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Requisiti minimi di garanzia e di funzionamento per le attivita' dei centri autorizzati di assistenza agricola

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI
DECRETO 27 marzo 2001

Requisiti minimi di garanzia e di funzionamento per le attivita’ dei
centri autorizzati di assistenza agricola.

IL MINISTRO DELLE
POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

Visto il regolamento (CE) n. 1663/95
della commissione del 7 luglio 1995 che stabilisce modalita’
d’applicazione del regolamento (CEE) n. 729/70, per quanto riguarda la
procedura di liquidazione dei conti Feaog, sezione “garanzia” ed in
particolare il punto 4 dell’allegato contenente linee direttrici per i
criteri per il riconoscimento degli organismi pagatori;

Visto il
decreto legislativo 27 maggio 1999, n. 165, recante soppressione
dell’Aima e istituzione dell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura
(AGEA), a norma dell’art. 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59,
modificato dal decreto legislativo 15 giugno 2000, n. 188;

Visto in
particolare l’art. 3-bis del citato decreto legislativo n.
165/1999;

Ritenuta l’opportunita’ di stabilire i requisiti minimi di
garanzia e di funzionamento per le attivita’ dei centri autorizzati
di
assistenza agricola;

Vista l’intesa con la Conferenza permanente
per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di
Trento e Bolzano nella seduta del 22 marzo 2001;

Decreta:

Capo I

Disposizioni generali

Art. 1.
Definizioni
1. Ai fini del presente
decreto si intende:
a) per “decreto n. 165/1999” il decreto
legislativo 27 maggio 1999, n. 165, modificato dal decreto legislativo
15 giugno 2000, n. 188;
b) per “societa’ richiedenti” le societa’ di
capitali costituite dai soggetti abilitati all’istituzione dei centri
autorizzati di
assistenza agricola, di cui all’art. 3-bis, comma 2,
del decreto n. 165/1999, che hanno presentato richiesta di
abilitazione allo svolgimento delle attivita’ di cui all’art. 3-bis,
comma 1, del decreto legislativo n. 165/1999;
c) per “Caa” ovvero
“Centro autorizzato di assistenza agricola” la societa’ richiedente,
che abbia ottenuto, previa verifica dei requisiti minimi di garanzia e
di funzionamento, ai termini del comma 4, dell’art. 3-bis, del decreto
legislativo n. 165/1999,l’autorizzazione da parte della regione
competente per territorio. Il Caa puo’ operare, ai sensi e per gli
effetti del comma 1 dell’art. 3-bis del decreto legislativo n.
165/1999, previa stipula delle convenzioni di cui all’art. 2, lettere
a) e b) del presente decreto;
d) per “organizzazioni agricole
maggiormente rappresentative” ai sensi del decreto n. 165/1999, art.
4, comma 2, si intendono quelle rappresentate in seno al CNEL ovvero
quelle costituite con la partecipazione associativa di almeno il
cinque per cento delle imprese agricole iscritte alle Camere di
commercio, situate nell’ambito territoriale di operativita’ del Caa,
promosso da ciascuna delle medesime;
e) per “associazioni dei
produttori e dei lavoratori” di cui all’art. 3-bis, comma 2, del
decreto n. 165/1999, si intendono le associazioni con finalita’
statutarie proprie degli organismi sindacali o di categoria operanti
nel settore,rappresentate in seno al CNEL ovvero quelle costituite da
un numero di iscritti corrispondente almeno al 10% della categoria
rappresentata, calcolato con riferimento alla pertinente area
territoriale. La rappresentativita’ di cui alla presente lettera e’
attestata da certificazione, rilasciata da enti pubblici, ivi compresa
la Camera di commercio competente per territorio, aggiornata alla data
di costituzione della societa’ richiedente, ovvero da
autocertificazione ai sensi di legge;
f) per “associazioni di liberi
professionisti” si intendono le associazioni costituite mediante atto
registrato, tra soggetti
abilitati all’esercizio di un’attivita’
professionale di cui all’art.2229, del codice civile, che comprendano
ordinariamente lo
svolgimento di funzioni riferibili a quelle proprie
del Caa.

Art. 2.
Attivita’ del Caa
1. Il Caa:
a) svolge le attivita’
di servizio di cui all’art. 3-bis, comma 1, lettere a), b), c), del
decreto n. 165/1999, effettuate in base ad apposite convenzioni con
gli organismi pagatori, ai sensi del punto 4 dell’allegato al
regolamento (CE) n. 1663/95, a meno che dette attivita’ di servizio
non siano assegnate in via esclusiva dalla normativa comunitaria ad
associazioni dei produttori e loro unioni nazionali;
b) puo’
effettuare, inoltre, ulteriori servizi e attivita’ sulla base di
specifiche convenzioni con le regioni e le province autonome, secondo
quanto previsto dall’art. 3-bis, comma 4, del decreto n. 165/1999.
2.
Per le attivita’ previste dal comma 1 il Caa ha, in particolare, la
responsabilita’ della identificazione del produttore
e
dell’accertamento del titolo di conduzione dell’azienda, della
corretta immissione dei dati, del rispetto per quanto di competenza
delle disposizioni comunitarie, nonche’ la facolta’ di accedere alle
banche dati del SIAN esclusivamente per il tramite di procedure di
interscambio dati.

