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Procedimento per la certificazione antimafia....

Procedimento per la certificazione antimafia.

D.P.R. n. 252 del 3 giugno 1998 recante
“Procedimento per la
certificazione antimafia”
G.U. serie generale n° 176 del
30.07.98

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VISTO
l’articolo 87 della Costituzione;
Art. 1 – (Oggetto e ambito di
applicazione)
Art. 2 – (Validità e ambiti soggettivi della
documentazione antimafia)
Art. 3 – (Comunicazioni per iscritto)
Art. 4
– (Comunicazioni in via telematica)
Art. 5 – (Autocertificazione)
Art.
6 – (Certificazioni o attestazioni delle Camere di commercio industria
e artigianato)
Art. 7 – Collegamento telematico)
Art. 8 – (Procedure
per l’interrogazione dell’archivio)
Art. 9 – (Dicitura antimafia)
Art.
10 – (Informazioni del Prefetto)
Art. 11 – (Termini per il rilascio
delle informazioni)
Art. 12 – (Disposizioni relative ai lavori
pubblici)
Art. 13 – (Abrogazioni)
Art. 14 – (Entrata in
vigore)

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IL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

VISTO l’articolo 87 della
Costituzione;

VISTO l’articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n.59,
allegato 1, n.86;
VISTO l’articolo 17, comma 94, della legge 15 maggio
1997, n.127;
VISTA la legge 31 maggio 1965, n.575;
VISTA la legge 17
gennaio 1994, n.47;
VISTO il decreto legislativo 8 agosto 1994, n.490,
come parzialmente modificato dall’articolo 15 del decreto-legge 25
marzo 1997, n.67, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 maggio
1997, n.135;
VISTO l’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988,
n.400;
VISTA la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 6 febbraio 1998;
ACQUISITO il parere delle
competenti Commissioni della Camera dei deputati e del Senato della
Repubblica;
UDITO il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla
Sezione consultiva per gli atti normativi, nell’adunanza del 23 marzo
1998;
VISTA la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata
nella riunione del 22 maggio 1998;
SULLA PROPOSTA del Presidente del
Consiglio dei Ministri e del Ministro per la funzione pubblica e gli
affari regionali, di concerto con il Ministri dell’interno, di grazia
e giustizia e dell’industria, del commercio e
dell’artigianato;

EMANA
il seguente regolamento:

CAPO I
-DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE

Art. 1 – (Oggetto e ambito di
applicazione)

1. Le disposizioni del presente regolamento
disciplinano le modalità con le quali le pubbliche amministrazioni e
gli enti pubblici, gli enti e le aziende vigilati dallo Stato o da
altro ente pubblico e le società o imprese comunque controllate dallo
Stato o da altro ente pubblico, nonché i concessionari di opere
pubbliche possono acquisire la prescritta documentazione circa la
sussistenza di una delle cause di decadenza, di divieto o di
sospensione di cui all’articolo 10 della legge 31 maggio 1965, n. 575
e dei tentativi di infiltrazione mafiosa di cui all’articolo 4 del
decreto legislativo 8 agosto 1994, n. 490.
2. La documentazione di cui
al comma 1 non è comunque richiesta:
a) per i rapporti fra i soggetti
pubblici di cui al comma 1;
b) per i rapporti fra i soggetti pubblici
di cui alla lettera a) ed altri soggetti, anche privati, i cui organi
rappresentativi e quelli aventi funzioni di amministrazione e di
controllo sono sottoposti, per disposizione di legge o di regolamento,
alla verifica di particolari requisiti di onorabilità tali da
escludere la sussistenza di una delle cause di sospensione, di
decadenza o di divieto previste dall’articolo 10 della legge 31 maggio
1965, n. 575;
c) per il rilascio o rinnovo delle autorizzazioni o
licenze di polizia di competenza delle autorità nazionali e
provinciali di pubblica sicurezza;
d) per la stipulazione o
approvazione di contratti e per la concessione di erogazioni a favore
di chi esercita attività agricole o professionali, non organizzate in
forma di impresa, nonché a favore di chi esercita attività artigiana
in forma di impresa individuale;
e) per i provvedimenti gli atti, i
contratti e le erogazioni il cui valore complessivo non supera i 300
milioni di lire.

Art. 2 – (Validità e ambiti soggettivi della
documentazione antimafia)

