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DIRETTIVA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 1 marzo 2002: Indirizzi per l'applicazione dell'art. 2 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Ripartizione di ambiti tra fonti pubblicistiche e privatistiche di regolamentazione in materia di rapporti di lavoro dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni. (GU n. 77 del 2-4-2002)

DIRETTIVA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 1 marzo 2002

Indirizzi per l’applicazione dell’art. 2 del decreto legislativo 30
marzo 2001, n. 165. Ripartizione di ambiti tra fonti pubblicistiche e
privatistiche di regolamentazione in materia di rapporti di lavoro
dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni.

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
Visto l’art. 5 della legge 23 agosto 1988, n. 400, recante
disciplina dell’attivita’ di Governo e ordinamento della Presidenza
del Consiglio dei Ministri;
Visto l’art. 2 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,
recante norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze
delle amministrazioni pubbliche;
Vista la legge 28 dicembre 2001, n. 448, recante disposizioni per
la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge
finanziaria 2002);
Ritenuta la necessita’ di definire, in attuazione di recenti
impegni assunti dal Governo con le parti sociali, indirizzi ai
Ministri per l’applicazione uniforme dei criteri dettati dall’art. 2
del menzionato decreto legislativo n. 165 del 2001 in materia di
disciplina dei rapporti di lavoro dei dipendenti delle
amministrazioni pubbliche;
Sulla proposta del Ministro per la funzione pubblica e per il
coordinamento dei servizi di informazione e sicurezza;
E m a n a
la seguente direttiva:
Dall’inizio del corrente anno si e’ aperta la tornata negoziale per
il rinnovo dei contratti e degli accordi dei dipendenti pubblici, sia
contrattualizzati sia in regime di diritto pubblico (quadriennio
normativo 2002-2005, biennio economico 2002-2003).
Si tratta di una fase molto delicata sul piano politico-sociale,
nella quale il Governo sara’ chiamato ad attuare, anche in questo
importante versante, le sue linee programmatiche nel quadro del piu’
generale processo di riforma della pubblica amministrazione.
La recente legge finanziaria per il 2002 si e’ fatta carico delle
problematiche del pubblico impiego con norme di particolare rilievo
sul piano finanziario e non.
E’ ora necessario ricercare tutte le condizioni per consentire alle
procedure di negoziazione di dispiegare per intero le loro
potenzialita’ positive in modo da conseguire risultati efficaci e
condivisi nella misura massima possibile.
Quanto sopra e’ sorretto, com’e’ noto, da un quadro normativo
puntuale che, fatti salvi specifici ordinamenti (dei magistrati e
degli avvocati dello Stato, ad esempio), riserva alla contrattazione
collettiva (art. 2 del decreto legislativo n. 165 del 2001) o ad
accordi procedimentalizzati la disciplina dei rapporti di lavoro, in
particolare dei trattamenti economici, e cio’ con forza derogatoria
rispetto ad eventuali disposizioni di legge, regolamenti o atti
amministrativi in materia.
Tenuto conto del quadro evidenziato, in cui la contrattazione
collettiva riveste un ruolo centrale nella disciplina del rapporto di
lavoro pubblico, si rende necessario evitare, come d’altronde
pattuito nel protocollo recentemente sottoscritto dal Governo con le
organizzazioni sindacali, l’assunzione di iniziative che, comportando
deroghe alla richiamata riserva negoziale, riconducano determinate
materie del rapporto di lavoro sotto la disciplina delle fonti
unilaterali.
Roma, 1 marzo 2002

Il Presidente
del Consiglio dei Ministri
Berlusconi
Registrata alla Corte dei conti il 18 marzo 2002
Ministeri istituzionali, registro n. 3 Presidenza del Consiglio dei
Ministri, foglio n. 103

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