazione scritta dei motivi.
3. In ogni caso, la diffusione
dei dati, nonchè le operazioni e i trattamenti di cui al comma 2, se
effettuati utilizzando banche dati di diversi titolari, sono ammessi
solo se previsti da espressa disposizione di legge.
4. Resta fermo il
divieto di diffusione dei dati idonei a rivelare lo stato di salute
sancito dall’articolo 23, comma 4, della legge.

Art. 5.
Modificazioni alla legge 31 dicembre 1996, n. 675

1. Dopo il comma 1
dell’articolo 22 della legge è inserito il seguente:
“1-bis. Il comma
1 non si applica ai dati relativi agli aderenti alle confessioni
religiose i cui i rapporti con lo Stato siano regolati da accordi o
intese ai sensi degli articoli 7 e 8 della Costituzione, nonchè
relativi ai soggetti che con riferimento a finalità di natura
esclusivamente religiosa hanno contatti regolari con le medesine
confessioni, che siano trattati dai relativi organi o enti civilmente
riconosciuti, semprechè i dati non siano comunicati o diffusi fuori
delle medesime confessioni. Queste ultime determinano idonee garanzie
relativamente ai trattamenti effettuati.”.
2. Il comma 3 dell’articolo
22 della legge è sostituito dal seguente:
“3. Il trattamento dei dati
indicati al comma 1 da parte di soggetti pubblici, esclusi gli enti
pubblici economici, è consentito solo se autorizzato da espressa
disposizione di legge, nella quale siano specificati i tipi di dati
che possono essere trattati, le operazioni eseguibili e le rilevanti
finalità di interesse pubblico perseguite. In mancanza di espressa
disposizione di legge, e fuori dai…

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