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Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dalla appartenenza dell’Italia alle Comunità europee – legge comunitaria 1995-1997.

Legge n° 128 del 24 aprile 1998 recante
“Disposizioni per
l’adempimento di obblighi derivanti dalla appartenenza
dell’Italia alle Comunità europee – legge comunitaria
1995-1997”
G.U. n° 104 del 7 maggio 1998 – Supplemento ordinario n°
88

Titolo I

DISPOSIZIONI GENERALI SUI PROCEDIMENTI PER
L’ADEMPIMENTO DEGLI OBBLIGHI COMUNITARI

Art. 1.

Delega al
Governo per l’attuazione di direttive comunitarie.

1. Il
Governo è delegato ad emanare, entro il termine di un anno dalla data
di entrata in vigore della presente legge, i decreti legislativi
recanti le norme occorrenti per dare attuazione alle direttive
comprese nell’elenco di cui all’allegato A; la scadenza è
prorogata di sei mesi se, per effetto di direttive notificate nel
corso dell’anno di delega, la disciplina risultante da direttive
comprese nell’elenco è modificata senza che siano introdotte
nuove norme di principio.

2. I decreti legislativi sono adottati,
nel rispetto dell’articolo 14 della legge 23 agosto 1988, n.
400, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri o del
Ministro competente per il coordinamento delle politiche comunitarie e
dei Ministri con competenza istituzionale nella materia, di concerto
con i Ministri degli affari esteri, di grazia e giustizia, del tesoro,
del bilancio e della programmazione economica e con gli altri Ministri
interessati in relazione all’oggetto della direttiva, se non
proponenti.

3. Gli schemi dei decreti legislativi recanti attuazione
delle direttive comprese nell’elenco di cui all’allegato
B, a seguito di deliberazione preliminare del Consiglio dei ministri,
sono trasmessi, entro il termine di cui al comma 1, alla Camera dei
deputati e al Senato della Repubblica perchè su di essi sia espresso,
entro quaranta giorni dalla data di trasmissione, il parere delle
Commissioni competenti per materia; decorso tale termine, i decreti
sono emanati anche in mancanza di detto parere. Qualora il termine
previsto per il parere delle Commissioni scada nei trenta giorni che
precedono la scadenza dei termini previsti al comma 1 o
successivamente, questi ultimi sono prorogati di novanta giorni.

4.
Entro due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge,
nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi da essa fissati, il
Governo può emanare, con la procedura indicata nei commi 2 e 3,
disposizioni integrative e correttive dei decreti legislativi emanati
ai sensi del comma 1 del presente articolo e ai sensi
dell’articolo 17.

5. Il Governo è delegato ad emanare, entro
il termine di cui al comma 1, e con le modalità di cui ai commi 2 e 3,
disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 1^
settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni, nel rispetto dei
princìpi e criteri direttivi e con l’osservanza della procedura
indicati nell’articolo 25 della legge 19 febbraio 1992, n. 142.

6. Il Governo è delegato ad emanare, entro il termine di cui al
comma 1, disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo
14 agosto 1996, n. 494, di recepimento della direttiva 92/57/CEE del
Consiglio, nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi e con
l’osservanza delle procedure indicate dalla legge 22 febbraio
1994, n. 146, e dalla legge 6 febbraio 1996, n. 52.
Nell’esercizio della delega il Governo dispone
l’applicazione delle norme di cui all’articolo 10 del
citato decreto legislativo n. 494 del 1996 a laureati con adeguata
competenza tecnica o documentabile esperienza curriculare e
professionale nel settore della sicurezza.

7. Il Governo è delegato
ad emanare, entro il termine di cui al comma 1 e con le modalità di
cui ai commi 2 e 3, le disposizioni integrative e correttive
necessarie ad adeguare la disciplina recata dal decreto legislativo 26
novembre 1992, n. 470, alle direttive del Consiglio 90/364/CEE,
90/365/CEE e 93/96/CEE, nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi
di cui all’articolo 6, comma 1, lettere a), b), c) e d), della
legge 19 febbraio 1992, n. 142.

8. Il Governo è delegato ad emanare,
secondo i criteri e i princìpi direttivi di cui all’articolo 2,
entro il termine di cui al comma 1 e con le modalità di cui ai commi 2
e 3 del presente articolo, le disposizioni integrative e correttive
necessarie ad adeguare la disciplina recata dal decreto legislativo 10
settembre 1991, n. 303, alla direttiva 86/653/CEE del Consiglio,
relativa al coordinamento dei diritti degli Stati membri concernenti
gli agenti commerciali indipendenti.

