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Attuazione della direttiva 92 / 59 / CEE relativa alla sicurezza gener...

Attuazione della direttiva 92 / 59 / CEE relativa alla sicurezza generale dei prodotti.

Decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 115 (in Gazz. Uff., 20 aprile
1995, n. 92).

Attuazione della direttiva 92 / 59 / CEE relativa alla
sicurezza generale dei prodotti.

Art. 1

Obiettivi e ambito di
applicazione.

1. Le disposizioni del presente decreto sono intese a
garantire che i prodotti immessi sul mercato siano sicuri.

2. Le
disposizioni del presente decreto si applicano laddove non esistono,
nella normativa vigente, disposizioni specifiche sulla sicurezza dei
prodotti; in particolare:

a) se una normativa specifica disciplina
gli obblighi di sicurezza di un prodotto, gli articoli 2, 3 e 4 non si
applicano a tale prodotto;

b) se una normativa specifica disciplina
solo taluni requisiti di sicurezza o categoria di rischio di un
prodotto, le disposizioni del presente decreto si applicano solo per
gli aspetti non disciplinati.

3. Le disposizioni del presente decreto
non si applicano ai prodotti di cui al decreto legislativo 3 marzo
1993, n. 123.

Art. 2

Definizioni.

1. Ai fini del presente decreto
si intende per:

a) prodotto: il prodotto nuovo, di seconda mano o
rimesso a nuovo destinato al consumatore o suscettibile di essere
utilizzato dal consumatore, ceduto a titolo oneroso o a titolo
gratuito nellíambito di uníattività commerciale; tuttavia le
disposizioni del presente decreto non si applicano al prodotto di
seconda mano ceduto come pezzo díantiquariato o come prodotto da
riparare o da rimettere a nuovo prima dellíutilizzazione, purché il
cedente ne informi per iscritto il cessionario;

b) prodotto sicuro:
il prodotto che, in condizioni di uso normale o ragionevolmente
prevedibile, compresa la durata, non presenta alcun rischio oppure
presenta unicamente rischi minimi compatibili con líimpiego del
prodotto o considerati accettabili nellíosservanza di un livello
elevato di tutela della salute e della sicurezza delle persone, in
funzione, in particolare, dei seguenti elementi:

1) caratteristiche
del prodotto, in particolare composizione, imballaggio, modalità di
assemblaggio e di manutenzione;

2) effetto del prodotto su altri
prodotti, quando è ragionevolmente prevedibile il loro uso
congiunto;

3) presentazione del prodotto, etichettatura, eventuali
istruzioni per líuso, eliminazione nonché qualsiasi altra indicazione
o informazione fornita dal produttore;

4) categorie di consumatori
che si trovano in condizioni di maggiore rischio nellíutilizzazione
del prodotto, con particolare riguardo ai minorenni;

c) prodotto
pericoloso:

il prodotto che non risponde alla definizione di
<<prodotto sicuro>> ai sensi della lettera b);

la
possibilità di raggiungere un livello di sicurezza superiore a quello
della normativa vigente o di procurarsi altri prodotti che presentano
un rischio minore non costituisce un motivo sufficiente per
considerare un prodotto <<pericoloso>>;

d)
produttore:

1) il fabbricante del prodotto stabilito nella Comunità
europea e qualsiasi altra persona individuabile come tale mediante
líapposizione sul prodotto del nome, del marchio o di altro segno
distintivo, o colui che rimette a nuovo il prodotto;

2) il
rappresentante con sede nella Comunità europea, quando il fabbricante
ha sede in un Paese terzo, o, in mancanza, líimportatore del
prodotto;

3) gli altri operatori professionali della catena di
commercializzazione, quando la loro attività può incidere sulle
caratteristiche di sicurezza del prodotto;

e) distributore:
líoperatore professionale della catena di commercializzazione la cui
attività non incide sulle caratteristiche di sicurezza del
prodotto.

Art. 3

Obblighi del produttore e del distributore.

1. Il
produttore deve immettere sul mercato solo prodotti sicuri.

2. Il
produttore deve fornire al consumatore le informazioni utili alla
valutazione e alla prevenzione dei pericoli derivanti dallíuso
normale, o ragionevolmente prevedibile, del prodotto, se non sono
immediatamente percettibili senza adeguate avvertenze.

3. Oltre
quanto previsto al comma 2, il produttore deve adottare misure
adeguate in relazione alle caratteristiche del prodotto per consentire
líindividuazione dei pericoli connessi al suo uso, come la marcatura
del prodotto o della partita di prodotti in modo da poterne consentire
líidentificazione singolarmente o per lotti, le verifiche mediante
campionamento, líesame dei reclami presentati e

líinformazione dei
distributori in merito ai risultati dei controlli.

4. Il produttore,
il quale accerta che un prodotto non è sicuro deve prendere tutte le
iniziative necessarie per garantire líimmissione e la presenza sul
mercato di prodotti sicuri, ivi compreso, ove necessario e con spese a
proprio carico, il ritiro del prodotto dal mercato; líesito dei
controlli svolti deve essere comunicato al distributore qualora siano
necessari adempimenti da parte di questíultimo ai sensi del comma
5.

