Architetto.info - Architetto.info | Architetto.info

Revisione della legislazione in materia cooperativistica, con particol...

Revisione della legislazione in materia cooperativistica, con particolare riferimento alla posizione del socio lavoratore.

Legge 3 aprile 2001, n. 142
“Revisione della legislazione in materia
cooperativistica, con particolare
riferimento alla posizione del socio
lavoratore”
Gazzetta Ufficiale n. 94 del 23 aprile 2001
Art. 1.
(Soci
lavoratori di cooperativa).
1. Le disposizioni della presente legge si
riferiscono alle cooperative nelle quali il rapporto
mutualistico
abbia ad oggetto la prestazione di attività lavorative da parte del
socio, sulla
base di previsioni di regolamento che definiscono
l’organizzazione del lavoro dei soci.
2. I soci lavoratori di
cooperativa:
a) concorrono alla gestione dell’impresa partecipando
alla formazione degli organi sociali e
alla definizione della
struttura di direzione e conduzione dell’impresa;
b) partecipano alla
elaborazione di programmi di sviluppo e alle decisioni concernenti
le
scelte strategiche, nonché alla realizzazione dei processi
produttivi dell’azienda;
c) contribuiscono alla formazione del
capitale sociale e partecipano al rischio d’impresa, ai
risultati
economici ed alle decisioni sulla loro destinazione;
d) mettono a
disposizione le proprie capacità professionali anche in relazione al
tipo e allo
stato dell’attività svolta, nonché alla quantità delle
prestazioni di lavoro disponibili per la
cooperativa stessa.
3. Il
socio lavoratore di cooperativa stabilisce con la propria adesione o
successivamente
all’instaurazione del rapporto associativo un
ulteriore e distinto rapporto di lavoro, in forma
subordinata o
autonoma o in qualsiasi altra forma, ivi compresi i rapporti di
collaborazione
coordinata non occasionale, con cui contribuisce
comunque al raggiungimento degli scopi
sociali. Dall’instaurazione dei
predetti rapporti associativi e di lavoro in qualsiasi forma
derivano
i relativi effetti di natura fiscale e previdenziale e tutti gli altri
effetti giuridici
rispettivamente previsti dalla presente legge,
nonché, in quanto compatibili con la
posizione del socio lavoratore,
da altre leggi o da qualsiasi altra fonte.
Art. 2.
(Diritti
individuali e collettivi del socio lavoratore di cooperativa).
1. Ai
soci lavoratori di cooperativa con rapporto di lavoro subordinato si
applica la legge 20
maggio 1970, n. 300, con esclusione dell’articolo
18 ogni volta che venga a cessare, col
rapporto di lavoro, anche
quello associativo. Si applicano altresí tutte le vigenti
disposizioni
in materia di sicurezza e igiene del lavoro. Agli altri
soci lavoratori si applicano gli articoli 1,
8, 14 e 15 della medesima
legge n. 300 del 1970, nonché le disposizioni previste dal
decreto
legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni, e
quelle previste
dal decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 494, in
quanto compatibili con le modalità della
prestazione lavorativa. In
relazione alle peculiarità del sistema cooperativo, forme
specifiche
di esercizio dei diritti sindacali possono essere individuate in sede
di accordi
collettivi tra le associazioni nazionali del movimento
cooperativo e le organizzazioni
sindacali dei lavoratori,
comparativamente più rappresentative.
Art. 3.
(Trattamento economico
del socio lavoratore).
1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo
36 della legge 20 maggio 1970, n. 300, le
società cooperative sono
tenute a corrispondere al socio lavoratore un trattamento
economico
complessivo proporzionato alla quantità e qualità del lavoro prestato
e
comunque non inferiore ai minimi previsti, per prestazioni analoghe,
dalla contrattazione
collettiva nazionale del settore o della
categoria affine, ovvero, per i rapporti di lavoro
diversi da quello
subordinato, in assenza di contratti o accordi collettivi specifici,
ai
compensi medi in uso per prestazioni analoghe rese in forma di
lavoro autonomo.ഊ2. Trattamenti economici ulteriori possono
essere deliberati dall’assemblea e possono
essere erogati:
a) a titolo
di maggiorazione retributiva, secondo le modalità stabilite in accordi
stipulati ai
sensi dell’articolo 2;
b) in sede di approvazione del
bilancio di esercizio, a titolo di ristorno, in misura non
superiore
al 30 per cento dei trattamenti retributivi complessivi di cui al
comma 1 e alla
lettera a), mediante integrazioni delle retribuzioni
medesime, mediante aumento gratuito
del capitale sociale sottoscritto
e versato, in deroga ai limiti stabiliti dall’articolo 24 del
decreto
legislativo del Capo provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947, n.
1577, ratificato,
con modificazioni, dalla legge 2 aprile 1951, n.
302, e successive modificazioni, ovvero
mediante distribuzione
gratuita dei titoli di cui all’articolo 5 della legge 31 gennaio 1992,
n.
59.
Art. 4.
(Disposizioni in materia previdenziale).
1. Ai fini
della contribuzione previdenziale ed assicurativa si fa riferimento
alle normative
vigenti previste per le diverse tipologie di rapporti
di lavoro adottabili dal regolamento delle
