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Orientamento e modernizzazione del settore della pesca e dell'acquacol...

Orientamento e modernizzazione del settore della pesca e dell'acquacoltura, a norma dell'articolo 7 della legge 5 marzo 2001, n. 57.

DECRETO LEGISLATIVO
18 maggio 2001, n. 226
Orientamento e
modernizzazione del settore della pesca e dell’acquacoltura, a norma
dell’articolo 7 della legge 5 marzo 2001, n. 57. (GU n. 137 del
15-6-2001)
testo in vigore dal: 01-07-2001

Art. 1. Principi
generali
Art. 2. Imprenditore ittico
Art. 3. Attivita’ connesse a
quelle di pesca
Art. 4. Distretti di pesca
Art. 5.
Convenzioni
Art. 6. Lavoro e apprendistato
Art. 7. Accelerazione
delle procedure
Art. 8. Consorzi di garanzia collettiva fidi
Art.
9. Ambito di applicazione
Art. 10. Disposizioni finanziarie

IL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 76 e 87 della
Costituzione;
Visti gli articoli 7 e 8 della legge 5 marzo 2001 n.
57;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 6 aprile 2001;
Acquisito il parere della
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano, reso il 24 aprile
2001;
Acquisito il parere delle competenti Commissioni della Camera
dei deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del
Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 2 maggio
2001;
Sulla proposta del Ministro delle politiche agricole e
forestali, di concerto con i Ministri dell’ambiente, del lavoro e
della previdenza sociale, del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica, dell’industria, del commercio e
dell’artigianato e del commercio con l’estero, per gli affari
regionali e per le politiche comunitarie;

E m a n a
il seguente
decreto legislativo:

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Art. 1.
Principi generali

1.
Le politiche in materia di pesca e di acquacoltura:
a) si
ispirano ai principi della sostenibilita’ e responsabilita’ verso
l’ambiente e verso i consumatori;
b) assegnano priorita’ agli
strumenti che assicurano produzioni sicure, di qualita’ ed
ecosostenibili;
c) promuovono opportunita’ occupazionali
attraverso l’incentivazione della multifunzionalita’;
d) si
avvalgono degli strumenti di concertazione tra lo Stato, le regioni,
le associazioni di categoria e le organizzazioni sindacali; e)
si avvalgono della consultazione di tutti gli altri soggetti
associativi interessati al settore, incluse le organizzazioni non
governative;
f) si avvalgono della ricerca scientifica nella
definizione delle regole tecniche di accesso alle risorse biologiche e
nella definizione degli indicatori di sostenibilita’.
2. Lo Stato e le
regioni garantiscono la piena coesione delle politiche in materia di
pesca ed acquacoltura nel rispetto degli orientamenti e degli
indirizzi di competenza dell’Unione europea.

