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Riordinamento delle competenze regionali e statali in materia agricola e forestale e istituzione del Ministero delle risorse agricole, alimentari e forestali.

Legge 4 dicembre 1993, n. 491

Riordinamento delle competenze
regionali e statali in
materia agricola e forestale e istituzione del
Ministero delle risorse agricole, alimentari e forestali.

gazzetta
ufficiale n°. 285 – 4 dicembre
1993

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La
Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;

Il
Presidente della Repubblica:

Promulga la seguente legge:

Art. 1.

1. Il Ministero dell’agricoltura e delle foreste è
soppresso.

2. Sono di competenza delle regioni tutte le funzioni in
materia di agricoltura e foreste, di acquacoltura e agriturismo,
nonché le funzioni relative alla conservazione e allo sviluppo del
territorio rurale, ad esclusione di quelle attribuite dalla presente
legge al Ministero di cui all’art. 2, comma 1.

3. Con apposite
norme di attuazione, nel rispetto dei relativi statuti, saranno
trasferiti alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di
Trento e Bolzano le funzioni e competenze di cui al comma 2.

4. Le
regioni concorrono all’elaborazione e all’attuazione della
politica nazionale e comunitaria nelle materie oggetto della presente
legge con le modalità e le procedure stabilite dalla legge
stessa.

Art. 2.

1. ‚ istituito il Ministero delle risorse
agricole, alimentari e forestali. Il Ministero delle risorse agricole,
alimentari e forestali e il Ministro delle risorse agricole,
alimentari e forestali sono di seguito rispettivamente denominati
<<Ministero>> e <<Ministro>>.

2. Il
Ministero succede in tutti i rapporti attivi e passivi, non attribuiti
alle singole regioni, ivi compresi quelli finanziari, facenti capo al
soppresso Ministero dell’agricoltura e delle foreste.

3. Il
Ministero, nelle materie relative alle risorse agricole, forestali,
agroalimentari ed agroindustriali, alla economia contrattuale di cui
alla legge 16 marzo 1988, n. 88, ai mercati agricolo e alimentare,
all’acquacoltura e alla pesca marittima nei limiti di cui al
comma 4, lettera a), nonché alle competenze statali in materia di
agriturismo di cui alla legge 5 dicembre 1985, n. 730, svolge le
seguenti funzioni:

a) cura delle relazioni internazionali e
partecipazione alla redazione di accordi internazionali, fatte salve
le competenze del Ministero degli affari esteri;

b) attività
necessarie ad assicurare la partecipazione della Repubblica italiana
all’elaborazione delle politiche comunitarie, tenendo conto
delle linee di politica agricola individuate dal Comitato di cui al
comma 6;

c) predisposizione di atti e svolgimento di attività
generali necessari per l’attuazione delle determinazioni e dei
provvedimenti comunitari, fatte salve le competenze del Ministro per
il coordinamento delle politiche comunitarie;

d) definizione delle
politiche nazionali, ivi compresa la programmazione e le attività di
indirizzo e coordinamento nel rispetto delle procedure di cui
all’art. 2, comma 3, lettera d), della legge 23 agosto 1988, n.
400, la raccolta, l’elaborazione e la diffusione di informazioni
e di dati;

e) attività previste dalla legge 11 febbraio 1992, n. 157,
ferme restando le competenze attribuite al Ministro
dell’ambiente ai sensi della stessa legge n. 157 e le competenze
delle regioni stabilite dall’art. 117 della Costituzione e dalle
successive norme di applicazione.

4. Sono trasferite al Ministero,
nei limiti di cui al comma 3, le seguenti funzioni:

a) in materia di
acquacoltura e in materia di pesca marittima, quelle di competenza del
Ministero della marina mercantile relative alle leggi 14 luglio 1965,
n. 963 e successive modificazioni, 17 febbraio 1982, n. 41 e
successive modificazioni, 28 agosto 1989, n. 302, 5 febbraio 1992, n.
72, avvalendosi all’uopo delle capitanerie di porto, nonché
quelle di vigilanza sull’Istituto centrale per la ricerca
scientifica e tecnologica applicata al mare (ICRAM);

b) in materia di
produzione dei prodotti elencati nell’Allegato II del Trattato
istitutivo della Comunit… economica europea (CEE), escluse le
specifiche funzioni di natura industriale relative ai prodotti stessi,
che rimangono di competenza del Ministero dell’industria, del
commercio e dell’artigianato;

c) in materia veterinaria, nei
limiti di cui all’art. 3;

d) in materia di opere di raccolta,
adduzione e distribuzione primaria delle acque irrigue di rilevanza
nazionale, ivi comprese quelle gi… esercitate dal Dipartimento
per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno e dall’Agenzia
per la promozione dello sviluppo del Mezzogiorno, in attuazione della
previsione di cui all’art. 3, comma 1, lettera c), della legge
19 dicembre 1992, n. 488, ed agli articoli 7, 9 e 10 del decreto
legislativo 3 aprile 1993, n. 96, fatte salve le determinazioni in
ordine alle relative strutture ed al personale connesso, da adottare
in sede di attuazione complessiva dello stesso art. 3 della citata
legge n. 488 del 1992.

