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Ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri, a norma dell'...

Ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri, a norma dell'articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59.

Decreto Legislativo n° 303 del 30 luglio 1999 recante
“Ordinamento
della Presidenza del Consiglio dei Ministri, a norma dell’articolo 11
della legge 15 marzo 1997, n. 59”
G.U. N. 205 del 30 agosto 1999,
S.O. N. 167

Capo I- Ordinamento della Presidenza

Art. 1 –
Denominazioni
Art. 2 – Finalità e funzioni
Art. 3 – Partecipazione
all’Unione europea
Art. 4 – Rapporti con il sistema delle
autonomie
Art. 5 – Politiche di pari opportunità
Art. 6 – Dipartimento
per gli affari giuridici e legislativi
Art. 7 – Autonomia
organizzativa
Art. 8 – Autonomia contabile e di bilancio
Art. 9 –
Personale della Presidenza

Capo II – Norme di prima applicazione,
transitorie e finali

Art. 10 – Riordino dei compiti operativi e
gestionali
Art. 11 – Ordinamento transitorio
Art. 12 – Abrogazione di
norme e modifiche alla legge 23 agosto 1988, n. 400
Art. 13 –
Disposizioni
finali

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IL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della
Costituzione;

Vista la legge 15 marzo 1997, n. 59, recante delega al
Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed agli
enti locali, per la riforma della pubblica amministrazione e per la
semplificazione amministrativa, ed in particolare l’articolo 11, comma
1, come modificato dall’articolo 7 della legge 15 maggio 1997, n. 127,
dall’articolo 1 della legge 16 giugno 1998, n. 191, e dall’articolo 9
della legge 8 marzo 1999, n. 50;
Visti l’articolo 11, comma 1, lettera
a), e l’articolo 12 della legge 15 marzo 1997, n. 59;
Vista la
preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 4 giugno 1999;
Sentite le organizzazioni sindacali
maggiormente rappresentative;
Acquisito il parere della Commissione
parlamentare bicamerale di cui all’articolo 5 della legge 15 marzo
1997, n. 59;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 29 luglio 1999;
Sulla proposta del
Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro del
tesoro, del bilancio e della programmazione economica;

E m a n a
il
seguente decreto
legislativo:

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Capo
I- Ordinamento della
Presidenza

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Art.
1 – Denominazioni

1.Nel presente decreto legislativo sono
denominati:
a) “Presidente” il Presidente del Consiglio dei Ministri e
“Presidenza” la Presidenza del Consiglio dei Ministri;
b)
“Segretariato generale”, “Segretario generale” e “Vicesegretario
generale”: rispettivamente, il Segretariato generale della Presidenza
del Consiglio dei Ministri, il Segretario generale della Presidenza
del Consiglio dei Ministri, il Vicesegretario generale della
Presidenza del Consiglio dei Ministri;
c) “Dipartimenti”: le strutture
di livello dirigenziale generale in cui si articola il Segretariato
generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, comprensive di
una pluralità di uffici accomunati da omogeneità funzionale;
d)
“uffici”: strutture di livello dirigenziale generale collocate
all’interno di strutture dipartimentali ovvero in posizione di
autonomia funzionale, equiparabile a quella dei Dipartimenti;
e)
“servizi”: unità operative di base di livello dirigenziale.

Art. 2 –
Finalità e funzioni

1. Il presente decreto legislativo disciplina
l’ordinamento, l’organizzazione e le funzioni della Presidenza, della
cui attività il Presidente si avvale per l’esercizio delle autonome
funzioni di impulso, indirizzo e coordinamento attribuitegli dalla
Costituzione e dalle leggi della Repubblica. L’organizzazione della
Presidenza tiene conto, in particolare, della esigenza di assicurare,
anche attraverso il collegamento funzionale con le altre
amministrazioni interessate, l’unità di indirizzo politico ed
amministrativo del Governo, ai sensi dell’articolo 95 della
Costituzione.
2. Il Presidente si avvale della Presidenza, in
particolare, per l’esercizio, in forma organica e integrata, delle
seguenti funzioni:
a) la direzione ed i rapporti con l’organo
collegiale di governo;
b) i rapporti del Governo con il Parlamento e
con altri organi costituzionali;
c) i rapporti del Governo con le
istituzioni europee;
d) i rapporti del Governo con il sistema delle
autonomie;
e) i rapporti del Governo con le confessioni religiose, ai
sensi degli articoli 7 e 8, ultimo comma, della Costituzione;
f) la
progettazione delle politiche generali e le decisioni di indirizzo
politico generale;
g) il coordinamento dell’attività normativa del
Governo;
h) il coordinamento dell’attività amministrativa del Governo
e della funzionalità dei sistemi di controllo interno;
i) la
promozione e il coordinamento delle politiche di pari opportunità e
delle azioni di Governo volte a prevenire e rimuovere le
discriminazioni;
l) il coordinamento delle attività di comunicazione
istituzionale;
m) la promozione e verifica dell’innovazione nel
settore pubblico ed il coordinamento in materia di lavoro pubblico;
n)
il coordinamento di particolari politiche di settore considerate
strategiche dal programma di Governo;
o) il monitoraggio dello stato
di attuazione del programma di Governo e delle politiche
settoriali.

