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Norme in materia di sistemi informativi automatizzati delle amministrazioni pubbliche, a norma dell'art. 2, comma 1, lettera mm), della legge 23 ottobre 1992, n°421.

Decreto Legislativo n°39 del 12 febbraio 1993, recante
“Norme in
materia di sistemi informativi automatizzati delle amministrazioni
pubbliche, a norma dell’art. 2, comma 1, lettera mm), della legge 23
ottobre 1992, n°421”
Gazzetta Ufficiale n°42 del 20 febbraio
1993

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Il
Presidente della Repubblica

Visti gli articoli 76 e 87 della
Costituzione;

Visto l’art. 2, comma 1, lettera mm), della legge 23
ottobre 1992, n. 421;

Vista la preliminare deliberazione del
Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 23 dicembre 1992;

Acquisito il parere delle commissioni permanenti della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;

Vista la deliberazione del
Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 29 gennaio 1993;

Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, di
concerto con il Ministro per la funzione pubblica;

Emana il seguente
decreto legislativo:

Art. 1
1. Le disposizioni del presente decreto
disciplinano la progettazione, lo sviluppo e la gestione dei sistemi
informativi automatizzati delle amministrazioni dello Stato, anche ad
ordinamento autonomo, e degli enti pubblici non economici nazionali,
denominate amministrazioni ai fini del decreto medesimo.

2.
L’utilizzazione dei sistemi informativi automatizzati di cui al comma
1 risponde alle seguenti finalità:

a) miglioramento dei servizi;

b) trasparenza dell’azione amministrativa;

c) potenziamento dei
supporti conoscitivi per le decisioni pubbliche;

d) contenimento dei
costi dell’azione amministrativa.

3. Lo sviluppo dei sistemi
informativi automatizzati di cui al comma 1 risponde ai seguenti
criteri:

a) integrazione ed interconnessione dei sistemi medesimi;

b) rispetto degli standard definiti anche in armonia con le
normative comunitarie;

c) collegamento con il sistema statistico
nazionale.

4. Allo scopo di conseguire l’integrazione e
l’interconnessione dei sistemi informativi di tutte le amministrazioni
pubbliche, le regioni, gli enti locali, i concessionari di pubblici
servizi sono destinatari di atti di indirizzo e di raccomandazioni,
nei modi previsti dall’art . 7.

Art. 2
1. Le amministrazioni
provvedono di norma con proprio personale alla progettazione, allo
sviluppo ed alla gestione dei propri sistemi informativi
automatizzati.

2. Ove sussistano particolari necessità di natura
tecnica, adeguatamente motivate, le amministrazioni possono conferire
affidamenti a terzi, anche tramite concessione, qualora la relativa
proposta sia accolta nel piano triennale di cui all’art. 9.

3. In
ogni caso le amministrazioni sono responsabili dei progetti di
informatizzazione e del controllo dei risultati, salvi i poteri
dell’Autorità prevista all’art. 4, e conservano la titolarità dei
programmi applicativi.

Art. 3
1. Gli atti amministrativi adottati
da tutte le pubbliche amministrazioni sono di norma predisposti
tramite i sistemi informativi automatizzati.

2. Nell’ambito delle
pubbliche amministrazioni l’immissione, la riproduzione su qualunque
supporto e la trasmissione di dati, informazioni e documenti mediante
sistemi informatici o telematici, nonché l’emanazione di atti
amministrativi attraverso i medesimi sistemi, devono essere
accompagnati dall’indicazione della fonte e del responsabile
dell’immissione, riproduzione, trasmissione o emanazione. Se per la
validità di tali operazioni e degli atti emessi sia prevista
l’apposizione di firma autografa, la stessa è sostituita
dall’indicazione a stampa, sul documento prodotto dal sistema
automatizzato, del nominativo del soggetto responsabile.

Art. 4
1.
E’ istituita l’Autorità per l’informatica nella pubblica
amministrazione, denominata “Autorità” ai fini del presente decreto;
tale Autorità opera in piena autonomia e con indipendenza di giudizio
e di valutazione (1).

2. L’Autorità è organo collegiale costituito
dal presidente e da quattro membri, scelti tra persone dotate di alta
e riconosciuta competenza e professionalità e di indiscussa moralità e
indipendenza. Il presidente è nominato con decreto del presidente del
Consiglio dei Ministri, previa deliberazione del Consiglio dei
Ministri. Entro quindici giorni dalla nomina del presidente, su
proposta di quest’ultimo, il Presidente del Consiglio dei Ministri
nomina con proprio decreto, previa deliberazione del Consiglio dei
Ministri, gli altri quattro membri. L’autorevolezza e l’esperienza del
presidente e di ciascuno dei quattro membri dell’Autorità sono
comprovate dal relativo curriculum di cui è disposta la pubblicazione
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, in allegato ai
suddetti decreti.

