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Regolamento di attuazione della legge 5 marzo 1990, n. 46, in materia ...

Regolamento di attuazione della legge 5 marzo 1990, n. 46, in materia di sicurezza degli impianti.

Decreto del Presidente della Repubblica 6 dicembre 1991, n. 447 (in
Gazz. Uff., 15 febbraio, n. 38).

Regolamento di attuazione della
legge 5 marzo 1990, n. 46, in materia di sicurezza degli
impianti.

Art. 1

Ambito di applicazione.

1. Per edifici adibiti ad
uso civile, ai fini del comma 1 dellíart. 1 della legge 5 marzo 1990,
n. 46, di seguito denominata <<legge>>, si intendono le
unità immobiliari o la parte di esse destinate ad uso abitativo, a
studio professionale o a sede di persone giuridiche private,
associazioni, circoli o conventi e simili.

2. Sono soggetti
allíapplicazione della legge, per quanto concerne i soli impianti
elettrici di cui allíart. 1, comma 1, lettera a), della legge, anche
gli edifici adibiti a sede di società, ad attività industriale,
commerciale o agricola o comunque di produzione o di intermediazione
di beni o servizi, gli edifici di culto, nonché gli immobili destinati
ad uffici, scuole, luoghi di cura, magazzini o depositi o in genere a
pubbliche finalità, dello Stato o di enti pubblici territoriali
istituzionali o economici.

3. Per impianti di utilizzazione
dellíenergia elettrica si intendono i circuiti di alimentazione degli
apparecchi utilizzatori e delle prese a spina con esclusione degli
equipaggiamenti elettrici delle macchine, degli utensili, degli
apparecchi elettrici in genere. Nellíambito degli impianti elettrici
rientrano anche quelli posti allíesterno di edifici se gli stessi sono
collegati ad impianti elettrici posti allíinterno. Gli impianti
luminosi pubblicitari rientrano altresì nello stesso ambito qualora
siano collegati ad impianti elettrici posti allíinterno.

4. Per
impianto radiotelevisivo ed elettronico si intende la parte
comprendente tutte le componenti necessarie alla trasmissione ed alla
ricezione dei segnali e dei dati ad installazione fissa funzionanti in
bassissima tensione, mentre tutte le componenti funzionanti a tensione
di rete nonché i sistemi di protezione contro le sovratensioni sono da
ritenersi appartenenti allíimpianto elettrico. Per gli impianti
telefonici interni collegati alla rete pubblica, continua ad
applicarsi il decreto 4 ottobre 1982 del Ministro delle poste e delle
telecomunicazioni, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 8 del 10
gennaio 1983, con riferimento allíautorizzazione, allíinstallazione e
agli ampliamenti degli impianti stessi.

5. Per impianto del gas a
valle del punto di consegna si intende líinsieme delle tubazioni e dei
loro accessori dal medesimo punto di consegna allíapparecchio
utilizzatore, líinstallazione ed i collegamenti del medesimo, le
predisposizioni edili e/o meccaniche per la ventilazione del locale
dove deve essere installato líapparecchio, le predisposizioni edili
e/o meccaniche per lo scarico allíesterno dei prodotti della
combustione.

6. Per impianti di protezione antincendio si intendono
gli idranti, gli impianti di spegnimento di tipo automatico e manuale
nonché gli impianti di rilevamento di gas, fumo e incendio.

Art.
2

Requisiti tecnico-professionali.

1. Con la dizione <<alle
dirette dipendenze di uníimpresa del settore>> di cui allíart.
3, comma 1, lettere b) e c), della legge deve intendersi non solo il
rapporto di lavoro subordinato ma altresì ogni altra forma di
collaborazione tecnica continuativa nellíambito dellíimpresa artigiana
da parte del titolare, dei soci o dei familiari.

Art. 3

Certificato
di riconoscimento dei requisiti tecnico-professionali.

1. Il
certificato di riconoscimento dei requisiti tecnico-professionali è
rilasciato alle imprese artigiane dalla commissione provinciale per
líartigianato che ha provveduto allíaccertamento dei requisiti a norma
dellíart. 4 della legge o al riconoscimento degli stessi a norma
dellíart. 5, comma 1.

2. Alle altre imprese singole o associate o al
responsabile tecnico di cui al comma 2 dellíart. 1 della legge, il
certificato di riconoscimento è rilasciato dalla camera di commercio
competente presso la quale è stata presentata la domanda di cui
allíart. 5, comma 2, della legge o presso la quale si è concluso
positivamente líaccertamento di cui allíart. 4 della legge ad opera
della commissione nominata dalla giunta della medesima camera di
commercio.

3. Il certificato è rilasciato sulla base di modelli
approvati con decreto del Ministro dellíindustria, del commercio e
dellíartigianato, che fisserà altresì le modalità per líeffettuazione
di periodiche verifiche circa la permanenza in capo alle imprese dei
requisiti tecnico-professionali.

Art. 4

Progettazione degli
impianti.