Art. 3 – Partecipazione all’Unione europea

1. Il
Presidente promuove e coordina l’azione del Governo diretta ad
assicurare la piena partecipazione dell’Italia all’Unione europea e lo
sviluppo del processo di integrazione europea.
2. Compete al
Presidente del Consiglio la responsabilità per l’attuazione degli
impegni assunti nell’ambito dell’Unione europea. A tal fine, il
Presidente si avvale di un apposito Dipartimento della Presidenza del
Consiglio. Di tale struttura si avvale, altresì, per il coordinamento,
nella fase di predisposizione della normativa comunitaria, delle
amministrazioni dello Stato competenti per settore, delle regioni,
degli operatori privati e delle parti sociali interessate, ai fini
della definizione della posizione italiana da sostenere, di intesa con
il Ministero degli affari esteri, in sede di Unione europea.
3.
Restano ferme le attribuzioni regionali in materia di attuazione delle
norme comunitarie e in materia di relazioni con le istituzioni
comunitarie.

Art. 4 – Rapporti con il sistema delle autonomie

1. Il
Presidente coordina l’azione del Governo in materia di rapporti con il
sistema delle autonomie e promuove lo sviluppo della collaborazione
tra Stato, regioni e autonomie locali.
2. Il Presidente, anche in
esito alle deliberazioni degli appositi organi a composizione mista,
promuove le iniziative necessarie per l’ordinato svolgimento dei
rapporti tra Stato, regioni e autonomie locali ed assicura l’esercizio
coerente e coordinato dei poteri e dei rimedi previsti per i casi di
inerzia e di inadempienza.
3. Per l’esercizio dei compiti di cui al
presente articolo, il Presidente si avvale di un apposito Dipartimento
per gli affari regionali, e, ferma restandone l’attuale posizione
funzionale e strutturale, delle segreterie della Conferenza permanente
per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di
Trento e Bolzano e della Conferenza Stato-Città e autonomie locali. Si
avvale altresì, sul territorio, dei Commissari di Governo nelle
regioni di cui all’articolo 11, comma 3, del decreto legislativo sul
riordino dei Ministeri. A tal fine, i Commissari stessi dipendono
funzionalmente dal Presidente del Consiglio.

Art. 5 – Politiche di
pari opportunità

1. Il Presidente promuove e coordina le azioni di
Governo volte ad assicurare pari opportunità, a prevenire e rimuovere
le discriminazioni, nonchè a consentire l’indirizzo, coordinamento e
monitoraggio della utilizzazione dei relativi fondi europei.

Art. 6 –
Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi

1. Le funzioni
relative al coordinamento dell’attività normativa del Governo sono
organizzate in un apposito Dipartimento, in modo da garantire, in
coerenza con quanto disposto dall’articolo 19, comma 1, lettere c) e
d), della legge 23 agosto 1988, n. 400, la valutazione d’impatto della
regolazione, la semplificazione dei procedimenti, la qualità del
linguaggio normativo, l’applicabilità dell’innovazione normativa, la
adempiuta valutazione degli effetti finanziari. Il Dipartimento, in
collaborazione con il Dipartimento di cui all’articolo 3, comma 2,
assicura, quanto al processo di formazione ed attuazione in sede
nazionale della normativa comunitaria, l’esame preliminare della
situazione normativa ed economica interna e la valutazione delle
conseguenze dell’introduzione di norme comunitarie sull’assetto
interno. Del Dipartimento fanno parte i settori legislativi operanti
nell’ambito della Presidenza, nonchè la segreteria del Nucleo per la
semplificazione delle norme e delle procedure di cui all’articolo 3
della legge 8 marzo 1999, n. 50. Al Dipartimento possono essere
assegnati in posizione di fuori ruolo, in aggiunta al Capo ed al Vice
Capo del Dipartimento stesso, magistrati ordinari, amministrativi e
contabili, ovvero avvocati dello Stato, in numero non superiore a
sette. A tale personale si applica quanto disposto dall’articolo 12,
comma 9.

Art. 7 – Autonomia organizzativa

1. Per lo svolgimento
delle funzioni istituzionali di cui all’articolo 2, e per i compiti di
organizzazione e gestione delle occorrenti risorse umane e
strumentali, il Presidente individua con propri decreti le aree
funzionali omogenee da affidare alle strutture in cui si articola il
Segretariato generale.
2. Con propri decreti, il Presidente determina
le strutture della cui attività si avvalgono i Ministri o
Sottosegretari da lui delegati.
3. I decreti di cui ai commi 1 e 2
indicano il numero massimo degli uffici in cui si articola ogni
Dipartimento e dei servizi in cui si articola ciascun ufficio. Alla
organizzazione interna delle strutture me…

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