——————————————————————————–

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi dell’art. 10,
comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle
leggi, sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e
sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con
D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la
lettura delle disposizioni di legge alle quali e’ operato il rinvio.
Restano invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi qui
trascritti. – Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di
pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunita’ europee (GUCE).
Nota al titolo: – La legge 5 marzo 2001, n. 57, reca: “Disposizioni in
materia di apertura e regolazione dei mercati”. Il testo dell’art. 7
e’ riportato in note alle premesse. Note alle premesse: – L’art. 76
della Costituzione regola la delega al Governo dell’esercizio della
funzione legislativa e stabilisce che essa non puo’ avvenire se non
con determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto per
tempo limitato e per oggetti definiti. – L’art. 87, comma quinto,
della Costituzione conferisce al Presidente della Repubblica il potere
di promulgare le leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge
ed i regolamenti. – Si trascrive il testo degli articoli 7 e 8 della
legge 5 marzo 2001, n. 57, riportata in titolo: “Art. 7 (Delega per la
modernizzazione nei settori dell’agricoltura, delle foreste, della
pesca e dell’acquacoltura). –
1. Il Governo e’ delegato a emanare,
senza che cio’ comporti oneri aggiuntivi a carico del bilancio dello
Stato, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, nel rispetto della legge 15 marzo 1997, n. 59, e
successive modificazioni, su proposta del Ministro delle politiche
agricole e forestali, sentita la Conferenza permanente per i rapporti
tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano, uno o piu’ decreti legislativi contenenti norme per
l’orientamento e la modernizzazione nei settori dell’agricoltura,
delle foreste, della pesca, dell’acquacoltura e della lavorazione del
pescato, anche in funzione della razionalizzazione degli interventi
pubblici.
2. Gli schemi di decreto legislativo di cui al comma 1, a
seguito della deliberazione preliminare del Consiglio dei Ministri e
dopo avere acquisito il parere della Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e
di Bolzano, sono trasmessi alla Camera dei deputati ed al Senato della
Repubblica affinche’ sia espresso, entro quaranta giorni, il parere
delle Commissioni parlamentari competenti per materia; decorso tale
termine, i decreti spno emanati anche in mancanza di detto parere.
Qualora il termine previsto per il parere parlamentare scada nei
trenta giorni antecedenti la scadenza del termine di cui al comma 1 o
successivamente ad esso, quest’ultimo e’ prorogato di sessanta
giorni.
3. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono diretti, in
coerenza con la politica agricola dell’Unione europea, a creare le
condizioni per:
a) promuovere, anche attraverso il metodo della
concertazione, il sostegno e lo sviluppo economico e sociale
dell’agricoltura, dell’acquacoltura, della pesca e dei sistemi
agroalimentari secondo le vocazioni produttive del territorio,
individuando i presupposti per l’istituzione di distretti
agroalimentari, rurali ed ittici di qualita’ ed assicurando la tutela
delle risorse naturali, della biodiversita’, del patrimonio culturale
e del paesaggio agrario e forestale;
b) favorire lo sviluppo
dell’ambiente rurale e delle risorse marine, privilegiando le
iniziative dell’imprenditoria locale, anche con il sostegno della
multifunzionalita’ dell’azienda agricola, di acquacoltura e di pesca,
comprese quelle relative alla gestione ed alla tutela ambientale e
paesaggistica, anche allo scopo di creare fonti alternative di
reddito;
c) ammodernare le strutture produttive agricole, della pesca
e dell’acquacoltura, forestali, di servizio e di fornitura di mezzi
tecnici a minor impatto ambientale, di trasformazione e
commercializzazione dei prodotti nonche’ le infrastrutture per
l’irrigazione al fine di sviluppare la competitivita’ delle imprese
agricole ed agroalimentari, soddisfacendo la domanda dei mercati ed
assicurando la qualita’ dei prodotti, la tutela dei consumatori e
dell’ambiente;
d) garantire la tutela della salute dei consumatori nel
rispetto del principio di precauzione, promuovendo la riconversione
della produzione intensiva zootecnica in produzione estensiva
biologica e di qualita’, favorire il miglioramento e la tutela
dell’ambiente naturale, delle condizioni di igiene e di benessere
degli animali negli allevamenti, nonche’ della qualita’ dei prodotti
per uso umano e dei mangimi per gli animali, in particolare
sviluppando e regolamentando sistemi di controllo e di tracciabilita’
delle filiere agroalimentari;
e) garantire un costante miglioramento
della qualita’, valorizzare le peculiarita’ dei prodotti e il rapporto
fra prodotti e territorio, assicurare una adeguata informazione al
consumatore e tutelare le tradizioni alimentari e la presenza nei
mercati internazionali, con particolare riferimento alle produzioni
tipiche, biologiche e di qualita’;
f) favorire l’insediamento e la
permanenza dei giovani e la concentrazione dell’offerta in armonia con
le disposizioni comunitarie in materia di concorrenza; g) assicurare,
in coerenza con le politiche generali del lavoro, un idoneo supporto
allo sviluppo occupazionale nei settori agricolo, della pesca,
dell’acquacoltura e forestale, per favorire l’emersione dell’economia
irregolare e sommersa;
h) favorire la cura e la manutenzione
dell’ambiente rurale, anche attraverso la valorizzazione della piccola
agricoltura per autoconsumo o per attivita’ di agriturismo e di
turismo rurale; i) favorire lo sviluppo sostenibile del sistema
forestale, in aderenza ai criteri e principi individuati dalle
Conferenze ministeriali sulla protezione delle foreste in
Europa”.

“Art. 8 (Principi e criteri direttivi). –
1.
Nell’attuazione della delega di cui all’art. 7, il Governo si atterra’
ai principi e criteri contenuti nel capo I e nell’art. 20, comma 5,
della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni, nonche’
ai seguenti principi e criteri direttivi:
a) definizione dei soggetti
imprenditori agricoli, della pesca e forestali e riordino delle
qualifiche soggettive;
b) definizione delle attivita’ di coltivazione,
di allevamento, di acquacoltura, di silvicoltura e di pesca che
utilizzano, o possono utilizzare, le risorse fondiarie, gli ecosistemi
fluviali, lacustri, salmastri o marini con equiparazione degli
imprenditori della silvicoltura, dell’acquacoltura e della pesca a
quelli agricoli;
c) definizione delle attivita’ connesse, ancorche’
non svolte nell’azienda, anche in forma associata o cooperativa,
dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione,
commercializzazione e valorizzazione di prodotti agricoli,
agroalimentari ed agroindustriali nonche’ alla fo…

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