3. Il presidente e i quattro membri durano in
carica quattro anni e possono essere confermati una sola volta. Per
l’intera durata dell’incarico essi non possono esercitare, a pena di
decadenza, alcuna attività professionale e di consulenza, ricoprire
uffici pubblici di qualsiasi natura, essere imprenditori o dirigenti
d’azienda; nei due anni successivi alla cessazione dell’incarico non
possono altresì operare nei settori produttivi dell’informatica. I
dipendenti statali ed i docenti universitari, per l’intera durata
dell’incarico, sono collocati, rispettivamente, nella posizione di
fuori ruolo e di aspettativa.

4. Al funzionamento degli uffici e dei
servizi dell’Autorità, al fine della corretta esecuzione delle
deliberazioni adottate dall’Autorità medesima, sovrintende un
direttore generale, che ne risponde al presidente dell’Autorità ed è
nominato dal Presidente del Consiglio dei Ministri, previa
deliberazione del Consiglio dei Ministri, su designazione del
presidente dell’Autorità. Il direttore generale dura in carica tre
anni, può essere confermato, anche più di una volta, ed è soggetto
alle disposizioni di cui al comma 3.

5. Con decreto del Presidente
del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro del tesoro, sono
determinate le indennità da corrispondere al Presidente, ai quattro
membri ed al direttore generale.

Art. 5
1. Le norme concernenti
l’organizzazione ed il funzionamento dell’Autorità, l’istituzione del
ruolo del personale, il relativo trattamento giuridico ed economico e
l’ordinamento delle carriere, nonché la gestione delle spese nei
limiti previsti dal presente decreto, anche in deroga alle
disposizioni sulla contabilità generale dello Stato, sono adottate con
regolamento emanato con decreto del Presidente della Repubblica,
previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentito il Consiglio
di Stato, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, di
concerto con il Ministro del tesoro e su parere conforme dell’Autorità
medesima. Il parere del Consiglio di Stato sullo schema di regolamento
è reso entro trenta giorni dalla ricezione della richiesta, decorsi i
quali il regolamento può comunque essere emanato. Si applica il
trattamento economico previsto per il personale del Garante per
l’editoria e la radiodiffusione ovvero dell’organismo che dovesse
subentrare nelle relative funzioni, fermo restando il limite massimo
complessivo di centocinquanta unità. Restano altresì fermi gli
stanziamenti dei capitoli di cui al comma 2, così come determinati per
il 1995 e tenendo conto dei limiti di incremento previsti per la
categoria IV per il triennio 1996-1998. (1)

2. L’Autorità provvede
all’autonoma gestione delle spese per il proprio funzionamento e per
la realizzazione dei progetti innovativi da essa direttamente gestiti,
nei limiti dei fondi da iscriversi in due distinti capitoli dello
stato di previsione della spesa della Presidenza del Consiglio dei
Ministri. I fondi sono iscritti mediante variazione compensativa
disposta con decreto del Ministro del tesoro. Detti capitoli sono
destinati, rispettivamente, alle spese di funzionamento e alla
realizzazione dei citati progetti innovativi. La gestione finanziaria
è sottoposta al controllo consuntivo della Corte dei conti.

Art. 6

1. Nella fase di prima attuazione del presente decreto, l’Autorità si
avvale, per lo svolgimento dei propri compiti, di personale dipendente
da amministrazioni o enti pubblici, da società od organismi a
prevalente partecipazione pubblica, in posizione di comando, di
distacco o, nel limite massimo del contingente previsto dalle tabelle
A e B allegate alla legge 23 agosto 1988, n. 400, di fuori ruolo, in
conformità ai rispettivi ordinamenti, nonché di personale con
contratti a tempo determinato, disciplinati dalle norme di diritto
privato, fino ad un limite massimo complessivo di centocinquanta
unità. L’Autorità può avvalersi di consulenti o di società di
consulenza.

2. Entro il 30 giugno 1994 il presidente dell’Autorità
riferisce al Parlamento sullo stato di attuazione del presente decreto
e formula proposte al Presidente del Consiglio dei Ministri in ordine
all’istituzione di un apposito ruolo del personale dell’Autorità.

Art. 7
1. Spetta all’Autorità:

a) dettare norme tecniche e
criteri in tema di pianificazione, progettazione, realizzazione,
gestione, mantenimento dei sistemi informativi automatizzati delle
amministrazioni e delle loro interconnessioni, nonché della loro
qualità e relativi aspetti organizzativi; dettare criteri tecnici
riguardanti la sicurezza dei sistemi;

b) coordinare, attraverso la
redazione di un piano triennale annualmente riveduto, i progetti e i
principali interventi di sviluppo e gestione dei sistemi informativi
automatizzati delle amministrazioni;

c) promuovere, d’intesa e con
la partecipazione anche finanziaria delle amministrazioni interessate,
progetti intersettoriali e di infrastruttura informatica e telematica
previsti dal piano triennale e sovrintendere alla realizzazione dei
medesimi anche quando coinvolgono apparati amministrativi non statali,
mediante procedimenti fondati su intese da raggiungere tramite
confere…

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