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Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee – legge comunitaria 1998.

Legge n°25 del 5 febbraio 1999 recante
“Disposizioni per l’adempimento
di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunità
europee – legge comunitaria 1998”
G.U. n. 25 del 12.02.99 – S.O.
n.
33

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Capo
I

DISPOSIZIONI GENERALI

SUI PROCEDIMENTI PER L’ADEMPIMENTO DEGLI
OBBLIGHI COMUNITARI

Art. 1.

(Delega al Governo per l’attuazione
di direttive comunitarie).

1. Il Governo è delegato ad emanare, entro
il termine di un anno dalla data di entrata in vigore della presente
legge, decreti legislativi recanti le norme occorrenti per dare
attuazione alle direttive comprese negli elenchi di cui agli allegati
A e B.

2. I decreti legislativi sono adottati, nel rispetto
dell’articolo 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del
Presidente del Consiglio dei ministri, o del Ministro competente per
il coordinamento delle politiche comunitarie, e dei Ministri con
competenza istituzionale prevalente per la materia, di concerto con i
Ministri degli affari esteri, di grazia e giustizia, del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica e con gli altri Ministri
interessati in relazione all’oggetto della direttiva, se non
proponenti.

3. Gli schemi dei decreti legislativi recanti attuazione
delle direttive comprese nell’elenco di cui all’allegato B, a seguito
di deliberazione preliminare del Consiglio dei ministri, sono
trasmessi alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica perché
su di essi sia espresso, entro sessanta giorni dalla data di
trasmissione, il parere delle Commissioni competenti per materia;
decorso tale termine i decreti sono emanati anche in mancanza di detto
parere. Qualora il termine previsto per il parere delle Commissioni
scada nei trenta giorni che precedono la scadenza dei termini previsti
al comma 1 o successivamente, questi ultimi sono prorogati di novanta
giorni.

4. Entro due anni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, nel rispetto dei princípi e criteri direttivi da essa
fissati, il Governo può emanare, con la procedura indicata nei commi 2
e 3, disposizioni integrative e correttive dei decreti legislativi
emanati ai sensi del comma 1.

Art. 2.

(Criteri e princípi
direttivi generali della delega legislativa).

1. Salvi gli specifici
princípi e criteri direttivi stabiliti negli articoli seguenti ed in
aggiunta a quelli contenuti nelle direttive da attuare, i decreti
legislativi di cui all’articolo 1 saranno informati ai seguenti
princípi e criteri direttivi generali:

a) le amministrazioni
direttamente interessate provvederanno all’attuazione dei decreti
legislativi con le ordinarie strutture amministrative;

b) per evitare
disarmonie con le discipline vigenti per i singoli settori interessati
dalla normativa da attuare, saranno introdotte le occorrenti modifiche
o integrazioni alle discipline stesse;

c) salva l’applicazione delle
norme penali vigenti, ove necessario per assicurare l’osservanza delle
disposizioni contenute nei decreti legislativi, saranno previste
sanzioni amministrative e penali per le infrazioni alle disposizioni
dei decreti stessi. Le sanzioni penali, nei limiti, rispettivamente,
dell’ammenda fino a lire duecento milioni e dell’arresto fino a tre
anni, saranno previste, in via alternativa o congiunta, solo nei casi
in cui le infrazioni ledano o espongano a pericolo interessi generali
dell’ordinamento interno, del tipo di quelli tutelati dagli articoli
34 e 35 della legge 24 novembre 1981, n. 689. In tali casi saranno
previste: la pena dell’ammenda alternativa all’arresto per le
infrazioni che espongano a pericolo o danneggino l’interesse protetto;
la pena dell’arresto congiunta a quella dell’ammenda per le infrazioni
che rechino un danno di particolare gravità. La sanzione
amministrativa del pagamento di una somma non inferiore a lire
cinquantamila e non superiore a lire duecento milioni sarà prevista
per le infrazioni che ledano o espongano a pericolo interessi diversi
da quelli sopra indicati. Nell’ambito dei limiti minimi e massimi
previsti, le sanzioni sopra indicate saranno determinate nella loro
entità, tenendo conto della diversa potenzialità lesiva dell’interesse
protetto che ciascuna infrazione presenta in astratto, delle
specifiche qualità personali del colpevole, comprese quelle che
impongono particolari doveri di prevenzione, controllo o vigilanza,
nonchè del vantaggio patrimoniale che l’infrazione può recare al
colpevole o alla persona o ente nel cui interesse egli agisce. In ogni
caso, in deroga ai limiti sopra indicati, per le infrazioni alle
disposizioni dei decreti legislativi saranno previste sanzioni penali
o amministrative identiche a quelle eventualmente già comminate dalle
leggi vigenti per le violazioni che siano omogenee e di pari
offensività rispetto alle infrazioni medesime;