1. La documentazione prevista dal presente
regolamento è utilizzabile per un periodo di sei mesi dalla data del
rilascio, anche per altri procedimenti riguardanti i medesimi
soggetti. E’ consentito all’interessato di utilizzare la comunicazione
di cui all’articolo 3, in corso di validità, conseguita per altro
procedimento, anche in copia autentica.
2. I soggetti di cui
all’articolo 1, comma 1, d’ora in avanti indicati come
“amministrazioni”, che acquisiscono la documentazione prevista dal
presente regolamento, di data non anteriore a sei mesi, adottano il
provvedimento richiesto e gli atti conseguenti o esecutivi, compresi i
pagamenti, anche se il provvedimento o gli atti sono perfezionati o
eseguiti in data successiva alla scadenza di validità della predetta
documentazione.
3. Quando si tratta di associazioni, imprese, società
e consorzi, la documentazione prevista dal presente regolamento deve
riferirsi, oltre che all’interessato:
a) alle società;
b) per le
società di capitali anche consortili ai sensi dell’articolo 2615-ter
del codice civile, per le società cooperative, di consorzi
cooperativi, per i consorzi di cui al libro V, titolo X, capo II,
sezione II, del codice civile, al legale rappresentante e agli
eventuali altri componenti l’organo di amministrazione, nonché a
ciascuno dei consorziati che nei consorzi e nelle società consortili
detenga una partecipazione superiore al 10 per cento, ed ai soci o
consorziati per conto dei quali le società consortili o i consorzi
operino in modo esclusivo nei confronti della pubblica
amministrazione;
c) per i consorzi di cui all’articolo 2602 del codice
civile, a chi ne ha la rappresentanza e agli imprenditori o società
consorziate;
d) per le società in nome collettivo, a tutti i soci;
e)
per le società in accomandita semplice, ai soci accomandatari;
f) per
le società di cui all’articolo 2506 del codice civile, a coloro che le
rappresentano stabilmente nel territorio dello Stato.

CAPO II –
CERTIFICAZIONI E COMUNICAZIONI

SEZIONE I – COMUNICAZIONI DELLA
PREFETTURA

Art. 3 – (Comunicazioni per iscritto)

1. Salvo quanto
previsto dall’articolo 1, la documentazione circa la sussistenza di
una delle cause di decadenza, di sospensione o di divieto di cui
all’articolo 10 della legge 31 maggio 1965, n.575, su richiesta
nominativa della stessa Amministrazione, anche per elenchi, è
effettuata mediante comunicazione scritta della Prefettura della
provincia in cui l’Amministrazione ha sede, ovvero, se richiesta dai
soggetti privati interessati, dalla Prefettura della provincia in cui
gli stessi risiedono o hanno sede, soltanto quando:
a) i collegamenti
informatici o telematici di cui all’articolo 4 non sono attivati o non
sono comunque operanti, ovvero l’attestazione risultante richiede la
conferma scritta della Prefettura;
b) il certificato rilasciato dalla
Camera di Commercio, industria, artigianato e agricoltura, è privo
della dicitura antimafia di cui all’articolo 9.
2. La richiesta da
parte dei soggetti privati interessati, corredata della documentazione
di cui all’articolo 10, comma 3, ancorchè priva della dicitura di cui
all’articolo 9, ovvero della documentazione di cui all’articolo 10,
comma 4, è ammessa previa informativa alla Amministrazione procedente
e può essere effettuata da persona delegata. La delega può indicare
anche la persona incaricata del ritiro ed è sempre effettuata con atto
recante sottoscrizione autenticata. La delega deve essere esibita,
unitamente ad un documento di identificazione, sia all’atto della
richiesta, che all’atto del ritiro. Nel caso di ritiro a mezzo di
persona delegata, la comunicazione è rilasciata in busta chiusa a nome
del richiedente.
3. La comunicazione è rilasciata entro 15 giorni dal
ricevimento della richiesta.

Art. 4 – (Comunicazioni in via
telematica)

1. La documentazione circa la sussistenza delle cause di
sospensione, di divieto o di decadenza previste dall’articolo 10 della
legge 31 maggio 1965, n.575, può essere conseguita mediante
l’utilizzazione di collegamenti informatici o telematici tra le
Amministrazioni interessate ed una o più prefetture dotate di
specifico archivio automatizzato, attivati sulla base di convenzioni
approvate dal Ministero dell’interno, in modo da:
a) attestare con
strumenti automatizzati l’inesistenza delle predette cause
interdittive, allo scopo di conseguire risultanti equivalenti alle
comunicazioni di cui all’articolo 3;
b) rendere accessibili alle
prefetture competenti le segnalazioni relative alle attestazioni
prodotte.
2. Nessun provvedimento di diniego o altrimenti sfavorevole
all’interessato può essere adottato o eseguito sulla base delle
segnalazioni trasmesse a norma del comma 1 senza specifica
comunicazione di conferma da effettuarsi, a cura della prefettura
competente, anche mediante elenchi cumulativi, entro quindici giorni
dalla richiesta nominativa.

Art. 5 – (Autocertificazione)

1. Fuori
dei casi previsti dall’articolo 10, i contratti e subcontratti
relativi a lavori o forniture dichiarati urgenti ed i provvedimenti di
rinnovo conseguenti a provvedimenti già disposti, sono stipulati,
autorizzati o adottati previa acquisizione di apposita dichiarazione
con la quale l’interessato attesti che nei propri confronti non
sussistono le cause di divieto, di decadenza o di sospensione di cui
all’articolo 10 della legge 31 maggio 1965, n.575. La sottoscrizione
della dichiarazione deve essere autenticata con le modalità
dell’articolo 20 della legge 4 gennaio 1968, n.15.
2. La predetta
dichiarazione è resa dall’interessato anche quando gli atti e i
provvedimenti della pubblica amministrazione riguardano:
a) attività
private, sottoposte a regime autorizzatorio, che possono essere
intraprese…

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