5. La Ragioneria centrale esistente presso il
soppresso Ministero dell’agricoltura e delle foreste, con il
relativo contingente di personale, esercita le proprie attribuzioni
istituzionali presso il Ministero.

6. Per la determinazione degli
obiettivi e delle linee generali della politica agricola, alimentare e
forestale nazionale, nonchŠ per l’individuazione delle
linee di politica agricola da sostenere in sede comunitaria ed
internazionale, per l’individuazione dei criteri generali e
delle modalità attuative per l’esercizio della funzione di
indirizzo e di coordinamento, nell’ambito della Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e Bolzano di cui all’art. 12 della legge 23
agosto 1988, n. 400, è istituito il Comitato permanente delle
politiche agroalimentari e forestali. Il Comitato è presieduto dal
Ministro ed è composto dai presidenti delle regioni e delle province
autonome o da loro delegati. Alle riunioni del Comitato sono invitati
il Ministro per gli affari regionali e per il coordinamento delle
politiche comunitarie e, per quanto attiene all’art. 6, comma 6,
lettera a), anche il Ministro dell’ambiente. Il Comitato
concerta, tra l’altro, criteri ed indirizzi per interventi con
particolare riferimento: alla regolazione del mercato agricolo; alle
attività di ricerca e di informazione connesse alla programmazione
nazionale della produzione agricola e forestale; alla valorizzazione e
al controllo di qualità dei prodotti agricoli ed alimentari, ivi
compresi quelli inerenti ai materiali di propagazione delle specie
vegetali e relative certificazioni; alla raccolta, adduzione e
distribuzione primaria delle acque irrigue; al Fondo di solidarietà
nazionale; alle associazioni ed unioni nazionali dei produttori
agricoli; alle associazioni di categoria dell’industria
agroalimentare ed a quelle della commercializzazione dei prodotti
agroalimentari; alla cooperazione agroindustriale e alimentare;
all’ordinamento e alla tenuta dei registri di varietà e dei
libri genealogici, nonché ai relativi controlli funzionali; alla
regolazione in materia fitosanitaria; alla omologazione e
certificazione dei prototipi delle macchine agricole; alla regolazione
delle sementi e dei fertilizzanti.

7. Il Comitato cura, altresì
l’informazione, la consultazione ed il raccordo tra il
Ministero, le regioni e le province autonome su tutte le materie
previste dalla presente legge, assicurando il contributo delle regioni
e delle province medesime alla elaborazione ed attuazione della
politica agricola comune (PAC).

8. Con regolamento, da adottarsi dal
Ministro ai sensi dell’art. 17, comma 3, della legge 23 agosto
1988, n. 400, saranno definiti l’organizzazione ed il
funzionamento del Comitato.

9. Entro novanta giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge il Ministro, d’intesa con
il Comitato, indica le funzioni che sono attribuite alle regioni e
province autonome, relativamente alle materie di cui al comma 4,
lettere a), b), c) e d).

10. Per effetto dell’applicazione
dell’art. 1, a partire dall’anno 1994, la quota di risorse
finanziarie da attribuire al Ministero per gli interventi nelle
materie di sua competenza, previste dalle leggi 8 novembre 1986, n.
752, e 10 luglio 1991, n. 201, e dalle successive leggi di
programmazione, per i settori oggetto della presente legge, non può
essere superiore al 20 per cento.

CFR DLT 03.04.1993 n. 96 ART 7

CFR
DLT 03.04.1993 n. 96 ART 9

CFR DLT 03.04.1993 n. 96 ART 10

CFR L
19.12.1992 n. 488 ART 3

CFR L 11.02.1992 n. 157

CFR L 05.02.1992 n.
72

CFR L 10.07.1991 n. 201

CFR L 28.08.1989 n. 302

CFR L 23.08.1988
n. 400 ART 12

CFR L 08.11.1986 n. 752

CFR L 17.02.1982 n. 41

CFR L
14.07.1965 n. 963

Art. 3.

1. Ferme restando le competenze del
Ministero della sanità in materia veterinaria, è istituito, presso il
Ministero, il Comitato permanente per la veterinaria e la zootecnia
composto dal Ministro e dal Ministro della sanità o loro delegati che,
a turno, lo presiedono, da tre rappresentanti per ciascuno dei due
Ministeri, nominati dai rispettivi Ministri, e da tre presidenti di
regione o di provincia autonoma designati dalla Conferenza dei
presidenti delle regioni e delle province autonome, o da loro
delegati.

2. Il Comitato:

a) verifica l’attuazione della
normativa nazionale e comunitaria;

b) propone ai Ministeri
interessati l’adozione di norme nelle materie veterinaria e
zootecnica;

c) definisce le modalità di partecipazione del Governo al
Consiglio dei Ministri dell’agricoltura della Comunità economica
europea, in materia veterinaria e zootecnica.

3. Con uno o più
decreti del Min…

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