5. Il distributore deve agire con diligenza nellíesercizio della
sua attività per garantire líimmissione sul mercato di prodotti
sicuri; in particolare, è tenuto:

a) a non distribuire prodotti di
cui conosce o avrebbe dovuto conoscere la pericolosità in base alle
informazioni in suo possesso e nella sua qualità di operatore
professionale;

b) a favorire il controllo sulla sicurezza del
prodotto immesso sul mercato, trasmettendo le informazioni concernenti
i rischi derivanti dallíuso del prodotto al produttore, alle autorità
competenti e collaborando alle azioni intraprese per evitare tali
rischi.

6. Il produttore e il distributore sono tenuti a consentire i
controlli, conformemente alle modalità previste e ad assicurare agli
incaricati la necessaria assistenza per líesercizio delle loro
funzioni, anche impartendo opportune istruzioni ai propri
dipendenti.

Art. 4

Presunzione e valutazione di sicurezza.

1. In
mancanza di specifiche disposizioni comunitarie si presume sicuro il
prodotto conforme alla normativa vigente nello Stato membro in cui il
prodotto stesso è commercializzato.

2. In assenza della normativa
specifica di cui al comma 1, la sicurezza del prodotto è valutata in
base alle norme nazionali non cogenti che recepiscono una norma
europea o, se esistono, alle specifiche tecniche comunitarie.

3. In
assenza delle norme o specifiche tecniche di cui al comma 2, la
sicurezza del prodotto è valutata in base alle norme nazionali emanate
dagli organismi nazionali di normalizzazione, ai codici di buona
condotta in materia di sicurezza vigenti nel settore interessato
ovvero a metodologie di controllo innovative nonché al livello di
sicurezza che i consumatori possono ragionevolmente aspettarsi.

4.
Fatte salve le disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 3 le autorità
competenti adottano le misure necessarie per limitare líimmissione sul
mercato o chiedere il ritiro dal mercato del prodotto, se questo si
rivela comunque pericoloso per la salute e la sicurezza del
consumatore.

Art. 5

Procedure di consultazione e coordinamento.

1.
I Ministeri dellíindustria, del commercio e dellíartigianato, della
sanità, del lavoro e della previdenza sociale, dellíinterno, delle
finanze e dei trasporti, competenti per i controlli di cui allíart. 6,
provvedono, nellíambito delle ordinarie disponibilità di bilancio,
alla realizzazione di un sistema di scambio rapido di informazioni
attraverso un adeguato supporto informativo in conformità alle
prescrizioni stabilite in sede comunitaria che consenta anche
líarchiviazione e la diffusione delle informazioni.

2. I criteri per
il coordinamento dei controlli previsti dallíart. 6 sono stabiliti in
una apposita conferenza di servizi fra i competenti uffici dei
Ministeri di cui al comma 1 da convocare almeno due volte líanno
presso il Ministero dellíindustria, del commercio e
dellíartigianato.

3. La conferenza di cui al comma 2 tiene conto
anche dei dati raccolti ed elaborati nellíambito del sistema
comunitario di informazione sugli incidenti domestici e del tempo
libero.

4. Alla conferenza di cui al comma 2 possono presentare
osservazioni gli organismi di categoria della produzione e della
distribuzione nonché le associazioni di tutela degli interessi dei
consumatori e degli utenti operanti a livello nazionale, secondo le
modalità definite dalla conferenza medesima.

Art. 6

Controlli.

1.
Le amministrazioni di cui allíart. 5, comma 1, secondo le rispettive
competenze, controllano che i prodotti immessi sul mercato siano
sicuri; líelenco delle amministrazioni, degli uffici o organi di cui
si avvalgono ed i relativi aggiornamenti sono comunicati alla
Commissione europea dal Ministero dellíindustria, del commercio e
dellíartigianato, su indicazione della amministrazione competente.

2.
Ai fini dellíespletamento dei controlli di cui al comma 1, le
amministrazioni di cui allíart. 5, comma 1, possono anche avvalersi di
laboratori di prova esterni purché accreditati almeno secondo le norme
della serie UNI EN 45000.

3. Le amministrazioni di cui allíart. 5,
comma 1, provvedono, in misura proporzionale alla gravità del rischio,
a:

a) disporre, anche dopo che un prodotto sia stato immesso sul
mercato come prodotto sicuro, adeguate verifiche delle sue
caratteristiche di sicurezza fino allo stadio dellíutilizzo o del
consumo, anche procedendo ad ispezioni presso gli stabilimenti di
produzione e di confezionamento, presso i magazzini di stoccaggio e
presso i magazzini di vendita;

b) esigere tutte le informazioni
necessarie dalle parti interessate;

c) prelevare campioni di un
prodotto o di una linea di prodotti per sottoporli a prove ed analisi
volte ad accertare la rispondenza ai criteri di cui allíart. 4,
redigendone processo verbale di cui deve essere rilasciata copia agli
interessati;

d) sottoporre líimmissione del prodotto sul mercato a
condizioni preventive in modo da renderlo sicuro e disporre
líapposizione sul prodotto di adeguate avvertenze sui rischi che esso
può prese…

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