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Disciplina del telelavoro nelle Pubbliche Amministrazioni, a norma dell'articolo 4, comma 3 , della Legge 16 giugno 1998, n. 191.

D.P.R. n. 70 del 8 marzo 1999 recante
“Disciplina del telelavoro nelle
Pubbliche Amministrazioni, a norma dell’articolo 4, comma 3 , della
Legge 16 giugno 1998, n. 191”
G.U. serie generale n° 70 del
25.03.99

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Art.
1. – F i n a l i t à
Art. 2. – Definizioni
Art. 3. – Progetti di
telelavoro
Art. 4. – Assegnazione al telelavoro
Art. 5. – Postazione
di telelavoro
Art. 6. – Regole tecniche
Art. 7. – Verifica
dell’adempimento della prestazione
Art. 8. – Trattamento economico e
normativo
Art. 9. – Norma
finale
NOTE

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Il
Presidente della Repubblica

Visto l’articolo 87, quinto comma, della
Costituzione;
Visto l’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto
1988, n. 400;
Visto l’articolo 4, comma 3, della legge 16 giugno 1998,
n. 191, il quale prevede che, con regolamento da emanare ai sensi
dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su
proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, sentita l’Autorità
per l’informatica nella pubblica amministrazione, entro centoventi
giorni dalla data di entrata in vigore della legge n. 191 del 1998,
sono disciplinate le modalità organizzative per l’attuazione del comma
1 del medesimo articolo 4, ivi comprese quelle per la verifica
dell’adempimento della prestazione lavorativa e le eventuali
abrogazioni di norme incompatibili;
Visto il decreto del Presidente
del Consiglio dei Ministri in data 30 ottobre 1998, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 269 del 17 novembre 1998, con il quale sono
state conferite al Sottosegretario di Stato alla Presidenza del
Consiglio dei Ministri le funzioni di coordinamento delle attività,
anche di carattere normativo, inerenti all’attuazione delle leggi 15
marzo 1997, n. 59, 15 maggio 1997, n. 127, e 16 giugno 1998, n.
191;
Sentita l’Autorità per l’informatica nella pubblica
amministrazione;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso
dalla sezione consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 25
gennaio 1999;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 25 febbraio 1999;
Sulla proposta del
Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con i Ministri per
la funzione pubblica e del lavoro e della previdenza sociale;

Emana
il seguente regolamento:

Art. 1. – F i n a l i t à

1. Allo scopo di
razionalizzare l’organizzazione del lavoro e di realizzare economie di
gestione attraverso l’impiego flessibile delle risorse umane, le
amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto
legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, possono avvalersi di forme di
lavoro a distanza, così come previsto dall’articolo 4, comma 1, della
legge 16 giugno 1998, n. 191, secondo le modalità organizzative
disciplinate nel presente decreto.
2. Le singole amministrazioni
adeguano i propri ordinamenti ed adottano le misure organizzative
coerenti con le disposizioni di cui al presente decreto.
3. Restano
salve le competenze legislative delle regioni e delle province
autonome di Trento e di Bolzano, previste dall’articolo 4, comma 4,
della legge n. 191 del 1998.

Art. 2. – Definizioni

1. Ai fini del
presente decreto s’intende:
a) per “lavoro a distanza” l’attività di
telelavoro svolta in conformità alle disposizioni del presente
decreto;
b) per “telelavoro” la prestazione di lavoro eseguita dal
dipendente di una delle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo
1, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, in
qualsiasi luogo ritenuto idoneo, collocato al di fuori della sede di
lavoro, dove la prestazione sia tecnicamente possibile, con il
prevalente supporto di tecnologie dell’informazione e della
comunicazione, che consentano il collegamento con l’amministrazione
cui la prestazione stessa inerisce;
c) per “sede di lavoro” quella
dell’ufficio al quale il dipendente è assegnato.