1. Fatta salva líapplicazione di norme che impongono una
progettazione degli impianti, la redazione del progetto di cui
allíart. 6 della legge è obbligatoria per líinstallazione, la
trasformazione e líampliamento dei seguenti impianti:

a) per gli
impianti elettrici di cui allíart. 1, comma 1, lettera a), della
legge, per tutte le utenze condominiali di uso comune aventi potenza
impegnata superiore a 6 kW e per utenze domestiche di singole unità
abitative di superficie superiore a 400 mq; per gli impianti
effettuati con lampade fluorescenti a catodo freddo, collegati ad
impianti elettrici per i quali è obbligatorio il progetto e in ogni
caso per impianti di potenza complessiva maggiore di 1200 VA rese
dagli alimentatori;

b) per gli impianti di cui allíart. 1, comma 2,
della legge relativi agli immobili adibiti ad attività produttive, al
commercio, al terziario e ad altri usi, quando le utenze sono
alimentate a tensione superiore a 1000 V, inclusa la parte in bassa
tensione o quando le utenze sono alimentate in bassa tensione qualora
la superficie superi i 200 mq;

c) il progetto è comunque obbligatorio
per gli impianti elettrici con potenza impegnata superiore o uguale a
1,5 kW per tutta líunità immobiliare provvista, anche solo
parzialmente, di ambienti soggetti a normativa specifica del Comitato
elettrotecnico italiano (CEI), in caso di locali adibiti ad uso medico
o per i quali sussista pericolo di esplosione o maggior rischio di
incendio;

d) per gli impianti di cui allíart. 1, comma 1, lettera b),
della legge, per gli impianti elettronici in genere, quando coesistono
con impianti elettrici con obbligo di progettazione nonché per gli
impianti di protezione da scariche atmosferiche in edifici di volume
superiore a 200 mc dotati di impianti elettrici soggetti a normativa
specifica CEI o in edifici con volume superiore a 200 mc e con
uníaltezza superiore a 5 metri;

e) per gli impianti di cui allíart.
1, comma 1, lettera c), della legge, per le canne fumarie collettive
ramificate, nonché per gli impianti di climatizzazione per tutte le
utilizzazioni aventi una potenzialità frigorifera pari o superiore a
40.000 frigorie/ora;

f) per gli impianti di cui allíart. 1, comma 1,
lettera e), della legge, per il trasporto e líutilizzazione di gas
combustibili con portata termica superiore a 34,8 kW o di gas medicali
per uso ospedaliero e simili, nel caso di stoccaggi;

g) per gli
impianti di cui allíart. 1, comma 1, lettera g), della legge, qualora
siano inseriti in uníattività soggetta al rilascio del certificato
prevenzione incendi e comunque quando gli idranti sono in numero pari
o superiore a 4 o gli apparecchi di rilevamento sono in numero pari o
superiore a 10.

2. I progetti debbono contenere gli schemi
dellíimpianto e i disegni planimetrici nonché una relazione tecnica
sulla consistenza e sulla tipologia dellíinstallazione, della
trasformazione o dellíampliamento dellíimpianto stesso, con
particolare riguardo allíindividuazione dei materiali e componenti da
utilizzare e alle misure di prevenzione e di sicurezza da adottare. Si
considerano redatti secondo la buona tecnica professionale i progetti
elaborati in conformità alle indicazioni delle guide dellíEnte
italiano di unificazione (UNI) e del CEI.

3. Qualora líimpianto a
base di progetto sia variato in opera, il progetto presentato deve
essere integrato con la necessaria documentazione tecnica attestante
tali varianti in corso díopera, alle quali, oltre che al progetto,
líinstallatore deve fare riferimento nella sua dichiarazione di
conformità.

Art. 5

Installazione degli impianti.

1. I materiali e
componenti costruiti secondo le norme tecniche per la salvaguardia
della sicurezza dellíUNI e del CEI, nonché nel rispetto della
legislazione tecnica vigente in materia di sicurezza, si considerano
costruiti a regola díarte.

2. Si intendono altresì costruiti a regola
díarte i materiali ed i componenti elettrici dotati di certificati o
attestati di conformità alle norme armonizzate previste dalla legge 18
ottobre 1977, n. 791, o dotati altresì di marchi di cui allíallegato
IV del decreto del Ministero dellíindustria, del commercio e
dellíartigianato 13 giugno 1989, pubblicato nel supplemento ordinario
alla Gazzetta Ufficiale n. 171 del 24 luglio 1989.

3. Gli impianti
realizzati in conformità alle norme tecniche dellíUNI e del CEI,
nonché alla legislazione tecnica vigente si intendono costruiti a
regola díarte.

4. Nel caso in cui per i materiali e i componenti gli
impianti non siano state seguite le norme tecniche per la salvaguardia
della sicurezza dellíUNI e del CEI, líinstallatore dovrà indicare
nella dichiarazione di conformità la norma di buona tecnica
adottata.

5. In tale ipotesi si considerano a regola díarte i
materiali, componenti ed impianti per il cui uso o la cui
realizzazione siano state rispettate le normative emanate dagli
organismi di normalizzazione di cui allíallegato II della direttiva
(CEE) n. 189/83, se dette norme garantiscono un livello di sicurezza
equivalente.

6. Per interruttori differenziali ad alta sensibilità si
intendono quelli aventi corrente differenziale nominale non superiore
ad 1A. Gli impianti elettrici devono essere dotati di interruttori
differenziali con il livello di sensibilità più idoneo ai fini d…

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