d) eventuali spese non
contemplate da leggi vigenti e che non riguardano l’attività ordinaria
delle amministrazioni statali o regionali potranno essere previste nei
soli limiti occorrenti per l’adempimento degli obblighi di attuazione
delle direttive; alla relativa copertura, in quanto non sia possibile
far fronte con i fondi già assegnati alle competenti amministrazioni,
si provvederà a norma degli articoli 5 e 21 della legge 16 aprile
1987, n. 183, osservando altresì il disposto dell’articolo 11-ter,
comma 2, della legge 5 agosto 1978, n. 468, introdotto dall’articolo 7
della legge 23 agosto 1988, n. 362;

e) all’attuazione di direttive
che modificano precedenti direttive già attuate con legge o decreto
legislativo si provvederà, se la modificazione non comporta
ampliamento della materia regolata, apportando le corrispondenti
modifiche alla legge o al decreto legislativo di attuazione della
direttiva modificata;

f) abolizione dei diritti speciali o esclusivi,
con regime autorizzatorio a favore di terzi, in tutti i casi in cui il
loro mantenimento ostacoli la prestazione, in regime di concorrenza,
di servizi che formano oggetto di disciplina delle direttive per la
cui attuazione è stata conferita la delega legislativa, o di servizi a
questi connessi;

g) i decreti legislativi assicureranno in ogni caso
che, nelle materie trattate dalle direttive da attuare, la disciplina
disposta sia pienamente conforme alle prescrizioni delle direttive
medesime, tenuto anche conto delle eventuali modificazioni comunque
intervenute fino al momento dell’esercizio della delega;

h) nelle
materie di competenza delle regioni a statuto ordinario e speciale e
delle province autonome di Trento e di Bolzano saranno osservati
l’articolo 9 della legge 9 marzo 1989, n. 86, e l’articolo 6, primo
comma, del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n.
616. Saranno inoltre osservate le competenze normative e
amministrative conferite alle regioni con la legge 15 marzo 1997, n.
59, ed i relativi decreti legislativi attuativi, nonché gli ambiti di
autonomia delle regioni a statuto speciale e delle province autonome,
nel rispetto del principio di sussidiarietà.

2. Le disposizioni in
materia di prescrizione di cui agli articoli 20 e seguenti del decreto
legislativo 19 dicembre 1994, n. 758, e successive modificazioni, si
applicano, ove già non previsto, a tutte le violazioni delle norme di
recepimento di disposizioni comunitarie in materia di igiene sul
lavoro, sicurezza e salute dei lavoratori sul luogo di lavoro, per le
quali è prevista la pena alternativa dell’arresto o
dell’ammenda.

Art. 3

.(Attuazione di direttive comunitarie con
regolamento autorizzato).

1. Il Governo è autorizzato a dare
attuazione alle direttive comprese nell’elenco di cui all’allegato C
con uno o più regolamenti ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della
legge 23 agosto 1988, n. 400, attenendosi a princípi e criteri
direttivi corrispondenti a quelli enunciati nelle lettere b), e), f),
g) e h) del comma 1 dell’articolo 2.

2. Fermo restando il disposto
dell’articolo 5, comma 1, della legge 9 marzo 1989, n. 86, i
regolamenti di cui al comma 1 possono altresì, per tutte le materie
non coperte da riserva assoluta di legge, dare attuazione alle
direttive che costituiscono modifica, aggiornamento o completamento
delle direttive comprese nell’allegato C.

3. Ove le direttive cui
essi danno attuazione prescrivano di adottare discipline
sanzionatorie, il Governo può prevedere nei regolamenti di cui al
comma 1, per le fattispecie individuate dalle direttive stesse,
adeguate sanzioni amministrative, che dovranno essere determinate in
ottemperanza ai princípi stabiliti in materia dalla lettera c) del
comma 1 dell’articolo 2.

Art. 4.

(Attuazione di direttive
comunitarie in via regolamentare o amministrativa).

1. L’allegato D
elenca le direttive attuate o da attuare mediante regolamento
ministeriale da emanare ai sensi dell’articolo 17 della legge 23
agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, o atto
amministrativo, nel rispetto del termine indicato nelle direttive
stesse. Resta fermo il disposto degli articoli 11 e 20 della legge 16
aprile 1987, n. 183.

2. Le amministrazioni competenti informano
costantemente la Presidenza del Consiglio dei ministri –
Dipartimento per il coordinamento delle politiche comunitarie sulle
fasi dei procedimenti connessi all’emanazione dei provvedimenti di cui
al comma 1.

3. Le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano, nelle materie di loro competenza, possono inviare, entro
trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge,
alla Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per il
coordinamento delle politiche comunitarie proposte in merito al
contenuto dei provvedimenti da emanare ai sensi del comma 1.

Art.
5.

(Oneri relativi a prestazioni e controlli).

1. Nell’attuazione
delle normative comunitarie, gli oneri di prestazioni e controlli da
eseguire d…

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