Art. 3. – Progetti
di telelavoro

1. Nell’ambito degli obiettivi fissati annualmente,
l’organo di governo di ciascuna amministrazione, sulla base delle
proposte dei responsabili degli uffici dirigenziali generali o
equiparati, individua gli obiettivi raggiungibili mediante il ricorso
a forme di telelavoro, destinando apposite risorse per il suo
svolgimento.
2. Il ricorso a forme di telelavoro avviene sulla base di
un progetto generale in cui sono indicati: gli obiettivi, le attività
interessate, le tecnologie utilizzate ed i sistemi di supporto, le
modalità di effettuazione secondo principi di ergonomia cognitiva, le
tipologie professionali ed il numero dei dipendenti di cui si prevede
il coinvolgimento, i tempi e le modalità di realizzazione, i criteri
di verifica e di aggiornamento, le modificazioni organizzative ove
necessarie, nonchè i costi e i benefici, diretti e indiretti.
3.
Nell’ambito del progetto di cui al comma 2, le amministrazioni
definiscono le modalità per razionalizzare e semplificare attività,
procedimenti amministrativi e procedure informatiche, con l’obiettivo
di migliorare l’organizzazione del lavoro, l’economicità e la qualità
del servizio, considerando congiuntamente norme, organizzazione,
tecnologie, risorse umane e finanziarie.
4. Il progetto definisce la
tipologia, la durata, le metodologie didattiche, le risorse
finanziarie degli interventi di formazione e di aggiornamento, anche
al fine di sviluppare competenze atte ad assicurare capacità di
evoluzione e di adattamento alle mutate condizioni organizzative,
tecnologiche e di processo.
5. Il progetto è approvato dal dirigente o
dal responsabile dell’ufficio o servizio nel cui ambito si intendono
avviare forme di telelavoro, d’intesa con il responsabile dei sistemi
informativi, ove presente. Quando siano interessate piu’ strutture, il
progetto è approvato dal responsabile dell’ufficio dirigenziale
generale od equiparato.
6. Il progetto può prevedere che il dirigente
eserciti le sue funzioni svolgendo parte della propria attività in
telelavoro.
7. Le amministrazioni pubbliche, mediante appositi
accordi di programma, concordano forme di collaborazione volte alla
comune utilizzazione di locali, infrastrutture e risorse.
8. Le forme
di telelavoro di cui al presente decreto possono essere programmate,
organizzate e gestite anche con soggetti terzi nel rispetto dei
criteri generali di uniformità, garanzia e trasparenza.
9. Restano
ferme le competenze affidate all’Autorità per l’informatica nella
pubblica amministrazione dal decreto legislativo 12 febbraio 1993, n.
39, e successive modificazioni.

Art. 4. – Assegnazione al telelavoro
e reintegrazione nella sede originaria

1. L’amministrazione assegna
il dipendente al telelavoro sulla base di criteri previsti dalla
contrattazione collettiva, che, fra l’altro, consentano di valorizzare
i benefici sociali e personali del telelavoro.
2. La prestazione di
telelavoro può effettuarsi nel domicilio del dipendente a condizione
che sia ivi disponibile un ambiente di lavoro di cui l’amministrazione
abbia preventivamente verificato la conformità alle norme generali di
prevenzione e sicurezza delle utenze domestiche.
3. Il dipendente
addetto al telelavoro può richiedere per iscritto all’amministrazione
di appartenenza di essere reintegrato nella sede di lavoro originaria
non prima che sia trascorso un congruo periodo di tempo fissato dal
progetto di cui all’articolo 3.

Art. 5. – Postazione di telelavoro

1. La postazione di telelavoro è il sistema tecnologico costituito
da un insieme di apparecchiature e di programmi informatici, che
consente lo svolgimento di attività di telelavoro.
2. La postazione di
telelavoro deve essere messa a disposizione, installata e collaudata a
cura ed a spese dell’amministrazione interessata, sulla quale gravano
altresì la manutenzione e la gestione di sistemi di supporto per il
dipendente ed i relativi costi.
3. I collegamenti telematici necessari
per l’effettuazione della prestazione di telelavoro debbono essere
attivati a cura ed a spese dell’amministrazione interessata, sulla
quale gravano altresì tutte le spese di gestione e di manutenzione.
4.
Sulla base di una specifica analisi dei rischi, l’amministrazione
garantisce adeguati livelli di sicurezza delle comunicazioni tra la
postazione di telelavoro ed il proprio sistema informativo.
5. La
postazione di telelavoro può essere utilizzata esclusivamente per le
attività inerenti al rapporto di lavoro.
6. Nell’ambito del progetto
di cui all’articolo 3, le amministrazioni definiscono le modalità per
assicurare adeguate comunicazioni con il contesto organizzativo nel
quale il dipendente opera.

Art. 6. – Regole tecniche

1. L’Autorità
per l’informatica nella pubblica amministrazione fissa le eventuali
regole tecniche per il telelavoro, anche con riferimento alla rete
unitaria delle pubbliche amministrazioni, alle tecnologie per
l’identificazione, alle esigenze di adeguamento all’evoluzione
scientifica e tecnologica ed alla tutela della sicurezza dei
dati.

Art. 7. – Verifica dell’adempimento della prestazione

1. Il
progetto di cui all’articolo 3 determina i criteri, orientati ai
risultati, per l’individuazione di parametri qualitativi e
quantitativi delle prestazioni da svolgere mediante ricorso al
telelavoro.
2. La verifica dell’adempimento della prestazione è
effettuata dal dirigente, alla stregua dei predetti parametri.

Art.
8. – Trattamento economico e normativo

1. La contrattazione
collettiva, in relazione alle diverse forme di telelavoro, adegua alle
specifiche modalità della prestazione la disciplina economica e
normativa del rapporto di lavoro, garantendo in ogni caso un
trattamento equivalente a quello dei dipendenti impiegati nella sede
di lavoro e, in particolare, una adeguata tutela della salute e della
sicurezza del lavoro.
2. La contrattazione collettiva definisce le
modalità per l’accesso al d…

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