Capo II
Requisiti minimi di garanzia e di
funzionamento

Art. 3.
Oggetto sociale
1. Lo statuto delle societa’
richiedenti deve prevedere, nelle disposizioni riguardanti l’oggetto
sociale, lo svolgimento delle attivita’ di cui all’art. 2, lettera a).
Le altre attivita’ previste nell’oggetto sociale e quelle
effettivamente svolte devono comunque essere, per contenuto e per
funzione, compatibili con lo svolgimento delle funzioni del Caa.

Art.
4.
Societa’ richiedenti
1. Il capitale sociale delle societa’
richiedenti non puo’ essere inferiore a 100 milioni di lire a meno che
il codice civile o altra legge speciale prevedano, in funzione di
diversi presupposti legislativi riferibili alle societa’ predette, un
capitale minimo di maggiore importo. In ogni caso il capitale deve
risultare interamente versato.
2. Le quote e le azioni del Caa possono
essere trasferite, applicando la vigente disciplina del codice civile,
solo tra soggetti abilitati alla costituzione dei Caa. Le operazioni
di fusione e di scissione societaria relative al Caa possono essere
attuate solo tra societa’ in possesso della qualifica di Caa.

Art.
5.
Garanzia
1. Al fine di garantire il riconoscimento dei danni
diretti ed indiretti, eventualmente provocati nello svolgimento delle
attivita’, sia agli organismi pagatori che agli utenti le societa’
richiedenti devono stipulare con imprese di assicurazioni una polizza
di assicurazione per la responsabilita’ civile, con massimale di
rischio coperto pari a 4 miliardi di lire (2.065.827,60 euro). Gli
organismi pagatori o la regione, in relazione al numero, alla
consistenza degli utenti assistiti e al volume degli aiuti connesso
alle domande presentate, possono richiedere un aumento della garanzia
prestata.
2. Il Caa e l’impresa di assicurazione di cui al comma
precedente sono tenuti a dare immediata comunicazione alle regioni ed
alle province autonome responsabili della vigilanza, nonche’ all’AGEA
di ogni circostanza che comporti il ridimensionamento ovvero la
cessazione o il venir meno della garanzia assicurativa. In ogni caso
il ridimensionamento non puo’ comportare la definizione di un
massimale di rischio coperto inferiore a quattro miliardi di lire
(2.065.827,60 euro).
3. L’AGEA definisce lo schema tipo della polizza
di assicurazione di cui al precedente punto 1 .

Art. 6.
Ambito
territoriale d’operativita’
1. L’ambito territoriale minimo rispetto
al quale deve essere dimostrata adeguata capacita’ operativa, anche in
relazione ad eventuali societa’ di servizi, impiegate ai sensi
dell’art. 12, e’ riferito a ciascuna provincia in cui il Caa intende
operare.
2. Nel caso in cui l’ambito territoriale comprenda piu’
province il Caa deve assicurare una distribuzione della capacita’
operativa diffusa ed equilibrata in ragione delle sedi e
dell’ubicazione degli assistiti.

Art. 7.
Requisiti oggettivi
1. Le
societa’ richiedenti devono possedere requisiti strutturali ed
organizzativi tali da assicurare idonea capacita’ operativa. Per
idonea capacita’ operativa si intende un livello di mezzi materiali,
professionali ed organizzativi tale da consentire l’adempimento di
tutte le necessita’ degli utenti assistiti e degli organismi pagatori
per quanto attiene il reperimento, la verifica, l’informatizzazione,
l’elaborazione e la trasmissione dei dati utili a comprovare il
diritto degli operatori agli aiuti. A tale fine deve essere garantita
la disponibilita’ di uffici accessibili dal pubblico per almeno 5
ore
giornaliere per due giorni per settimana e la presenza di un
numero di dipendenti o collaboratori tale da assicurare la correntezza
dei rapporti con gli organismi pagatori.
2. La convenzione tra il Caa
e gli organismi pagatori, nonche’, nell’ipotesi di cui all’art. 2,
comma 1, lettera b) del presente decreto, con le regioni puo’
prevedere, in relazione alle attivita’ oggetto di affidamento,
requisiti di capacita’ operativa aggiuntivi rispetto a quelli minimi
di cui al precedente comma 1.
3. La societa’ richiedente nomina, con
delibera dell’organo amministrativo, un responsabile tecnico laureato
in agraria ovvero in scienze economiche ovvero titolare di diploma di
scuola media secondaria di perito agrario o agrotecnico. In ogni caso
deve essere attestata o autocertificata l’iscrizione all’albo
professionale per almeno un anno ovvero un’esperienza lavorativa nel
campo dell’assistenza o della consulenza amministrativa in favore di
operatori agricoli almeno biennale. Il responsabile tecnico puo’
essere nominato anche tra soggetti che abbiano prestato attivita’
lavorativa, con mansioni di concetto, all’interno di organizzazioni
sindacali o di categoria del settore agricolo, nello specifico campo
dell’assistenza ai produttori per l’ottenimento di contributi
sottostanti ai piani di intervento della Comunita’ europea, per almeno
tre anni.

Art. 8.
Requisiti soggettivi
1. Gli amministratori ed i
sindaci della societa’ richiedente devono:
a) non devono aver
riportato conda…

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