società cooperative nei
limiti di quanto previsto dall’articolo 6.
2. I trattamenti economici
dei soci lavoratori con i quali si è instaurato un rapporto di
tipo
subordinato, ad eccezione di quelli previsti dall’articolo 3,
comma 2, lettera b), sono
considerati, agli effetti previdenziali,
reddito da lavoro dipendente.
3. Il Governo, sentite le parti sociali
interessate, è delegato ad emanare, entro sei mesi
dalla data di
entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi
intesi a
riformare la disciplina recata dal decreto del Presidente
della Repubblica 30 aprile 1970, n.
602, e successive modificazioni,
secondo i seguenti criteri e princípi direttivi:
a) equiparazione
della contribuzione previdenziale e assistenziale dei soci lavoratori
di
cooperativa a quella dei lavoratori dipendenti da impresa;
b)
gradualità, da attuarsi anche tenendo conto delle differenze
settoriali e territoriali,
nell’equiparazione di cui alla lettera a)
in un periodo non superiore a cinque anni;
c) assenza di oneri
aggiuntivi a carico del bilancio dello Stato.
Art. 5.
(Altre normative
applicabili al socio lavoratore).
1. Il riferimento alle retribuzioni
ed ai trattamenti dovuti ai prestatori di lavoro,
previsti
dall’articolo 2751-bis, numero 1), del codice civile, si
intende applicabile anche ai soci
lavoratori di cooperative di lavoro
nei limiti del trattamento economico di cui all’articolo 3,
commi 1 e
2, lettera a). La presente norma costituisce interpretazione autentica
delle
disposizioni medesime.
2. Le controversie relative ai rapporti
di lavoro in qualsiasi forma di cui al comma 3
dell’articolo 1
rientrano nella competenza funzionale del giudice del lavoro; per
il
procedimento, si applicano le disposizioni di cui agli articoli 409
e seguenti del codice di
procedura civile. In caso di controversie sui
rapporti di lavoro tra i soci lavoratori e le
cooperative, si
applicano le procedure di conciliazione e arbitrato irrituale previste
dai
decreti legislativi 31 marzo 1998, n. 80, e successive
modificazioni, e 29 ottobre 1998, n.
387. Restano di competenza del
giudice civile ordinario le controversie tra soci e
cooperative
inerenti al rapporto associativo.
Art. 6.
(Regolamento interno).
1.
Entro nove mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge,
le cooperative di cui
all’articolo 1 definiscono un regolamento,
approvato dall’assemblea, sulla tipologia dei
rapporti che si
intendono attuare, in forma alternativa, con i soci lavoratori. Il
regolamento
deve essere depositato entro trenta giorni
dall’approvazione presso la Direzione
provinciale del lavoro
competente per territorio. Il regolamento deve contenere in
ogniഊcaso:
a) il richiamo ai contratti collettivi applicabili,
per ciò che attiene ai soci lavoratori con
rapporto di lavoro
subordinato;
b) le modalità di svolgimento delle prestazioni
lavorative da parte dei soci, in relazione
all’organizzazione
aziendale della cooperativa e ai profili professionali dei soci
stessi,
anche nei casi di tipologie diverse da quella del lavoro
subordinato;
c) il richiamo espresso alle normative di legge vigenti
per i rapporti di lavoro diversi da
quello subordinato;
d)
l’attribuzione all’assemblea della facoltà di deliberare,
all’occorrenza, un piano di crisi
aziendale, nel quale siano
salvaguardati, per quanto possibile, i livelli occupazionali e
siano
altresí previsti: la possibilità di riduzione temporanea dei
trattamenti economici
integrativi di cui al comma 2, lettera b),
dell’articolo 3; il divieto, per l’intera durata del
piano, di
distribuzione di eventuali utili;
e) l’attribuzione all’assemblea
della facoltà di deliberare, nell’ambito del piano di crisi
aziendale
di cui alla lettera d), forme di apporto anche economico, da parte dei
soci
lavoratori, alla soluzione della crisi, in proporzione alle
disponibilità e capacita finanziarie;
f) al fine di promuovere nuova
imprenditorialità, nelle cooperative di nuova costituzione, la
facoltà
per l’assemblea della cooperativa di deliberare un piano d’avviamento
alle
condizioni e secondo le modalità stabilite in accordi collettivi
tra le associazioni nazionali
del movimento cooperativo e le
organizzazioni sindacali comparativamente più
rappresentative.
2.
Salvo quanto previsto alle lettere d), e) ed f) del comma 1, il
regolamento non può
contenere disposizioni derogatorie in pejus
rispetto ai trattamenti retributivi ed alle
condizioni di lavoro
previsti dai contratti collettivi nazionali di cui all’articolo 3. Nel
caso in
cui violi la disposizione di cui al primo periodo, la clausola
è nulla.
Art. 7.
(Vigilanza in materia di cooperazione).
1. Il Governo
è delegato ad emanare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore
della
presente legge, uno o più decreti legislativi per
l’ammodernamento e il riordino delle norme
in materia di controlli
sulle società cooperative e loro consorzi, con particolare
riferimento
agli oggetti di cui alle lettere da a) a q) e sulla base
dei seguenti princípi e criteri direttivi:
a) revisione della
disciplina dei c…

[Continua nel file zip allegato]

Architetto.info