9. Entro sei mesi dalla data di
entrata in vigore della presente legge, con le modalità di cui ai
commi 2 e 3, informandosi ai criteri e ai princìpi generali di cui
all’articolo 2, è data attuazione:

a) alla direttiva 93/118/CE
del Consiglio, che modifica la direttiva 85/73/CEE del Consiglio,
relativa al finanziamento delle ispezioni e dei controlli sanitari
delle carni fresche e delle carni di volatili da cortile, informandosi
anche ai criteri specifici previsti all’articolo 35 della legge
6 febbraio 1996, n. 52, e tenendo conto delle direttive del Consiglio
94/64/CE, 95/24/CE, 96/17/CE e 96/43/CE, di modifica della citata
direttiva 85/73/CEE;

b) alla direttiva 93/119/CE del Consiglio,
relativa alla protezione degli animali durante la macellazione o
l’abbattimento, informandosi anche ai criteri specifici previsti
all’articolo 37 della legge 6 febbraio 1996, n. 52;

c) alla
direttiva 95/29/CE del Consiglio sulla protezione degli animali
durante il trasporto e alla direttiva 97/2/CE del Consiglio sulle
norme minime per la protezione dei vitelli, tenendo conto della
decisione della Commissione 97/182/CE.

Art. 2.

Criteri e
princìpi direttivi generali della delega legislativa

1. Salvi gli
specifici princìpi e criteri direttivi stabiliti negli articoli
seguenti ed in aggiunta a quelli contenuti nelle direttive da attuare,
i decreti legislativi di cui all’articolo 1 saranno informati ai
seguenti princìpi e criteri direttivi generali:

a) le amministrazioni
direttamente interessate provvederanno all’attuazione dei
decreti legislativi con le ordinarie strutture amministrative;

b) per
evitare disarmonie con le discipline vigenti per i singoli settori
interessati dalla normativa da attuare, saranno introdotte le
occorrenti modifiche o integrazioni alle discipline stesse;

c) salva
l’applicazione delle norme penali vigenti, ove necessario per
assicurare l’osservanza delle disposizioni contenute nei decreti
legislativi, saranno previste sanzioni amministrative e penali per le
infrazioni alle disposizioni dei decreti stessi. Le sanzioni penali,
nei limiti, rispettivamente, dell’ammenda fino a lire duecento
milioni e dell’arresto fino a tre anni, saranno previste, in via
alternativa o congiunta, solo nei casi in cui le infrazioni ledano o
espongano a pericolo interessi generali dell’ordinamento interno
del tipo di quelli tutelati dagli articoli 34 e 35 della legge 24
novembre 1981, n. 689. In tali casi saranno previste: la pena
dell’ammenda alternativa all’arresto per le infrazioni che
espongano a pericolo o danneggino l’interesse protetto; la pena
dell’arresto congiunta a quella dell’ammenda per le
infrazioni che rechino un danno di particolare gravità. La sanzione
amministrativa del pagamento di una somma non inferiore a lire
cinquantamila e non superiore a lire duecento milioni sarà prevista
per le infrazioni che ledano o espongano a pericolo interessi diversi
da quelli sopra indicati. Nell’ambito dei limiti minimi e
massimi previsti, le sanzioni sopra indicate saranno determinate nella
loro entità tenendo conto della diversa potenzialità lesiva
dell’interesse protetto che ciascuna infrazione presenta in
astratto, di specifiche qualità personali del colpevole, comprese
quelle che impongono particolari doveri di prevenzione, controllo o
vigilanza, nonchè del vantaggio patrimoniale che l’infrazione
può recare al colpevole o alla persona o ente nel cui interesse egli
agisce. In ogni caso, in deroga ai limiti sopra indicati, per le
infrazioni alle disposizioni dei decreti legislativi saranno previste
sanzioni penali o amministrative identiche a quelle eventualmente già
comminate dalle leggi vigenti per le violazioni che siano omogenee e
di pari offensività rispetto alle infrazioni medesime;

d) eventuali
spese non contemplate da leggi vigenti e che non riguardino
l’attività ordinaria delle amministrazioni statali o regionali
potranno essere previste nei soli limiti occorrenti per
l’adempimento degli obblighi di attuazione delle direttive; alla
relativa copertura, in quanto non sia possibile far fronte con i fondi
già assegnati alle competenti amministrazioni, si provvederà a norma
degli articoli 5 e 21 della legge 16 aprile 1987, n. 183, osservando
altresì il disposto dell’articolo 11-ter, comma 2, della legge 5
agosto 1978, n. 468, introdotto dall’articolo 7 della legge 23
agosto 1988, n. 362, e successive modificazioni;

e)
all’attuazione di direttive che modificano precedenti direttive
già attuate con legge o decreto legislativo si provvederà, se la
modificazione non comporta ampliamento della materia regolata,
apportando le corrispondenti modifiche alla legge o al decreto
legislativo di attuazione della direttiva modificata;

f) abolizione
dei diritti speciali o esclusivi, con regime autorizzatorio a favore
di terzi, in tutti i casi in cui il loro mantenimento ostacoli la
prestazione, in regime di concorrenza, di servizi che formano oggetto
di disciplina delle direttive per la cui attuazione è stata conferita
la delega legislativa, o di servizi a questi connessi;

g) i decreti
legislativi assicureranno in ogni caso che, nelle materie tratta…

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